CHE
COSA DOBBIAMO FARE CON GESU’ ?
(Kevin J. Todeschi)
Io sono il buon pastore : il buon
pastore offre la vita per le pecore...Io sono il buon pastore, conosco
le mie pecore, e le mie pecore conoscono me. Come il Padre conosce me,
così conosco il Padre: e offro la mia vita per le pecore. E ho
altre pecore che non sono di quest’ovile: anche queste io devo condurre,
e ascolteranno la mia voce, e diventeranno un solo gregge, e un solo pastore.
(Giovanni 10:11, 14-16)
Per un periodo di tre anni Gesù il Nazareno ammassò un gruppo
di seguaci che avrebbero infine iniziato una delle più grandi trasformazioni
religiose che il mondo avrebbe mai conosciuta. Queste persone, da tutti
i sentieri e stazioni della vita, Lo seguirono per le Sue promesse, il
fascini della Sua presenza, e l’impatto del Suo ministero. Forse,
più che qualsiasi altra cosa, erano i miracoli di guarigione di
Gesù che all’inizio attirarono così tanto a Lui. La
sua fama si diffuse in tutta la Terra Santa e, quasi con altrettanta rapidità,
nacquero i dissensi sul chi era questo Uomo ? Il consenso unanime su quell’unica
domanda ha eluso gran parte dell’umanità negli ultimi 2000
anni.
In tutta la storia le prospettive che la gente ha avuto sulla vita e gli
insegnamenti di Gesù sono state varie, spesso anche in contrasto
fra di loro. Alcuni individui coinvolti nelle cosiddette “filosofie
della New Age” o negli studi religiosi comparativi hanno spesso
deciso che Gesù fosse “solo un insegnante”. Altri hanno
deciso di ignorarLo del tutto. E’ stato solo un profeta ? I membri
delle religioni non cristiane possono aver ignorato la Sua vita e il Suo
ministero. Altri possono aver detto: “Be’, i cristiani sono
stati crudeli con me, e perciò Gesù non mi interessa.”
E’ stato un Uomo che ha commesso bestemmia pensando a Se Stesso
come Dio ? Persino fra coloro che si chiamano cristiani non esiste un
accordo perfetto sulla Sua divinità. Come risultato delle dispute
sul significato della Sua vita e del Suo ministero ci sono dozzine di
fazioni confessionali, accuse di eresia, scismi di fede e innumerevoli
guerre. E’ stato l’unico Figlio di Dio ? E’ stato un
Dio che divenne umano, o è sempre stato un Dio ? Queste e molte
altre domande abbondano.
Cercare di comprendere la natura di Gesù e il significato della
Sua vita è qualcosa che la maggior parte di noi ha fatto. Da bambino,
crescendo nella chiesa cattolica, ebbi la massima difficoltà a
capire uno degli insegnamenti religiosi che era la credenza che solo coloro
che erano battezzati avevano la possibilità di salvarsi. Non potevo
fare a meno di preoccuparmi di coloro che non avevano mai sentito di Gesù
o quelli che erano stati morti molto prima che Egli fosse nato o quelli
che sembravano molto spirituali, ma erano di un'altra fede. Se eravamo
tutti figli di Dio, perché Dio non voleva darci tutti la stessa
possibilità di andare in paradiso ? Benché ci fossero sicuramente
dei tentativi di rispondere a questa mia domanda, le risposte non soddisfacevano
il mio bisogno di logica. Semplicemente non ci sembrava essere alcun senso
nel fatto che Dio avesse stabilito le cose in quel modo.
Nello stesso periodo all’incirca scoprii che anche quelli che sapevano
di Gesù non erano necessariamente d’accordo l’uno con
l’altro. Infatti, crescere nello Utah in una casa cattolica voleva
dire fare alcuni brevi incontri con il pregiudizio che mi confusero le
idee del tutto e che addirittura mi ferirono. L’estate scorsa, più
di trent’anni più tardi, incontrò nuovamente il “pregiudizio
religioso”, quando due individui di una grande compagnia di audiovisivi
si rifiutarono con me su un progetto che stavo facendo per l’A.R.E.
, a causa del mio legame con il materiale di Edgar Cayce e perché
loro erano dei “cristiani rinati”. Era ancora doloroso e alquanto
ironico pensare che certe persone non volevano aver a che fare con me,
perché loro amavano Gesù.
Continuano fino ad oggi storie sull’evitare gli altri e su animosità
incredibili a cui cristiani e non cristiani allo stesso modo si sono sottoposti
reciprocamente per questa questione di Gesù. Di fronte a tale disaccordo
e confusione qualsiasi tentativo per una riconciliazione fra le fazioni
deve essere impossibile. Oppure no ? C’è forse un altro modo
di considerare la vita di Gesù in una maniera che unifichi piuttosto
che dividere l’umanità ? La prospettiva trovata nel materiale
di Edgar Cayce suggerisce che esiste, ed è una prospettiva che
offre alcune intuizioni stimolanti e profonde.
Per la maggior parte di noi, indifferentemente dalla nostra formazione
religiosa - se ci chiamiamo cristiani, ebrei, musulmani, buddisti o indù,
o anche agnostici - il Gesù con cui siamo stati cresciuti non è
necessariamente il Gesù nei readings di Edgar Cayce. Però,
se lo esaminiamo da vicino, sembra il Gesù che incontriamo nella
Bibbia. Guardiamo più da vicino la prospettiva dei readings. Chi
è stato questo Gesù di Nazareth ? e Che cosa dobbiamo fare
con questo Uomo ?
Gesù come Fratello
Maggiore
Queste cose ve le ho dette, affinché
in me possiate avere pace. Nel mondo avrete delle tribolazioni: ma state
allegri; io ho superato il mondo. (Giovanni 16:33)
Essenzialmente i readings presentano
Gesù come il nostro “Fratello maggiore”, come un’anima
che venne per mostrare ad ognuno di noi la via del ritorno alla nostra
Fonte spirituale, manifestando in modo perfetto le leggi del Creatore.
Parte della Sua missione fu dimostrare pienamente la consapevolezza vivente
dello Spirito sulla terra - qualcosa che ognuno di noi dovrà fare
col tempo. Alla fine saremo tutti sfidati a manifestare lo stesso modello
nella nostra vita attraverso servizio e amore incondizionato. Infatti,
la vita di Gesù fatto di servizio per gli altri ci dà un
esempio per tutta l’umanità. Come dichiara un reading:
Poiché il Maestro, Gesù, proprio il Cristo, è il
modello per ogni uomo sulla terra, che egli sia pagano o ebreo, parto
o greco. Poiché tutti hanno il modello, che facciano appello a
quel nome o no... 3528-1
Questo modello di perfezione viene
chiamato la Coscienza Cristica, “descritta come la consapevolezza
in ogni anima, impressa come schema sulla mente e in attesa di essere
risvegliata dalla volontà, dall’unità dell’anima
con Dio.” (5749-14) Indifferentemente dalle credenze religiose o
personali degli individui questo modello di Cristo esiste come potenziale
in ogni fibra del loro essere. E’ quella parte di noi tutti che
è in perfetto accordo con il Creatore e che sta semplicemente in
attesa per trovare espressione nella nostra vita.
Un uomo di trentotto anni, che principalmente desiderava delle informazioni
supplementari su come poter manifestare meglio lo scopo della sua vita,
chiese un chiarimento sulle parole “Gesù” e “Cristo”:
D- Qual è il significato
e l’importanza delle parole Gesù e Cristo . . .?
R- Proprio come indicato. Gesù è l’uomo - l’attività,
la mente, i rapporti che aveva con gli altri. Sì, Egli pensava
agli amici, Egli era amorevole, Egli era gentile, Egli era dolce. Egli
diventò fragile, Egli diventò debole - eppure ottenne quella
forza che Egli ha promesso, nel diventare il Cristo, soddisfacendo e superando
il mondo ! Tu sei reso forte - nel corpo, nella mente, nell’anima
e nello scopo - da quel potere nel Cristo. Quindi, il potere è
il Cristo. Il è modello in Gesù. 2533-7
Questo potere trasformativo della
Coscienza Cristica viene risvegliata quando gli individui agiscono in
accordo con il modello stabilito dall’esempio della vita di Gesù.
Infatti, questo risveglio è lo scopo essenziale per cui ogni anima
entra nella vita:
D- Qual è lo scopo principale
di questa incarnazione ?
R- Per glorificare la Coscienza Cristica sulla terra - nella vita di coloro
con cui vieni a contatto , e per viverla tu stesso. 2441-4
In altre parole, uno degli scopi
per ognuno di noi è vivere un “ministero di guarigione”.
Ciò che Gesù ha fatto, lo siamo chiamati tutti a fare, e
dal racconto biblico è chiaro che Egli guarì chiunque Gli
si presentò.
Hugh Lynn Cayce era solito riferirsi allo stesso argomento quando diceva:
“Guariamo o feriamo ogni singolo individuo con cui veniamo a contatto
attraverso i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni.”
L’impatto che abbiamo gli uni con gli altri è incalcolabile.
Eppure, se lo desideriamo, i nostri passi possono essere guidati lungo
il sentiero della nostra vita, perché Gesù è un Maestro
vivente, un Fratello maggiore che ci assisterà nella nostra vita
quotidiana e ci indicherà la direzione che dobbiamo prendere. Essenzialmente
possiamo aspettarci che quella direzione sia il servizio agli altri -
ciò che Cayce a volte chiamava “preferire” qualcun
altro o mettere le loro necessità al primo posto:
...“Amatevi l’un l’altro”,
in tale modo che tu preferisca persino quelli che parlano male di te sopra
di te, persino colui che vorrebbe farti del male, persino colui che parla
in modo sgarbato, ingiusto; tu preferisci loro e il loro approccio a quel
trono al di sopra del tu sé. Questo è il modo. Questa è
la via, la Sua via. Poiché Egli è la via, la verità
e la luce. In Lui non vi è oscurità. . . E troverai, come
arrivano i giorni, come passano le settimane, che ti sarà mostrato
giorno per giorno il passo successivo. 683-2
Gesù come Maestro
Vivente
Perché tutti siano una
sola cosa. Come tu, Padre, sei in me, e io in te, siano anch’essi
in noi una cosa sola: perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro; perché
siano una cosa sola, proprio come noi . . . (Giovanni 17:21-22)
Proprio come un fratello più
grande può a volte fornire introspezione e consigli per alcune
delle difficoltà della vita - perché egli o ella le ha passate
prima - Gesù come Fratello maggiore può assisterci nell’affrontare
le sfide della vita. Ciò che può sorprendere gli individui
è che questo fatto non ha nulla a che fare con la religione, ha
a che fare con spiritualità e con la scoperta del nostro vero rapporto
con Dio - un rapporto che condividiamo con Gesù.
Quando chiese come affrontare le difficoltà personali un individuo
ebbe come risposta:
Riguardo al come affrontare ogni
problema: Portalo a Gesù ! Egli è la tua risposta. Egli
è Vita, Luce e Immortalità. Egli è Verità,
ed è tuo Fratello maggiore. . . “Che cosa vorrebbe Gesù
che io facessi” per ogni domanda nei tuoi rapporti con il tuo prossimo,
nella tua casa, nei tuoi problemi giorno per giorno. Questa piuttosto
dovrebbe essere la domanda, più che “Che cosa dovrei fare
?” 1326-1
Alcuni anni fa un’esperienza
personale mi convinse che l’interesse del nostro Fratello maggiore
nella direzione della nostra vita non è semplicemente un credo
intellettuale o una questione di fede; è, invece, una verità
letterale. Una notte, dopo un incontro molto inspirante del gruppo di
studio, tornai a casa e mi preparai per addormentarmi. Una parte della
discussione di gruppo di quella sera era stata l’idea che fosse
possibile ricevere una guida utile e significativa dai nostri sogni. Con
ciò in mente misi un taccuino e una penna sul mio comodino e scrissi
la domanda: “Che tipo di guida posso ricevere per la mia crescita
spirituale personale ?” Una parte del sogno che ebbi quella notte
è come segue:
“. . .ero in Egitto. William
(un individuo che conobbi attraverso l’A.R.E.) disse che un uomo
con degli occhi bellissimi, circondato dalla luce, mi stava aspettando
in una parte di un’altra piramide. Sapevo che l’uomo era Gesù
e che ero in ritardo, perché Egli mi aveva aspettato per molto,
molto tempo. Strada facendo passai vicino ai miei genitori che, penso,
mi dissero di sbrigarmi.
“Arrivai all’altra piramide e Gesù era veramente circondato
dalla luce. Aveva un aspetto così amorevole e comprensivo, e allo
stesso tempo sembrava così ‘a casa’ in mezzo a tutta
la gente che Gli sedeva intorno. Mi fece sedere vicino a Lui, e tutti
cominciarono a farmi delle domande su dei passi di danza che Gesù,
apparentemente, mi aveva insegnato, e mi chiesero di voler insegnare a
loro ciò che avevo imparato. Ricordai vagamente il fatto che Gesù
mi aveva insegnato alcuni passi di danza, ma non mi ricordavo come erano,
eppure mi ritrovai a dire a tutti che avrei senz’altro insegnato
loro ciò che avevo imparato. Gesù mi guardò amorevolmente
di tanto in tanto, e una volta dovetti fermarmi quando mi resi conto che
stavo pensando una cosa poco gentile di un’altra persona...Gesù
mi guardò e mi ricordò ciò che avevo pensato e mi
disse che, più che ogni altra cosa, avevo bisogno di cominciare
a lavorare sui miei pensieri...” Diario dei Sogni, 18 maggio, 1982
Mi svegliai la mattina dopo, convinto
di aver ricevuto una risposta specifica alla mia domanda, ed era una risposta
che era venuta da Gesù Stesso. In aggiunta, il sogno mi dava anche
una possibile introspezione sull’aver lavorato nel passato con le
parole di Gesù e con le leggi universali.
L’idea che lo Spirito sia profondamente impegnato nelle attività
del mondo materiale non è poi tanto straordinaria, considerando
la verità sulla natura dell’umanità. Dalla prospettiva
dei readings non siamo semplicemente dei corpi fisici con delle anime,
ma invece siamo degli esseri spirituali che si manifestano sulla terra.
La dinamica di questo legame profondo e letterale con Dio può essere
trovata in tutta la sacra scrittura - cominciano con la Genesi, quando
leggiamo che Dio fece gli umani nell’immagine del Creatore. Ma il
nostro rapporto con Dio come nostro Genitore non è stato forse
descritto più chiaramente che nella parabola del Figliol Prodigo
(Luca 15:11-24).
Questa parabola, raccontata da Gesù, descrive chiaramente il viaggio
dell’anima: all’inizio siamo stati con Dio; attraverso la
forza del nostro libero arbitrio eravamo in grado di fare delle scelte
che non erano necessariamente in perfetto accordo con il Creatore. A un
certo punto “sorgeremo” e decideremo di ritornare alla volontà
perfetta di Dio per noi - ed Egli ci incontrerà, mentre siamo ancora
molto distanti. Infatti, i readings constatano: “L’anima deve
quindi ritornare - ritornerà - al suo Creatore.” (272-9)
Uomo o Dio ? Come Noi
o del Tutto Unico ?
. . .Che farò dunque di
Gesù chiamato il Cristo ? (Matteo 27:22)
E’ semplicemente un fatto
storico che la vita di questo Uomo abbia influenzato profondamente il
corso degli eventi umani. Questo è innegabile. Oltre a questo però
c’è poca concordanza. Molto semplicemente, la domanda ancora
aperta è se Gesù era il Figlio di Dio o meno. Per secoli
i cristiani hanno risposto di sì emotivamente, i non cristiani,
altrettanto emotivamente, hanno risposto di no. Ma anche fra i cristiani,
ulteriori domande hanno spesso solo complicato il problema del come diverso
Gesù è dal resto di noi: Se Egli è diventato umano,
questo non fa supporre che Egli era come noi ? Ma se Egli era come noi,
come poteva essere Dio ? Generalmente la risposta sta da qualche parte
nel mezzo: Egli era come noi, eppure non come noi.
I readings di Edgar Cayce offrono un’altra alternativa. Infatti,
da questo punto di vista i non cristiani hanno ragione nella loro posizione
che Gesù non era l’unico Figlio di Dio, ma la ragione potrebbe
essere molto diversa da qualsiasi cosa che possano immaginare. I readings
non solo affermano che Gesù era il Figlio di Dio, ma constatano
anche la stessa cosa di ognuno di noi: noi siamo tutti figli di Dio e
fondamentalmente, un figlio non è diverso da qualsiasi altro. In
altre parole: Gesù era come ognuno di noi e, in definitiva, ognuno
di noi è destinato ad essere come Lui.
Sebbene tale idea possa dapprima ripugnare a molte persone, si trova la
prova per questa premessa sia nella Bibbia che nel materiale di Edgar
Cayce. Parlando dell’umanità, Gesù Stesso dichiara:
“Essi non sono del mondo, proprio come io non sono del mondo.”
(Giovanni 17:16) Sorprendentemente forse, un uomo d’affari ebreo
arrivò a questa stessa conclusione settant’anni fa nelle
domande che pose in un reading di Cayce basato su un reading precedente:
D- “Gesù fu fatto
perfetto, Dio entrò nel Suo. Noi siamo uomini non ancora perfetti,
Dio non ancora uguale a Dio. Egli rappresenta il nostro cosiddetto futuro,
il sentiero al trono.”
R- Corretto. Egli è il sentiero al trono, in quanto noi, uomo,
dobbiamo diventare come quell’Uno che dirige la via.
D- “. . Come noi, Gesù era sia Dio sia Uomo, finché
Egli diventò solo Dio.”
R- Corretto. 900-100
Prima di offenderci per questa
incredibile possibilità, gridando accuse di eresia o credendo che
l’idea sia l’opera del diavolo, dobbiamo guardare da vicino
la vita di Gesù. Non troveremo soltanto che Egli fu accusato di
bestemmia per questa stessa pretesa, ma troveremo che Egli affermò
questa verità per ognuno di noi:
Io e il Padre siamo una cosa sola.
Poi presero di nuovo delle pietre per lapidarlo. Gesù rispose loro,
Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale
di esse mi volete lapidare ? Gli risposero, dicendo, Non ti lapidiamo
per un’opera buona; ma per la bestemmia e perché tu, che
sei uomo, ti fai Dio. Rispose loro Gesù, Non è forse scritto
nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dei ? (Giovanni 10:30-34)
La legge a cui Gesù si
riferisce è l’Antico Testamento, in particolare il Salmo
Ottantadue che asserisce che non solo siamo figli di Dio, ma siamo inoltre
anche “dei” (in fase di sviluppo, si intende).
Anche se i cristiani fondamentalisti si sono offesi per la dichiarazione
che ognuno sia una parte di Dio, negli anni recenti sempre più
persone che lavorano con le tradizioni spirituali esoteriche hanno cominciato
a crederlo. Sfortunatamente, anche coloro che accettano questa premessa
hanno spesso dimenticato l’atteggiamento appropriato che dovrebbe
accompagnarla. In realtà, questa pretesa non è tanto vera
come constatazione verbale riferita a se stessi; invece è solo
vera in quanto diventiamo divini l’uno nei confronti dell’altro:
Poiché in verità
in Lui, il Padre-Dio, ti muovi e hai la tua esistenza. Agisci di conseguenza
! Non agire come se pensassi di essere un Dio! Puoi diventare tale, ma
quando lo diventi non pensi a te stesso. Poiché qual è il
modello ? Egli non pensò che fosse un furto renderSi uguale a Dio,
ma Egli agì di conseguenza sulla terra. Egli si tolse ogni condizione
o rango perché tu, attraverso la Sua grazia, attraverso la Sua
compassione, attraverso il Suo sacrificio, potessi avere un avvocato con
quella Prima Causa, Dio; quel primo principio, spirito. 4083-1
Dobbiamo Cominciare ad Agire come Gesù
Poiché io vi ho dato un
esempio, affinché voi facciate come io ho fatto a voi. (Giovanni
135)
Per anni ho combattuto con ciò
che significa realmente vivere in accordo con ciò che Gesù
vorrebbe che io facessi. Spesso ho evocato immagini di passi che dovevo
fare (anche se non con troppo successo) per “fare quello che avrei
dovuto fare”. Troppo spesso queste cose finivano per essere orientate
su una meta - come scrivere un articolo sui principi spirituali. Oppure
sembravano molto al di là della mia portata, desiderio o capacità
presenti - come vivere un’esistenza alla Madre Teresa. E’
solo relativamente di recente che ho cominciato a rendermi conto che la
vita è un progresso, non è una destinazione. Per me questo
significa che oggi, in qualunque circostanza mi trovi, ho la possibilità
di “sorgere e ritornare al Padre” per mezzo del modo in cui
interagisco con gli altri. Anche se questo pensiero deve ancora penetrare
nella profondità della mia consapevolezza (cioè, “reagisco”
ancora troppo spesso in modo non appropriato), è un frammento di
sapienza che continua a combaciare con il compito importante di “lavorare
sui miei pensieri” - cioè, lavorare su chi sono, piuttosto
che concentrarmi tanto su ciò che sto facendo.
Il Gesù che ci unisce è un Fratello maggiore profondamente
impegnato ad assistere il ritorno di ogni singola anima alla consapevolezza
della loro unità con Dio, fino a quando “ci sarà un
gregge e un pastore” (Giovanni 10:16). Questo Gesù non è
interessato alla conversione religiosa, al settarismo o alle grandi realizzazioni
personali; invece, Egli è semplicemente interessato nel come ci
trattiamo l’un l’altro. Questo stesso suggerimento fu dato
a Thomas Sugrue, l’autore di Vi è un Fiume. E, più
che ogni altra cosa, credo che sia questa guida che abbiamo l’opportunità
di imparare da Gesù, il nostro Modello, il nostro Fratello maggiore.
Che cosa [quindi] farai con questo Uomo, tuo Fratello maggiore, il tuo
Cristo che - perché il tuo destino possa essere sicuro in Lui -
ti ha mostrato la via più eccellente. Non in potenti atti di valore,
non nell’esaltazione della tua conoscenza o del tuo potere; bensì
nella dolcezza delle cose dello spirito: amore, gentilezza, sopportazione,
pazienza; queste cose tuo Fratello te le ha mostrate, perché tu,
applicandole nelle tue associazioni con il tuo prossimo giorno per giorno,
qui un po’, là un po’, possa diventare una cosa sola
con Lui, come Egli ha destinato che tu dovresti essere ! Ti vuoi separare
? Poiché non c’è nulla...che ti possa separare dall’amore
del tuo Dio, del tuo Fratello, tranne il tuo stesso sé! 849-11
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