Cayce e la mitologia

     La mitologia ha ricevuto nuova vita fra gli scienziati dalla scoperta archeologica dei resti fisici della città mitica di Troia. Quella scoperta ha cambiato tutto. Il classico di Omero, l’Iliade, che racconta di una grande guerra fra Grecia e Troia, diventò storia concreta! E’ possibile che i miti abbiano qualche realtà nella preistoria? Edgar Cayce lascia intendere proprio questo.

     Nelle letture di Cayce troviamo una prospettiva stranamente storica di storie e personaggi mitologici. Per esempio, Cayce fece davvero una lettura sulle vite passate per la reincarnazione del semidio greco (in parte dio, in parte umano) Achille, un eroe della guerra di Troia nell’Iliade di Omero. Chi avrebbe mai pensato che Achille fosse una persona reale? E chi avrebbe mai preso in considerazione l’idea che avrebbe potuto reincarnarsi? La madre di Achille fu la dea Thetis che lo rese invincibile. Fece questo immergendo il ragazzo nel fiume Stige, ma lo tenne per il tallone che non ricevette la protezione di invincibilità del fiume. Così una freccia che colpì il suo tallone ferì Achille mortalmente. Siccome era invulnerabile ovunque eccetto nel tallone, il termine tallone d’Achille ha finito per significare la debolezza di una persona. La lettura di Cayce aggiunge ulteriori dettagli, dicendo all’Achille reincarnato che la ferita apparentemente lieve nel suo tallone divenne cancrenosa, si estese in tutto il corpo e portò alla morte l’eroe altrimenti invincibile. (900-63)

     In un’altra lettura di Cayce abbiamo la reincarnazione di Romolo (Romulus) che, secondo il mito sulla fondazione di Roma, fu il fondatore della città di Roma, dando ad essa il suo nome. Secondo il mito, Romolo e Remo (Remus) furono generati dagli dei e poi allattati da una lupa. La discendenza di Romolo risale ad Afrodite, la dea-madre del principe troiano Enea, che generò il nonno di Romolo, re Numitore. Cayce ebbe questo da dire al Romolo reincarnato: “Nella vita prima di questa la troviamo nell’entità Romolo, che aiutò nella costruzione di ciò che ora è nota come Roma. L’entità perse e guadagnò in quel periodo, poiché con i lavori arrivò il successo e col successo arrivò l’affermazione della sua potenza, che portò l’entità alla sopraffazione degli altri. Quanto alla spinta interiore attuale troviamo che l’entità non sia in grado di approvare, sopportare o tollerare la sopraffazione in qualunque modo o forma, sia nel regno animale, minerale o vegetale.” (5618-8) Sembra che Romolo stesse imparando dagli errori commessi nelle vite passate.

   E’ possibile che, in passato, ci sia stato un tempo in cui esistessero dei e dee, uomini e donne, bestie e strane creature? La Genesi 6 afferma: “In quel tempo c’erano sulla terra i giganti, e ci furono anche di poi, quando i figliuoli di Dio si accostarono alle figliuole degli uomini, e queste fecero loro de’ figliuoli. Essi sono gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi.” (Genesi 6,4) Cayce vedeva questo e di più nelle sue letture sulle vite passate: “In quella particolare esperienza ci furono ancora quelli che erano fisicamente invischiati nel regno animale con appendici, con zoccoli caprini, con quattro gambe, con parti di alberi, con le code, con squame, con quelle varie cose in cui le forme pensiero (o il male) si erano lasciate andare a tal punto da separarsi dallo scopo della creazione di Dio dell’uomo, come uomo – non come animale ma come uomo.” (2072-8, il commento parentetico di Cayce)

Le mitologie in tutte le culture parlano di una terribile lotta fra il bene e il male: fra guerrieri e coltivatori, fra chi usa violenza, terrore e potere per soddisfare le proprie necessità e chi invece coltiva, crea e coopera. Anche nelle letture di Cayce sul mondo antico e su Atlantide, con i Figli della Legge dell’Uno contro i cattivi Figli di Belial troviamo questo tema.

     Nelle storie mitologiche c’è il segreto della nostra psiche individuale e collettiva, la sua storia e le forze che danno forma al suo destino. Come un bambino che ascolta una fiaba della buonanotte, non è tanto la trama, bensì il mistero semicosciente che percepiamo quando la sentiamo e ci fa desiderare di dormirci sopra, cercando nel tempo del sogno, sperando di toccare la verità di chi siamo e di quello che è la vita.
                                                      Venture Inward, ottobre-dicembre 2011