SVILUPPO E REGRESSIONE DELL’ANIMA

D- E’ stato fatto qualche progresso nelle ultime due o tre incarnazioni ?
R- Il progresso c’è, sia che vai avanti che indietro ! L’importante è muoversi !
D- Che progresso o regresso ho fatto durante questa vita attuale ?
R- Nessuno può essere il giudice di ciò che hai scelto. Fa’ il giusto ! 3027-2 F.34 6/28/43

Non tutto quello che viene considerato da qualcuno successo materiale è successo per l’anima. Non tutto ciò che è sviluppo dell’anima, come considerato in altre sfere, viene considerato successo materiale.
Perché ogni anima entra nell’esperienza materiale con opportunità nelle capacità che sono state raggiunte o acquisite come parte dell’individualità e della personalità dell’entità. Ogni entità-anima entra con quella speranza di prepararsi per una comunione più stretta o più grande con la sua prima causa o primo scopo. Perché ogni anima è (stata fatta) nell’immagine del Creatore. E dato che nello scopo è spirito, cerca di magnificare o manifestare lo spirito del Creatore...
E a meno che ogni entità-anima...non renda il mondo migliore, quell’angolo o posto del mondo un po’ migliore, un poco più pieno di speranza, un poco più paziente, dimostrando un poco più di amore fraterno, un poco più di gentilezza, un poco più di sopportazione - con le parole e azioni stesse dell’entità, la vita è un fallimento; in particolare per quanto riguarda la crescita. 3420-1 F.57 12/17/43

Cercate; perché soltanto chi cerca può trovare. Non perdere la fiducia in te. Sappi in che cosa hai creduto, e se non risponde a ciò che hai stabilito come il tuo ideale - sappi che diventerà nient’altro che argilla, e così soddisferà soltanto i forti desideri. Ma lascia che il tuo cuore, la tua mente, la tua anima siano gioiosi per aver guadagnato nella tua esperienza, perché esprimere amore nelle tue attività verso il tuo vicino è il servizio più grande che un’anima possa dare in questa sfera mondana. 499-2 F.22 1/25/34

Lo sviluppo maggiore dell’anima può essere trovato nello studio di quelle cose che fanno parte del mistero, sì, dell’Egitto, ma applicate agli insegnamenti di Lui che diede: “Venite da me, voi che siete deboli ed affaticati, e vi darò ristoro; perché il mio giogo è leggero per coloro che mi amano, è il mio fardello è leggero se amate il Signore. Venite - e trovate ristoro per le vostre anime.” E questo vale per ogni anima che cerca di conoscerLo faccia a faccia. 590-1 F.52 6/19/34

Mentre tempeste e prove sono necessarie per ogni anima, come vediamo manifestato nella natura, soltanto nella contentezza si manifesta la crescita. Non contentezza fino al punto della soddisfazione, perché una mente o un’anima soddisfatta smette di cercare. Ma soltanto nella contentezza può ricevere e dare. Nel dare un’anima cresce, proprio come un albero, proprio come una roccia, come un tramonto, come un mondo cresce nella sua influenza su ciò che ha intorno. Così è cresciuta quella forza che troviamo manifesta sulla terra, che veneriamo come influenza costruttiva di Dio, rispetto allo scopo saggio in tutto, o rispetto allo Spirito Santo, o rispetto a quelle influenze che rendono vivo nel dare, nel rendersi manifesto. Così siete degli dei in via di formazione, disse Colui che camminò fra gli uomini come il più grande insegnante di tutte le esperienze e epoche. 699-1 M.34 10/18/34

Conosci te stessa ! E allora potrai conoscere i rapporti più importanti che ogni emozione porta nella tua esperienza.
Quando sei assalita dalla rabbia, ti sei fermata a considerare che cosa il frutto di parole dure avrebbe portato ? Non hai piuttosto detto, “Sì, io perdono, ma non posso dimenticare. Sì, non me ne voglio ricordare, ma non mi ricordare che cosa hai fatto.”
Come è stato dato ? Se vuoi essere perdonata, devi perdonare. Se vuoi conoscere l’amore, devi essere amorevole. Se vuoi avere la vita, dalla ! Che cosa è la vita ? Dio! - nell’azione con il tuo prossimo !
Questo comporta anche un desiderio per espressioni del sé in molti campi di attività, nel mentale, nel sociale, nella casa, nei ragionamenti e negli ambienti economici. Sì, tutti questi possono essere riassunti, “Appartengo al Signore. Voglio che la Sua volontà mi diriga; e voglio fare ciò che è in armonia, non con ciò che altri pensano, non con ciò che altri hanno detto, ma con ciò che io so ! Io sono il mio ideale, il Cristo - ciò che Egli vuole che io dica, e sia, e faccia !”
Così l’entità può trovare nella monotonia delle sue associazioni, nelle prove e nelle attenzioni di altri, davvero quel canto che può essere nel cuore e nella mente e sulle labbra di ogni anima, “Egli cammina e parla con me. Va con me in giardino, nelle mie gioie, nei miei dispiaceri. Tiene le mie mani, i miei piedi costanti nel mio servizio ai miei cari, ai miei amici, ai miei nemici; perché anche loro sono Suoi. E in me possono vedere che Egli cammina e parla con me.” 793-2 F.53 8/27/36

D- Visto che l’anima di ogni individuo fa parte dell’Unica Anima, la Grande Anima, o ciò che Emerson chiama “La Superanima” - perché allora i suoi impulsi non vengono uditi chiaramente e singolarmente in ognuno di noi ? E che cosa si intende con le parole “una lezione dell’anima” - come se l’anima, invece di essere la nostra guida e il nostro destino, avesse bisogno di lezioni dal sé, l’entità incarnata ?
R- Questo, per comprendere perfettamente, potrebbe richiedere tutto questo periodo per l’interpretazione. Ma l’entità dimentica che Dio, la Forza Creatrice, nel creare le anime - con gli attributi della “superanima” o l’Uno - ha dotato ogni anima con il libero arbitrio, nel suo movimento attraverso tempo e spazio - essendo quindi dotata di una coscienza in qualsiasi dimensione di manifestazione l’anima si muova in quel periodo di espressione.
Dio, la prima Causa, non ha voluto che alcuna anima perisca, e ha con ogni tentazione dato una via, un mezzo di fuga. L’entità o anima, in ogni dato periodo di tempo di manifestazione nello spazio, può usare quegli attributi di quella fase della sua coscienza in qualunque regno essa si muova, a seconda dei dettami di ciò che la spinge - attraverso la sua volontà.
Se l’anima si tenesse in ogni momento, in tutte le manifestazioni, in accordo perfetto, o legge, con la “superanima”, o la Prima Causa, o l’Anima da cui proviene, allora ci sarebbe soltanto un’unità continua con la prima Causa.
Ma quando un’entità, un’anima, usa un periodo di manifestazione - in qualunque regno di coscienza - per il proprio appagamento, allora c’è bisogno di una lezione, o che l’anima comprenda o interpreti, o diventi consapevole dell’errore dei suoi modi di agire.
Quale, allora, fu la prima causa di questa consapevolezza ? Fu il mangiare, il prendere parte, della conoscenza; conoscenza senza saggezza - o ciò che può portare piacere, soddisfazione, gratificazione - non dell’anima ma delle fasi di espressione in quel regno in cui la manifestazione fu data. Così nelle fasi tridimensionali della coscienza tali manifestazioni diventano piacevoli per l’occhio, piacevoli per gli appetiti del corpo. Così l’interpretazione dell’esperienza, o di quella prima consapevolezza di deviazione dalla legge divina, viene data nella forma di mangiare dell’albero della conoscenza...
D- Trovate che io stia costruendo un’esperienza in questa incarnazione che sia troppo limitata al pensiero, e troppo poco espressa nell’azione ?
R- Chi mi ha reso giudice, dice il Signore ? Hai ricevuto la capacità, nella tua anima, nella tua mente, ed essa può trovare espressione nel corpo - se studi i modi di Dio, non i modi dell’uomo. Perché ognuno nella legge spirituale diventa un mondo a sé. Se renderai questo compatibile con le Sue regole, il Suo amore non mancherà mai, e la mercé del Signore durerà per sempre.
D- Ci sono degli esercizi che potete darmi per lo sviluppo della mia facoltà di intuizione ?
R- Molto si potrebbe dare, ma per ora non ne sei molto pronto. Dapprima trova la tua relazione con il tuo Creatore. Questo lo puoi trovare probabilmente al meglio interpretando per la tua stessa esperienza il 30° del Deuteronomio, il 14°, 15°, 16° e 17° di Giovanni; sapendo, quando leggi queste cose, che è a te, a te stesso [815] che si sta parlando - per mezzo dello spirito di verità che vi viene espresso. Non nelle sole parole che vengono dette, bensì nello spirito che ha mosso quelle entità nel dare espressione al rapporto individuale dell’anima dell’uomo con Dio.
Come trovi questi ? Che tipo di esercizio ? Dapprima - cercare ! Poi - l’applicazione per conoscere il sé. Quindi - nella sua espressione e nei suoi rapporti con gli altri. Perché come fai all’ultimo delle tue conoscenze passeggere, lo fai al tuo Creatore. E quando avrai studiato questo saprai la verità, e la verità che ti libererà da quelle cose terrene; e non per quanto riguarda i legami materiali ma la libertà mentale e spirituale in Lui che è la via, la verità e la luce.
Sappi che questo può essere valido in questo rapporto con te stesso: corpo, mente, anima; Padre, Figlio, Spirito Santo. Questi testimoniano uno per l’altro. Perché “Il mio Spirito - dice il Signore - testimonia per il tuo spirito, che siate figli di Dio o no.” E ad ognuno che cerca Egli dà il potere per diventare il figlio di Dio ! Perché tu sei di Colui che veneri ! 815-7 M.39 12/3/42

L’immobilità non esiste. O si progredisce o si rallenta, e chi non usa ogni mezzo per svilupparsi e per giungere ad una migliore comprensione di come usare ciò che ha in mano rallenta. Chi si applica nella maniera dello schema stabilito nel materiale lo trova soltanto magnificato nella coscienza spirituale, chiaro ? 900-309 M.31 3/28/27

Applicati, nelle tue associazioni con gli altri, tanto da rendere ogni rapporto qualcosa per cui sperare, qualcosa da migliorare, per il fatto stesso che gli individui sanno, partecipando alle attività dell’entità...
Perché il tentativo - il tentativo - è la rettitudine nella materialità. Perché Dio guarda lo scopo e non come l’uomo conta la rettitudine. 880-2 F.52 11/1/37

Perché ogni anima deve imparare a tenersi lontano da quelle cose come decidere di fare a modo suo, senza rispetto delle idee e degli ideali e delle esperienze di altri. Allora si crea (facendo così) una barriera, finché questo non abbia portato ciò che può essere chiamato nelle esperienze degli altri non come apertura mentale - piuttosto come ciò che consente la tolleranza; sapendo che c’è tanto di buono nella vita di ogni singola anima che tenta in ogni maniera di dare espressione di se stessa, dato che i suoi ideali vengono manifestati nella sua vita, che essa ne sia consapevole o meno. 1193-1 F.15 4/30/36

Perché ogni anima affronta continuamente se stessa, e solo il sé può separare la comprensione dalle Forze Creatrici che portano armonia, gioia, pace, sì, felicità nell’esperienza di ogni anima - se soltanto si vuole accordare per essere buona per qualcosa, piuttosto che essere soltanto buona o soltanto andando avanti guadagnando o prendendo - o con i “dammi” da tutte le associazioni e attività...
Impara la pazienza se vuoi avere la comprensione, se vuoi avere armonia e grazia in questa esperienza ! “Perché nella pazienza possedete la vostra anima.” E’ quando gli individui sono diventati impazienti e desiderano la loro propria volontà o desiderano la loro espressione o desiderano che essi come individui vengano sentiti, che essi vengono sempre meno nella loro stretta associazione con il Divino - e sempre di più di ciò che è umano e animalesco si manifesta. Questo è un potere, senza dubbio, ma carico di egotismo diventa un potere distruttivo.
E il cattivo è soltanto il bene andato male o il bene che si allontana da Dio. 1201-2 F.31 12/14/36

D- Qualche consiglio per questo corpo, o fisico o spirituale ?
R- Si dovrebbe tenere, senza dubbio, un atteggiamento costruttivo, pieno di speranza rispetto al proprio benessere materiale e fisico, nonché nella propria applicazione spirituale e negli atteggiamenti spirituali. Perché ogni anima dovrebbe raggiungere quella comprensione che, qualunque sia l’esperienza, se non c’è risentimento, se non c’è contesa, se non c’è offesa, è allora per la comprensione propria dell’anima e costruirà nella coscienza dell’anima ciò che può portare la comprensione maggiore dello spirituale nel corpo fisico.
Quindi la tua preghiera, la meditazione, sia sempre:
“Eccomi qui, Signore. Tu conosci i miei sbagli, conosci le mie debolezze: ma sono Tuo, e vorresti usarmi per ciò che Ti sembro adatto. La Tua volontà, Oh Dio, sia fatta in me e attraverso di me, a tal punto che io possa essere un canale di benedizioni per gli altri. Perché come io perdono, possa io essere perdonato. Come benedico possa io essere benedetto dal Tuo amore e dalla Tua presenza.
“Quindi tienimi sulla via, nel corpo, nella mente, nello spirito, che dovrei percorrere.”
1242-6 M.40 11/30/36


Perché ogni entità sulla terra è ciò che è per quello che è stata ! E ogni momento dipende da un altro momento. Così un soggiorno sulla terra, come indicato, è come una lezione nella scuola della vita e dell’esperienza. Proprio come lo si può illustrare in quanto ogni entità, ogni entità-anima, è come un corpuscolo nel corpo di Dio - se una tale entità si è applicata in tal modo da essere una forza utile e non una forza ribelle... 2823-3 F.34 1/8/44

Ciò che è in armonia con la legge delle Forze Creatrici, o energie, si sviluppa. Ciò che è soltanto del sé, l’aumento di prestigio del sé, la compiacenza di sé, rallenta.
2329-1 F.41 8/23/40

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