‘NEMMENO
VI CONDANNO . . . ‘ (Mark Thurston)
La condanna di se stessi, l’argomento
di questo insolito reading fisico, è una forza negativa potente.
Quando ci rivolgiamo contro noi stessi disturbiamo l’espressione
della vita stessa e interrompiamo la nostra connessione con ciò
che rende la vita importante. Quel principio viene spiegato nel primo
paragrafo di ciò a cui Gladys Davis (la segretaria del Sig. Cayce)
si riferì come “come nessun altro reading fisico”.
Il beneficiario ventunenne soffriva di notevole infelicità dovuta
alla sua omosessualità. Infatti fu un amico a scrivere al sig.
Cayce per chiedere aiuto, dicendo: “Non riesce ad adattarsi alla
sua condizione e non riesce a comprenderla. La sua condizione, come io
la vedo, è qualcosa che non è dovuta ad un suo sbaglio,
bensì è qualcosa che sembra innata nella sua natura. Egli
non sa cosa fare...E, fintanto che deve rimanere nello stato in cui si
trova, la sua vita non sarà altro che infelicità...Questo
guaio che ha gli ha fatto perdere ogni fede in qualunque cosa - assolutamente
qualunque cosa. E penso che, se Lei può aiutarlo ad adattarsi alla
sua condizione, sarà grande e importante quanto ogni altro caso
che ha aiutato.”
Il reading di Cayce è un richiamo ispirante e appassionato perché
questo giovane vada oltre l’influenza rovinosa dell’autocritica.
Il messaggio qui è rilevante per praticamente tutti, visto che
la maggior parte di noi è ostacolata fino ad un certo livello dal
giudizio di sé.
Nel paragrafo 4 Cayce ci mostra come andare al di là dell’autocondanna.
Sebbene di solito ci incolpiamo o ci giudichiamo noi stessi per i nostri
difetti, da una prospettiva più elevata questi elementi della nostra
vita sono dei doni, delle opportunità attraverso le quali la vera
crescita dell’anima può emergere. E così ciò
che viene “spesso contato come peccato o errore” può
essere considerato come sfida - qualcosa iniziato da un Creatore onnisciente
e amorevole che ha intenzionalmente fornito questa occasione di apprendimento
e sviluppo. E’ un tema tanto importante per questo reading che il
paragrafo finale ritorna su questo: “...ciò che ti è
sembrato un ostacolo [può] diventare un trampolino di lancio per
la gloria della tua stessa anima “!
Il punto di vista acuto di Cayce sulle nostre debolezze non è un
tentativo intelligente di farle sparire razionalizzandoci sopra o di incolparne
Dio. Abbiamo ancora bisogno di assumerci la responsabilità per
noi stessi. E questa non è nemmeno una filosofia che neghi la realtà
di errore o peccato (leggete attentamente il paragrafo 10 per vedere quanto
sul serio Cayce prende la realtà di tenebre e empietà).
Però possiamo guardarci con occhi amorevoli e credere che la guida
spirituale abbia avuto una parte nel dare forma a difficoltà, sfide
e difetti che affrontiamo. E’ un privilegio operare con la tensione
di un handicap, così Cayce suggerisce nel paragrafo 5.
Un’idea sbagliata di cui dobbiamo liberarci è ogni legame
immaginario fra la virtù genuina dell’umiltà e il
giudizio duro di sé. In modo superficiale potrebbe sembrare che
umiliarsi sia un primo passo verso l’altruismo, ma Cayce avverte
che qualsiasi tipo di condanna è una “manifestazione egoistica”.
Pensate alla condanna di sé in termini di due aspetti di se stessi
- cioè due sub-personalità, come la psicologia le chiama
a volte. Una sub-personalità è “il condannato”
e l’altra sub-personalità è “colui che condanna”.
Quel sé accusatorio reclama una specie di superiorità egoista,
arrogandosene il diritto. S’intende, ciò che sperimentiamo
in modo più intenso nella condanna di noi stessi è il dolore
emotivo e la paralisi che appartengono al sé condannato. Non è
piacevole essere umiliati, nemmeno da noi stessi. Ma in questa rete ingarbugliata
di sub-personalità dobbiamo riconoscere che qualcosa di egoistico
sta avvenendo - l’essere pieni di sé. Forse per questo la
psicologia di Cayce collega così spesso l’ingrandimento del
sé e la condanna del sé, descrivendoli come i due difetti
fondamentali della nostra vita mentale, interiore.
La soluzione di Cayce, nei paragrafi 7 e 8, offre la promessa speranzosa
che delle forze potenti ci possono aiutare a trattare questo problema.
Il nostro rapporto con il Cristo redentore è la chiave per uscire
dal circolo vizioso di ingrandimento del sé e condanna del sé.
E’ la “misericordia dello spirito Cristico” a rendere
possibile una vittoria. E per enfatizzare che tipo di modello Cristo è
per noi Cayce ci rimanda alle parole di Gesù: “Nemmeno vi
condanno, ma non peccate più.”
Quello è esattamente il modo in cui ci viene chiesto di trattare
noi stessi - astenerci dal giudizio paralizzante del sé e anche
sfidarci a fare del nostro meglio la prossima volta. Dobbiamo applicare
questa filosofia quando ci sorprendiamo a fare meno del nostro meglio.
Guardiamo indietro con rammarico, biasimo e auto-condanna ? Rimproveriamo
noi stessi, passando giorni, settimane o mesi a chiederci cosa avremmo
dovuto fare o a sentirci colpevoli ? E’ naturale che qualche tipo
di esame retrospettivo sia di valore, ma deve essere breve e senza autocritica.
Il passo successivo è guardare avanti. Chiedetevi: “Come
intendo agire la prossima volta che questa situazione si presenta ?”
Quell’atteggiamento speranzoso, che guarda avanti è il dono
dello Spirito a noi. Quando riconosciamo le nostre imperfezioni ma siamo
desiderosi a fare meglio possiamo essere sicuri di essere in rotta precisa
con ciò che questo reading ci ha tutti chiamati a fare.
Il Reading
Questo reading psichico, 479-1,
fu dato da Edgar Cayce il 6 gennaio 1934, per un giovane di 21 anni. La
conduttrice fu Gertrude Cayce.
1 Edgar Cayce: Sì, abbiamo il corpo e quelle condizioni fisiche
e mentali che disturbano le manifestazioni migliori di vita e il suo significato
attraverso le forze fisiche manifestate in questo corpo.
2 Ora, come troviamo, dando le condizioni fisiche che possono essere aiutate
determinando per il corpo delle manifestazioni migliori sarebbe meglio
dare le analisi delle condizioni fisiche e mentali che il corpo incontra
o che devono essere affrontate dal corpo.
3 Che ci sono dei difetti fisici nella parte strutturale o nelle manifestazioni
apparenti in tutto il mentale, che sono prenatali nelle loro forze di
base viene troppo spesso condannato dall’entità - e se vi
è la giusta comprensione di ciò che è la Vita in
una manifestazione, e la forza spirituale che detta l’attività
della stessa, queste cose possono essere comprese meglio da tutti.
4 Poiché quando ci sono quelle attività in un mondo materiale
che determinano le forze o influenze in cui vi può essere l’azione
di un’anima nel suo sviluppo, ciò che spesso viene considerato
peccato o errore è per la misericordia verso un’anima da
parte di un Padre saggio e benefico che sta dirigendo, progettando, dando
all’anima un’opportunità per l’uso di ciò
che può venire nell’esperienza di quell’anima sul piano
materiale. E quello che l’anima fa, attraverso il suo corpo e la
sua mente e gli attributi di questi, con la conoscenza e la consapevolezza
dell’inerenza dello spirito di vita attraverso Cristo sulla terra
è l’opportunità di sviluppo per quell’anima.
5 Perciò, in questo particolare corpo, piuttosto che condannare,
piuttosto che chiudere il sé alle capacità o le opportunità
in cui può essere manifesto nel sé che non c’è
condanna, ma piuttosto che il sé può usare l’opportunità,
il privilegio di manifestarsi con un handicap o in quelle condizioni che
esistono nel sé - per manifestare meglio l’amore che è
diffuso fra gli uomini, attraverso le attività in ogni singola
esperienza o in ogni ambiente.
6 Poiché, quando un’anima, una corpo-mente, una coscienza
condanna non è altro che una manifestazione egoistica - ed è
il tentativo, come dei primi errori, di incolpare ciò che il sé
deve fare ad un altro.
7 Ma se soltanto l’anima volesse sapere che l’amore del Padre
(che è stato manifestato attraverso Suo Figlio il quale vinse peccato,
errore, dis-agio, malattia e persino la morte stessa sul piano materiale)
ha promesso che attraverso la coscienza di quella vita del Cristo che
si risveglia in noi, come la coscienza della Sua presenza inerente, può
anche portare la guarigione nelle Sue ali, e ciò che in apparenza
è stato un impedimento può diventare la misura attraverso
la quale altri possono alla fine avere la conoscenza più grande,
la comprensione maggiore della Coscienza Cristica, la vita Cristica nella
propria esperienza, allora tutti i problemi materiali saranno compresi
e superati.
8 E piuttosto che isolare il sé dai compagni o dalla compagnia,
se soltanto la coscienza volesse produrre i frutti dello spirito del Cristo
manifesto, gli altri da parte loro cercheranno di essere vicini, di essere
nella luce di ciò che può essere diffuso ovunque da una
tale anima, in un tale corpo che rende manifesto in questa sfera mondana
quell’amore, quella vita, quella misericordia dello spirito Cristico
nella vita.
9 Perciò, come troveremmo, se il corpo troverà queste cose
nel sé e nell’esperienza del sé potrà arrivare
quella purificazione nelle forze fisiche del corpo che renderà
l’anima del corpo davvero integra !
10 Perciò, cerca di conoscere i Suoi modi con te. Non solo negando
che peccato o errore esistano. E’ vero, peccato ed errore non sono
di Dio - salve attraverso i Suoi figli che hanno portato l’errore,
attraverso l’egoismo, nell’esperienza delle anime degli uomini,
il corpo per mezzo del quale angeli ed arcangeli sono separati dalla pienezza
del Padre. Poiché nella Sua misericordia Lui ha dato a tutti ciò
che è il desiderio di ogni cuore in un piano materiale - cercare
compagnia in un modo che ci possa essere lo scambio di esperienze in qualunque
sfera l’anima del corpo possa trovarsi. E facendo questo, se vi
è la manifestazione di avidità, avarizia, odio, egoismo,
modi sgarbati, empietà, ne risulteranno i frutti - rivalità,
conflitti, odio, avarizia e separazione dalla luce. Poiché quelli
che hanno voltato la faccia lontano dalla luce di Dio possono solo vedere
ombra o tenebre e che la luce è solo per quelli che sono distanti.
Eppure, se soltanto l’anima volesse rivolgersi al Padre dell’amore
manifesto sulla terra attraverso il Cristo, può essere vista la
luce e la Gloria di una nuova nascita anche in questa vita.
11 Che tutti siano stati concepiti nel peccato è solo una verità
parziale; perciò ne fa spesso una bugia intera a coloro che nel
corpo trovano che il loro proprio sé fisico può trovare
ciò che per la loro propria coscienza essi possono condannare in
un altro. Ma condannare - proprio come il Maestro insegnò quando
le leggi morali o quando le leggi fisiche o leggi spirituali venivano
infrante e vennero presentate a Lui come esempi per interrogarLo, Lui
rispose sempre: “Voi non avete potere su di me se non vi è
stato dato dal Padre che non ha lasciato soli i Suoi figli, ma fa sempre
in modo che loro sappiano che il Redentore vive.” E la Sua luce,
la Sua vita, il Suo amore, purifica ogni piccola cosa! E, come Lui disse
alla donna, “E io non ti condanno, ma non peccare più.”
E non stabilì per lei alcuna legge morale se non quella che era
cosciente nella sua di lei anima rispetto alle azioni nel fisico che avrebbero
avuto la tendenza di dividere o di trasformare la luce in oscurità
nella vita di quell’anima. E quando ella venne conosciuta fra quelli
che avevano cercato la luce la sua vita diventò quella che condusse
molti ad una comprensione - e tuttora porta vita, luce e comprensione
a molti.
12 Così, nel tuo proprio sé, sappi che in quello sta lo
spirito di Dio - l’anima del tuo sé. Lo spirito accelererà
se soltanto l’anima vuole riconoscere il Suo potere, il Suo diritto
divino dentro di te !
13 Quindi, fa’ che le azioni del tuo corpo, il tempio della tua
anima, vengano tenuti puri nella tua stessa coscienza, proprio come la
presenza del Maestro purificò ogni corpo che cercava aiuto da un
disagio fisico o una corruzione fisica e produsse la manifestazione dei
frutti dello spirito, della verità nella loro vita. Non che salvasse
il corpo dalla tomba, non che salvasse un corpo dalla sua transizione
da una sfera ad un’altra - ma piuttosto accelerò l’anima
e la sua mente fino a tal punto che gridava sempre come fece il Maestro
nel Suo messaggio di allora alla Sua gente che era stata condotta attraverso
prove e tribolazioni, “Gli altri possono fare come vogliono, ma
per quanto mi riguarda io - la mia anima, il mio corpo, la mia mente -
servirò il Dio vivente !” (Giosuè 24:15)
14 Beato è colui che il Signore punisce, poiché Lui ama
tutti - e accelererà coloro che chiamano il Suo nome e agiscono
in armonia con le direttive che sono state date ad ogni anima perchè
sappia di fare del bene e che non farlo diventa peccato, ma perché
sappia che Lui - il Cristo - starà in vece tua e purificherà
completamente il corpo dell’anima, affinché possa stare davanti
al trono di grazia completamente pulito !
15 Quindi fa’ le tue preghiere a Lui, dando gloria, potere e elogio
a Lui - e in questo modo possa ciò che ti è sembrato un
impedimento diventare un trampolino di lancio per la gloria della tua
stessa anima !
16 Abbiamo terminato.
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