IL DOVERE

... ogni individuo è un’entità, un mondo a sé, eppure ogni entità dipende l’una dall’altra. Ma ognuna o modo suo, esprimendo nella sua vita ciò che è diventato l’idea o l’ideale che-tutto-possiede per quell’individuo.
... sarebbe un bene quindi che il corpo facesse per prima cosa - al presente - un’analisi delle condizioni in relazione con gli altri, del sé in relazione con gli altri, e degli ideali che devono essere la base per le attività di ogni individuo.
E poi, facendo tale analisi, renditi conto che fare un altro errore dove un errore c’è stato o viene fatto non correggerà ciò che diventerebbe utile per chiunque sia coinvolto.
Piuttosto il sé dovrebbe essere messo nella posizione di essere maltrattato, considerando i rapporti, gli obblighi e i doveri che dovrebbero unire tutti verso un unico scopo comune; e continuare ad essere sotto le espressioni che diventano a volte quasi insopportabili nell’esperienza, pur sapendo che essere la persona che si muove per avere dei cambiamenti materiali non farebbe che portare maggiore costernazione, maggiori problemi, maggiori preoccupazioni dalla parte non soltanto del sé ma di altri a chi doveri e obblighi sono dovuti.
Considera questa verità. Lui o lei che segue la strada di condannare un altro produce la condanna anche nella propria esperienza, ingrandendo le condizioni; piuttosto che prendere ciò che è come una spina nel corpo, come una cicatrice negli attitudini mentali e morali migliori della coscienza del corpo.
Sappi che soltanto in Lui che può portare pace e armonia attraverso i contatti - i pensieri del sé come nei rapporti verso il tutto - possono essere determinati quei rapporti migliori.
Continuare a condannare porta quindi solo condanna al sé. Questo non significa che l’attività del sé dovrebbe essere passiva, ma piuttosto costante nella preghiera - sapendo e prendendo, sapendo e comprendendo che a colui che è fedele non viene dato un fardello oltre a quello che è in grado di portare, se egli vuole mettere il fardello su Colui che ha dato la promessa: “Sarò con te; non ti verrà alcun male se soltanto vuoi mettere la tua fiducia, la tua fede in me”...
Dapprima fa’ un’analisi del sé, dei rapporti del sé, delle influenze impellenti che fanno agire gli altri a modo loro al presente.
Non condannare il sé; non condannare un altro; bensì lascia le attività che comporterebbero una condanna piuttosto nelle Sue mani, di Lui che richiede alle mani di tutti che venga misurato: “Come vuoi che ti sia fatto fallo al tuo prossimo !” 290-1

D- Quando sorge una domanda sulla propria salute e sui desideri di altre persone come si fa a decidere al meglio fino a che punto proteggere la propria salute o i propri interessi, o se cedere ai desideri degli altri ?
R- Come vuoi che gli uomini dovessero fare a te, fallo anche a loro. Questo riguarda la salute, la mente, il corpo, lo scopo...ci sono dei doveri che ti toccano. Desideri per alcuni aspetti, ma rendi il desiderio soltanto come delle attività reciproche...
Assicurati di essere nel giusto, quindi va’ avanti... Studia per farti vedere approvata da Dio. Per questo l’ingiunzione ‘conosci i tuoi ideali’. Conosci l’Autore delle tue speranze, e i tuoi scopi. 3226-1