Tempo,
Spazio e Pazienza (II)
Ciò che serve in primo
luogo è pazienza, perseveranza e coerenza.
Poi vorremmo definire per l’entità ciò che intendiamo
quando diciamo che l’entità deve avere pazienza - in un modo
attivo, positivo e non semplicemente come una cosa passiva.
Avere o sopportare delle avversità, o biasimi o idiosincrasie di
altri non è affatto necessariamente pazienza. Può diventare
semplicemente una cosa come essere uno sgobbone non solo per se stessi
ma uno sfogo di espressione da parte di altri che può non essere
mai del tutto soddisfacente perché non c’è alcuna
resistenza.
La pazienza passiva ha sicuramente il suo posto; ma considera la pazienza
piuttosto dal punto di vista dei precetti del rapporto di Dio con l’uomo:
l’amore sconfinato è pazienza. L’amore manifestato
è pazienza. La tolleranza a volte è pazienza, la coerenza
è sempre pazienza.
Che cosa è quindi necessario ? Qual è la cosa più
desiderabile nell’esperienza dell’entità ? Il problema
particolare in merito può includere una o tutte queste cose, eppure
può diventare un’avversità, a meno che prima non ci
sia il riconoscere nel sé da parte dell’entità che
nella pazienza puoi diventare consapevole della tua propria anima.
Tempo, spazio e pazienza sono quindi quei canali attraverso i quali l’uomo
come mente finita può diventare consapevole dell’infinito.
Poiché ogni fase di tempo, ogni fase di spazio dipende come un
atomo dall’altro. E non c’è alcun vuoto, poiché
questo, come può essere indicato nell’Universo, è
un’impossibilità con Dio. Quindi non c’è tempo,
non c’è spazio quando la pazienza si manifesta nell’amore.
3161-1 F. 66 17/8/43
Ogni anima - come si manifesta
sulla terra - è corpo, mente e spirito; proprio come nella Divinità
c’è Dio il padre, Dio la mente, Dio lo spirito santo. Questi
- come Padre, Figlio e Spirito Santo - sono uno. Questi termini di espressione
sono usati in questo mondo tridimensionale. Perché la coscienza
terrena raramente concepisce ciò che può non essere di natura
tridimensionale. Della quarta e quinta dimensione si può parlare,
ma per quanto riguarda le prove - per la maggior parte e a volte anche
per questa entità - queste sono confuse.
Ma quando si trova che il sé è come un’ombra o come
qualcosa che rappresenta l’eterno - si può chiedere, qual
è la fonte di questa associazione o connessione ?
Sono tempo, spazio e pazienza a colmare quella distanza. Questi sono il
concetto dell’uomo dello spirito di Dio che si manifesta alla coscienza
tridimensionale.
Perciò la documentazione di ogni entità è registrata
sullo tempo e sullo spazio, e nella pazienza può essere interpretata
all’entità; per essere usata in modo costruttivo, non come
qualcosa di cui vantarsi o per prendere delle scorciatoie. Perché
non ci sono scorciatoie nella pazienza. Non ci sono scorciatoie nel tempo
o nello spazio, quando sono concepiti nell’aspetto mentale e spirituale.
Perciò il reading della documentazione da tempo e spazio può
non sempre essere interpretato da tale lettore nella stessa fraseologia,
ma quello che può essere utile lo sceglieremmo dalla documentazione
qui di questa entità, [2771]. 2771-1 F.32 27/6/42
Dando le interpretazioni della
documentazione come la troviamo qui, questa viene scelta con il desiderio
e lo scopo che questa sia un’esperienza utile per l’entità.
La documentazione è sul tempo e sullo spazio che sono manifestazioni
di quell’influenza o forza che chiamiamo Dio. E’ sia vecchia
che sempre nuova. Ma solo nella pazienza la mente finita diventa consapevole
del valore della stessa per l’infinito, o il sé spirituale.
La documentazione viene così presa da questa matassa di tempo e
spazio. Quindi, quando un’entità entra e lascia la coscienza
nella materialità, viene lasciato sul tempo e sullo spazio ciò
che è stata l’attività - così ci può
essere l’interpretazione della stessa. 2144-1 F.41 11/3/40
Ma prenditi il tempo per aggiungere
qualcosa alla tua mente, mentalmente e spiritualmente. E prenderti il
tempo per giocare un po’ con gli altri. Ci sono dei bambini che
crescono. Hai aggiunto qualcosa di costruttivo alla vita di qualche bambino
? Non sarai in cielo (paradiso) se non sarai appoggiata sul braccio di
qualcuno che hai aiutato. Hai poca speranza di arrivarci a meno che non
aiuterai qualcun altro. 2733-1 F.34 21/1/33
Ma se hai lasciato, per così
dire, sulla matassa di tempo e spazio quella coscienza che solo nella
pazienza dell’amore divino quella speranza, quella disponibilità
ad aiutare può essere resa completa - quando ti appoggi al braccio
di tuo Fratello, del tuo Amico, puoi essere portata alla vera presenza
della divinità stessa. 1472-1 F.57 6/11/37
Perciò troviamo che Egli
era venuto, è venuto, è sempre venuto nell’esperienza
per poter, attraverso l’amore - non con la forza, non con l’odio,
non per mezzo del comando, bensì per mezzo di edificazione e giustificazione
- portare quell’anima, che è dominata dallo Spirito, alla
comprensione.
Così troviamo il Suo intervento nel tentativo dell’uomo negli
eoni di tempo e spazio. Perché questi (tempo e spazio) diventano
parte di questo piano tridimensionale. E qual è l’altra?
Tempo, Spazio, Pazienza!
Poiché Dio ci ha mostrato e ci mostra giorno per giorno, proprio
come diede Suo Figlio, che nella pazienza diventiamo consapevoli della
nostra anima, della nostra identità, del fatto che siamo ognuno
di noi un corpuscolo, per così dire, nel grande corpo, nel cuore,
del nostro Dio. Ed Egli non ha voluto diversamente. 262-114 10/10/37
Avete considerato Chi è
l’autore delle vostre attività giorno per giorno ? anzi,
quando avete a che fare con chi è nella vostra condizione ? Non
avete preferito uno all’altro ?
E’ quello lo spirito di verità ? E’ quella la coscienza
con cui Egli che è l’autore della vostra fede ha assistito
quelli che ha incontrato giorno per giorno ?
Egli è cambiato ? Le circostanze, l’ambiente, i tempi sono
cambiati ? Non sono Tempo, Spazio e Pazienza nella vostra coscienza piuttosto
una manifestazione del Suo amore, della Sua pazienza, della Sua sopportazione,
delle Sue attività con i figli degli uomini ? 262-117 27/2/38
Nel vostro studio dello Spirito
sappiate che c’è l’influenza del corpo, della mente,
dell’anima. Questi sono manifestati sul piano materiale come un’entità
individuale. Proprio come il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo è
un’entità individuale. Proprio come tempo e spazio e pazienza
sono la manifestazione individuale di quel Corpo di Spirito nelle esperienze
dell’uomo. 262-118 10/4/38
Torna
su
|