Il Laboratorio

           All’interno della struttura di un piccolo gruppo fondato sugli ideali e sugli scopi che le letture offrono per il lavoro di gruppo, ogni gruppo - e la coscienza di ogni membro individuale - diventa un laboratorio in cui la crescita dell’anima è possibile per coloro che colgono la scintilla della divinità innata dell’umanità. Le letture vorrebbero farci capire che tutti sono “...parte integrante di una Coscienza Universale, o Dio... (lettura EC 2794-1). Ogni individuo ha tuttavia la responsabilità di trovare il mezzo con cui compiere lo spostamento dalle “cose del mondo” - con cui ci identifichiamo normalmente - a quelle cose che hanno un vero valore durevole.

           L’anima, quindi, deve ritornare - ritornerà - al suo Creatore. Essa è una porzione della Forza Creatrice che, infusa da energia, viene fatta entrare nell’attività persino nella materialità, nella carne. Ma essa può, con la tua stessa comprensione e le tue proprie manifestazioni, diventare parte di ciò che col tuo amore porti al tuo prossimo...questo è il modo in cui un individuo lavora per diventare consapevole della coscienza dello Spirito Cristico.”
                                                                                                                             Lettura EC 272-3


           Le letture ci vogliono far capire che la parabola del figliol prodigo (vedi Luca 15,11-32) rivela l’intera storia del nostro avvento, come anime, sul piano terreno, il nostro coinvolgimento qui, l’importanza di usare correttamente il nostro diritto di nascita - la volontà - e il destino che ognuno di noi ha di conseguenza.

           I seguenti punti possono aiutare per capire la storia del figliol prodigo:

           • Abbiamo preso la nostra parte della nostra eredità - la buona capacità              psichica, mentale, creativa che è innata in noi facente parte della natura              dell’anima - e l’abbiamo portata giù sul piano terreno (la “città”) e la stiamo              sperperando nelle cose della terra. Non c’è niente di male nel mondo! E’ solo              che la scelta di rimanere nell’esperienza terrena e di identificarci con essa è              enormemente limitante per la capacità dell’anima di realizzare il suo              potenziale.
           • Sta ad ognuno di noi “ricordare” chi siamo e prendere la decisione di venir              fuori dal “porcile” che abbiamo creato per noi stessi - cioè qualsiasi              condizione o identità che assorba le nostre attività mentali, e riconoscerle              come nostre stesse creazioni - poi iniziare il viaggio di ritorno nella              coscienza “verso la casa del Padre” e offrirci come servi in questa casa (per              dimorare nello Spirito e servirLo).
           • Le letture mettono in evidenza che ognuno di noi - in effetti, tutte le anime              che siano mai state coinvolte in questo regno - ha come destino il ritorno alla              piena Coscienza Cristica, al posto legittimo occupato come membro della              Famiglia di Dio. Ci potranno volere periodi di tempo non misurabili, ma              ritorneremo. In altre parole, c’è una promessa di redenzione per tutti coloro              che sono volonterosi a fare il proprio lavoro - o “compiti” - assegnato sulla              Terra.
           • Riunirsi in gruppi di persone similmente motivate può aiutare a mantenere la              direzione scelta durante quel viaggio nella consapevolezza cosciente. Il              programma di Crescita Spirituale/Alla Ricerca di Dio dell’A.R.E. offre una              formula consolidata e una base solida per perseguire un progresso di              crescita continua, “un-po’-qui, un-po’-là, passo-per-passo”.