Edgar
Cayce era un bravo sensitivo ? ( Mark Thurston )
Quali qualità fanno di una
persona un bravo sensitivo ? Forse l’analisi migliore offerta ovunque
nel materiale di Cayce è in questo reading che Cayce diede su se
stesso.
Comprendere come la capacità paranormale funziona significa confrontare
i paradossi di questo talento misterioso di percezione extrasensoriale.
All’apparenza le cose si presentano in un certo modo, soltanto per
venir fuori anche al contrario.
Per esempio Cayce asserisce che il regno paranormale è veramente
“dell’anima” - cioè, principalmente ha qualcosa
dell’aspetto spirituale di noi stessi. Significa questo che soltanto
chi è continuamente affettuoso, paziente e gentile si qualifica
per avere un talento paranormale ? L’evidenza indicherebbe che non
è così. Infatti, uno studio della parapsicologia o le biografie
di chiaroveggenti famosi presentano spesso un quadro scoraggiante. I sensitivi
dotati sono spesso figure molto umane, con più della loro parte
di debolezze personali. Edgar Cayce stesso non è certo un caso
estremo di questo paradosso, ma anche questo reading su se stesso precisa
che egli ha un mucchio di difetti. Alcune di quelle imperfezioni possono
derivare da scelte fatte in questa vita, ma questa anima ha evidentemente
delle esperienze notevoli dopo la vita di “mentalità terrena”
(vedi paragrafo 6). Come è andato a finire che sia diventato un
chiaroveggente così dotato e uno che aiutava migliaia di persone
? Perché questi schemi di servire se stesso non hanno bloccato
il suo talento ? La risposta a questo paradosso sta nella distinzione
fatta nei readings fra individualità e personalità.
E’ una chiave per la psicologia spirituale dei readings, e il paragrafo
12 contiene ciò che è forse la descrizione migliore offerta
in tutto il materiale di Cayce. Un lato di noi - la personalità
- è l’identità familiare, modellato in gran parte
da come ci facciamo conoscere agli altri nel mondo materiale (E’
simile a quello che viene chiamato persona nella psicologia Jungiana).
Nella maggior parte dei casi quella personalità è di “mentalità
terrena”, con un ordine del giorno piuttosto centrato sull’ego.
Come contrasto, dentro ognuno di noi vive anche un sé dell’individualità.
Questa è l’identità che continua da una vita all’altra;
e a quel proposito è il nostro sé più essenziale.
Il suo carattere viene formato da “la relazione dell’anima
con il suo ideale”. Si capisce che sono possibili molti tipi di
ideali. Come paragrafo 6 indica, per alcune persone è potere, fama
o fortuna. Ma per altre anime - si spera per la maggior parte delle anime
- qualcosa di più nobile costituisce questo nucleo di noi stessi.
Cayce stesso era evidentemente un’anima per cui il carattere dell’individualità
era particolarmente impressionante. Nei ricordi della sua anima c’era
una dimostrazione di vecchia data di servizio agli altri, “il pensiero
di altri piuttosto che di sé”. Questa differenza fra individualità
e personalità viene ripetutamente sollevata nei readings. Però,
come annota paragrafo 13, qualche volta non è così facile
distinguere quel sé più autentico (la piccola voce calma)
che vive in ogni persona. Nella nostra valutazione di altri possiamo essere
prontamente influenzati. Le qualità della personalità sono
a volte schiaccianti, e può capitare che dobbiamo sforzarci non
poco per percepire l’individualità di qualcuno. Come viene
detto qui in modo poetico, il frastuono dei cembali facilmente supera
il tubare di una colomba. Oppure, in una seconda analogia, c’è
la furia di una tempesta; ma allo stesso tempo la piccola voce calma parla
dal di dentro. Notate come entrambe le analogie dipendono dal senso dell’udito.
Forse quello è un ricordo del fatto che nelle nostre interazioni
con altri la migliore possibilità di collegarci con l’individualità
di qualcuno è ascoltare molto attentamente - per percepire le cose
oltre all’apparenza del comportamento e per ascoltare con l’
“orecchio” della nostra propria anima.
Tenendo a mente questa distinzione
fra individualità e personalità possiamo comprendere cosa
intende dire questo reading nel dire che il dono psichico di Cayce era
largamente una questione di mettere da parte il sé della personalità,
di sommergere la coscienza fisica e di far emergere il sé dell’individualità.
Liberarsi dalla propria identità di vita materiale vuol dire destarsi
a ciò che la propria anima ha stabilito come suo ideale - lungo
i millenni. Nel caso di questo uomo Edgar Cayce essere “assente
dal corpo” e staccarsi dagli schemi karmici della personalità
significava che egli si venne a trovare sotto un tipo diverso di influenza.
Era l’ideale profondo col quale aveva costruito un legame profondo
nel corso di molte vite: servire a scopi costruttivi. Viene detto in modo
estremamente conciso in paragrafo 9, che secondo alcuni è l’affermazione
migliore mai fatta da Cayce a proposito di ciò che effettivamente
faceva ogni volte che dava un reading. Ma che cosa sarebbe successo se
Edgar Cayce provava a dare un reading per qualcuno che non stava cercando
con un intento veramente costruttivo ? Forse chi stava chiedendo il reading
era soltanto banalmente curioso ? O forse il motivo di quella persona
era di arricchirsi con le predizioni psichiche che Cayce avrebbe potuto
offrire. Allora la qualità del reading avrebbe sofferto. Molto
probabilmente il risultato sarebbe stato confusione - per il ricevente
e per Cayce (vedi paragrafo 7).
Per tornare a questa distinzione essenziale fra individualità e
personalità: noi tutti affrontiamo questa tensione paradossale
innumerevoli volte durante la giornata. In ognuno di noi vive un sé
familiare con le sue abitudini e con gli elenchi di cose da fare. E altrettanto
sicuramente risiede in noi un’altra identità che è
senza tempo e che ha assunto il carattere di qualche ideale che abbiamo
servito per eoni. Con quale sé rispondiamo quando sorge un problema
o una sfida ? Siamo in grado di “sintonizzarci psichicamente”
in quei momenti cruciali - non di andare in trance e fare un discorso
di chiaroveggenza, ma di rispondere da quel sé più profondo
? Per essere chiari, questa è la vera sintonizzazione psichica.
Edgar Cayce aveva un modo piuttosto drammatico di manifestare la sua sintonizzazione
psichica, ma ognuno di noi può trovare il suo modo per sperimentarsi
come “un canale attraverso il quale la gloria dell’unità
di proposito” può manifestarsi nella materialità (vedi
paragrafo 15).
Il Reading
Questa lettura psichica, 294-185,
fu dato da Edgar Cayce il 30 giugno 1936 per se stesso, all’età
di 58 anni. Gertrude Cayce ne fu la conduttrice.
1Gertrude Cayce: Avrete davanti
a voi l’entità conosciuta come Edgar Cayce, presente in questa
stanza. Perché possiamo comprendere e interpretare meglio i vari
fenomeni che si manifestano attraverso di lui, continuerete le spiegazioni
date di tanto in tanto per quanto riguarda le leggi che governano le sue
letture(readings) psichiche, spiegando quali tratti della personalità
ora manifestati in
Edgar Cayce sono dovuti ai suoi poteri psichici e alle loro espressioni.
Risponderete alle domande che vi sottoporremo.
2Edgar Cayce: Sì, abbiamo l’entità qui, ora conosciuta
come o chiamata Edgar Cayce. Continuando con quello che è stato
dato per quanto riguarda le fonti e i modi per interpretare ciò,
e quegli sviluppi nella personalità dell’entità nella
sua esperienza attuale, troviamo:
3 Spesso c’è confusione nella mente di quelli che possono
cercare o studiare, in quanto manca la comprensione che psichico è
dell’anima; sia di gruppi o sia di individui che manifestano in
ogni esperienza data.
4 In questa particolare entità, com’è stato indicato,
queste esperienze, queste capacità, come in ogni anima, nascono
dal desiderio e dalla volontà; questi determinano quell’unione
di maniera, un canale, una via attraverso cui possano venire dall’invisibile
alla materializzazione o attività nel materiale o piano materiale.
5 Dato che le esperienze dell’entità Edgar Cayce (ora chiamato
così) sul piano terreno nelle varie attività sono state
quasi nella maggior parte per un servizio universale, o il pensiero degli
altri piuttosto del sé, queste capacità si elevano al di
sopra di quegli afflussi dalle attività che hanno prodotto ciò
che può essere chiamato periodi di regressione.
6 Le attività nei periodi egiziani, persiani , romani e in quelli
francesi e americani, tutte variano a seconda della volontà; e
il desiderio che diventò mentalità terrena determinò
i periodi di variazioni. Però, quando la mentalità terrena
- quella del sé - viene messa da parte, attraverso il sommergere
della coscienza e del desiderio fisico, allora è come un cervello
o come una forza universale che è che cosa ? Come è stato
dato, “essere assente dal corpo è essere presente al Signore.”
Ma chi, che cosa, è il signore di ogni anima ? Per alcune, com’è
stato dimostrato, è il sé; per alcune è il potere,
per alcune è la fama, per alcune è la fortuna.
7 Nell’esperienza di questa entità essere assente è
essere al servizio di ciò che è costruttivo nell’esperienza
del cercatore. Se il cercatore cerca per quello che è per il sé
e non per l’aiuto, l’incoraggiamento, il sostegno di altri,
questo diventa - come la legge - un ostacolo nell’esperienza; e
così nasce la confusione anche nell’esperienza dell’entità
che tenta di aiutare.
8 Poiché quando la coscienza fisica controlla nuovamente l’esperienza,
c’è il suggerimento, il desiderio da parte del sé
- o di individui egoistici che possono cercare - di sminuire o di criticare,
o di causare o produrre ciò che è confusione nelle esperienze
degli altri.
9 Le capacità di questa entità quindi nascono da quelle
esperienze quando l’ego, il sé, era sommerso in un servizio
al proprio simile.
10 La confusione nasce da quelle esperienze quando l’indulgenza
nel sé, l’aumento del prestigio del sé, determinarono
gli scopi per ciò che riguarda desiderio e volontà nella
sua associazione con le circostanze o condizioni nell’esperienza
dell’entità.
11 Allora, ci si chiede, a quale raggiungimento sono arrivate le esperienze
dell’entità nella vita o esperienza attuale dell’entità
come personalità ?
12 Qui ci vorrebbe una discussione o un‘interpretazione per quanto
riguarda personalità e individualità. Sia sufficiente per
il momento: individualità è la relazione dell’anima
con ciò che è il suo ideale nella dimensione della volontà
e del desiderio come in accordo con quello che è stato l’ideale.
Personalità è quel desiderio o proposito manifestato che
si desidera che altri vedano nel sé, piuttosto che lo sviluppo
che è anche stato nell’esperienza materiale dell’entità
come maggiore espressione dell’individualità. La personalità
si manifesta piuttosto in accordo con ciò che è stato stabilito
fin dal principio dell’esperienza; “i giudizi, figlio mio,
della tua sincerità sono sempre secondo la tua vita spirituale.”
[294-8, par.14]
13 Quindi alcune personalità che sono state sviluppate possono
essere contestate. Poiché è facile la via di quelli che
vorrebbero criticare; più grande è il suono del cembalo
del tubare della colomba. Oppure come è stato manifestato in quelli
di una volta, in effetti nella tempesta, nel tuono, nel fulmine è
dimostrato il potere, ma l’attività è piuttosto nella
piccola voce calma che parla dal di dentro.
14 Questi quindi sono giudizi di quelli che l’entità può
contattare; e variano, com’è stato dato spesso, nelle esperienze
degli individui. Poiché non ci sono due individui che, incontrando
l’entità come si manifesta oggi, hanno la stessa reazione.
Non che l’entità sia diversa. Ogni anima è in accordo
o in sintonia con ciò che essa ha fatto rispetto a e con il suo
desiderio, la sua volontà, nelle relazioni con ciò che è
creativo nella sua essenza.
15 Così con ogni anima quando cerca la sua espressione; è
per il sé come un aumento di prestigio o per il sé come
un canale attraverso il quale la gloria dell’unità di proposito,
delle Energie Creative o Dio, può venire glorificata ?
16 Questi sono quindi i propositi, questi sono i desideri dell’entità,
quando la coscienza è sommersa; che la legge del Signore possa
essere perfetta nelle esperienze di ogni anima. Quando sveglia, quando
fisicamente cosciente, quando nel regno del materiale, è di mentalità
tanto materiale quanto quelli che cercano l’automantenimento materiale.
17 Pronti per domande.
18 (D) E’ necessario che egli faccia qualche preparazione particolare,
coscientemente, per il suo lavoro psichico come si svilupperà entro
i prossimi anni ?
(R) Ci sono molte esperienze che rimangono come quelle promesse che sono
una porzione dello sviluppo dell’entità su questo piano materiale.
Queste sono come trampolini di lancio, le pietre miliari lungo il sentiero
dell’efficienza o delle capacità nell’esperienza dell’entità
di diventare sempre più efficiente, come si direbbe.
Ma quanto alla preparazione, una mela sana viene preparata subito o cresce
in quel modo ? E’ la luce del sole tutta uno splendore o è
diventata così ? La coscienza della capacità di servire
si ha soltanto servendo, non soltanto desiderandola. Ma come è
stato dato ? Il desiderio deve essere tale da agire, volere, e agire con
l’insieme di volontà e desiderio verso quel proposito ! Se
la paura viene messa da parte per mezzo delle capacità stesse del
sé - sommergendo la coscienza fisica attraverso quelle influenze
come è stato indicato così spesso, determina una sintonizzazione
con quelle fonti cercate dal cercatore individuale.
Le preparazioni, il desiderio sempre, la volontà di fare, sono
sempre presenti. Allora le variazioni sono soltanto secondo quel proposito
per il quale e attraverso il quale il cercatore sta sintonizzandosi per
il sé.
Per quanto riguarda quelle influenze per maggiore conservazione, maggiore
capacità; come quelle promesse sono venute, e siccome ci sono le
realizzazioni nell’esperienza rispetto a quella voce dal di dentro
e quell’incontro costante dentro i templi delle forze fisiche dove
c’è stato la consacrazione del sé al servizio, viene
quella crescita che può essere sempre più utile. Ma conserva
la fede !
***
Lo studio dal punto di vista umano
delle forze subconsce, subliminali, psichiche, dell’anima, è
e dovrebbe essere il grande studio per la famiglia umana, perché
attraverso il sé l’uomo comprenderà il suo Fattore,
quando comprenderà il suo rapporto con il suo Fattore, e comprenderà
quello soltanto attraverso se stesso, e quella comprensione è la
conoscenza come viene data qui in questa condizione. 3744-4
Ognuno di questi termini -- mistico,
psichico, occulto -- rappresenta delle fasi di esperienze nell’esperienza
umana che agisce attraverso il corpo mentale, il corpo spirituale, il
corpo fisico. Mentre tutti questi sono tutt’uno, come il Padre,
il Figlio, lo Spirito Santo -- il corpo, la mente, l’anima -- mistico
è come lo spirito o l’attività, mentre lo psichico
è l’anima, l’occulto è la mente. Non confondeteli;
perché ognuno nella sua rispettiva sfera-- se e quando preso a
sé -- fa confondere. 1265-3
Troviamo tutti i fenomeni o forze
psichici presentati attraverso uno dei cinque sensi riconosciuti del corpo
fisico o materiale -- e questi vengono usati come il modo di manifestarsi
agli individui. Perciò avremmo nel senso più vero psichico,
che significa l’espressione al mondo materiale del senso latente
o nascosto delle forze dell’anima e dello spirito, siano esse manifestate
da dietro il piano materiale o in esso o attraverso esso.
D- Quanti tipi di fenomeni psichici sono conosciuti attualmente all’umanità
?
R- Quasi tanti quanti ce ne sono di individui, ogni entità essendo
una forza o un mondo in se stesso. Quelli delle forze invisibili diventano
allora la conoscenza dell’individuo, la forza di espressione, o
quelli che danno la conoscenza ottenuta essendo di materia individuale.
D- Perché le donne dimostrano di solito più interesse per
le materie psichiche degli uomini ?
R- Per la loro mente le donne sono colme o disponibili per lo studio delle
forze spirituali più degli uomini, per la stessa ragione che abbiamo
dato. Ciò che riempie o nutre la loro mente per lo sviluppo verso
la forza psichica viene dalla mente subconscia o dalla mente dello spirito
e dell’anima...
L’unica vera vita è quella che viene chiamata psichica nel
piano materiale o fisico.
Senza la forza psichica nel mondo il fisico sarebbe in quella condizione
‘a casaccio’, o come una nave senza timone o capitano, perché
quell’elemento che è la forza di guida in ogni condizione
è lo spirito o l’anima di quella condizione che è
la forza psichica o occulta.
D- In quale periodo della storia mondiale sono stati dati dei readings
psichici ?
R- Ciò, come dato, fra i Caldei fu usato dapprima come mezzo di
assistenza per i corpi fisici. Non applicato come nell’uso attuale
di tale forza o fenomeno, ma come mezzo naturale di espressione di quella
forza invisibile dell’anima e dello spirito ... quasi quattromila
anni prima che venne il Principe della Pace. 3744-1
C’è sia il fenomeno
mentale, il fenomeno dell’anima, il fenomeno spirituale. Tutti sono
fenomeni psichici, per mezzi psichici della mente, nel termine accettato.
Quindi, come vediamo le manifestazioni di ogni condizione che mettono
in relazione alla mente fisica la porzione dell’entità anima
che appartiene al fisico, la porzione dello spirituale appartenente al
fisico, vediamo il fenomeno, o il fenomeno psichico, manifestato in un
mondo materiale, sia esso proiettato dal mondo nello spazio mentale o
dal mondo spirituale nel mondo mentale o materiale. Teneteli separati
... non esiste nessuna condizione in un mondo come il piano terreno eccetto
il fenomeno che si manifesta in ogni azione delle forze psichiche. 900-19
Ascoltate gli uccelli. Osservate
il rossore della rosa... Questi servono al loro Fattore. Attraverso che
cosa ? quella forza psichica che è la Vita stessa. 364-10
Siamo coscienti dell’azione
di ... forze fisiche allo stesso modo in cui siamo coscienti dell’azione
di forze elettriche. 254-32
Non visse nessuno psichico più
grande di Gesù di Nazareth. 2630-1
D- Cosa deve fare per sviluppare
le sue capacità psichiche ?
R- Lo psichico è dell’anima, le capacità di ragionare
per mezzo delle facoltà o per mezzo della mente dell’anima.
E quando questo viene fatto, entra nel sé interiore aprendo il
sé attraverso gli ideali della meditazione... e circondando il
sé con la coscienza del Cristo, in modo che Egli possa guidare.
513-1
D- Qual è la realizzazione
psichica più alta possibile ?
R- Che Dio, il Padre, parli direttamente ai figli degli uomini. 440-4
D- Qual è la differenza
fra forze psichiche e forze occulte ?
R- ...Una è lo studio dell’altra. Una è l’essenza
delle fonti, e l’altra i canali attraverso i quali, dei quali, lo
studio. 262-20
D- Spiegate la differenza fra
forze occulte e mistiche.
R- Occulte, piuttosto quelle che sono della capacità dell’applicazione
personale; mentre quelle misteriose, la necessità di certe attività
o sentimenti da suscitare prima che ci possa essere un’espressione.
491-1
(Le forze occulte sono) l’applicazione
di leggi non viste o non sentite alla vita fisica o materiale... C’è
uno schema nel materiale per tutte le cose nel regno spirituale. 4185-2
Conosci il Sé se vuoi conoscere
l’occulto. 3344-1s
Quando si impiegherà lo
stesso interesse o studio a cose o fasi del fenomeno mentale e spirituale
come è stato e viene dato al fenomeno materializzato o materiale,
allora diventerà tanto pratico, misurabile, metr-abile quanto ogni
altra fase dell’esperienza umana. 2012-1
Torna
su
|