Personalità e Individualità ( Mark Thurston )

Negli ultimi anni del suo lavoro vediamo la psicologia spirituale di Edgar Cayce al suo livello più maturo. Molti dei readings dati in questo periodo erano relativamente brevi - in alcuni casi a causa del mero carico di lavoro che egli aveva assunto. Ma brevità è spesso il segno della saggezza, e alcuni fra questi brevi readings sono fra quelli più importanti.
Questo reading che fu dato soltanto nove mesi prima che egli dovesse interrompere il suo lavoro psichico, è forse la sua dissertazione più eloquente sulla personalità e l’individualità. Questi due termini sono il cuore della psicologia spirituale che si trova in tutti i readings. Non aspettatevi di sentire qualcosa su questa distinzione quando frequentate un corso universitario in psicologia, specialmente da parte di un professore che rappresenta un punto di vista tradizionale. Anche in questi ultimi anni del XX secolo è sempre soltanto una prospettiva emergente della mente e dell’anima umane. Cayce fu chiaramente un pioniere in questo sforzo 50 anni fa.
Le idee in questo reading sono basate su un’assunzione di legittimità. L’universo segue certe leggi universali, proprio come la costituzione di ognuno di noi è creata intenzionalmente e legittimamente. Il paragrafo 10 offre un’analogia utile sulle leggi della nostra società, e continua a riferirsi al modo con cui Gesù il Cristo diventò un esempio per noi per il rapporto giusto fra personalità e individualità.
Ma che cosa significano questi due termini ? Il paragrafo 5 contiene una descrizione succinta della personalità. E’ il sé che presentiamo al mondo esterno. Assomiglia a ciò che la psicologia Jungiana chiama la persona - le maschere che portiamo e che usiamo per interagire con le persone e con le situazioni della vita quotidiana. La vostra personalità è l’identità familiare del sé che conoscete. In un modo esterno è il sé che vedete nello specchio o il sé che osservate quando guardate un videonastro di voi stessi. Ma è anche fatto di certi elementi della nostra vita interiore. Per esempio, si può osservare nei modi familiari e di routine che parliamo a noi stessi in silenzio. Quelle piccole voci con cui ci giudichiamo col senno di poi o ci critichiamo sono probabilmente aspetti della personalità. Sono basate su schemi abitudinari che abbiamo imparato strada facendo.
Molto spesso l’ordine del giorno della personalità è una preoccupazione con se stessi e la propria importanza - ciò a cui si riferisce il paragrafo 6 come il desiderio di far “riconoscere la vostra superiorità personale “ da altre persone. E così potremmo pensare alla personalità come ciò che ci fa iniziare da una certa ostinazione per metterci al centro delle cose, che a sua volta costruisce abitudini di pensiero, sentimento e azione che cominciano ad avere una vita automatica propria.
Come annotato nella descrizione nel paragrafo 5, la personalità può operare consapevolmente o inconsapevolmente. Sfortunatamente è inconsapevole per la maggior parte del tempo. Tendiamo ad avere il pilota automatico inserito per quanto riguarda il sé della nostra personalità. Siamo spinti da forti schemi di abitudini. La personalità è l’elemento condizionato o radicato del nostro essere. Può essere un ostacolo difficile alla nostra crescita, in particolare quando cerca di prendere il posto dell’individualità.
L’individualità è il nostro essere più autentico. E’ il sé che ha una continuità da una vita all’altra. E’ il sé superiore - un termine che Cayce usò soltanto raramente, preferendo invece il termine individualità. Forse Cayce fu riluttante ad usare l’espressione “sé superiore” perché non voleva che pensassimo a questo sé profondo e più autentico come se fosse già perfetto. L’individualità ha ancora bisogno di crescere e svilupparsi. Quello che la rende così particolare è la sua capacità di crescita e il suo impulso in quella direzione (Invece la personalità è spesso contenta dello status quo, anche se questo significa un po’ di disagio e dolore.).
Il sé dell’individualità è l’identità che risvegliamo nella meditazione. Infatti una delle migliori definizioni di Cayce (281-13) di questa disciplina spirituale vitale è un’attività che non fa parte della personalità ma invece dell’individualità. Potete probabilmente ricordare dei periodi nella vostra vita meditativa quando sentivate di fare quello spostamento. Improvvisamente il vostro modo di pensare consueto e i vostri schemi emotivi si sono placati; e quando si sono calmati avete ricordato un altro lato di voi stessi. Quell’aspetto appena risvegliato di voi stessi era in contatto con la “coscienza universale” (vedi paragrafo 7) e molto probabilmente dava una sensazione chiara e forte. Mettervi in contatto con la vostra individualità vi ha fatto sentire sicuri e salvi, così che è stato facile offrire preghiere molto sentite per altre persone al termine della seduta di meditazione.
A livello più elementare, che cosa rende differenti questi due lati di noi ? In che cosa il sé della personalità è dissimile da questo modo più autentico di conoscere noi stessi ? La distinzione essenziale è una di prospettiva e di punto di vista mondiale. Viene illustrato molto bene nell’esempio di Cayce di Jim, John e Susan (nei paragrafi 5 e 6). Il sé della nostra personalità pensa, dice e fa le cose con un punto di vista molto particolare per quanto riguarda le motivazioni: i nostri propri bisogni. D’altra parte il sé della nostra individualità può guardare le stesse situazioni o opportunità da una prospettiva motivazionale differente: la considerazione per il bene maggiore e una capacità di rispettare i bisogni degli altri. Questa è essenzialmente la Regola d’Oro a cui viene accennata nel paragrafo 6.
Certamente, tutto questo fa apparire la personalità in una cattiva luce e l’individualità in una luce meravigliosa. Però in altri readings su questo tema Cayce ci ricorda che la personalità è un elemento necessario per vivere in un corpo nel mondo materiale. Fino ad un certo grado abbiamo bisogno di cercare per conto nostro e anche di sviluppare qualche abitudine e delle routine (Riuscite ad immaginare a guidare una macchina e a dover stare attenti continuamente a ogni piccola cosa che fate ? Qui la personalità serve ad uno scopo molto utile.). Però un grande problema nasce quando perdiamo il contatto con l’individualità e crediamo erroneamente che il sé della personalità sia tutto quello che siamo.

Lavorare con gli ideali è la chiave per distinguere con chiarezza e per stare in contatto con il sé della propria individualità. Infatti l’ultima metà di questo reading contiene delle istruzioni specifiche sulle domande che potete porvi per stabilire i vostri ideali - spiritualmente, mentalmente e fisicamente. Sapendo in che cosa crediamo e che cosa riteniamo i nostri valori più importanti abbiamo un modo semplice e diretto per ridare al sé dell’individualità la sua consapevolezza. Il nocciolo nel seguire un sentiero spirituale si trova in quelle piccole scelte - potenzialmente fatte dozzine di volte ogni giorno - per opporsi al trascinamento consueto della personalità e per ascoltare la saggezza dell’individualità.


Il Reading

Questa lettura psichica, 3590-2, fu data da Edgar Cayce per un Membro Socio femminile dell’Association for Reasearch & Enlightenment, Inc. a Virginia Beach, Virginia, il 26 gennaio 1944. La conduttrice fu Gertrude Cayce.

1. Gertrude Cayce: Darai un reading mentale e spirituale per questa entità, con informazioni, consigli e guida che saranno utili in questo momento; rispondi alle domande che possono essere poste:
2. Edgar Cayce: Sì, abbiamo il corpo, la mente avida di sapere, [3590].
3. Dando ciò che può essere utile a questa entità, come troviamo, molte delle condizioni che sono come le personalità e individualità devono essere considerate.
4. Qui, per l’entità, la personalità e l’individualità dovrebbero avere qualche analisi, per dare all’entità un concetto di ciò che intendiamo per personalità e individualità:
5. La personalità è ciò che l’entità, consapevolmente o inconsapevolmente, diffonde davanti agli altri per essere visto dagli altri. Che vogliate dire Buon Giorno a Jim o John ignorando Susan o meno - questo fa parte della personalità, a causa di qualche differenza o qualche desiderio di essere usati o di essere utili per mezzo di ciò che gli altri avrebbero da dare.
6. Mentre l’individualità in quella stessa circostanza sarebbe: desidero fare questo o quello per Susan o Jim o John, perché mi piacerebbe fare questo per Jim o John o Susan se le condizioni fossero ribaltate.
7. L’una è per la coscienza universale che è una parte dell’attività dell’entità-anima. L’altra è personale o il desiderio di riconoscimento o il desiderio che l’altro individuo riconosca la vostra superiorità personale.
8. Queste sono variazioni per questa entità individuale.
9. Quindi, analizzando le influenze mentali e spirituali che possono essere applicate nell’esperienza, l’entità si trova di essere - se si sofferma per analizzarsi - un corpo, una mente, con la speranza di un’anima eterna, che avranno costantemente, eternamente il riconoscimento di quei rapporti con la coscienza universale o Dio.
10. Allora, come ha trovato l’entità su questo piano materiale, è necessario fisicamente conformarsi a certe leggi morali e penali della società, dello stato, della nazione, anche per essere chiamato un buon cittadino. Perciò, se ci vuole una preparazione per l’entità come entità-anima, come cittadino del regno celeste, non è forse altrettanto necessario che ci sia una conformazione alle leggi che riguardano quel regno spirituale di cui l’entità fa parte ? E c’è stato un esempio, un cittadino di quel regno, il Figlio stesso, ha dato l’esempio all’entità come anche agli altri. Non è quindi un bene che l’entità studi per mostrarsi approvato da quel regno, mettendo giustamente l’enfasi appropriata su tutte le fasi dei Suoi ammonimenti, dei Suoi giudizi, dei Suoi comandamenti e che diventi perciò tale da essere un buon cittadino di quel regno individuale ?
11. Queste sono soltanto ragioni dell’io, se viene preso il tempo per interpretare ciò che crediamo e in cui speriamo.
12. Non farlo soltanto mentalmente. Fallo mentalmente e materialmente. Mettilo giù in tre colonne distinte: il fisico - quali sono gli attributi del corpo fisico ? Occhi, orecchie, naso, bocca - questi sono mezzi o maniere attraverso i quali la consapevolezza del corpo fisico può farsi conoscere dagli altri, per mezzo di vista, udito, con le parole, i sentimenti, l’odorato. Questi sono delle coscienze. Poi ci sono le emozioni del corpo. Queste vanno sotto la direzione mentale, sì - ma ci sono anche quelle fasi dove nasce il corpo mentale e emotivo, o sotto il controllo del fisico e a volte sotto il controllo totale del mentale. Quali sono allora gli attributi mentali ? La capacità di pensare, la capacità di agire sul pensiero. Da dove vengono queste ? Usi la facoltà dell’essere fisico per queste ? Lo fai in molti casi, eppure riesci a pensare stando seduto e fermo - puoi pensare te stesso dovunque la tua coscienza ha fatto un’impressione sull’essere fisico di ciò che esiste. Perché puoi stare seduto nel tuo ufficio e vederti a casa e sapere esattamente che aspetto ha il tuo letto e che cosa ci hai lasciato sotto quando sei partito questa mattina ! Queste cose sono fisiche, e per niente materiali; eppure le giudichi paragonandole con quella conoscenza, quella comprensione.
13. L’io spirituale è vita, l’attività del mentale e del fisico è dell’anima - e perciò un corpo-anima.
14. Annota gli attributi di ognuno, e quando e come usarli, e come li cambi. Qual è l’ideale di ognuno ? Del tuo corpo mentale, del tuo corpo fisico e del tuo corpo spirituale o corpo-anima ? E mentre cresci nella grazia, troveremo che l’individualità cambierà - fino a quando diventerai uno, come il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo sono uno.
15. Questa è la maniera in cui cresci.
16. Quindi studia per mostrarti approvato da Dio, un lavoratore che non si vergogna, che distribuisce in modo giusto le parole di verità, che mantiene l’io incorrotto dal mondo; che non condanna, proprio come tu non vuoi essere condannato. Perché come preghi, come egli ha insegnato “Perdonami come io perdono gli altri.” Così nella tua condanna, così nel tuo giudizio passeggero fa’ che sia soltanto come tu vorresti essere giudicato dal tuo Creatore.


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