LA
PAURA HA DEGLI EFFETTI AUTO-AVVELENANTI (Mark Thurston)
Come pioniere nel movimento salutista ora definito olismo Edgar Cayce
fu sensibile al modo in cui corpo, mente e spirito interagiscono durante
la guarigione. I rimedi fisici soli non bastano. Le medicine migliori
o gli aggiustamenti spinali più abili “non ce la fanno”
del tutto se non viene fatto un lavoro guaritore di trasformazione contemporaneamente
sulla mente e sullo spirito. Questo particolare reading, che enfatizza
il ruolo che la paura può avere nel creare la malattia, è
un caso eccellente per questo punto. Anche se le vostre sfide di salute
non rassomigliano per nulla ai problemi del Sig. [5735], il consiglio
psicologico qui potrebbe comunque essere applicabile.
Dei regimi di trattamento dettagliati caratterizzano la maggior parte
dei readings di Cayce sulla salute, ma in questo c’è solo
una singola formula di un tonico. L’essenza del messaggio sulla
salute per il Sig. [5735] riguarda la necessità di cambiamenti
psicologici e spirituali, in particolare in riferimento al superamento
della paura. Infatti il tonico non doveva nemmeno essere preso “finché
il sé non ha corretto il sé nell’avvelenare il sé
con i rifiuti del proprio corpo.”
In apparenza questo uomo era esteriormente una persona piuttosto robusta,
di aspetto sano. Viene descritto nel paragrafo 16 come qualcuno che
aveva l’aspetto forte. Eppure gli effetti auto-avvelenanti della
paura stavano causando una “tensione costante” e stavano
minando la sua salute (“mangiando dalle stesse fondamenta di ciò
che è manifestato fisicamente”). Era anche una persona
di talenti e potenzialità particolari (vedi paragrafo 2), ma
uno che non avrebbe mai realizzato quelle possibilità se le forze
inconsce della paura avrebbero continuato a sabotare il suo benessere
fisico.
Come diagnosticato in questo reading i problemi di salute del Sig. [5735]
si manifestarono in modo estremamente acuto in un disordine del fegato
e in una disfunzione generale del sistema eliminatorio. Questo era qualcosa
che egli confermò in una lettera a Cayce circa una settimana
dopo che il reading era stato dato: “Per quanto riguarda la mia
condizione fisica al momento la descrizione è corretta. Circa
28 anni fa ho subito la febbre tifoidea che era parzialmente causata
da una condizione precedente di esaurimento dovuta a qualche problema
di fegato, poi a questo si aggiunse qualche trattamento sbagliato da
un dottore studente all’ospedale che peggiorò il problema,
causando un’eliminazione ancora più scarsa.”
Però la descrizione di Cayce delle cause per questi problemi
ha poco a che fare con un attacco di febbre tifoidea o con il trattamento
medico scadente di molti anni fa. Invece questo reading indica una causa
psicologica: l’esistenza della paura che era così diffusa
e potente da essere chiamata “paura nelle forze innate fisiche
del corpo”. Questo è qualcosa di più serio del panico
da palcoscenico, della paura dell’acqua o una delle innumerevoli
fobie che affliggono la gente. In questo caso Cayce sembra riferirsi
ad una condizione nell’anima che è così rovinosa
da aver il potenziale di erodere lentamente ma costantemente la salute
e la vitalità di qualcuno. Questo tipo di paura è un senso
spirituale di essere tagliato fuori dal Creatore. E’ uno schema
nella mente dell’anima basato sulla separazione e l’isolamento
piuttosto che sull’unione e sulla relazione.
Il Sig. [5735] pensò di essere capace di immaginarsi velocemente
da che cosa Cayce lo metteva in guardia. Collegò questi riferimenti
di paura alla cattiva abitudine di essere ipercritico. In una lettera
a Cayce pochi giorni dopo il reading egli scrisse: “Ho ricevuto
il reading da Lei qualche tempo fa e La ringrazio dal fondo del mio
cuore. L’ho esaminata ripetutamente, e quello che all’inizio
è stato forse piuttosto difficile da capire mi è ora sempre
più chiaro. Per esempio dove si dice che ho una ‘paura’
comprendo ora che è un risultato dell’atteggiamento che
la mia mente ha assunto quando, come ‘riformatore’ (per
quattro anni editore di un settimanale) , mi piaceva molto trovare dei
difetti nelle organizzazioni religiose e nel campo politico. Quello
ha reso la mia mente ‘acida’, e anche se il motivo può
essere stato buono, ha avuto un effetto nocivo. Ora sono quindi arrivato
alla conclusione di rendere questo una svolta per il meglio per me e
gli altri.” Questi commenti riflessivi suggeriscono che egli aveva
evidentemente la buona intenzione di cambiare i suoi progetti e di capovolgere
la propria vita. Ma non possiamo fare a meno di concludere che i riferimenti
di Cayce agli effetti paralizzanti, debilitanti della paura erano più
seri che una disposizione “acida” che veniva dalla sua natura
ipercritica, “riformatrice”. La paura era profonda e probabilmente
inconscia per la maggior parte del tempo. Avrebbe dimostrato il suo
viso indirettamente sotto forma di rabbia - a volte mirata verso altre
persone, ma qualche volta verso se stesso. Il paragrafo 8 contiene questa
essenza dell’analisi di Cayce della paura e del suo effetto sulla
propria salute.
Qual è quindi l’antidoto,
per il Sig. [5735] o per uno di noi la cui salute è minata da una
paura profonda ? E’ improbabile che combatterla frontalmente funzioni.
Infatti possiamo allarmarci tanto per ciò che le nostre paure inconsce
possono farci che, a sua volta, la paura diventa un fattore ancora maggiore
nella nostra psicologia personale. Forse la risposta è la psicoterapia;
e senza dubbio, per alcune persone un consulente o uno psicologo abile
può essere d’aiuto. Comprendere il problema è un inizio
sul sentiero della guarigione, ma per superare la paura ci vuole anche
un rimedio spirituale, secondo l’orientamento terapeutico di Cayce.
Soltanto l’amore può veramente scacciare la paura. Soltanto
sperimentando nuovamente l’interconnessione della vita - la sua
unità - si possono sciogliere i nodi della paura nella mente umana.
I consigli spirituali che Cayce offre al Sig. [5735] nel paragrafo 10
e poi nei paragrafi 15 - 17 formano il cuore del suo messaggio di guarigione
a chiunque per cui la paura è un fattore nella creazione di problemi
di salute.
Il Reading
Questo reading psichico, 5735-1,
fu dato da Edgar Cayce nel suo ufficio, 115 West 35th Street, Virginia
Beach, Va., questo 27 marzo 1928, in accordo con la richiesta fatta dal
Sig. [5735]. Presenti: Edgar Cayce, Sig.ra Cayce, Conduttrice; Gladys
Davis, stenografa. Sig. L.B.Cayce e il Dott. T.B. House. Il dott. e la
Sig.ra Meredith entrarono circa a metà del reading.
1Gertrude Cayce: Darete un reading
fisico, mentale e spirituale per questo corpo, con suggerimenti per il
miglioramento di uno o tutti questi aspetti.
2 Edgar Cayce: Ora, troviamo che ci sono delle potenzialità insolite
che circondano questo corpo, che venga considerato dal punto di vista
degli attributi fisici, mentali o spirituali del corpo.
3 Con la condizione fisica del corpo troviamo che esistono quelle forze
a cui si dovrebbe badare, o avvertimenti fatti come riferimento alle conseguenze
di quelle condizioni se si permettesse loro di rimanere nel loro modo
attuale di funzionamento; poiché attraverso queste c’è
una tensione continua da sopportare che le reazioni fisiche non sopporteranno
sempre, e l’utilità del corpo - mentalmente e spiritualmente
- verrebbe ritardata, e non raggiungerebbe ciò che potrebbe essere
compiuto attraverso l’esperienza fisica del corpo.
4 Vi sono molte condizioni da considerare nelle forze fisiche di questo
corpo.
5 Uno degli ostacoli più grandi per il corpo è la paura.
Non di altri; non della capacità mentale; non di ciò che
il corpo desidera - bensì paura nelle forze innate fisiche del
corpo; e mentre spesso la propria prospettiva sulla vita è alterata
dalle condizioni del fegato o del sistema digerente, in questo particolare
corpo - mentre queste condizioni esistono; cioè, ostacoli nel sistema
digerente e particolarmente nelle eliminazioni che sono influenzate attraverso
il sistema escretorio, specialmente nella mancanza delle secrezioni corrette
che vengono dal fegato - per questo particolare corpo - (la paura produce
degli effetti quasi altrettanto nocivi per questa particolare condizione
fisica), da ciò che è stato sperimentato dalle relazioni
del corpo fisico con quelli delle condizioni famigliari, e delle forze
ambientali, che queste paure portano ciò che produce in questo
corpo mentale altamente sviluppato (per quanto riguarda i nervi) - un
effetto dannoso nel dare del suo meglio, o fisico o mentale, nell’applicazione
della conoscenza posseduta dal corpo per il bene di se stesso.
6 Quindi, nel soddisfare i bisogni delle forze fisiche del corpo, questi
verrebbero - necessariamente - presi in considerazione (questa paura).
7 Mentre può essere applicato per il corpo ciò che supererà
fisicamente quelle deficienze, a meno che quella forza di base presente
nella paura del corpo non venga rimossa queste tornerebbero certamente
ad ostacolare nuovamente il corpo.
8 Come si vede anche nelle condizioni puramente fisiche che esistono negli
arti inferiori - i piedi, la testa, la mancanza di corrette eliminazioni
che sono evidenti nella condizione del cuoio capelluto, dell’occhio,
nelle forze acustiche - tutti questi mostrano l’effetto, non tanto
di difetti fisici della paura o del costante trattenimento nel sé
di ciò che dà per così dire - dei veleni al sistema,
attraverso ciò che si serba contro il sé e contro gli altri;
poiché la paura crea la rabbia; la rabbia crea quello in un sistema
che ostacola la digestione dando al sangue tali impulsi che la digestione
corretta non è possibile nel sistema - o rancore o il desiderio
di soccombere all’influenza di qualsiasi forza imponendo il sé
agli altri, o la paura serbata come rancore verso un altro per una cosa
intenzionale o non intenzionale sbagliata fatta contro il sé o
altri.
9 Quindi, per affrontare le condizioni, questo deve essere scacciato interamente
dal sistema - quindi aggiungi quello nel fisico che darà sollievo
a queste condizioni, e troveremo un corpo forte costruito bene in ogni
sua parte, dando quel canale attraverso il quale le forze mentali e spirituali
che assistono questo corpo materiale possono manifestare gli elementi
migliori e le forze migliori per il beneficio e il servizio del sé
e degli altri.
10 Nello scacciarle sostituisci piuttosto il rancore, il desiderio e l’odio
e le condizioni simili con l’amore del Maestro - proprio come il
corpo ha proclamato e proclama, con le parole, agli altri - ma ha sempre
sentito che tutta la comprensione non è stata nel sé; ma
l’amore perfetto scaccia la paura, e l’amore perfetto è
soltanto fondato in Lui che diede Se Stesso a riscatto per molti; che
non pensò che fosse un furto essere uguale a Dio, ma non diede
importanza a Se Stesso affinché potesse prendere su Se Stesso i
peccati del mondo e mostrare all’uomo quella via accettabile perché
l’uomo potesse, da sé, avvicinarsi a quel regno; e dato che
venne trovato perfetto nel corpo e nella mente diventò uguale a
quella forza creatrice che dà ad ogni uomo la possibilità
di fuggire da se stesso !
11 E quando questa paura è stata scacciata aggiungi questo fisicamente
al corpo:
Erba di Ambrosia (secca) ... 3 once, aggiunte a 16 once di acqua. Riduci
sobbollendo (non bollendo) a mezza quantità. Filtra mentre è
caldo e aggiungi:
Zucchero di barbabietola...4 once, disciolto in 1 oncia di acqua calda.
Poi aggiungi:
Alcol di grano...2 once, con balsamo di Tolu...2 dramme, mescolato in
esso.
12 Mescola bene prima di prendere ogni dose, la quale dovrebbe essere
mezzo cucchiaino dopo ogni pasto. Non prendere se il pasto non viene consumato.
Non mangiare troppo. Non purgare il sé da quegli elementi che portano
le condizioni migliori per il corpo attraverso le giuste eliminazioni
nel sistema.
13 Non è necessario che queste cose vengano prese se il sé
non ha corretto il sé nell’avvelenare il sé con i
rifiuti del proprio corpo.
14 Nelle forze mentali del corpo, qui troviamo - come è stato dato
- una capacità insolita di disseminazione; ma poco coordinamento
con ciò che è stato ottenuto o conosciuto dal corpo. Questo
sarebbe bene per il corpo considerarlo:
15 Che la Vita ha la sua continuità; e la Vita è tutto;
e nessuna singola porzione della Vita è l’intero; poiché
la Vita è ciò che è stato dato dallo Spirito; e l’Anima
è l’individuo. Il mentale - che sia di una coscienza sensoria
o della supercoscienza o della coscienza oggettiva - è il costruttore;
e ciò che è costruito, che sia nel corpo fisico o nel corpo
dell’anima, è il risultato.
16 Proprio come è stato dato al riguardo delle condizioni fisiche
del corpo. Mentre il corpo, evidentemente, può avere l’apparenza
di condizioni fisiche forti; eppure vi può essere, dentro, ciò
che continua a consumare le fondamenta stesse di quello che viene manifestato
fisicamente - e lo stesso con il corpo dell’anima, o il corpo mentale,
che può essere così indirizzato - attraverso l’applicazione
di ciò che è dato come il compagno dell’anima (la
volontà) - da rendere l’individuo Tutt’Uno con il Tutto,
o separarlo dal suo Creatore; poiché la Vita è il dono del
Creatore, e si fa quella vita attraverso l’applicazione di quello
che è conosciuto - non attraverso ciò che viene desiderato,
ma ciò che è conosciuto - e nell’applicazione si giunge
a ciò che dà le forze fisiche perfette, che ci si riferisca
al corpo mentale o a quello materiale.
17 Nell’essenza spirituale l’entità ha quella capacità
di sintonizzare il sé con molte coscienze. Sii guidato da ciò
che porta il sé ad essere il servo di molti, nel modo che Lui diede
che “Dio è Spirito e cerca che tale Lo veneri.” Ricordando
in quello stesso modo che la vita è guidata da queste varie coscienze
(e la volontà del sé controlla in ogni sforzo che si fa
attraverso essa), il sé è in sintonia con la piena coscienza,
oppure separa il sé - proprio come fu dato nei tempi antichi: “
Ho questo giorno messo davanti a te il bene e il male - Scegli tu chi
vuoi servire !” Non dire, chi ascenderà in cielo per portarLo
giù da basso ? oppure, chi scenderà nelle profondità
? poiché Dio vive in te, anche nel tuo stesso sé, e la mia
volontà, il mio Spirito, è testimone del Tuo Spirito - non
di qualcun altro ! Il tuo Spirito ! se hai scelto, scegli o sceglierai
ciò che metterà il tuo stesso sé in sintonia con
quel Tutto.
18 Abbiamo terminato.
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