SULLA COOPERAZIONE (Mark Thurston )

Diversi anni fa incontrai per caso un uomo che conoscevo da parecchi anni perché eravamo entrambi coinvolti nell’A.R.E. Quando una mattina le nostre strade si incrociarono nella Biblioteca della Sede dell’A.R.E. ci scambiammo i saluti, ed egli disse: “Sono piuttosto sorpreso che lavori ancora qui. Pensavo che oramai avessi superato il materiale di Cayce.” La sua dichiarazione mi fermò bruscamente.
Non riesco esattamente a ricordare come gli risposi. Sospetto che dissi qualcosa sulla grande diversità dei readings di Cayce che occupava ancora il mio interesse. Anche se ora sono vago sui dettagli della mia risposta, ciò che mi colpì - nella mia memoria a lungo termine - fu la sua domanda. Suppongo che non avevo seriamente considerato l’idea che la filosofia dei readings di Cayce fosse qualcosa che si supera e che poi si vada oltre, a degli studi spirituali avanzati. Tuttora mi chiedo: “ Sono forse molte persone che la pensano così ?”
Ma c’è una domanda che è di gran lunga più importante della mia longevità come membro dello staff.
“Perché dovremmo studiare così intensamente delle informazioni ispirate, derivate con la chiaroveggenza che sono state prodotte 60 o 70 anni fa ? Non ci sono delle alternative più intelligenti da scegliere ? Per esempio, perché l’A.R.E. non dovrebbe tenere dei registri accurati, di archivio del lavoro di Cayce, ma rivolgere la nostra attenzione primaria alle fonti psichiche contemporanee e alle filosofie spirituali ?”
Questa è una domanda difficile. Per ciò che riguarda l’organizzazione siamo molto interessati alle scoperte contemporanee, e basta guardare soltanto nel nostro catalogo su libri e conferenze per vedere l’evidenza inconfutabile. Ciononostante i readings di Cayce rimangono il nostro interesse centrale, e credo che la ragione sia molto più profonda della tradizione o delle vecchie abitudini. La ragione parla direttamente al perché pubblichiamo la colonna sui “Grandi Readings” in ogni numero di questa rivista.
Considerate questa idea: C’è qualcosa di molto speciale su un’attività o un’impresa che è al suo inizio. Spesso traspare un impulso evidente. Ammetto che ci possa essere una certa innocenza per quanto riguarda alcuni dei problemi e delle sfide più profondi che ci attendono. Ma in quell’impulso di fondazione c’è una specie di visione pura che - anche se manca di certe complessità che devono venire - malgrado ciò deve sempre essere onorata e ritenuta speciale. Bisogna soltanto considerare i rapporti umani d’amore per vedere il principio al lavoro su piccola scala - il legame fra un genitore e un neonato o l’amore a volte ingenuo che può unire in matrimonio delle persone per la prima volta.
Suggerisco che i readings stessi di Cayce sono stati un impulso primario in un movimento culturale che ha ora cominciato a fiorire come medicina olistica, psicologia transpersonale e una visione più ecumenica delle religioni mondiali. I readings contengono saggezza e una visione pura di una spiritualità rinnovata - qualcosa che è senza tempo. Ci sono certamente degli insegnanti e dei ricercatori di coscienza contemporanei che si occupano di temi che Cayce non ha mai affrontato, di argomenti che non ha mai menzionato. E c’è molto da guadagnare da un loro studio serio. Ma è altrettanto sicuro che c’è qualcosa di insostituibile nell’impulso iniziale di un movimento. Non possiamo mai sbagliare - per quanto io ne possa vedere - se ritorniamo alla base e se riscopriamo la solidità spirituale e la chiara prospettiva di ciò che Cayce presentò 60 e 70 anni fa.
Che cosa potrebbe essere più fondamentale per la filosofia di Cayce del primo reading nella sequenza delle lezioni sulla “Ricerca di Dio” ? Questo reading sulla cooperazione è un eccellente inizio per qualsiasi investigatore su Cayce, ed è anche un meraviglioso insieme di principi per ogni studente esperto che ha bisogno di ricollegarsi alle basi.
Questo discorso d’apertura sulla cooperazione dimostra il mio punto. I temi vitali sono messi in risalto. Nel paragrafo 4 Cayce enfatizza l’importanza di trovare la propria chiamata speciale al servizio. Poi ci ricorda della promessa biblica centrale: noi possiamo fare delle cose anche più grandi di Gesù semplicemente perché la Coscienza Cristica vive in ogni anima umana ed è a disposizione per essere espressa in modo creativo.
Ciò che traspare anche è la dimensione sociale della filosofia di Cayce (vedi paragrafo 7 in particolare). E’ la lezione #1: fare le cose in cooperazione reciproca attraverso una comunanza di scopi e ideali (anche se a volte ci sono differenze di opinioni o idee).

E infine questo reading “torniamo alla basi” sottolinea il messaggio morale inevitabile che è nel cuore della visione di Cayce sulla crescita dell’anima - cioè, il servizio. “Santo è colui che cerca di essere una luce per suo fratello...Portate i fardelli l’uno dell’altro.”
Ripensandoci avrei forse dovuto prendere questo reading dagli scaffali e farlo vedere al mio amico quando ha mostrato sorpresa perché non ero andato oltre a Cayce. Sarei stato costretto ad ammettere che sto sempre lavorando su questi principi essenziali.

Il Reading

Questo reading psichico, 262-1, fu dato da Edgar Cayce per un gruppo che si incontrava a Norfolk, Virginia, il 14 settembre 1931. La conduttrice fu Gertrude Cayce.

1. Gertrude Cayce: Avete davanti a voi il gruppo com’è riunito in questa stanza, che desidera - come gruppo - essere guidato attraverso queste forze sul come possono essere un canale nel modo migliore per presentare al mondo la verità e la luce necessarie. Risponderete alle domande che il gruppo porrà.
2. Edgar Cayce: Sì, abbiamo il gruppo - come gruppo - come è riunito qui che cerca di essere un canale affinché essi, come gruppo, come individui, possano essere - dare - la luce al mondo in attesa.
3. Come tutti si sono riuniti qui - come ognuno riunito qui è stato associato nelle loro varie esperienze sulla terra, come ognuno si è preparato ad essere un canale attraverso queste esperienze - così possono, come gruppo, riunire i loro sforzi in modo cooperativo per dare all’individuo, al gruppo, alle classi, alle masse ciò che ricevono, ciò che hanno guadagnato in questa esperienza.
4. Ad alcuni è dato essere insegnanti, ad alcuni è dato essere guaritori, ad alcuni è dato essere interpreti. Quindi che ognuno faccia bene il proprio lavoro e la propria parte, nel modo che è stato dato a loro, sapendo - nelle forze che si manifestano attraverso loro - che essi diventano quindi una luce nella propria azione e nel proprio campo di impegno. Come le forze si manifestano nei loro vari modi e nelle loro varie maniere, ad alcuni verranno date quelle della profezia, ad alcuni verranno date quelle dell’insegnamento, ad alcuni verranno date quelle dell’assistenza, ad alcune come strumenti. Quindi nei modi in cui essi si presentano; poiché, come è stato dato, colui che riceve deve dare, colui che si riunisce in quel nome che darà, proprio come è stato promesso, “come io ho dato e sono nel Padre, così in me potete fare voi come ho fatto io, e cose più grandi delle mie dovete fare, poiché io vado dal Padre, e voi in me, quando chiedete nel mio nome, così verrà fatto a voi !”
5. Quindi, come arriva nelle menti, nei cuori, nelle anime di ognuno, così verrà dato - in quell’ora stessa - ciò che voi dovete fare !
6. Pronti per le domande.
7. D. Descrivete per noi le misure che dobbiamo prendere per diventare di più un’unica mente, per avere l’influenza massima nel bene.
R. Che dovrebbe essere per ognuno di imparare quella prima lezione che dovrebbe essere data
agli altri: Che tutti stiano insieme nella mente come di un unico scopo, un unico proposito; oppure
dapprima imparate la cooperazione ! Imparate che cosa significa questo in un mondo che aspetta, in un mondo vigile che cerca di conoscere, di vedere un segno. Come è stato dato, il segno verrà dato solo a coloro che hanno bevuto dalla coppa che produce la cooperazione in ogni senso per illuminare un mondo che sta cercando e desiderando. Non gettate le perle ai porci, né siate eccessivamente ansiosi per il momento. Servite il Signore; poiché, come è stato promesso, colui che cerca troverà, e voi riceverete - ognuno di voi - dei poteri dall’alto. Usate ciò in modo costruttivo, in un modo che si addice a quel desiderio del gruppo, di ognuno. Non pensate al vostro proprio desiderio, bensì fate sì che quella mente sia in voi come lo fu in Lui, come può essere in tutti quelli che stanno cercando la via.
8. D. Se è accettabile per le forze [superiori o universali] dirigeteci sul come possiamo preparare al meglio un corso di lezioni per questo gruppo e per gruppi simili.
R. Dapprima che ognuno prepari se stesso e riceva ciò che verrà dato ad ognuno nella sua rispettiva sfera di sviluppo, di desiderio, di capacità. La prima lezione - come è stato dato - imparate ciò che significa cooperare in un’unica mente, nel modo di Dio; poiché, come ognuno si preparerebbe meditando giorno e notte, in “Che cosa vuoi che io faccia, Oh Signore ?” e la risposta sarà precisa, chiara, per ognuno di quelli che sono riuniti qui se vogliono cercare nel Suo nome; poiché Lui è fra di voi in questa stessa ora, poiché tutti quelli che cercano sono in quell’atteggiamento di preghiera. Pregate, affinché possiate essere accettabili a Lui nelle vostre entrate e nelle vostre uscite; poiché santo è colui che cerca di essere una luce per suo fratello; e non indebolitevi nelle prove né nelle tentazioni, poiché Lui non tenta nessuno oltre a ciò che è in grado di sopportare. Portate i fardelli l’uno dell’altro, affinché ognuno colmi il proprio cuore - come è dato, rispondete quando Lui chiama - “Eccomi qui, mandami.”
9. D. Quale sarebbe il tema migliore per la prima lezione ?
R. La cooperazione. Che ognuno cerchi ciò che sarà la propria parte in questa lezione, e questo verrà dato ad ognuno quando loro lo richiederanno.
[L’affermazione data più tardi nel reading 262-3, da essere usata con questa prima lezione, fu: “Non la mia volontà, bensì la Tua, Oh Signore, sia fatta in me e attraverso di me. Fa’ che io sia sempre un canale di benedizioni, oggi, ora, per coloro che io contatto in qualsiasi modo. Fa’ che il mio entrare, il mio uscire sia in accordo con ciò che Tu vorresti che io faccia, e quando arriva la chiamata, ‘Eccomi qui, mandami, usami !’ “]

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