Lettere
alla Redazione
Trovo
interessante tutto il sito e cerco il più possibile di leggere
le molte informazioni ivi contenute. G.P.,
Friuli
Quello
che traspare dalla descrizione e dalle immagini di Cayce è una
grande conoscenza della spiritualità e una grande umiltà.
Considerando che i molti sensitivi passati alla storia tendevano ad imporre
le proprie teorie escludendo qualsiasi cosa differiva, in quest’uomo
si trova invece un animo accogliente e amabile come quello di un bambino
e di un padre allo stesso tempo.
Personalmente mi trovo pienamente in accordo con la sua filosofia che
mi dà serenità e certezza e mai dubbi o costrizioni. Penso
inoltre che la sua visione della spiritualità sia tra le più
ampie se non la più grande per la sua facoltà di abbracciare
in armonia tante teorie diverse insieme e renderle tutte vere.
A.T., Imperia
I
racconti della dott.ssa Gladys McGarey in un articolo passato (“La
Scelta della Gravidanza”, luglio/agosto 2006) e nel suo libro “Born
to Live” (Nati per Vivere) hanno notevolmente cambiato la mia comprensione
delle questioni complesse trattate. L’errore comune nel dilemma
sull’aborto sembra consistere nel pensiero che il feto sia l’intera
persona piuttosto che la “custodia” per un’anima in
attesa. L’anima, come dimostra la McGarey, ha una sua scelta nella
faccenda.
Esiste la prova fisiologica che il feto ha una parte nell’inizio
stesso del travaglio, e, come la dott.ssa McGarey sottolinea, anche l’anima
in attesa nella questione più ampia se nascere o rimanere davvero
oppure no. Esempi nella mia attività come dottore confermano questo
fatto.
Un bimbo che durante il parto aveva subito un’insufficienza nel
rifornimento ematico soffriva di conseguenze gravi, al punto che non era
in grado di comunicare né essere attivo fisicamente. Dopo diversi
anni di cure amorevoli, tuttavia, egli morì senza causa apparente.
Era come se avesse compiuto la sua missione per questa vita. Diversamente
invece, un neonato la cui sopravvivenza fisica sembrava a tutti improbabile
(per gravi interruzioni nel rifornimento ematico durante il parto) evidentemente
decise di combattere per restare qui dopo molti giorni di cura intensiva,
ed è ora un bimbo sano e felice.
Io, come primogenito di mia madre, devo aver desiderato fortemente di
entrare in questa vita, perché il mio parto si svolse senza problemi.
Sebbene io non abbia ricordi della mia nascita, mia madre avrebbe detto
in seguito: “Beh, se è così facile partorire farò
nascere il prossimo a casa mia.” E lo ha fatto.
Un’altra madre mi ha detto che, durante la nascita del suo quinto
figlio, ella si sia trovata improvvisamente “sospesa sotto il soffitto
guardando il parto in modo obiettivo dall’alto. Ho visto come l’anima
di mio figlio è entrato nel suo corpicino e ho sentito una voce
dire: ‘Ora siamo in cinque.’”
Una persona che è consapevole di queste cose può accogliere
un’anima confusa. Anni fa, visitando quotidianamente mia madre in
un piccolo ospedale, mi resi conto di qualcosa che mi stava disturbando.
Ero passato dal reparto neonati in cui un bimbo stava piangendo in continuazione.
Mi fermai, domandando mentalmente: ‘Sei da solo e confuso in questo
luogo in cui nessuno si rende conto della tua situazione?’ Quindi
rimasi lì, concentrandomi sul bimbo, avvicinandomi a lui dal centro
del mio essere nel modo che uso quando tocco un paziente. E’ come
lasciare fluire l’energia dell’Amore da me all’Altro.
Forse è come una preghiera fisica.
All’improvviso il bimbo girò la sua testina verso di me e
i suoi occhi fissarono i miei. Poi chiuse gli occhi e si addormentò.
Non l’ho mai più sentito piangere mentre ero lì. Fu
20 anni fa, e ancora sento il vincolo fra di noi.
Il miracolo della nascita è molto di più di un miracolo
fisico. Se si accettano le prove sempre più abbondanti e crescenti
del fatto che un essere che è esistito prima, un’anima eterna,
con il potere della scelta, arriva per accettare le sfide della vita fisica,
allora il nostro dovere perentorio deve essere aiutare quell’anima
in qualsiasi modo appropriato.
Un’ultima storia: un bambino di quattro anni improvvisamente annunciò
a sua madre che era stato un soldato ucciso in oriente, dicendo: “Madre,
la guerra è un errore. Dobbiamo smetterla di combattere.”
Si può soltanto immaginare quali saranno le scelte del bambino
quando sarà adulto. Grazie, dott. Gladys, per ricordarci tutte
queste cose. Dr.[chiesto l’anonimato]
L’altro
giorno mi sono svegliata con l’idea di fare un inventario di tutte
le cose che conosco che hanno a che fare con Edgar Cayce e che hanno un’influenza
sulla mia vita. Ne ho contate tante, fra cui le più importanti
sono gli esercizi per tenere sciolto il collo e la testa, l’olio
di ricino per la salute delle mie mani, le tre mandorle al giorno, le
preghiere per ringraziare Dio e la meditazione giornaliera. Ma il concetto
più importante per me è quello che tratta della vita dopo
la morte e la reincarnazione, nel senso che i libri dell’A.R.E.,
le “Newsletters”, il sito dell’associazione, e l’enorme
mole di informazioni che trovo in essi mi aiuta a mantenere e rinforzare
le mie credenze. Tutte queste cose creano per me una vita più sana
e meno dispersiva che riesco a trasmettere alla mia famiglia. Un grazie
all’A.R.E. per la promozione di questo modo meraviglioso di vedere
la vita. P.D., Albisola Sup.
In
una predizione fatta da Edgar Cayce, egli afferma che un giorno saremmo
stati in grado di scoprire le malattie analizzando una sola goccia di
sangue [lettura 283-2, data nel 1927].
L’estate scorsa venne annunciato nel Purdue University Perspective
che uno strumento simile ad un CD player riesce ad analizzare più
di 10.000 malattie identificando le proteine in una singola goccia di
sangue. Si è scoperto che, invece di contenere semplicemente delle
informazioni digitali come dati del computer o musica, un compact disc
potrebbe essere usato per fungere come miliardi di provette minuscole
di cui ognuna lega una proteina specifica che può essere scoperta
dal laser.
Non mi sarei mai aspettato di vedere questo durante la mia vita, ma sono
molto orgoglioso che questa invenzione sia venuta da Purdue, la mia università.
R.A. Riehm, Elmore, Ohio
Il
meraviglioso olio di ricino
Ho appena ricevuto Venture Inward e sono contento di sapere finalmente
dall’articolo di David Kukor come funziona l’olio di ricino:
“Esso “...stimola la produzione linfatica e delle cellule
T, aumentando la capacità del corpo di riparare se stesso.”
Non ero troppo lontano dalla verità quando pensavo che l’olio
di ricino in qualche modo attivasse il sistema immunitario.
Posso citare un passaggio nella lettera dell’apostolo Giacomo 5,14:
“C’è qualche ammalato fra di voi ? Che egli chiami
i dignitari della chiesa; e che essi preghino per lui ungendolo con olio
nel nome del Signore.” Sono quasi certo che quell’olio sia
stato il “Palma Cristi”, ovvero l’olio di ricino. Non
poteva essere nient’altro che quello. A.H., Dalen, Norvegia
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