| La
Sindrome di Morte Infantile Improvvisa
Furono le ore 5.30 del mattino a Wellsville,
Ohio, quando fui svegliata dal telefono, ed una mia paziente stava singhiozzando
dall’altra parte della linea. L’avevo aiutata a partorire
un bimbo 18 mesi prima. La notte precedente, quando aveva messo il bimbo
a letto, stava proprio bene, un bimbo felice di 18 mesi. Quando andò
nella sua stanza quella mattina trovò che egli aveva smesso di
respirare. Le seguenti citazioni sono dalla lettura 2390-2: “ . . . rispetto all’ingresso e l’attività e la partenza, l’influenza su quelli intorno all’entità e quella sull’esperienza dell’anima dell’entità . . . “Perché la partenza e l’ingresso nel presente coprirono un ciclo terreno . . . L’entità partì il 24 agosto 1876. Entrò di nuovo il 24 agosto 1910. Quindi un ciclo.” Nell’incarnazione precedente l’anima si era impegnata in “quell’attività che fece sì che l’entità cercasse la meditazione più profonda - come indicato - o di realizzare la decisione di non vivere." “Poiché la vita stessa – com’è stato dato - è una manifestazione di Dio. Così un’anima, un’entità, può rimanere aggrappata alla vita fintanto che vuole obbedire a ciò che è la coscienza riguardo al rapporto dell’entità con la vita - o Dio. “.
. . condizioni che producono il desiderio da parte
di tale entità di non mantenere
la coscienza nella materialità. Così essa cerca dei modi,
delle maniere - come fece questa entità - di ritornare a quell’obliterazione
in cui la sua coscienza in quel periodo diventa consapevole di . . . Ho
potuto cogliere dalle letture di Cayce una comprensione più profonda
sul perché una persona entra in questa vita e che cosa significa
la durata della vita. Noi tutti abbiamo delle lezioni da imparare l’uno
dall’altro. Che siano lezioni che l’anima stessa impara in
un breve periodo di tempo (persino nell’utero) e/o le lezioni che
chi è associato all’entità deve imparare, si può
cominciare a capire che la durata di vita di un’anima è veramente
determinata dalle lezioni che quell’anima deve imparare e come quell’anima
insegna alla gente con chi ha a che fare nell’esperienza di vita.
Questo non parla di una cessazione cosciente, premeditata della vita.
Parla dell’espressione interiore e profonda dell’anima. La
lunghezza di vita in questa dimensione non è una cosa banale, bensì
è determinata dalle lezioni che dobbiamo imparare. |