IL FATTORE PSICOLOGICO NELLA GUARIGIONE (Mark Thurston)

In uno dei readings più insoliti mai dati da Edgar Cayce non viene raccomandato nemmeno una sola medicina o un preparato a base di erbe. Non vengono prescritti aggiustamenti della colonna vertebrale o altri lavori sul corpo. Eppure è ritenuto uno dei readings più profondi e significanti sulla salute in tutta la raccolta.
Il sig. 1304 era un ingegnere meccanico, il quale tre anni prima di questo reading era stato coinvolto in un grave incidente automobilistico. Come conseguenza gli rimanevano dei problemi fisici che né la Clinica di Mayo né l’Ospedale John Hopkins sapeva risolvere. L’uomo aveva continuato col suo lavoro, per lo più grazie alla buona volontà del suo datore di lavoro il quale, per compassione, era disposto a sorvolare sulle capacità ridotte del sig. 1304.
La richiesta d’aiuto da Cayce era motivata da un altro incidente ancora. Il sig. 1304 era caduto da una rampa di scale mentre stava visitando un luogo di lavoro e aveva riportato una lesione all’ernia.
Il consiglio di Cayce per la guarigione è psicologico, sociale e spirituale. La prima frase del paragrafo 12 sembra indicare che Cayce non abbia nulla da raccomandare come rimedi o procedure fisiche che non sia già stato suggerito dai dottori tradizionali. Ma anche l’applicazione diligente di quei metodi non sarebbe sufficiente. Altri pezzi del puzzle della guarigione necessitano di attenzione. L’elemento sociale enfatizza il modo in cui le persone intorno al sig. 1304 (cioè i suoi parenti e amici) avrebbero una parte cruciale nel processo di guarigione. Il resto dell'equazione della guarigione dipende dai suoi stessi atteggiamenti e ideali spirituali.
Diversi accenni in questo reading suggeriscono che nei due incidenti debilitanti del sig. 1304 sono coinvolte delle influenze karmiche. I problemi vengono descritti come un’ “esperienza necessaria per quelli intorno al corpo nonché per il corpo stesso” (paragrafo 6). Ma questo reading non diventa una descrizione chiaroveggente di errori fatti nelle vite passate. Viene accennato solo un punto sui fatti antecedenti a questi incidenti: ha qualcosa a che fare con il come questa anima ha lavorato con (o mancato a lavorare con ) i suoi ideali nel piano materiale.
Invece di fermarsi sui dettagli dal lontano passato il reading comincia con il consiglio di vivere nel momento attuale. Cayce suona quasi come un maestro Zen nei primi due paragrafi, con l’enfasi sull’imparare ad essere pienamente attenti al momento presente. Niente sguardi all’indietro. Niente domande piene di rimpianto sul che cosa potrebbe essere stato. Semplicemente affrontate quello che avete a portata di mano. “Poiché ciò che è, è.”
Il paragrafo 3 introduce un tema che si trova intrecciato in tutto il reading.: le responsabilità dei custodi che circondano il sig. 1304. Le informazioni sull’ambiente famigliare suggeriscono che è stato in primo luogo la moglie a richiedere e ricevere il reading. Apparentemente i risentimenti e i rancori erano diventati un fattore importante. A causa dell’infermità dopo gli incidenti ella aveva dovuta darsi da fare a trovare un lavoro per mantenere floride le finanze famigliari.
Il consiglio di Cayce a lei in questa situazione è una prospettiva penetrante sulla psicologia del serbare rancori. Tale animosità continua è una specie di guerra mentale. La scintilla divina in noi stessi combatte contro il Dio in quell’altra persona (vedi paragrafo 11).
Qual è l’antidoto ? Come si può superare un rancore, specialmente quando quel risentimento continua ad alimentare il problema stesso ? In questo caso Cayce indica che la guarigione di suo marito dipende in parte dal cambiamento di atteggiamento delle persone che gli sono più vicine. L’antidoto è duplice. Il primo è riconoscere che qualcosa di significativo sta succedendo nel problema manifesto.
A volte è molto più facile abbandonare un risentimento quando possiamo vedere che c’è una ragione dietro il problema. Nel caso del sig. 1304 la sua famiglia aveva bisogno di vedere che gli incidenti erano una questione del “confronto dell’anima con il suo stesso sé nel presente.”
La seconda parte dell’antidoto ad un rancore è mettere da parte l’ostinazione. Sembra che tutti intorno al sig. 1304 (e probabilmente l’uomo stesso) avessero il bisogno di rinunciare al proprio ordine del giorno o ai propri orari. Il paragrafo 12 offre un punto di partenza: un’affermazione per chi è coinvolto in questa situazione. La cosa più importante in questa preghiera è affermare che venga fatta la volontà di Dio e vedere la sfida in termini di sviluppo psichico possibile per il sig. 1304. Ma non è sufficiente dire solo la preghiera. Il nuovo atteggiamento descritto in quell’affermazione deve quindi fare radici e fiorire come azioni. “Agite in quel modo!”
Un altro tema merita la nostra attenzione. Una quadro completo della psicologia di Cayce sulla guarigione include l’elemento della Grazia. Indipendentemente da quale errore possa essere stato fatto nella storia della propria anima e indipendentemente dal risultato karmico che si presenta ora come sfida difficile, c’è sempre un modo pieno di grazia attraverso e fuori da quel dilemma. E perché il sig. 1304 superasse i postumi dei suoi due incidenti quella Grazia sempre presente dovrebbe giocare un ruolo. Ma se la Grazia guaritrice del nostro Creatore ci viene sempre offerta - e se quel dono è la chiave della nostra ripresa e della salute - come riusciamo a mancarla ? Il paragrafo 7 suggerisce che succede “giocando o lavorando sull’essere Dio Stesso”. Il significato più profondo di questa frase curiosa viene spiegato più in là nel reading. Il paragrafo 10 ci ricorda che tutto il potere che sembra essere nelle nostre mani è in realtà il potere di Dio, e ci viene solamente dato in prestito temporaneamente. Giochiamo di essere Dio quando orgogliosamente crediamo altrimenti.
E’ una faccenda rischiosa camminare sul filo del rasoio del potere personale. E’ richiesto un equilibrio delicato. Da una parte la persona che ha bisogno di guarigione deve assumersi la responsabilità di usare il potere personale per agire nei modi che promuovono la salute.
Ma è altrettanto importante ricordare che non possiamo salvare (o guarire) noi stessi. Il potere viene dal nostro Creatore Divino, e costruire un rapporto con Dio è alla fine il nocciolo della psicologia di guarigione di Cayce.

Il Reading

Questo reading psichico 1304-1 venne dato da Edgar Cayce il 12 dicembre 1936 per un ingegnere meccanico; richiesta fatta dalla moglie.

1EC: Sì. Ora, come troviamo, le condizioni esistenti nel presente e quelle che avrebbero potuto esserci non dovrebbero essere considerate in quella maniera in cui chiunque provvederebbe per il bene.
2 Poiché ciò che è, è. E affrontare le condizioni come esistono nel presente diventa quindi la condizione da considerare.
3 Poiché ci possono essere stati degli errori, ci possono essere stati malintesi delle prime cause; ma chi vorrebbe provvedere per le necessità di un’anima nella sua esperienza in qualsiasi ambiente non deve (se per se stessi o per il migliore ambiente per l’esperienza di un’entità nel presente) serbare animosità, né rancore; ma sappi che ciò che è stato è il confronto dell’anima con il suo stesso sé nel presente.
4 Quindi come individui, soddisfare i bisogni e aiutare in tal modo da essere in armonia con l’ideale di chi vorrebbe provvedere a ciò che essi, come anime individuali, vorrebbero venerare o considerare come attributi di quel Dio o quell’influenza nella loro esperienza che esse vorrebbero o potrebbero venerare.
5 Dare una storia delle condizioni come esistono sarebbe dare quelle esperienze attraverso le quali quelle influenze del corpo sotto stress e sforzo sono passate, affrontando nei vari aspetti delle proprie esperienze e applicazioni ciò che (il corpo) ha fatto con i suoi ideali sul piano materiale.
6 Perciò quelle cose che sono venute come incidenti, quelle cose che sono venute, le quali hanno portato la mancanza di coordinazione delle forze mentali con gli attributi fisici del corpo, non sono che una parte di quell’esperienza necessaria per le persone intorno al corpo, nonché per il corpo stesso.
7 Poiché con dovuta considerazione c’è il fatto davanti ad ogni anima che con ogni tentazione, con ogni errore, c’è una scappatoia in Lui; ma nessun uomo, nessun uomo individuale, può mai giocare o lavorare sull’essere Dio Stesso.
8 Queste sono quindi, come troviamo, le condizioni nel presente; che la tranquillità necessaria che è stata ordinata, la considerazione necessaria di tutte le fasi dell’esperienza dell’entità sono una parte di ciò che deve essere portato avanti.
9 Si potrebbero dare dei provvedimenti per vari approcci. Ma dapprima, prima che questi possano essere valutati, per essere di un’influenza utile, ci deve essere un cambio di atteggiamento nelle menti e nelle esperienze di coloro che danno assistenza al corpo.
10 Una persona può non pregare con delle lunghe preghiere di gratitudine per questo o quello, come nell’esperienza di altri, e pur tuttavia serbare un rancore o un sentimento di animosità, o un sentimento di considerazione non appropriata per altri individui che per lo meno tentano - a modo loro - di essere utili, sia in un modo debole o in qualsiasi modo. Poiché tutto il potere che è nelle mani dell’uomo è stato dato in prestito, e non è di conoscenza dell’uomo, ma di Dio.
11 Così, quando gli individui serbano rancore, essi combattono il Dio in loro contro il Dio nell’individuo, o anima, a cui o contro cui serbano tale rancore.
12 Poi mantieni quelle somministrazioni che sono state date per il corpo. E cambia solo l’atteggiamento del sé, di coloro che sono intorno allo stesso in “Che la Tua volontà, Oh Dio, fatta in e attraverso ogni atto, ogni pensiero, possa portare quella dimensione di fede, di aiuto, di sostentamento per questo corpo nelle sue condizioni attuali, svegliando nelle forze fisiche il necessario per lo sviluppo dell’anima di questa entità nel presente.”
13 E possa chi è vicino all’entità e che vorrebbe fare il suo bene mantenere quello stesso atteggiamento. Non puramente come forma ma nella realtà, agite in quel modo !
14 Poiché preghiera e amore e cura possono aiutare la più gran parte nelle condizioni esistenti.
15 Non pensare al sé o all’interesse del sé, come soddisfarlo, ma piuttosto quel sé può essere in ogni misura fedele alla fiducia, alla circostanza che ha determinato le condizioni nel presente.
16 E quando queste cose saranno state compiute, allora quello che è il meglio, che è corretto per coloro che sono intorno al corpo, per il corpo stesso, viene e verrà compiuto nello stesso.
17 Abbiamo terminato per il momento.

Torna su