La
Guarigione più Profonda (Dott.
Gladys Taylor McGarey)
Ripetutamente mi hanno chiesto
se tratto la sclerosi multipla o il cancro al seno o qualche altra malattia.
La mia risposta in merito è: “No. Però ho a che fare
con persone a cui capita di lottare con la sclerosi multipla o il cancro
al seno o l’epatite o qualsiasi problema.”
Quando il Dott. Bill McGarey ed io iniziammo ad interessarci al materiale
di Edgar Cayce ci fu molto difficile comprendere l’approccio di
Cayce con le malattie. La nostra istruzione in medicina ci aveva indotto
a cercare la diagnosi di malattie specifiche ed una terapia che avrebbe
aiutato a trattare quella malattia.
L’approccio di Cayce alla guarigione non combaciava con questo schema.
Fu solo dopo consigli
ripetuti e gentili da parte di Hugh Lynn Cayce che cominciammo a capire
che l’approccio di Edgar Cayce non era focalizzato sulla malattia,
bensì sulla persona e sui principi fisiologici inerenti nella conservazione
della salute. Egli parlava di un equilibrio fra rene e fegato. Parlava
di coordinazione fra il sistema nervoso simpatico e quello parasimpatico.
Parlava dell’importanza del sistema linfatico, e dell’olio
di ricino e di impacchi con olio di ricino di indispensabile importanza
per il funzionamento corretto del sistema linfatico. Quando finalmente
comprendemmo, fummo in grado di capire che l’uso dell’impacco
con olio di ricino, per problemi tanto divergenti quanto l’epilessia
e la distorsione della caviglia, aveva moltissimo a che fare con l’energia
vibratoria e con il funzionamento ottimale del sistema linfatico. Le letture
di Edgar Cayce identificano le malattie ma trattano persone individuali.
E’ interessante che nella Bibbia, per quanto io ne sappia, le uniche
malattie menzionate sono la lebbra e l’epilessia. Gesù non
trattava le malattie; Gesù guariva la gente. Quando la donna con
il flusso di sangue toccò l’orlo della sua veste non ci fu
menzione di fibromi o menopausa o cancro o di qualsiasi altra malattia.
Era semplicemente il sintomo.
A proposito dell’uomo con il braccio avvizzito che venne guarito
il sabato non si disse che era affetto da poliomielite o da sindrome del
plesso brachiale o qualsiasi altro processo patologico. Naturalmente Gesù,
come Grande Medico, potè vedere, al di là del sintomo, i
problemi specifici di quell’anima, e la guarigione avvenne
quando Egli disse: “I tuoi peccati ti sono stati perdonati. Va’
e non peccare più.”
Il perdono spezza i vincoli che ci legano, così l’energia
bloccata, che causa la malattia, può fluire. I cinesi
dicono che il dolore viene dall’energia bloccata, e l’agopuntura
le permette di fluire di nuovo, alleviando il dolore.
Gli impacchi di olio di ricino puliscono i vasi linfatici così
che la linfa può fluire senza ostruzione. L’apparecchio a
pile umide e quello ad impedenza sono entrambi strumenti suggeriti da
Edgar Cayce per equilibrare l’energia nel corpo e per farla muovere
e portare la guarigione alle parti sofferenti del fisico. Sappiamo psicologicamente
che se permettiamo a noi stessi di rimanere bloccati emotivamente è
molto difficile continuare con la vita. Paura e rabbia bloccano l’energia.
Risate, musica e bellezza fanno sì che quel blocco si sposti
e che l’energia si muova di nuovo.
Credo che una delle ragioni per cui le terapie di Edgar Cayce sono tanto
complicate sia perché, per lavorare davvero con esse, è
necessario guardare più in profondità. Richiedono pazienza,
persistenza e coerenza, il che significa che la guarigione va più
nel profondo.
Quando questi concetti vengono messi nel contesto dell’energia vitale
che s’innalza lungo il sentiero del kundalini attraverso i sette
centri spirituali, allora cominciamo a vedere che se l’energia è
bloccata al livello delle ghiandole surrenali dove risiedono giudizio,
mancanza di perdono, rabbia e in particolare la paura, la vera guarigione
non si manifesta finché l’energia non s’innalza oltre
il livello delle ghiandole surrenali fino nel chakra del cuore dove dimorano
amore, compassione e perdono.
La Bibbia dice: “Dio è amore”. E Gesù venne
sulla Terra per manifestare l’amore di Dio nella carne. E’
quando noi, come individui, siamo in grado di manifestare la coscienza
del Cristo, che la vera guarigione viene a noi e alla Terra. A volte ciò
può voler dire, come nel caso dell’Apostolo Paolo, che c’è
una “spina nel fianco” o qualche sintomo che non può
essere eliminato; ma malgrado la nostra consapevolezza di quel problema,
o forse a causa di essa, guariamo.
Da: Venture Inward, luglio/agosto 2005
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