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Ricorda, la capacità di
raggiungere una buona compagnia è essere capaci di essere interessati
in tutte le fasi delle esperienze di coloro con cui vieni a contatto e
di farle conoscere al sé. 1206-13
Poche anime individuali provano
veramente piacere nella compagnia di se stessi. Non semplicemente perché
amano se stessi di meno o perché si disprezzano di più.
Ma i loro pensieri e le loro cose, e le emozioni del corpo sono raramente
in armonia l’uno con l’altro - - o la loro individualità
e la personalità non riflettono la stessa ombra nello specchio
della vita. 3351-1
La solitudine è distruttiva,
ma in Lui puoi trovare compagnia. 845-4
La creazione è il desiderio
di Dio di compagnia e espressione. 5749-14
D- Dovrei continuare la vita da
sola ?
R- Se questo ti sembra une bene - o non ti sembra ? o è il sé
che stai cercando ! Fa’ qualcosa per qualcun altro ! Rendi la loro
vita felice, rendi la loro vita degna di essere vissuta e poi ci possono
essere quelle esperienze che verranno ! Ma sorgi a quella consapevolezza
che se vuoi avere la vita, se vuoi avere degli amici, se vuoi avere amore,
quelle cose le devi esternare. Poiché soltanto ciò che dai
via lo possiedi. 1786-2
Poiché le influenze dai
soggiorni sono naturalmente manifestati di più nelle emozioni,
o la consapevolezza attraverso vista, suono, gusto, olfatto e cose simili.
Questi danno quindi, come troviamo, tale variazione che, combinata con
le altre, rendono l’entità molto spesso SOLA dentro di sé;
e più è sola, più gente c’è intorno
all’entità. Eppure vi è lo stimolo di cercare compagnia
e associazioni nelle folle e nei luoghi e nelle influenze di cose e in
condizioni in cui le emozioni sono state l’attività che ha
dato fama o vibrazione, o anche un nome, al posto o alla condizione. 1747-3
Per quanto riguarda le apparizioni
sul piano terreno, queste - - come indicato - - sono state poche e lontane,
in rapporti con molti che l’entità contatta. Per cui l’incapacità
dei grandi numeri di apprezzare questa entità. Perciò a
volte dà una grande solitudine nell’esperienza materiale
dell’entità. Ma sappi che le leggi spirituali si applicano
anche al sé, e la tua preghiera sia sempre:
Signore, fa’ che io colmi quel posto nella vita degli altri, visto
che Tu hai dato e dai l’opportunità in tali quantità
e maniere che altri possano venire a sapere che la vita è di Te,
in Te. 1823-1
Nel dare le interpretazioni delle
esperienze [di vite passate] dell’entità - queste sono così
varie che potrebbero dapprima essere definite, anche dall’entità,
fantastiche. Ma ricorda - nell’analizzare il sé e i problemi
del sé - la lezione che deve essere imparata qui ed ora. E sappi
che non sei MAI sola se rimani fedele a quello scopo di poter essere tutt’uno
con Lui. Poiché la Sua promessa è stata: “Io non ti
lascerò - sarò con te per sempre.” E di nuovo puoi,
quando cerchi - - spesso - spesso - udire quella voce dentro di te: “Non
temere, sono io.” 2397-1
D- Perché ricevo così poco amore, considerazione e apprezzamento
da coloro a cui riversò più servizio e devozione ?
R- Studia ciò che ti è stato dato in relazione a questo,
e vedrai che è la pazienza che devi imparare, che devi aggiungere
a quelle virtù che ti hanno reso sempre la portatrice di fardelli
per molti i quei periodi in cui stava arrivando il risveglio.
Non ti perdere di coraggio a causa della tua solitudine, poiché
chi può essere solo con il Suo amore, le Sue promesse che dimorano
in te !
Queste cose possono produrre una fioritura e diventare attività
nella tua esperienza, e VOLONTA’ se vuoi dare sempre maggiore espressione
a quelle promesse che sono proprio per te.
Poiché Lui, come ha promesso, può portare alla tua memoria
TUTTE le cose - dalle fondamenta della terra. Sappi che il Signore è
vicino; e che coloro che sono vigili, che tengono fede CON te sono proprio
come quelli di una volta - quando ci sono le centinaia, anzi, le migliaia
che non hanno mai piegato le ginocchia a Baal, ma come te - hanno bisogno
solo di quella luce, di quella certezza che LUI E’ la luce di guida
! 1472-1
L’entità trova anche
che ci sono dei periodi in cui le piace essere sola. E fortunata davvero
è l’entità che ha applicato o può così
applicare il sé da trovare il sé una buona compagnia. In
quei periodi l’entità può scivolare in ciò
che a volte viene chiamato “sogni ad occhi aperti”, e allora
le capita di formulare degli ideali nella mente del sé, ed è
persino capace di visualizzare o pronunciare questi in un modo alquanto
poetico. Allora quando c’è un ritorno da questi, questi sono
piuttosto dei passatempi, ma dovrebbero essere mantenuti nell’esperienza.
E aggiungi a questo molto di ciò che può essere guadagnato,
in quei periodi, da uno studio del Verbo della Vita, il Libro, la Bibbia;
meditando su quei comandi, quelle promesse, quegli avvertimenti. Sono
le parole della vita; e vita significa qui quella continuazione di una
coscienza e lo studio dei rapporti del sé nei confronti delle Forze
Creatrici o Dio. 1664-2
L’entità non trova
la vita facile. L’entità trova che molti, in apparenza non
capiscono o comprendono gli scopi, le intenzioni, i desideri dell’entità.
Spesso l’entità si trova molto da sola, e a volte persino
fra amici stretti è sola.
Queste sono inclinazioni e tendenze che possono essere tratte dagli impulsi
composti latenti e manifesti, non solo dai soggiorni materiali, bensì
dagli impulsi manifestati attraverso i soggiorni astrologici. Così
questi diventano aspetti, prendendo a volte la forma di caratteristiche.
L’entità è un Uraniana nonché un’Atlanteana.
Così possiamo trovare dei periodi in cui l’entità
viene elevata quasi a stati di estasi, e poi si trova abbassata nel pantano
stesso della disperazione quando nulla sembra piacevole e quando non c’è
nulla che l’entità desidera fare - né desidera stare
con chi la circonda.
Perciò l’entità si riveste di immaginazioni, e queste
possono essere la scappatoia - se soltanto l’entità volesse
guardare nel profondo di se stessa per trovare i suoi ideali; e sapere
che nella mente, nel corpo, nelle forze spirituali ci deve essere unità,
con l’ideale in Lui che può per sempre essere il compagno.
Poiché ci sono quelle inclinazioni, quelle tendenze verso una prospettiva
sulla spiritualità e le cose spirituali che sono profondamente
radicate nell’entità. Eppure tanto è apparso solo
uno smalto, o un pretesto per una cattiva condizione, in molti che l’entità
ha frequentato o che l’entità ha conosciuto, fino a portare
disturbi e angoscia...
Quindi la tua fede, la tua speranza, la tua comprensione siano in Lui;
che non fallisce e le cui promesse sono sicure. Poiché Lui ha dato:
“Se mi amate manterrete i miei comandamenti . Se manterrete i miei
comandamenti io e il Padre verremo e dimoreremo con voi.”
Con quella certezza nel profondo del sé sappi che non puoi essere,
non sei mai sola. Poiché Lui cammina e Lui parla con coloro che
Lo amano e che Lo invitano nella propria confidenza, nei loro scopi, nelle
loro speranze e nei loro desideri. E Lui dà la vita più
abbondante. 2530-1
D- Perché predomina la costante consapevolezza di solitudine e
incompletezza ?
R- Anche se lo scopo è nella direzione giusta, la solitudine viene
avvertita a causa della sensazione di insicurezza. Che in te e attraverso
te sia quella luce che Lo ha circondava, persino nel giardino quando chiese
a quelli di stare vigili con Lui mentre Lui pregava. Circonda te stessa
di quella coscienza che arriva semplicemente chiamando il nome - Gesù,
il Cristo, lo stesso ieri, oggi e per sempre ! Questo porterà la
convinzione nel sé come ha fatto a Lui quando resistette alle tentazioni
del corpo, le tentazioni della mente, la tentazione dello scopo sulla
terra - e gli angeli Lo assistettero. Poiché per ogni entità,
ogni anima c’è sempre l’angelo ministrante davanti
al trono di grazia, il trono di Dio. L’angelo ministrante è
il proposito, lo spirito con cui fai ogni cosa nel rapporto con gli altri.
3357-2
Inizia all’inizio. Impara
a conoscere i tuoi rapporti con Dio. Spesso mettiti davanti allo specchio
e guardati e vedi se vedi un’immagine del Dio che veneri. Se non
la vedi cambiala. Cambia la tua disposizione, sorridi di più. Non
odiare nessuno. Non invidiare nessuno. E troverai la vita diversa...
Così troveremo che l’interesse dell’entità è
sempre nel campo industriale. Poiché là l’entità
fu guardata con rispetto dal suo prossimo - e gli piaceva ! Ma invece
di usarlo per essere di maggiore servizio ti è piaciuto troppo
e gli altri ti hanno dimenticato.
Perciò troviamo la sensazione innata che l’entità
ama la gente, ama essere con la gente, ma lui sente che la gente si ritira
quando lui arriva. Questo comporta quelle sensazioni di solitudine, persino
nella folla. Produce sempre la sensazione che qualcuno sta trattenendo
qualcosa da lui che l’entità vorrebbe tanto sapere, eppure
l’entità detesta o non vuole essere completamente onesta
con altre persone.
Questo rende la vita dell’entità spesso non troppo piacevole,
poiché è così non solo nelle associazioni più
intime dell’entità ma anche nelle cose secolari nonché
nei rapporti d’affare. 3544-1
L’esperienza sulla terra
al presente è stata finora per molti versi deludente. Le capacità
dell’entità di essere creativa nella mente; cioè la
capacità di scrivere, la capacità di creare parole che sarebbero
quadri delle emozioni del corpo, queste cose sono state negate al corpo,
ma nell’ambiente stesso dell’entità, anzi, nella sua
stessa casa, ci sono quei dispiaceri che, usati come base, possono produrre
ciò che può essere estremamente utile, non solo per creare
una comprensione migliore e uno scopo nell’esperienza di vita dell’entità,
ma la rimunerazione per la stessa (di cui all’entità importa
poco come di se stessa) può essere una parte dell’esperienza...
Nel senso astrologico troviamo Saturno, Marte, Giove, Venere, tutti sono
porzioni della coscienza innata di questa entità.
Così l’entità ha una natura appassionata, ama l’affetto,
e questo in particolare è stato negato, e l’entità
è spesso sola nel profondo del sé.
Sappi che questa terra non è tua, e lo scopo sulla terra è
preparare il corpo dell’anima per la compagnia con il suo Creatore,
Dio.
Quindi cerca, non dare la colpa alle energie creative, non piangere per
quello che non può essere cambiato, ma trova dentro il sé
quel desiderio di ciò che puoi fare o dire nei confronti di individui,
degli altri.
Esibisci l’amore che conosci, che puoi apprezzare, che il Padre
mostra ai figli degli uomini nel dono di Suo figlio, tuo fratello, affinché
tu possa avere la vita eterna.
Quindi per quanto riguarda il dispiacere che deve essere una porzione
della tua esperienza attuale, accettalo, non rifiutarlo, né tenta
di metterlo da parte. Sii dolce, sii gentile, sii paziente, sii tollerante,
e darà gioia maggiore, armonia più grande nella tua esperienza,
e puoi essere sicurissima che il prossimo figlio che verrà da te
con quell’ideale non solo sarà bello nel corpo e nella mente
ma potrà essere una vera benedizione per molti, specialmente nello
studio di ciò che nelle attività nei rapporti con gli individui
causa cose come il tuo dispiacere attuale.
Quindi o nello studio della vita spirituale o in ciò che può
essere presentato nella struttura anatomica di corpo, mente e anima quell’anima
che sarà il tuo prossimo compagno nel parto può dare al
mondo delle forze utili, perché sempre meno di questo possa essere
la sorte dell’uomo, se solo i genitori vogliono ascoltare.
Non dare la colpa al sé; non dare la colpa al tuo compagno, non
dare la colpa a Dio. Poiché è il sé e il tuo compagno
che vi affrontate voi stessi in queste condizioni, perché anche
questa anima possa un giorno camminare più vicina a Dio. Poiché
Lui, tuo Padre Dio, non ha voluto che qualsiasi anima perisse , ma con
ogni tentazione ha preparato una via per il perdono, e così anche
questa anima in tuo figlio che ha causato così tanto e ancora causa
così tanto dispiacere, ma, attraverso il tuo cammino più
vicino a Dio, può conoscere la gioia della Paternità di
Dio, la fratellanza dell’uomo, l’amore redentore di Gesù
Cristo.
Questi dovrebbero essere gli atteggiamenti, e non permettere a nessuna
influenza di toglierti quella speranza, quella vita che è tua.
5284-1
L’entità soffrì
allora nel corpo per apparente trascuratezza, come si direbbe nel presente,
da parte di quelli della sua stessa casa e del suo ambiente - per essere
lasciata da sola. Perciò troviamo nel presente sempre il desiderio
di periodi di solitudine o di potersi ritirare - per così dire;
ma nelle ore di oscurità, in quei periodi di occasioni speciali,
in quei periodi in cui ci sono avvenimenti come celebrazioni o attività
c’è il desiderio delle folle - o di certe associazioni. E
l’entità cerca di scegliere tali compagni; poiché
dalla nascita si vede da quelle influenze meditative che per certi periodi
o in certe occasioni l’entità NON desidera lo stesso ambiente
di individui o associazioni. 757-8
D- Da dove questo corpo deve prendere
questa solitudine quando si concentra ?
R- Qualsiasi posto che il corpo possa scegliere quando è solo,
e nello stesso posto ogni giorno.
D- Si suggerisce un’ora particolare per questa concentrazione ?
R- No, qualsiasi ora, ma usando la stessa ora ogni giorno, cominciano
con la supplica al Donatore di tutti i beni buoni e perfetti.
D- Come può questo corpo imparare a concentrarsi come suggerito
?
R- Questo è il dono speciale di questa entità. Attraverso
le suppliche metti da parte le preoccupazioni, i pensieri del mondo esterno
e studia quelle condizioni in cui la mente entra nell’occasione
di tali concentrazioni, a volte e certe volte, che vengono attraverso
le forze mentali del corpo. 137-3
Al presente arriva quella sensazione
innata del desiderio di udire chiamare la voce più elevata, e anche
da quell’esperienza in quei periodi quando l’entità,
nel silenzio e nella solitudine, cercò di avere quelle comunicazioni
più intime con quei poteri che governano sicuramente tutto l’universo,
e nuovamente l’entità - entrando nel silenzio - può
ritornare nel Tempio dove c’è la pace, quella pace che è
data A coloro che hanno CONOSCIUTO la via, la verità, la luce;
poiché non esiste nessun’altra via se non la via della croce,
come fu sperimentato allora dall’entità. Così in questa
esperienza, dato che la croce è stata pesante, così possono
le gioie e la pace che viene con la comprensione portare quel piacere
nel dare agli altri, affinché anche loro possano conoscere la gioia
del servizio nel SUO nome; in quella continuità di vita, in quella
continuità di speranza che porta quella pace l’entità
può arrivare AD una comprensione e dare il massimo nel presente;
poiché le capacità sono molte, dare agli altri è
quindi la via ATTRAVERSO la quale può arrivare ciò che fu
dato nei tempi antichi: "Se sei fedele con pochi ti farò governare
molti.” 2123-2
Poiché, come l’entità
trova, ci sono dei periodi in cui deve essere sola per conto suo. Ci sono
così poche persone che possono guadagnare dall’essere sole
con il sé ! Non che l’entità sia di natura egoistica,
ma c’è il bisogno di mettersi in sintonia e di armonizzare
il sé con quelle influenze che possono aiutare a mantenere la sua
compostezza, la sua serenità, la sua placidità; ma spesso
nel profondo del sé sorge quel desiderio di dare espressione all’emozione
in così tanti e vari modi. 2390-1
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