Le
cronache akashiche e l’illusione del tempo

Penso che sia importante dire fin dall’inizio che è già
molto difficile far entrare nella mente l’argomento dell’illusione
del tempo. Dopotutto il tempo è il mezzo con cui prendiamo nota
della storia, ordiniamo il passaggio degli eventi, organizziamo i nostri
giorni e progettiamo anche il nostro futuro. Tuttavia, allo stesso modo
in cui un sogno è considerato un’illusione dal sognatore
quando si sveglia, il tempo è un’illusione che sembra “reale”
solo da uno stato di mente tridimensionale. Certo, è un’illusione
collettiva che stiamo subendo tutti, ma è comunque un’illusione
– un’illusione che le letture di Edgar Cayce analizzavano
molti decenni fa mentre esaminavano le dimensioni della realtà
fisica che definirono come “tempo”, “spazio”
e “pazienza”.
Se prendiamo ciascuna di queste individualmente
dal punto di vista di Cayce, il tempo è essenzialmente un’esperienza
nella coscienza. Il tempo è il veicolo attraverso cui ogni anima
conosce la crescita e l’illuminazione personale. Detto in modo
semplice, il tempo è una misurazione della crescita della coscienza.
Lo spazio riguarda un’esperienza
nelle dimensioni. Noi siamo nella terza dimensione. Il nostro compito
– come scintille del Divino – è portare la divinità
in questa dimensione, la terra. In definitiva siamo dipendenti di Dio.
La nostra missione è introdurre la coscienza divina in questa
dimensione.
La pazienza è connessa con l’esperienza
di causa e effetto. Rappresenta la natura del “karma” –
la memoria dell’anima che sta alla base e che è connessa
con: “Ho fatto questo e questa è stata la conseguenza …”
E’ la Pazienza che ci permette di provare il fatto che per ogni
“azione” ci sarà una “reazione”.
Benché le Cronache Akashiche costituiscano
un intero argomento a sé e molti individui comprendano le cronache
come il database centrale di ogni cosa che è accaduto nell’universo,
queste cronache sono inestricabilmente connesse con l’argomento
del tempo per le ragioni seguenti:
Le Cronache Akashiche si tengono al corrente
del passato, presente e futuro. Le cronache del passato sono collegate
con le memorie ed esperienze passate di questa vita – così
come con le memorie ed esperienze delle vite precedenti. Le Cronache
Akashiche del presente hanno a che vedere con una forza motrice che
porta ad ogni individuo esattamente ciò di cui ha bisogno nel
presente, esattamente nel modo in cui ne ha bisogno. Da questo punto
di vista, le Cronache Akashiche sono veramente il mezzo usato dalle
Forze Creatrici per procurare ad ogni singola anima i rapporti, le esperienze
e le lezioni di cui quell’anima ha bisogno per la crescita e lo
sviluppo personali. In altre parole, Libero Arbitrio non significa che
riusciamo a scegliere ciò che siamo disposti ad imparare –
solo che riusciamo a scegliere quando siamo disposti ad impararlo. Per
quanto riguarda il futuro, queste cronache mettono costantemente insieme
una raccolta sempre in evoluzione di probabili futuri basati sulle scelte
e le attività del presente.
E’ interessante notare che l’argomento
dei viaggi nel tempo abbia qualcosa che affascina la specie umana. Per
esempio, si trovano oltre 10.000 libri sui viaggi nel tempo su Amazon.com,
e Wikipedia cita centinaia di film cinematografici su questo argomento.
Inoltre ci sono moltissime narrazioni su esperienze di viaggi nel tempo
in Internet. Alcune di queste esperienze si sono rivelate errori o bufale,
come l’esperienza di William Meister che apparentemente sarebbe
tornato indietro nel tempo di 2-3 milioni di anni, lasciando le sue
orme come prove nelle formazioni geologiche rocciose al tempo in cui
gli umani non erano sul pianeta (Alla fine si scoprì che le “orme”
erano formazioni rocciose naturali e non orme.) E la bufala di John
Titor in cui un presunto viaggiatore nel tempo proveniente dal 2036
ritornò nell’anno 2000 e fornì un elenco di eventi
futuri – di cui nessuno si è ancora avverato.
Tuttavia ci sono anche numerose altre
“esperienze” di viaggi nel tempo che non si possono accantonare
così facilmente, come lo slittamento temporale Moberly-Jourdain.
Charlotte Moberly (1846-1937) ed Eleanor Jourdain (1863-1924) erano
donne colte ed istruite che lavoravano come educatrici. Charlotte aveva
superato i 50 anni ed Eleanor ne aveva quasi 40 quando il fatto si verificò.
Secondo la storia, durante un viaggio
a Versailles esse lasciarono il giro normale e finirono in una parte
della zona recintata che sembrava piena di varie persone vestite di
abiti vecchi passati di moda. Uno degli uomini che poi incontrarono
sembrava coperto di vaiolo. Una delle donne indossava un vestito estivo
vecchio di secoli e assomigliava a dipinti che Charlotte aveva visto
di Marie Antoinette. Le due donne s’imbatterono inoltre in varie
strutture e in un ponte che non riuscirono più a trovare in un
viaggio successivo.
Dopo
aver paragonato le loro esperienze, Charlotte ed Eleanor decisero che
avessero in qualche modo incontrato dei fantasmi a Versailles e, per
evitare la notorietà e lo scherno della gente, pubblicarono anonimamente
un libro sulla loro esperienza (“Un’Avventura”). Il
libro fece molto scalpore in Francia e diventò ancora più
famoso quando, qualche tempo dopo la pubblicazione del libro, fu trovata
una piantina vecchia di secoli che confermò alcuni dei dettagli
storici della zona che erano stati osservati dalle due e non erano più
visibili al momento della loro esperienza. Per 30 anni l’identità
di queste donne non era nota – quattro anni dopo la morte di Charlotte.
Un’altra esperienza temporale non
tanto facilmente da scartare è la storia di Padre Ernetti, un
sacerdote benedettino e scienziato che, a quanto viene riferito, inventò
negli anni ’50 una macchina del tempo, il “Cronovisore”
per gli ufficiali del Vaticano, perché potessero vedere nel passato.
Lavorando con una decina di scienziati del Vaticano, Ernetti e i suoi
collaboratori, a quanto viene riferito, furono in grado di creare una
macchina che in qualche modo poteva leggere l’energia elettromagnetica
che proveniva dalla storia. Secondo quanto viene riferito, Ernetti fu
in grado di osservare una rappresentazione teatrale “dal vivo”
che ebbe luogo a Roma nel 169 d.C. Avrebbe anche osservato e fotografato
la Crocifissione con la sua macchina fotografica in bianco e nero. La
foto del viso di Gesù fu persino pubblicata da una rivista italiana
nel maggio 1972. Tuttavia, dopo la pubblicazione dell’articolo
i funzionari del Vaticano furono preoccupati che la macchina sarebbe
caduta in nelle mani sbagliate, e, stando a quel che si dice, il Vaticano
ordinò che la macchina fosse demolita e che Ernetti e i suoi
collaboratori serbassero per sempre il silenzio sul congegno. Nel 1994
Ernetti morì senza aver rivelato il segreto della costruzione
del suo Cronovisore.
La storia di Ernetti è particolarmente
interessante alla luce di alcune informazioni ricevute tramite Edgar
Cayce che esaminarono ciò che Cayce chiamava la “macchina
eteronica”. Cayce dichiarò che sia possibile creare una
macchina che alla fine leggerà le Cronache Akashiche. Una volta
fu posta la domanda: “Capiamo che le Cronache Akashiche sono registrate
sull’etere. Non si può, quindi, inventare uno strumento
per indurre l’etere e così collegarsi alle cronache akashiche?”
Cayce replicò: “Questo può essere fatto –
alla fine sarà fatto!” (443-5)
Per quanto sbalorditive possano sembrare
queste esperienze di viaggi nel tempo, la natura ultima del tempo indica
che il viaggio nel tempo o almeno gli spostamenti temporali nella coscienza
siano sia probabili sia possibili. Nel presente vediamo il tempo in
modo lineare: passato - presente – futuro. Tuttavia Edgar Cayce
afferma ripetutamente che, fondamentalmente, il tempo non è lineare.
Ecco alcuni esempi dalle letture di Cayce:
… tempo e spazio sono letterali
soltanto per la coscienza della mente finita … (2000-3)
Poiché nella comprensione di niente
tempo, niente spazio, niente inizio, niente fine, ci può essere
una vaga idea di ciò che è la semplice transizione o nascita
nel materiale; come passare attraverso l’altra porta in un’altra
coscienza. (5749-3)
Quanto alle apparizioni sulla Terra che
stanno trovando espressione nelle emozioni o nei sensi delle espressioni
corporei stesse – queste, troviamo, sono state numerose, e molte
influenzano l’entità nel presente, e ci sono quelle che
possono durare più a lungo. Ricorda, nello spirito non c’è
alcun tempo, salvo l’ora. (2560-1)
… visto dallo spirito, gran parte
del tempo e dello spazio in un concetto materiale perde la sua relazione
– e diventa ora. (2981-1)
Tenendo a mente quanto sopra, esiste solo
l’ora (nunc)! Lascia intendere molte possibilità
strabilianti sulla natura del tempo e della coscienza. Tanto per cominciare,
dà una piega del tutto nuova alla natura della capacità
psichica e della capacità di un intuitivo di leggere il passato
(retro cognizione) o di intravvedere il futuro (precognizione). E se
poi un sensitivo non va tanto avanti o indietro su una linea cronologica
lineare per vedere il passato o il futuro, ma invece è in qualche
modo in grado di separare la coscienza dalla percezione lineare del
tempo e di diventare invece consapevole di altre “realtà”
che avvengono ora nel viaggio dell’anima? In altre parole,
dato che tutto il tempo è ora e tutte le nostre esperienze stanno
avvenendo allo stesso tempo, un sensitivo semplicemente sposterebbe
la percezione ad un’altra di queste realtà di ora.
Inoltre, dato che lo scopo del Viaggio
dell’Anima è soltanto raccogliere esperienze nella coscienza,
e visto che il tempo è fondamentalmente un’illusione, anche
le vite passate dovrebbero essere variabili. In definitiva dovremmo
essere in grado di cambiare le nostre esperienze di vite passate tanto
prontamente quanto possiamo creare il nostro domani. Questo lascia anche
intendere che tutti gli eventi più importanti della storia umana
stiano ancora accadendo in qualche regno dell’ora. La galassia
è ancora nel travaglio del Big Bang. L’impero romano sta
ancora costruendo strade in ciò che diventerà l’Europa.
La Crocifissione sta avvenendo proprio adesso. Mentre leggete questo,
Lincoln sta dando il suo indirizzo di Gettysburg. La popolazione globale
ha superato i 10 miliardi. Abbiamo finalmente raggiunto la pace sulla
Terra. La lista continua.
Certo, non è facile cercare di
capire tutto questo – o forse anche renderlo pratico – dalla
nostra attuale posizione vantaggiosa della coscienza tridimensionale.
Come minimo potremmo cominciare ad accarezzare l’idea che non
c’è dolore, né rimpianto, né memoria che
in fine non possa essere guarito. Soprattutto potremmo accettare il
concetto che stiamo facendo l’esperienza di una coscienza fisica
limitata, ma alla fine la nostra coscienza non è limitata; è
soltanto un frammento della nostra realtà ultima nei parametri
dello spazio e del tempo.
Venture
Inward Newsletter, inverno 2011