GUARIRE I RICORDI DELLE VITE PASSATE (Carolyn Gelone)

“Penso che sto galleggiando al di sopra di quel corpo”, disse la donna, seduta e rilassata con gli occhi chiusi nel mio ufficio. “La vita è finita !” Fece un respiro profondo.
Ma quella vita passata è veramente finita ? La teoria della reincarnazione asserisce che l’anima passa molto spesso dalla terra, vita dopo vita. Gli scettici possono credere che la vita di ogni persona sia separata e non in relazione con il passato. Ma come consulente di vite passate devo dichiararmi d’accordo con Edgar Cayce, “...ogni entità sulla terra è quella che è per quello che è stata !” (2823-3)
Il mio primo incontro con la memoria delle vite passate è stato in una regressione di gruppo diciassette anni fa. La conferenziera aveva dapprima parlato sulla teoria di molte vite, poi si offrì casualmente di condurre un’esperienza in cui saremmo andati indietro nel tempo - una regressione ipnotica di gruppo. Esitai. La mia riservatezza naturale nei gruppi mi fece pensare due volte prima di acconsentire di andare avanti col procedimento. Ma alla fine lo feci. Quella notte mi capitarono tre esperienze che svegliarono la mia attenzione. La prima, la persona che era stata il mio innamorato d’infanzia apparve in una delle mie vite passate. La seconda, riconobbi una donna in una delle mie vite passate che avevo appena incontrata a quella conferenza e avevo sentito un rapporto immediato con lei. E la terza, cominciò un legame con la conferenziera che condusse ad un rapporto di mentore/studente. La mia vita stava per cambiare. Questa tecnica appena trovata mi avrebbe dato un processo personale di guarigione che era profondo come l’anima.
Penso che la mia prima reazione al ricordo delle vite passate sia stata stupore dell’idea che ci potesse essere un rapporto fra un’immagine del passato e i miei sentimenti attuali. Nella mia sessione successiva con la regressionista svelai più di una scena piacevole con un amico o due. Ecco le parole che scrissi nel mio diario:
Sessione Due: Vedo una ragazza giovane e bella vestita con un abito chiaro e leggero che balla per il sultano e la corte. Sono io la donna in costume. Guardo la folla con i suoi occhi e vedo un uomo con il turbante. Pare che ci riconosciamo senza parole. Quando arriva il prossimo gruppo di intrattenimento esco dalla stanza e vado in una zona nel palazzo che assomiglia ad una nicchia. La persona con il turbate arriva dopo poco. L’incontro è ovviamente clandestino. La sensazione di pericolo è molto evidente, dato che parliamo con bisbigli. Io sono cristiana e passo un messaggio da parte dei cristiani a questo uomo. E’ una cosa molto pericolosa. Egli mi dice che devo andarmene e poi mi accompagna da due guardie. Mi portano in un rifugio lontano con altri seguaci di Gesù.
La scena cambia e ora sono nelle catacombe. Non mi sento a mio agio con questa gente “contadina”. Sono giovane e mi lamento di tutto. Essi sembrano infinitamente tolleranti ! Poi tutto cambia. Mi rifiuto di nascondermi e vengo catturata e portata al Colosseo Romano. La prossima cosa che so è che sono nell’arena e sono ferma come una pietra quando un leone si avvicina. Il terrore è completo; non mi muovo mai. Poi in un attimo sono su, al di sopra del corpo, guardando giù.
Fui totalmente stupefatta ! Dissi immediatamente: “Faccio la stessa cosa oggi. Se vedo un cane grosso congelo dalla paura !”
Come poteva essere ? Una sensazione di duemila anni fa che riaffiora nel mondo di oggi ? Nel mio lavoro come regressionista di vite passate ho visto ripetutamente come i miei pazienti hanno sperimentato quello stupore. Il nesso emotivo è il legame che ci lega ai ricordi del passato. Se il ricordo è edificante e gioioso sperimentiamo nuovamente quella gioia. Viceversa, se il ricordo è scioccante o pieno di paure la rivelazione dell’evento localizza il nodo della questione da guarire.
Secondi i readings di Cayce le emozioni sperimentate sul piano terreno vengono affrontate nuovamente in vite successive sul piano terreno. Esse vengono a noi in ciò che Cayce chiamò “impulsi”. Gli impulsi emotivi che sono negativi hanno di solito un aspetto limitante ed influenzano gli schemi di crescita negativamente.
I ricordi delle vite passate consistono insieme di pensieri e emozioni. Quando un pensiero viene cambiato, esso può influenzare gli impulsi o le emozioni. Nel processo di consultazione la conoscenza si sviluppa sia dai punti di vista delle vite passate sia da quelli di oggi sul problema. Questo rende possibile desensibilizzare questi impulsi. Detto in modo semplice, il processo è rivelazione e liberazione. La guarigione implica una liberazione emotiva.
Alla fine del mio ripasso delle vite passate la consulente mi chiese che sentimenti avessi nei confronti degli animali. Ammisi la mia paura di loro avuta per tutta la vita. Tramite domande abili e un lavoro di suggestione cominciò ad inquadrare di nuovo l’evento passato facendo affermazioni come : “I tempi sono diversi...Lei è diversa...Ha molto più controllo della sua vita della ragazzina viziata, non è vera ?” La mia logica lo confermò. “Ora lasciamo andare quel ricordo,” continuò. “Lei non ha bisogno di sentire altro che prudenza quando incontra un animale.” Che sollievo ! Mi sentii diversa ! In qualche modo più leggera.
Il tempo passò, prima che mi accorsi di un cambiamento avvenuto in me. Il suggerimento di usare solo prudenza con gli animali cominciò a fare effetto. Sebbene cominciassi a cambiare impercettibilmente dapprima, alla fine modificai le mie azioni nei confronti di tutti gli animali - gli animali domestici, i cani randagi, i leoni nello zoo. Non mi sorpresi più in uno stato di terrore. Non ebbi più reazioni esagerate per la paura. Ripensandoci, la realizzazione di quel cambiamento avvenne circa un anno dopo la regressione. Successe quando andai a casa di una nuova amica. Quando entrai a casa sua il cane da presa di famiglia mi aspettò alla porta. Mi fermai per permettere al cane di abituarsi a me, ma continuai diritto e salutai la donna senza preoccuparmi del cane. All’improvviso l’intera situazione si registrò nella mia mente. Qualcosa era diverso. In qualche modo avevo cominciato ad applicare il suggerimento di avere “un approccio prudente” e la paura irragionevole degli animali si era allontanata.
Il cambiamento aveva seguito questa sequenza di apprendimento: rivela, rilascia, riprogramma, risultato. Infatti Cayce dichiarò che un tale cambiamento negli schemi emotivi fosse possibile. “Poiché nessun impulso di qualsiasi tipi supera il diritto di nascita [cioè, la volontà] di ogni anima in un’esperienza materiale. Così troviamo che . . . l’applicazione del sé in qualsiasi direzione cambia gli impulsi e costruisce o diminuisce le emozioni del fisico.” (2279-1)
La guarigione di un ricordo delle vite passate non richiede sempre un anno. Un risultato più immediato fu raggiunto da una paziente che aveva uno strano problema. Non riusciva a portare molti gioielli sentendosi a proprio agio. E i braccialetti non avevano mai fatto parte del suo guardaroba. Ella si chiese se fosse un problema radicato in una vita passata
Nell’ipnosi andammo indietro nel tempo e trovammo una vita nell’Egitto del primo secolo. Ella fu uno schiavo maschio. Questo schiavo, insieme a molti altri, fece un lavoro manuale faticoso. Era difficile sollevare oggetti pesanti perché questo schiavo aveva una corporatura fragile, era sottonutrito ed era impedito terribilmente da pesanti fasce di metallo intorno ai polsi ! Tutti erano incatenati insieme. Persino in questo stato di torpore mentale lo schiavo si rese conto con disperazione quanto fosse dura questa vita. Eppure si fece strada una vaga idea che ci doveva essere un modo migliore.
Lisbeth, la cliente, rise quando finì questa vista ipnotica. “Questo ha molto senso. Chi vuole sentirsi incatenato ?”
Poi le chiesi se c’era una parte della sua vita in cui sentiva grande difficoltà. Sembrava che le fosse diventato insopportabile lavorare nel suo ufficio, fino al punto che si era licenziata prima della nostra sessione. Il capo aveva cambiato le procedure dell’ufficio, e avevano chiesto a lei di fare più lavoro senza un aumento di paga. “Ho dovuto licenziarmi,” disse. “So che c’è un modo migliore. Quello era come un lavoro da schiavi !”.
Lisbeth mi chiamò alcune settimane dopo per farmi sapere che aveva cominciato a portare il braccialetto che suo marito le aveva comprato per regalo. Era deliziata del fatto che riuscì a portarlo sentendosi perfettamente a suo agio !
In questo caso sembra che la guarigione sia avvenuta all’istante. Ma le apparenze possono ingannare. Diamo un’occhiata a qualche fattore di base che ha a che fare con questo caso. Come anima Lisbeth era cresciuta e si era sviluppata dai tempi in cui fu uno schiavo. Nell’Egitto del primo secolo la sua coscienza nascente aveva vagamente compreso che ci doveva essere una via migliore. Ora si era sviluppata arrivando al punto di azione. Quando ella ebbe la scelta sul lavoro di rimanere in una posizione insoddisfacente o di andarsene, lei se ne andò. Le emozioni, più il sintomo fisico rinchiuso in quell’emozione, furono liberati da quell’azione decisiva. Il tempo, oltre alle esperienze delle vite passate e le circostanze, l’avevano portata ad un punto di svolta. Ora sapeva e agiva secondo il principio che il lavoratore vale la sua paga.
Era un caso di guarigione istantanea ? Probabilmente no. Era piuttosto una questione di ciò che Cayce chiamò processo interiore di “riga su riga” - uno che alla fine arriva al suo punto di realizzazione. La guarigione deve essere compresa come un processo che succede in un contesto: siamo delle anime in evoluzione.
Il prossimo caso che mi viene in mente è quello di una donna che non aveva una paura o un sintomo fisico da guarire, bensì invece il desiderio di indugiare e di usare la sua capacità nello scrivere. Ella mi disse che scrivere era una cosa naturale per lei e che le piaceva, ma aveva delle difficoltà a riservare del tempo ed era frustrata per le sue scuse. Era in grado di trovare il tempo per dei progetti di gruppo e per socializzare, ma non ce la fece mai di scrivere. Portò questa domanda alla sessione di consulenza sulle vite passate: “Ho ciò che è comunemente noto il blocco dello scrittore o ho un blocco per le vite passate ?”
Cominciammo a lavorare ricordando il passato, e trovammo una vita nell’Inghilterra Vittoriana. Ella era la figlia maggiore della famiglia di un vicario. Suo padre era vedovo, ed ella si prese cura della casa per lui. Come il tempo passò ella sentiva che avrebbe dovuto continuare ad occuparsi della casa e di suo padre, così non cercò il matrimonio o una casa sua. Sebbene la vita fosse molto piacevole, ella era sola. Per il proprio divertimento cominciò a scrivere delle storie sui signori e sulle signore di Londra e sui balli alla corte del re.
Alla fine di quella vita il messaggio sembrava chiaro: prendi il tempo per equilibrare lo scrivere con altri avvenimenti della vita. Non hai bisogno di temere la solitudine quando cominci a scrivere. Così ella lasciò quella seduta di consulenza con un’affermazione che le ricordava che poteva integrare il passato e il presente.
Uno sviluppo interessante di questa situazione ebbe luogo due mesi più tardi. Ella ricevette una telefonata da sua madre riguardo all’ultima crisi nella vita di sua madre, e avrebbe voluto vivere abbastanza vicino per essere con lei, perché erano emotivamente vicine, anche se distanti geograficamente. Dopo la telefonata si mise comoda sulla sua sedia e cercò di rilassarsi. Allora ebbe una visione di suo padre nei giorni Vittoriani. Guardò in quegli occhi e capì che questa era la stessa anima della sua madre attuale ! Le parole che le vennero alla mente erano: “L’unico modo per aiutarla è aiutarla a aiutarsi questa volta ! Una persona può imparare spiritualmente attraverso la dipendenza da se stessa. Non l’hai aiutata l’ultima volta sacrificando la tua vita per lei !”
Le parole la fecero trasalire. Furono seguite da un afflusso di energia emotiva in tutto il suo corpo. Lo seppe tutto in quell’unico istante. Per sette anni aveva sentito una colpa terribile per non aver fatto di più per sua madre. Tutto era cominciato al momento del suo matrimonio. Le sue nozze e la morte accidentale di suo padre accaddero a distanza di due settimane . Aveva dovuto lasciare sua madre appena diventata vedova per iniziare la sua propria vita matrimoniale nella sua propria casa. Sette anni di colpa ! Sentì dolore e liberazione simultaneamente. Uno spostamento avvenne nella sua mente. Si rese conto che non era necessario prendersi cura di sua madre vedova nel modo in cui si era presa cura di quel padre della vita passata ! La guarigione comprende uno spostamento nella percezione.
Era venuto il momento giusto per una svolta in questa colpa. Lo stato di prontezza aveva attirato a lei la risposta, come l’avrebbe fatto per tutti noi. Questo illustra come guarire i ricordi delle vite passate è un processo metafisico, spezzo associato con punti di svolta della comprensione. La paziente non aveva lavorato coscientemente sulla soluzione del dilemma con sua madre, ma la sua buona volontà di cercare aiuto per altri ambiti della sua vita aveva portato alle informazioni che servivano a quello scopo.
La coordinazione dei tempi è cruciale per il processo di guarigione. Quando i miei pazienti chiedono se il processo di regressione li “curerà” rispondo che non ci sono alcune garanzie. L’aiuto arriva sotto varie forme alla persona che è pronta di cambiare, e la conoscenza della regressione è soltanto una possibilità. Devo aggiungere un’altra osservazione sulla coordinazione dei tempi: lo stato di prontezza di una persona viene sempre onorato dalle Forze Universali. Ci sarà una risposta; però accettare quella risposta può richiedere il passo successivo nel processo della propria crescita.
Quell’opportunità di crescere è esattamente ciò che è successo a me. Dopo la mia regressione iniziale con il mio mentore cominciai a studiare le tecniche usate nelle consulenze sulle vite passate. Mentre studiavo continuai a lavorare nella mia carriera come insegnante scolastica. Stavo imparando le regole della mente e dello spirito per il mio proprio interesse, così pensai. Non molto dopo che gli studi erano cominciati ebbi una serie di sogni in ognuno dei quali una cinepresa stava al centro del mio banco a scuola. Adoperavo la cinepresa, ma non riuscivo a vedere le immagini. Mi ci volle un po’ per associare la cinepresa e il film con la mente e le scene delle vite passate. Alla fine mi domandai: “Potrebbe questo essere una carriera nuova per me ?” Guidata da quei sogni comincia un anno di tirocinio come consulente di vite passate.
Non soltanto lavorai con altri quell’anno, ma guardai più da vicino la mia propria vita passata da cristiana quando ero stata uccisa da un leone. Tornai ripetutamente su quella scena di morte. Un nuovo pensiero mi colpì quando mi staccai di più dal sangue e mi misi di più in armonia con una visione comprensiva della situazione: la mia paura delle folle poteva essere cominciata là.
Che scoperta significativa ! Era previsto che dessi un programma di addestramento per il mio distretto scolastico, e il pensiero di stare davanti al gruppo mi intimidiva. Questa non era un’apprensione nuova. Sono agorafobica e lo sono stata da quando avevo vent’anni. (Il termine greco agoraphobia significa “paura della piazza del mercato”; perciò paura della folla.) Ma certamente, parlare con il gruppo non poteva essere paragonato con l’affrontare quel leone nell’arena, o forse sì ? A molti dei miei colleghi più anziani non piacevano i nuovo metodi di insegnamento, e la mia presentazione programmata riguardava queste tecniche e il grado di successo che avevo ottenuto.
Poi ebbi un secondo intuito. Eccomi di nuovo, a parlare di idee nuove, controverse - proprio come quando seguivo gli insegnamenti di Gesù e passavo il messaggio agli altri. Ora il quadro diventò più chiaro. Le mie paure venivano attivate e minacciavano a ostacolare i miei interessi, le mie nuove scoperte e il mio desiderio di condividere quelle conoscenze.
Ora il terreno era pronto ! Le paure e i dubbi delle vite passate stavano contrastando i desideri del presente. Era veramente il sé che affronta il sé. Avrei accettato questa opportunità di parlare delle mie credenze e esperienze educative ? Oppure le paure passate avrebbero dominato la situazione e mi avrebbero fatto ritirare ? Arrivò il giorno del programmo, e colsi l’occasione. Non era una coincidenza che una collega chiese di condividere il tempo della presentazione con me ! Mi sentii incoraggiata nello sforzo che stavo facendo di lasciar andare il passato.
Cayce parlò di cicli di apprendimento: “...Gli individui sulla terra si muovono da un ciclo all’altro nel loro proprio sviluppo, nei loro rapporti con gli individui e con le attività che hanno a che fare con ciò che più essere compiuto in una data esperienza. Hanno, per così dire, preso questa o quella strada per affrontare certe condizioni. E un’esperienza in una parte della vita è quindi come una lampada o un vademedum. Quindi quando arrivano nuovamente all’incrocio, per così dire, c’è un’altra esperienza o un’altra lezione.” (993-4)
Così arriva un punto nella vita, un “incrocio”, in cui la conoscenza dal passato viene usata per aiutare o per ostacolare. Scelsi di usare la mia conoscenza per il mio beneficio. Era un passo liberatore, parte di un processo graduale di cambiamento, e i miei clienti ed io sembriamo sperimentare questo cambiamento con accrescimento continuo.
Nel caso di Lisbeth era il lasciar andare il suo disagio fisico con i gioielli: affrontò la sfida di vedere quanto era veramente cambiata quando decise di portare il braccialetto che aveva ricevuto in regalo. Fu accettabile in quanto era una catenina d’oro leggera con alcune piccole pietre preziose incastonate. Il commento di Lisbeth fu interessante: “Posso portare questo perché sembra molto leggero sul mio polso. Non penso di poter portare quei braccialetti pesanti .” Forse inizialmente esprimiamo tutti lo stato di guarigione in una forma più “leggera”. Ma fintanto che è un’azione costruttiva la possiamo considerare come un primo passo in un processo di guarigione in corso.
La mia cliente scrittrice lo dice così: “Sì, lascio andare i vecchi sentimenti. Scrivo, anche se a scatti !” Ha un sorriso nella voce quando dice poi: “Due passi in avanti e uno indietro.” La mia risposta è che i passi fatti un po’ per volta dimostrano comunque la nuova tendenza della mente e indicano che la guarigione si sta evolvendo.
Quel processo di guarigione e crescita era evidente nella mia vita. Dopo il programma svolto durante il servizio a scuola mi chiesero di facilitare dei seminari per insegnanti per produrre del materiale per nuove necessità di curriculum. Mi piaceva molto condividere le idee in quel modo. Cominciai a sentirmi più a mio agio nel guidare e condurre gli adulti, e fui sorpresa del numero di insegnanti interessati alle nuove idee. Più aumentò il livello del mio benessere, più, penso, stavo guarendo.
Recentemente lessi La Mente: Il Potere Maestro, un libro di Charles Roth, in cui scrisse: “Cambiate gradualmente. Le vostre abitudini cambiano, a volte cambiano i vostri amici, cambiano i vostri valori, cambiano le vostre circostanze, e cambia la vostra vita.” La mia vita stava per fare un grosso cambiamento. Ero pronta ad arrivare al punto dei giorni del Colosseo cominciando con l’idea di ricercare i readings di Cayce sull’educazione. Avevo fatto un commento in quel senso in un appunto casuale, ma entro sei mesi fece sì che presi il mio congedo sabbatico dal distretto scolastico per iniziare la ricerca sull’educazione, sui bambini e la spiritualità. Come risultato di questo progetto cominciai a condividere le informazioni con altri insegnanti. Quando il congedo finì scelsi di continuare la mia ricerca e la mia nuova forma di comunicazione. Con quella scelta colmai il vecchio e il nuovo: parlai agli altri delle mie nuove credenze spirituali, e i ricordi del passato non furono abbastanza forti per trattenermi ora dall’opportunità che la vita aveva presentata. Così fu raggiunto un nuovo livello di guarigione.
Questi sono tempi di crescita accelerata nel mondo, e più gente sta diventando consapevole delle possibilità in ogni situazione che la vita offre. Alcune anime di un livello avanzato di coscienza sono in grado di vedere delle scene delle vite passate nella meditazione e nei sogni - persino visioni, da svegli. Molti dei miei clienti vengono da me già sapendo parecchio sulle loro vite passate. Una volta ebbi una cliente che arrivò al suo appuntamento dicendo che per poco non sarebbe venuta. Il suo motivo: “Non sapevo se volevo ottenere più informazioni. Posso non avere il tempo di lavorarci in questo momento !” Lei comprendeva le leggi. Siamo responsabili di agire su ciò che sappiamo.
Ho imparato di rispettare le leggi universali che operano nella mia vita. Guarire i ricordi delle vite passate è un processo che significa guarire il karma. Considero il karma come una condizione squilibrata portata con sé da una vita all’altra. Nella storia della mia stessa paura radicata in una vita passata quel ricordo dell’anima accentuò per me una condizione negativa. Ma era una condizione fuori dal contesto - una prova rimasta della vita - ed era ora per me metterla in una certa prospettiva. Il karma può esistere soltanto se esiste lo squilibrio. Ho chiesto ad alcuni clienti se sono pronti a lasciare andare i cattivi sentimenti che hanno sperimentato vedendo una vita passata, e a volte dicono di no. La necessità di prendere la rivincita e di punire l’altra persona è l’emozione più forte per un tale cliente. In tal caso il karma continua. Il tempo della guarigione non è ancora arrivato.
Quando inizia la legge della grazia in una situazione ? Considerate lo stato di grazia come una condizione equilibrata. Per esempio, potrei dire che il ciclo completato con il mio problema lo ha elevato ad una forma di grazia. Il problema è stato sbloccato. Ha prevalso un equilibrio. Sotto quella luce guarire un ricordo di vite passate trasforma una situazione da karma in grazia.
La vita è continua. Ho visto quella legge con ogni vita passata visionata dai miei clienti. Le condizioni attuali e le esperienze delle vite passate sono connesse in modo intricato nel corso del tempo. Karma e grazia sono interconnessi quando ogni anima sperimenta i ricordi fisici e la loro eco psicologica che li accompagna. Tutti i ricordi sono legati insieme - corpo, mente e spirito. La guarigione iniziata su uno di quei livelli penetra agli altri livelli. Questo è un processo di guarigione che è profondo come l’anima.
Nei sedici anni della mia consulenza nella regressione non ho mai perso la mia meraviglia per la capacità di ricupero dello spirito umano. Per quanto potesse essere stato soffocato per secoli, riemerge completo e trasformato dal tempo e dall’esperienza. La guarigione succede davvero !

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