Il Diabete  

            Il diabete fa ormai parte delle condizioni mediche descritte come “epidemiche”, caratterizzate da un aumento marcato di prevalenza accompagnata da uno stile di vita malsano. Studi recenti affermano che il diabete è accompagnato in modo significativo da sovvrapeso o obesità. Benché i due tipi maggiori di diabete, quello dipendente dall’insulina (tipo I) e quello non dipendente dall’insulina (tipo II) siano dei disturbi diversi, entrambi i tipi influenzano la capacità del corpo di usare il glucosio in modo efficace. Il pancreas è la ghiandola che produce insulina.
            Nelle persone affette da diabete del tipo I il pancreas non produce insulina, mentre in quelle affette dal tipo II di solito il pancreas continua a produrre un po’ di insulina, ma il corpo non è in grado di usarla correttamente.
            Nelle sue prime fasi, può essere difficile identificare il diabete. I sintomi tipici comprendono stanchezza, una sensazione di malessere, minzione frequente, specialmente di notte, sete eccessiva, perdita improvvisa di peso, vista offuscata e guarigione lenta di pelle, gengive e infezioni del tratto urinario.
            Nelle molte letture di Cayce sul diabete si può vedere uno schema ben preciso di causa e trattamento pur essendo unico il processo patologico di ogni persona.
            In accordo con la ricerca moderna che collega il diabete con l’obesità, le letture mettono in rilievo la dieta e l’esercizio fisico come trattamenti importanti, in particolare per il diabete del tipo II.
            Rispetto alla domanda sulla causa nella correlazione obesità/diabete, le letture riconoscono le complessità del metabolismo degli zuccheri. L’eccesso e l’inadeguatezza nel regime dietetico possono sicuramente essere un fattore causante sia per l’obesità che per il diabete. In alcune letture, tuttavia, è lo squilibrio nel metabolismo dello zucchero è produrre l’obesità.
            Per la terapia di ogni caso di diabete, essendo la dieta estremamente importante, veniva raccomandato il carciofo di Gerusalemme (Helianthus tuberosis). Secondo le letture, esso fornisce un tipo di insulina al corpo che aiuta a ristabilire la funzione normale del pancreas. Il carciofo di Gerusalemme veniva consigliato in quantità diverse per ogni individuo malato di diabete, ma sempre doveva essere bollito nella carta Patapar e mangiato con il suo succo. “Perché mangiare un carciofo - specialmente questa varietà Gerusalemme - vuol dire usare dell’insulina, ma in un modo che non forma alcuna abitudine, ed è di gran lunga preferibile - se viene amministrato correttamente - con il resto della dieta.” (1878-1)
            Nella dieta doveva inoltre essere evitato il consumo di carne rossa, troppi dolci, troppe carni, troppi amidi, di zucchero bianco e pane bianco. Il tè e il caffè erano ammessi solo una volta al giorno. Pesce e pollame dovevano essere consumati in piccole quantità, invece erano raccomandati grandi quantità di verdure a foglie e poche leguminose. I cibi fritti dovevano essere esclusi del tutto dalla dieta.
            Fatto interessante, diverse letture sottolinearono inoltre che gli impulsi nervosi verso gli organi viscerali (in particolare pancreas e fegato) possono essere compromessi dalla pressione sui centri nervosi nella sesta alla nona vertebra toracica della colonna vertebrale. Lo scoordinamento che ne deriva può compromettere la capacitò del corpo di regolare i livelli di zucchero nel sangue producendo così una sindrome diabetica. In tali casi veniva raccomandata una correzione spinale (osteopatica o chiropratica) per riportare gli impulsi ad un livello di normalità.
                                                                                              Da: True Health, maggio 2003

 

 

 

Disclaimer: Il contenuto di questa sezione è soltanto informazione e non dovrebbe essere considerato come guida all'auto-diagnosi o all'auto-trattamento. Per ogni problema medico consultate un medico.