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C’è tanto di buono nel peggiore di noi, e tanto male nel migliore di noi che non conviene a nessuno di noi parlare male degli altri. 3063-1 “Non giudicate affinché non siate giudicati” (Luca 6:37). Chi sei per giudicare ciò che gli altri fanno? Sei stato nella stessa posizione, nello stesso posto ? Sono puri i tuoi propri scopi e desideri ? 3976-14 Nella saggezza non troverai errori. Nella saggezza non condannerai nessuno. Nella saggezza non amerai i rancori. Nella saggezza amerai quelli, persino coloro che tu usano con disprezzo. 262-105 Parla dolcemente, parla gentilmente a coloro che vacillano. Non conosci le loro tentazioni, né la piccolezza della loro comprensione. Non giudicare questa o quella attività di un altro; piuttosto prega affinché la luce possa risplendere anche nella loro vita come ha fatto nella tua. 2112-2 Hai la capacità di giudicare le cose. E’ un bene giudicare le cose -- è un male giudicare te stesso o il tuo prossimo. 3544-1 Quando vediamo piuttosto Colui che veneriamo negli errori di altri, allora siamo all’inizio della pazienza. 262-24 Nella pazienza non condannare, né criticare; non passandoci sopra, non essendo d’accordo, ma fa splendere la tua vita in modo che gli altri, vedendo la tua pazienza, conoscendo la tua comprensione, comprendendo la tua pace, possano prendere speranza. 3459-1 Chiunque può criticare. E’ la persona saggia che trova ciò che incoraggia un’altra negli scompigli e nei conflitti del giorno. 1449-2 Impara bene la lezione della verità
spirituale: non criticare se non vuoi essere criticato. Poiché
con quale peso misuri viene misurato anche a te. Può non essere
nello stesso modo, ma non puoi nemmeno pensare male di un altro senza
che questo ti influenzi in un modo distruttivo. Pensa bene degli altri,
e se non puoi parlare bene di loro non parlare ! ma non pensarlo neanche
! Cerca di vedere te stesso al posto dell’altro. E questo porterà
le forze spirituali fondamentali che devono essere l’influenza decisiva
nell’esperienza di ogni anima se essa vuole crescere nella grazia,
nella conoscenza, nella comprensione; non solo del suo rapporto con Dio,
il suo rapporto con il suo prossimo, ma il suo rapporto in casa e nella
vita sociale. Ingrandire le virtù negli altri e sminuire gli errori è l’inizio della saggezza quando si ha a che fare con gli altri. Non che l’influenza cattiva venga negata, ma piuttosto che venga accentuata la forza nel sé che, quando richiesta, è così potente che quelle influenze intorno al sé non possono mai essere ostacoli.2630-1 La parola gentile allontana l’ira, proprio come lo sguardo altezzoso o la parola sgarbata agita e produce guai. 2096-1 Sappi questo e non dimenticarlo mai, che: E’ lo spirito con cui una cosa viene detta a portare la forza o il potere. 1497-5 Ciò che uno non riesce a sopportare nel sé lo critica in altri. Ciò che critichi negli altri è sempre il tuo più grande difetto. 815-2 Come dato nei tempi antichi, ogni anima deve rendere conto di ogni parola oziosa che ha detto. Essa deve pagare ogni più piccola parte. 3124-1 Pensa due volte prima di parlare una volta. 341-31 Trattieni quindi spesso la lingua dal pettegolezzo, e pensa che cosa ti piacerebbe che dicessero di te se le circostanze fossero invertite. 2798-1 “La bocca parla dell’abbondanza del cuore” (Matteo 12:34), e tutta la natura è stata domata, ma nessuno uomo ha domato la lingua. Essa può essere placata sulla terra, ma ciò che ha detto continua - - e continua. 275-22 L’atteggiamento in casa dovrebbe essere piuttosto nell’azione e nella parola amorevoli perché le differenze vengano messe in rilievo, piuttosto che per mezzo di disputa, abuso o qualche parola o atto che condanna qualcuno per la loro attività. 585-1 L’entità è
qualcuno che non riesce a sopportare la critica dagli altri, e in questo
tentativo di proteggere il sé diventa spesso sarcastica nei confronti
di altri, cosa che causa animosità o la perdita di amicizie più
strette...
Esalteremmo le virtù, sminuiremmo gli errori, eppure una critica, se data sinceramente, è spesso più efficace o utile di troppo elogio quando non del tutto giustificato nell’esperienza dell’entità. 3054-4 |