Impiastri
con Cipolle 
Un sollievo
per raffreddori e congestioni
Durante
la stagione fredda vale la pena considerare il rimedio di vecchia data
- l’impiastro con le cipolle - per condizioni connesse con la congestione
polmonare o del petto.
Che cosa è
un impiastro? E’ una massa morbida, bollente, impregnata di sostanze
(come patate, semi di lino, cipolla ecc.) sparse su un panno (lino, cotone
grezzo o mussolina) da applicare su piaghe, zone infiammate o lesioni.
E’ così fatto per mantenere un caldo umido, prolungato fra
i due strati del panno per alleviare la congestione e il dolore, per accelerare
la suppurazione e per stimolare l’assorbimento di prodotti infiammatori,
agendo come un revulsivo o antisettico. La presenza del caldo aiuta a
far assorbire le sostanze medicinali dalla pelle.
Scopo
e Istruzioni per l’Uso
Nelle letture di
Cayce gli impiastri con le cipolle venivano indicati per astma, bronchite,
raffreddore e congestione, febbre, effetti post-influenzali, costole rotte,
adesioni polmonari, morbillo, polmonite, tonsillite, tossiemia e tubercolosi.
Di solito le istruzioni comprendevano come segue:
“Sulla parte
frontale metteremmo un Impiastro di Cipolle, per l’attività
verso la circolazione attraverso il seno, il petto e i polmoni, chiaro?
Usa delle cipolle grosse tagliate piuttosto fini, e scaldate - non bollite,
bensì scaldate così da farne uscire il succo ma lascia il
succo nell’impiastro, vedi. Mischia questo con un po’ di farina
gialla, circa un cucchiaio - questo deve essere preparato sulla garza
che si estende dalla gola giù fino alla parte terminale dello sterno,
e cosparso su tutto il petto - non sul seno bensì su tutto il petto,
intorno al seno, capisci? Dopo quattro fino a cinque ore cambialo, fa’
un altro Impiastro fresco di Cipolle e applicalo.” (303-40)
Il panno dell’impiastro
viene posizionato sulla pelle.
Questa lettura,
data il 2 aprile 1943, era per una donna cinquantaseienne che soffriva
di polmonite. Tre mesi e mezzo dopo, una lettura di controllo indicò
che la congestione polmonare non era stata eliminata del tutto, “ma
non esistono più forze attive. La circolazione è molto migliorata.”
(303-41)
Per conservare il
calore si raccomandò uno spessore di 0,6 cm a 1,20 cm. Nella miscela
era preferibile la farina gialla; tuttavia una lettura suggerì
di usare quella bianca. Secondo i casi si doveva lasciare agire l’impiastro
da un’ora fino a cinque ore; e, in certi casi, si raccomandò
una continua riapplicazione “finché la gola non è
stata ripulita dal muco” (2299-13) o “finché l’infiammazione
non comincia a diminuire...” (304-9)
Il corpo doveva
essere lavato, probabilmente con acqua tiepida, prima della nuova applicazione.
Seguendo gli scopi
sostenuti prima, le letture menzionano l’uso degli impiastri quando
si ha la sensazione di pienezza o pesantezza nel petto o difficoltà
di respirazione. L’impiastro avrebbe aiutato “ad estrarre
o a diffondere e disperdere il fluido ... disperderà gli accumuli”
(3021-2); avrebbe sciolto la congestione polmonare (482-9) e anche alleviato
la pressione nell’orecchio (759-4). In una lettura per la figlia
dodicenne, un padre domandò se impacchi di cipolle o senape avrebbero
dissolto il fluido nel suo petto. La lettura dichiarò: “Mentre
la senape produce di più una stimolazione superficiale, la cipolla
sarebbe penetrante e non altrettanto irritante.” (632-13)
Quando un impiastro
caldo di cipolle viene messo sul petto, i vapori e il calore facilitano
la respirazione liberando le vie aeree congestionate, uno dei sintomi
più irritanti di un brutto raffreddore. Le cipolle contengono inoltre
grandi quantità di composti di zolfo, rendendoli dei buoni disintossicanti
e antibiotici.
True
Health, novembre/dicembre 2005
Disclaimer: Il contenuto di questa sezione è
soltanto informazione e non dovrebbe essere considerato come guida all’auto-diagnosi
o all’auto-trattamento. Per ogni problema medico consultate un medico.
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