Chiavi
per la Meditazione (Mark Thurston)
Spesso bisogna mettere insieme
le informazioni da molti diversi readings di Cayce per avere un quadro
comprensibile di qualche argomento. Per esempio, solo studiando diverse
decine di readings sull’interpretazione dei sogni si riesce ad avere
un’idea sull’orientamento di Cayce nei confronti del lavoro
sui sogni. Similmente la storia dell’antico Egitto emerge se si
mettono insieme i pezzi di centinaia di readings sulla vita.
Però nel caso della meditazione siamo fortunati ad avere un singolo
reading che illustra eloquentemente un approccio a questa disciplina spirituale
cruciale. E’ vero che ci sono altri readings che aggiungono dettagli
importanti, ma questo discorso, dato come parte del Congresso A.R.E. del
1939 contiene i punti essenziali per una vita meditativa efficace. Le
seguenti sette parole e frasi sono le chiavi:
- anima
- sintonizzazione
- desiderio di conoscere
- purificazione
- centri spirituali
- credere
- fiducia e applicazione
La meditazione viene presentata
come un’attività dell’anima umana, anche se molte persone
dubitano dell’esistenza di tale cosa. Ma il paragrafo 9 presenta
la prova che dovrebbe convincere chiunque che siamo di più che
solo un corpo fisico governato da leggi meccaniche. Siamo in grado di
immaginare che le cose possano essere migliori; abbiamo una vita interiore
di aspirazioni e moralità. Tutto questo dovrebbe essere un’indicazione
convincente che trascendiamo il nostro corpo fragile, mortale. La meditazione
è un’attività in cui ci colleghiamo coscientemente
con il lato senza tempo, senza limiti di noi stessi.
Sintonizzazione è un’altra chiave. Molti credono che la definizione
più bella mai data in un reading di Cayce della parola meditazione
sia qui il breve paragrafo 8, una definizione in cui la sintonizzazione
è il punto focale. La definizione comincia con una distinzione
fra la vera meditazione e altre forme di coscienza rilassata, alterata.
Sia “riflettere” sia “sognare a occhi aperti”
può essere un modo produttivo per giungere ad un’introspezione
creativa (molto simile a ciò che Carl Jung chiamò “immaginazione
attiva”), ma la meditazione è qualcosa di diverso. E’
più indirizzata, più cosciente e più intenta ad un
allineamento immediato dei nostri tre componenti essenziali: corpo, mente
e spirito. Infatti un’aggiunta alla breve definizione di paragrafo
8 si trova nel paragrafo 10, dove l’influenza sintonizzante, allineante
è connessa al nostro desiderio di conoscere il nostro Creatore.
In alcune tradizioni religiose il desiderio viene descritto come problematico,
proprio la caratteristica che ci tiene lontani dall’illuminazione.
Nella filosofia di Cayce il desiderio può operare in entrambi i
modi - a volte ci tiene legato al passato e ai schemi karmici, ma altre
volte come il desiderio di sperimentare la verità. E’ questo
potenziale liberatore del desiderio che agisce come una delle chiavi alla
meditazione. Le parole del paragrafo 10 risuonano nel paragrafo 23: “attraverso
il desiderio di conoscere Lui per prima cosa.”
Purificazione è un’altra chiave, la base dell’approccio
o della tecnica. Certe condizioni ci impediscono la sintonizzazione, ed
è attraverso i metodi di purificazione che mettiamo da parte queste
cose e facciamo emergere uno stato più naturale - uno stato di
sintonizzazione. Ma che cosa significa purificarsi ? La risposta è,
naturalmente, notevolmente diversa per ogni persona. Ad un livello fisico
può significare rendere il proprio corpo più sano attraverso
alimentazione, esercizio e pulizia interiore. Ad un livello psicologico
si riferisce senza dubbio alla necessità di sbarazzarsi di risentimenti,
paure, dubbi o frustrazioni particolari. Come lo formula un altro reading
di questa stessa serie: “La meditazione è svuotare il sé
da tutto ciò che impedisce le forze creatrici dal sollevarsi lungo
i canali naturali dell’uomo fisico...” (281-13) Quel “vuotare
il sé” - non importa quale forma possa prendere - è
la purificazione.
Collegato alla purificazione del corpo fisico e di quello mentale è
il concetto dei sette centri spirituali che creano un nesso diretto con
il corpo spirituale e con la coscienza superiore. Vi sono dei “contatti
fisici nel tuo stesso corpo con la tua stessa anima, la tua stessa mente”
(paragrafo 22). Dapprima menzionati nel paragrafo 14, questi sette centri
(o chakra, come sono noti nelle tradizioni religiose orientali) sono i
riflessi di sette aspetti della vita umana e delle sue potenzialità.
Il principio dei centri spirituali è una chiave alla meditazione,
perché dimostra che ognuno di noi è stato “costruito”
in tal modo che il contatto diretto con il regno spirituale non solo è
possibile ma anche del tutto naturale.
Eppure, malgrado l’utilità delle chiavi alla meditazione
già illustrata, molti dubitano la propria capacità di meditare
con successo. Essi si preoccupano del fatto che il contatto diretto con
il lato spirituale della vita sia qualcosa che accadeva ai personaggi
dei tempi biblici, ai saggi dell’oriente o ai mistici nei conventi
del Medio Evo, ma non alla persona media del ventesimo secolo tecnologico
e scettico. Non è sorprendente che un’altra delle chiavi
di Cayce alla meditazione sia la necessità di credere. Il paragrafo
19 lo dice in modo conciso: Se volete meditare, se volete conoscere la
vostra propria anima, allora dovete prima credere che ci sia davvero un
mondo spirituale e un Creatore. Senza quella base non può succedere
granché. Il proprio progresso nell’approfondire l’esperienza
della meditazione può svolgersi piano piano - c’è
una curva di apprendimento proprio come con ogni mestiere (vedi paragrafo
12) - ma il processo non può nemmeno avviarsi senza l’apertura
resa possibile dalla fede.
Infine, questo reading ci ricorda l’importanza della fiducia e dell’applicazione.
Confidate che una nuova comprensione, introspezione e guida possano essere
sottoprodotti della meditazione regolare. “...venite con il cuore
aperto, indagatore, contrito, desiderosi di farvi indicare la via.”
E quando questo aiuto arriva dobbiamo aver fiducia in esso - “non
voltare la faccia dall’altra parte” - e metterlo in pratica.
Questa chiave finale ci ricorda che la meditazione non è solo stare
seduti immobili nel silenzio per 10 o 20 o 30 minuti. La meditazione è
un modo di vivere, un modo di essere nella vita quotidiana che applica
la calma, la visione e la comprensione che è stata raggiunta.
Il Reading
Questo reading psichico, 281-41,
fu dato da Edgar Cayce all’Hotel Warner, 34 & Ocean, Virginia
Beach, Virginia, il 15 giugno 1939 (Quando Libro I, A Search For God [Alla
Ricerca di Dio] venne pubblicato nel 1942 questo reading fu incluso nel
capitolo sulla Meditazione.).
Presenti: Edgar Cayce; Gertrude Cayce, conduttrice; Gladys Davis, stenografa;
Hugh Lynn Cayce e membri locali, ecc.
1 Gertrude Cayce: Avrete davanti
a voi quelli che sono riuniti qui, i quali richiedono informazioni sulla
meditazione utili a loro e ad altri.
2 Edgar Cayce: Nella mente di molti vi è poca o nessuna differenza
fra meditazione e preghiera. E vi sono riuniti molti qui che, attraverso
i loro studi di varie forme, hanno idee molto precise sulla meditazione
e la preghiera.
3 Ci sono altri che non se ne curano se ci sono cose come la meditazione,
bensì dipendono da qualcun altro che pensi per loro, oppure che
sono soddisfatti che le circostanze facciano il loro corso- e sperano
che un giorno o l’altro, in qualche luogo, le condizioni e le circostanze
si aggiustino in tale modo che la loro sorte sarà la migliore possibile.
4 Eppure, per la maggioranza di voi, ci deve essere qualcos’altro
- qualche desiderio, qualcosa che vi abbia spinto in un modo o nell’altro
a cercare di essere qui ora, affinché possiate cogliere qualcosa
da una parola, da un’azione, che vi dia speranza o che vi renda
più contenti della vostra sorte attuale, o per giustificarvi nella
direzione che state seguendo.
5 Ad ognuno di voi vorremmo quindi dare una parola:
6 Voi tutti vi trovate confusi a volte sulla domanda da dove venite e
dove state andando. Vi trovate con dei corpi, con delle menti - non tutti
belli, non tutti puliti, non tutti puri dal vostro stesso punto di vista
o da quello del vostro vicino. E ce ne sono molti che si preoccupano di
più dell’aspetto esteriore che di ciò che consiglia
il cuore nella sua attività o nella sua ricerca.
7 Ma, voi chiedete, che cosa ha questo a che fare con la Meditazione ?
Che cosa è la Meditazione ?
8 Non è essere assorti nei pensieri, non è sognare ad occhi
aperti; ma dato che trovate che i vostri corpi sono costituiti del fisico,
del mentale e dello spirituale, è il sintonizzare il corpo mentale
e il corpo fisico con la sua fonte spirituale ...
9 Molti dicono che non avete la consapevolezza di avere un’anima
- eppure il fatto stesso che sperate, che avete un desiderio per delle
cose migliori, il fatto stesso che siete in grado di essere dispiaciuti
o contenti indica un’attività della mente che si impadronisce
di qualcosa che non è temporaneo per natura - qualcosa che non
svanisce con l’ultimo respiro tirato, ma che si impadronisce delle
fonti stesse del suo inizio - l’anima - ciò che fu fatto
nell’immagine del vostro Creatore - non il corpo, no - non la vostra
mente, bensì la vostra anima fu fatta nell’immagine del vostro
Creatore.
10 Quindi è la sintonizzazione dei vostri attributi fisici e mentali
che cercano di conoscere i rapporti con il Creatore. Quella è la
vera meditazione.
11 Come fate ad effettuarla ? Come vi accingereste come individui ad imparare
a meditare ?
12 Perché dovete imparare a meditare—proprio come avete imparato
a camminare, a parlare, a fare con tutti gli attributi fisici della vostra
mente paragonati ai rapporti con i fatti, le attitudini, le condizioni,
gli ambienti di ciò che vi circonda tutti i giorni.
13 Ci deve quindi essere un contatto cosciente con ciò che è
una parte del vostro corpo fisico, del vostro corpo mentale con il corpo
della vostra anima o la vostra supercoscienza. I nomi indicano che le
avete dato misure e limiti, mentre l’anima è senza limiti
- ed è rappresentata da molti mezzi o misure o maniere nelle espressioni
nella mente di ognuno di voi.
14 Ma ci sono dei contatti fisici che l’anatomista non trova, o
coloro che cercano immaginazioni o le menti. Eppure si trova che all’interno
del corpo ci sono dei canali, ci sono dei dotti, ci sono delle ghiandole,
ci sono delle attività che eseguono nessuno sa che cosa! In un
essere vivente, movente, pensante. In molti individui tali (attività)
si assopiscono. Molte si sono atrofizzate. Perché ? Non-uso, non-attività
! perché solo i desideri dell’appetito, dell’indulgere
ai piaceri e cose del genere hanno nascosto o consumato le capacità
in questa direzione tanto da diventare, per così dire, materiale
di scarto nella vita spirituale di un individuo che ha in quel modo abusato
di quelle capacità, o le ha usate male, che gli sono state date
per l’attività maggiore.
15 Quindi purificate la mente se volete meditare. Come ? Dipende da ciò
che è il vostro concetto di purificazione ! Significa per voi un
mescolamento con un sacco di altre cose, o un mettere da parte il sé,
un lavaggio con l’acqua, una pulizia o un purificare con il fuoco
o che altro ?
16 Qualunque sia il vostro concetto, siate fedeli al vostro sé
interiore. Vivete quella scelta che fate - fatelo ! non ditelo semplicemente,
bensì fatelo !
17 Purificate il vostro corpo. State lontani dalle preoccupazioni del
mondo. Pensate a quello che fareste perché Dio vi incontrasse a
quattr’occhi. “Ah”, voi dite, “ma molti non sono
in gradi di parlare a Dio !” Molti, dite, sono timorosi. Perché
? Vi siete smarriti così tanto da non poter avvicinare Colui che
è onni-misericordioso ? Egli conosce i vostri desideri e le vostre
necessità e può solo dare secondo gli scopi che vorreste
realizzare nel vostro stesso sé.
18 Quindi purificate il vostro corpo, fisicamente. Santificate il vostro
corpo, come le leggi furono date nel passato, perché domani il
Signore vorrebbe parlare con voi - come un padre parla ai suoi figli.
Dio è cambiato ? Vi siete allontanati così tanto ? Non sapete
che, come Egli ha dato, “Se volete essere i miei figli io sarò
il vostro Dio” ? e “Anche se vi allontanate, se solo volete
chiamare, io ascolterò” ?
19 Se qualcuno di voi dice: “Sì, ma fu detto agli antichi
- noi non c’entriamo,” allora effettivamente non c’entrate.
Coloro che vorrebbero conoscere Dio, che vorrebbero conoscere la loro
stessa anima, che vorrebbero sapere come meditare o parlare con Dio devono
credere che Egli è - e che Egli ricompensa coloro che cercano di
conoscere e di eseguire i Suoi ordini.
20 Ciò che Egli diede nel passato è tanto nuovo oggi quanto
lo era all’inizio del rapporto dell’uomo o della ricerca dell’uomo
per conoscere la volontà di Dio, se solo volete fare appello a
Lui nel vostro sé interiore ! Sappiate che il vostro corpo è
il tempio del Dio vivente. Là Egli ha promesso di incontrarvi !
12 Avete paura ? Vi vergognate ? Avete sminuito le vostre opportunità,
avete diffamato il vostro stesso corpo e la vostra stessa mente tanto
da vergognarvi di incontrarvi con il vostro Dio nel vostro stesso tabernacolo
?
22 Quindi guai a voi - se non mettete la vostra casa in ordine. Poiché,
come è stato indicato, ci sono dei contatti fisici nel vostro stesso
corpo con la vostra stessa anima, la vostra stessa mente. Qualcuno deve
forse indicarvi che, se toccate un ago, si sente del dolore ? Vi dicono
che tale consapevolezza è un’attività della coscienza
che passa lungo il sistema nervoso verso e dal cervello. Quindi, allo
stesso modo ci sono dei contatti con ciò che è eterno nel
vostro corpo fisico. Poiché c’è la tazza che un giorno
dovrà rompersi, la corda che un giorno dovrà essere staccata
dal vostro stesso corpo fisico - ed essere assente dal corpo vuol dire
essere presente a Dio.
23 Che cosa è il vostro Dio ? Avete posto le vostre ambizioni solo
nella domanda se mangerete domani, o che cosa indosserete ? Voi di piccola
fede, voi di poca speranza, che permettete che questi diventino le questioni
dominanti nella vostra stessa coscienza ! Non sapete che appartenete a
Lui ? Poiché appartenete alla Sua creazione ! Egli ha voluto che
non periste, bensì ha lasciato a voi la scelta di diventare addirittura
consapevoli dei vostri rapporti con Lui o no. Nella vostra stessa casa,
nel vostro stesso corpo ci sono i mezzi per l’approccio—dapprima
attraverso il desiderio di conoscere Lui; mettendo quel desiderio in attività,
purgando il corpo, la mente di quelle cose di cui sapete o magari immaginate
che siano degli ostacoli—non quello che dice qualcun altro! Non
è quello che volete che qualcun altro ve lo dia! Come Mosè
diede molto tempo fa, non è chi scenderà dal cielo a portarvi
un messaggio, né chi viene da oltre i mari, ma guardate! Lo trovate
nel vostro stesso cuore, nella vostra stessa coscienza! Se volete meditare,
aprite il cuore, la mente! Fate che il vostro corpo e la vostra mente
siano dei canali affinché voi possiate fare le cose che chiedete
a Dio di fare per voi! Così Lo verrete a conoscere.
24 Chiedereste a Dio di fare qualcosa per voi che non fareste per vostro
fratello ? Se lo faceste siete egoisti - e non conoscete Dio. Poiché
come lo fate al più umile dei vostri fratelli lo fate al vostro
Creatore. Queste non solo soltanto parole - sono quello che sperimenterete
- ammesso che vogliate conoscerLo. Non è impossibile scoprirLo;
e se volete conoscerLo sintonizzatevi con Lui; convertitevi, guardate,
sperate, agite in tal modo da aspettarvi che Lui, il vostro Dio vi incontri
a quattr’occhi. “Non temete, sono io”, disse Colui che
venne a coloro che cercarono di conoscere il loro rapporto con il loro
Creatore. E dato che Egli arrivò a piedi nella notte, nell’oscurità,
anche sulle acque, essi ebbero paura. Sì, molti di voi hanno paura
a causa delle cose che sentite - perché dite: “Non capisco
- non comprendo!” Perché ? Vi siete sminuiti voi stessi,
il vostro corpo, la vostra mente, la vostra coscienza a tal punto da inaridire,
da rendere inefficaci quelle opportunità nella vostra stessa coscienza
di conoscere il vostro Creatore ?
25 Quindi a tutti voi:
26 Purificate il vostro corpo, la vostra mente. Dedicatevi alla preghiera,
sì - ma non come quello che pregò “Ti ringrazio di
non essere come gli altri”. Piuttosto fate che nel vostro cuore
ci sia quell’umiltà, poiché dovete umiliarvi se volete
conoscerLo; e venite con un cuore aperto, indagatore, contrito, desiderosi
di farvi mostrare la via.
27 E quando vi si mostra (la via), non voltate la faccia dall’altra
parte; bensì siate fedeli alla visione che ricevete. Ed Egli parlerà,
poiché la Sua promessa è stata : “Quando chiamerete
ascolterò e risponderò velocemente.” Quindi, quando
Egli parla, aprite il vostro cuore, la vostra mente alle opportunità,
alle glorie che sono vostre - se solo volete accettarle attraverso quel
sintonizzare, attraverso la meditazione, della vostra coscienza, del vostro
desiderio con il Dio vivente; e parlate e vivete dentro di voi come Egli
diede allora : “Gli altri possono fare come pare a loro, ma per
ciò che mi riguarda, io venererò - sì, servirò
il Dio vivente.”
28 Egli non è lontano da voi ! Egli è più vicino
della vostra mano destra. Egli sta davanti alla porta del vostro cuore
! Volete farLo entrare ? o Lo respingerete ?
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