NON
CONDANNARE
Considera questa verità. Colui o colei che segue la via della
condanna di qualcun altro produce la condanna anche nella propria esperienza,
ingrandendo le condizioni; piuttosto che prendere ciò che è
come una spina nel corpo, come una cicatrice nelle migliori attitudini
mentali e morali della coscienza del corpo.
Sappi che solo in Lui che può portare pace e armonia attraverso
i contatti - i pensieri del sé in rapporto con il tutto, possono
essere determinati quei rapporti migliori.
Continuare a condannare porta quindi solo condanna al sé. Questo
non significa che l’attività del sé dovrebbe essere
passiva, ma piuttosto costante nella preghiera - sapendo e accettando,
sapendo e comprendendo che colui che è fedele non riceve un fardello
oltre a quello che è in grado di sopportare, se solo vuole mettere
il fardello su di Lui che ha dato la promessa: “Sarò con
voi; non avverrà ciò che vi possa nuocere, se solo vuoi
porre la tua fiducia , la tua fede, in me.” ...
D- Che cosa dovrebbe far assumere a mio marito un atteggiamento diverso
verso la vita, nel suo insieme ?
R- Ci deve essere un risveglio alla necessità dell’influenza
rigenerante nel sé.
Per raggiungere il primo approccio, non condannare. Non viziarlo né
dargli ragione; ma piuttosto in quella umiltà di spirito dimostra,
nell’amore, che le condanne non sono condanne ma un cooperare,
un operare verso un rinnovamento dello spirito nell’intimo che
produce influenze cooperanti nella vita di coloro che hanno obblighi
l’uno verso l’altro. Oppure si riduce a questo:
Colui che dà la parola gentile, anche quando suscita rimorsi
all’anima restituendo bene per male, sarà ricompensato
per salvare non solo il sé e la crescita dell’anima stessa
del sé, ma molti altri...
D- Com’è la sua condizione mentale ? E’ davvero responsabile
?
R- Vi sono delle condizioni sia fisiche sia mentali che disturbano il
corpo, ma visto che il sé può emanare sempre meno condanne
- non passandoci sopra, non a mo’ di scusa, ma piuttosto nello
spirito della verità, dell’amore - vi può essere
il risveglio migliore, più grande ...
Fa’ quindi come è stato dato. Dapprima fa’ un’analisi
del sé, dei rapporti del sé, delle influenze impellenti
che al presente fanno agire gli altri a modo loro.
Non condannare il sé, non condannare un altro; bensì lascia
le attività che comporterebbero condanna piuttosto nelle Sue
mani, di Colui che richiede da tutti che venga misurato “Come
vuoi che sia fatto a te, fa’ lo stesso al tuo prossimo!”
290-1
Scegli quindi quest’oggi
chi vuoi servire ? Il Signore sacro e retto o il sé che è
debole e indegno dell’amore ? se non dimostri il Suo amore, come
hai visto nelle tue esperienze, al tuo prossimo.
Che cosa è l’Amore Divino ? Che il Padre e il Figlio e lo
Spirito Santo possano dirigerti, ti dirigono, ti dirigeranno in ogni pensiero,
in ogni atto !
E non giudicare gli altri, non condannare gli altri. Questo non è
amore divino, né è Saggezza. Poiché costruisce barriere,
distrugge, mina dapprima la vita del sé, e poi, nel cuore e nella
mente e nelle esperienze di altri, porta dispiacere, delusioni e quelle
cose che rendono pauroso il cuore degli uomini. 262-104
Fa’ che quelle cose che ti
farebbero temere, dubitare, diventino trampolini di lancio per quelle
cose che sono state promesse in e attraverso te se vuoi rimanere fedele
ai Suoi modi. Fa’ che giustizia e misericordia, fa’ che gioia
e armonia, fa’ che il tuo sé sia il modo; poiché “Colui
che vorrebbe essere il più grande fra voi è il servo di
tutti.” Grazia, misericordia, pace, l’amore del Padre attraverso
il Figlio dimorano in coloro che amano la Sua venuta. Sii paziente, sii
gentile, sii giusto nei tuoi commenti, nelle tue attività nei riguardi
del tuoi prossimo; poiché solo in tali cose troverai pace e armonia.
Poiché alcuni gridano Pace quando essi stessi diventano, attraverso
la condanna del sé in altri, ciò che è l’ostacolo
a molti. Fa’ un rumore gioioso al Signore per le misericordie, le
promesse, le glorie che possono essere tue sulla terra attraverso l’amore
che puoi mostrare al tuo prossimo. 262-72
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