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Melchisedec, un principe di pace,
uno che cerca sempre di poter benedire quelli nei loro giudizi che hanno
cercato di diventare dei canali per un’influenza utile senza cercare
in alcun modo del guadagno materiale o mentale, o la gloria mentale o
materiale. 2072-4
La vita dell’uomo Abramo
non era bella, ma la fede che motivava la stessa è bella. 4035-1
Benché percorresse molte
vie contrarie agli editti e alle leggi di Dio, il tentativo di Abramo
gli fu contato come rettitudine. 3129-1
D- Per favore spiegate che cosa
si intende con “Non guardate indietro; ricordatevi della moglie
di Lot” ?
R- Guardare sempre avanti, perché quando si guarda verso la luce
le ombre svaniscono e non diventano ostacoli allo sviluppo individuale...Proprio
come la moglie di Lot guardò sulle cose lasciate desiderando ardentemente
quegli elementi soddisfacenti che assicuravano la vita carnale piuttosto
che la vita spirituale. 262-28
Dopo aver finito tutto il suo stesso egoismo Mosè era arrivato
a rendersi conto che non doveva esserci l’esperienza nel sé
di gioire di ciò che era stato costruito, a causa di quella debolezza
che è l’egoismo. 262-100
(Giosuè) era spesso un uomo
molto, molto solitario – come uomo. 3188-1
Il paziente Giosuè era quello
che seguì da vicino la strada che darebbe all’individuo (che
vorrebbe studiare) la vita e l’interpretazione del Figlio dell’uomo.
Questi (Giosuè e Gesù), nell’attività sulla
terra, erano molto simili, non come combattenti, come nelle imprese di
guerra, ma nello spirito e nello scopo, negli ideali, essi erano tutt’uno.
3409-1
Davide il re adorava Dio in tale
maniera che fu dato: “un uomo secondo il mio stesso cuore.”
Non che non mancasse, ma non colpevole della stessa offesa due volte,
e diede sempre credito a Dio—non al sé; la gloria a Dio,
la debolezza riconosciuta nel sé, ma la gloria a Lui. 2796-1
Il sigillo dovrebbe essere portato
intorno al corpo la più gran parte del tempo; il sigillo del re
(Davide). Sullo stesso la coppa con la corona del re. In forma di cammeo
o di altre pietre. Qualsiasi pietra in cui esso possa essere; non come
un amuleto, ma piuttosto come ciò che viene con l’attività
o con la discendenza diretta, e le influenze che si creano; perché
l’anima – o entità – fu davvero la figlia del
re. 601-1
Il sigillo che l’entità
portava allora, come dono dal re, dovrebbe essere sempre intorno al corpo.
Daremmo questo con qualche dettaglio:
Una croce: ogni punta ha la stessa lunghezza, capisci. Tagliata come una
scatola di ombre cinesi nella sua fattura. Sulla croce la coccarda del
re. Al centro della coccarda un numero in rilievo; o un piano, e su questo
piano questo numero; disegna un sette. Disegnalo ! Sul davanti innalza
il contorno superiore del sette, chiaro ? Davanti a questa linea disegna
un segno inclinato a destra; forte, e facendolo pendere quasi giù
diritto. Sul lato posteriore del sette una linea inclinata verso il sette,
vedi, a poca distanza dallo stesso. Questo rappresenta naturalmente i
caratteri ebraici dell’intento o dell’importanza cabalistica;
con il significato El Yah (?) – (Dio Conservi!)... Un giorno verrà
scoperto a Gerusalemme. 601-5
L’entità (sorella
di Salomone) fu fra quelli che venivano favoriti, non solo dal popolo
ma da coloro che vennero per un consiglio—come il popolo di molte
nazioni – per ricevere...consiglio dal – sacerdote o l’insegnante
in Salomone, e da quelli più grandi nei Salmi di Davide. 601-2
Prima di quello troviamo che l’entità
fu nelle attività nel tempio di Salomone a Gerusalemme, quando
Davide scelse coloro che dovevano essere preparati per il servizio di
musica nel Tempio che doveva ancora essere costruito.
Davide scelse dei giovani uomini, ed essi ricevettero l’addestramento
fisico nonché mentale e spirituale attraverso le attività
nelle preparazioni nella scuola come era stato intrapreso o iniziato da
Elia nel Carmel.
Così l’entità col nome Apsha fu fra quelli che erano
nel servizio del Tempio quando le attività furono iniziate in quei
periodi del regno di Salomone.
Quelli erano i periodi in cui ci fu abbondanza di ciò che oggi
si chiamerebbe notorietà, o durante quei periodi in cui la Regina
di Saba visitò Salomone, l’entità fu scelta per fare
musica per Salomone con la quale fare l’amore con la regina. 5056-1
(Sansone ebbe) forza e potere insoliti,
la capacità di tener testa a forze e influenze esterne che erano
al di là della comprensione e dell’intendimento delle persone
intorno a lui. Eppure la sua capacità di dire no al sesso opposto
era nullo – la sua capacità di non essere influenzata dal
sesso opposto era nullo – a causa del desiderio di gratificazioni
di quelle attività che erano di natura ghiandolare nel corpo. 281-49
L’entità apparve nella
Terra Santa durante...quel periodo di ciò di cui si parla spesso
come del voto avventato di Jefta. L’entità era un’amica
stretta della figlia di Jefta offerta come sacrificio umano. 3653-1
Perché l’entità
fu fra quelle del gruppo chiamate le donne sante o quelle che vedevano,
che conoscevano molti dei legami con i discepoli, gli apostoli e l’influenza
utile, diretta del Maestro Stesso.
Perché l’entità era allora la madre della moglie di
Pietro, una volta guarita dal Maestro Stesso.
Quei periodi portarono all’entità i legami più stretti
attraverso gli ultimi periodi dell’attività. Perché,
venendo guarita, per così dire, fisicamente, dal Maestro Stesso
la dimora dell’entità sulla terra era lunga e varia e farebbe
un libro a sé.
L’abilità dell’entità al presente di scrivere
dovrebbe essere manifestata, particolarmente nelle storie che riguardano
la vita del Maestro che potrebbero essere lette dai bambini. Perché
l’entità sarebbe capace di fare questo; dato che portò,
attraverso quelle esperienze, il canale attraverso il quale la prima chiesa
attirava gli altri; dato che molti vissero e attinsero a quelle verità
illustrate dall’entità.
Durante quell’esperienza l’entità aveva due attività;
coltivare le piante particolarmente adatte per la guarigione del corpo,
e i fiori; e anche l’assistenza ai malati. Non come infermiera,
piuttosto come consolatrice. Perché in certi periodi l’entità
agì nella veste di chi piange la morte a pagamento, come fu l’usanza
di quel periodo.
Il nome allora fu Esdrela. 1541-11
[Retroscena: Profilo generale della
loro esperienza come Deborah e Barak in Palestina, il periodo dei Giudici.]
Sì, abbiamo la documentazione come indicata attraverso questi canali,
nonché ciò che fa parte della documentazione dei Giudici
di Israele.
Come indicatovi, ognuno di loro
ebbe la propria attività ben precisa; Deborah come la più
anziana nell’esperienza, e come profetessa - si elevò così
al potere e all’autorità come giudice in Israele; da chi
la gente dei vari gruppi, di quella parte particolare di Israele, andò
per risolvere i propri problemi riguardo ai loro rapporti reciproci.
Nei periodi in cui i popoli dei paesi confinanti fecero la guerra ad Israele
o a quella parte del paese la gente si appellò allora all’entità
Deborah - nella veste di portavoce, per il benessere spirituale e mentale
dei popoli, per scegliere un capo o per agire lei stessa nella veste di
capo in difesa delle terre.
Allora l’entità Deborah designò o chiamò Barak
come capo nelle forze armate contro il potere di Sisera. Queste sono le
parti salienti come presentate nella Sacra Scrittura.
Per quanto riguarda le attività - queste, come può essere
interpretato dalla stessa, vennero svolte in un legame stretto, nel rispetto
dell’uno verso l’altra per quanto riguarda le loro capacità
di date attività che rispettavano la difesa dei principi, nonché
le terre dei popoli.
Deborah, come dato, era molto più vecchia d’età nell’esperienza,
e profetessa - ed era madre e moglie di uno degli anziani in quella particolare
parte di Israele.
Quelle attività insieme erano quindi in relazione con il benessere
mentale, spirituale e materiale dei popoli nel loro insieme.
Per quanto riguarda le attività di Barak in quei periodi - c’era
qualcosa come dodici anni di differenza d’età. Anche Barak
era un uomo di famiglia, della stessa tribù - anche se non dello
stesso casato di Deborah. Le loro attività quindi portarono soltanto
il rispetto dell’uno verso l’altra nei loro rapporti, nelle
loro vicende e relazioni con altri.
Mettendoli a confronto o nell’applicazione delle lezioni che si
possono trarre da queste esperienze sul piano materiale - queste consentono
al presente più che un’attrazione reciproca puramente materiale.
Perché il mentale e lo spirituale non diventano solamente una parte
del cuore o dell’anima di ognuno, ma del loro rapporto come dipendenza
reciproca da prendere in considerazione...
Badate che non ci sia il tentativo dalla parte di uno dei due di imporsi
all’altro, ma piuttosto con uno scopo comune essi possono, insieme,
rendere manifesta nella loro stessa esperienza quella consapevolezza che
fu manifestata da quegli incitamenti durante tutta quell’esperienza.
1710-11
Prima di quello l’entità
fu nella Terra Santa quando ci fu l’ingresso dei figli della promessa;
fra i canaaniti che fecero proposte di considerazione da parte di quella
gente che in quell’esperienza era sotto la direzione di Giosuè.
L’entità venne a conoscenza di quella gente, anzi, fu persino
sposata con un canaanita la cui sorella conosceva bene gli spiriti che
misero paura all’entità; allora di nome Lea.
Così questo ha portato, insieme alla conoscenza che ha accompagnato
quelli fuori delle sua stessa gente - la consapevolezza di una certa paura
delle cose che hanno a che fare con persone connesse con diversi tipi
di gruppi e principi. 5030-1
Prima di quello troviamo che l’entità
fu nella Terra Santa e quando ci furono i raduni a Bethsaida. Allora l’entità
conobbe il Maestro. Perché fu uno dei figli dell’entità
che venne benedetto per primo dal Maestro, quando diventò necessario
rimproverare i discepoli per aver tentato di rimproverare la gente. Così
come è indicato nel simbolo, la Croce, nonché nella Sacra
Scrittura. Perché, come il Maestro diede Egli Stesso: “Cercate
le Sacre Scritture, perché in essi pensate di trovare la vita eterna
e sono esse che parlano di me.” 5373-1
Perché prima di quello l’entità
fu nella terra della Palestina come compagna di Miriam, la quale aiutò
a indirizzare degli insegnamenti spirituali, sì, nel principio
della legge che la madre e i fratelli di Miriam diedero a quella gente.
I giorni sul Sinai portarono infelicità, portarono forza, portarono
potere. E l’entità ha sempre paura di tuoni e fulmini, eppure
hanno un loro fascino. Il Signore è nella tempesta, perché
Egli è anche il Signore della tempesta.
Il nome allora fu Shushan. L’entità fu fra le figlie di Aronne
e quindi una del casato e della comprensione del sacerdozio. 3659-1
Prima di quello troviamo che l’entità
fu nel paese egizio quando ci furono le attività nelle preparazioni
per l’uscita dall’Egitto verso il paese favorito, la gente
attraverso la quale fu scelto la speranza del mondo.
L’entità fu allora l’amica stretta di Giosuè.
Sì, una di coloro a cui Giosuè era fidanzato, come si direbbe
nel presente, e delle figlie di Levi, non la stessa di Mosè e Aronne,
ma piuttosto di Korah. Là troviamo l’entità bella,
graziosa, amata da Giosuè, eppure debole nel corpo, a causa delle
condizioni sotto le quali l’entità aveva lavorato in una
parte della sua esperienza, e perciò era debole di polmoni e morì
durante il periodo del viaggio verso la Terra Santa. Ma essere stata amata
da Giosuè era sufficiente per aver costruito, nella personalità,
quell’individualità dell’entità, ciò
che tuttora rende l’entità amata da tutti quelli che conoscono
meglio l’entità, amata da tutti i suoi compagni, i suoi conoscenti,
proprio come in quelle esperienze con il grande capo che doveva portare
i figli della promessa verso la Terra Santa. Il nome allora fu Abigail.
5241-1
Perché l’entità
fu il profeta che mise in guardia Geroboamo. Leggetelo ! Vedrete perché
egli non deve ascoltare affatto coloro che possono dargli dei consigli
per quanto riguarda il modo in cui deve usare le capacità che sono
state e sono una parte dell’esperienza dell’entità;
ma confidare in CoLui che è la via . . .
. . . l’entità fu il profeta di Giuda che fu inviato da Geroboamo
per avvertirlo, e che causò l’avvizzimento della mano e anche
la guarigione della stessa; eppure si voltò da parte quando fu
confrontato con ciò in cui la mente disse “una via più
eccellente”.
Non ci sono scorciatoie. Ciò che Dio ha comandato è vero.
Perché la legge del Signore è perfetta e converte l’anima
. . . Perché nell’esperienza prima di questa l’entità
tentò di comprare la stessa [abilità psichica] da Pietro.
Perciò quella tendenza, quella realizzazione che l’abuso
della stessa può portare forze distruttive nell’esperienza.
In quell’esperienza l’entità che era stata avvertita,
quando chiese “prego di poter essere perdonato per il pensiero che
tale possa essere acquistata”, fu perdonata. 4087-1 M.6
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