Le
Ultimissime sulle Profezie 
Molti
di noi hanno smesso di stare in attesa della New Age e della venuta o
del ritorno del Messia. Dopotutto, non ci sono stati cambiamenti terrestri
catastrofici, né una Terza Guerra Mondiale, né malattie
invasive che abbiano spazzato via gran parte della popolazione della terra,
come aspettato. Ci sono state epidemie di proporzioni significative (Aids,
SARS). Ci sono state malattie che toccano ogni famiglia (il cancro, per
esempio). Ci sono stati terremoti che hanno ucciso ben 250,000 persone
in un giorno (Cina 1978). E ci sono state guerre, moltissime guerre; infatti,
quello ventesimo potrebbe essere stato il secolo della guerra: prima guerra
mondiale, seconda guerra mondiale, Corea, Vietnam, Israele, Libano, Bosnia,
Afganistan (la guerra della Russia con loro), Iraq-Kuwait (la prima) e
le molte guerre di guerilla nel terzo mondo, soprattutto l’America
centrale e del sud, Africa e il sudest dell’Asia. Ci sono anche
stati segni significativi nei cieli, da allineamenti planetari stupefacenti
ai frammenti di comete vecchie 4,7 milioni di anni che hanno colpito Giove
per 21 volte (uno qualsiasi di questi avrebbe distrutto la terra). Ma
la vita continua nonostante tutto questo.
Sul sentiero profetizzato verso
la New Age e la venuta del Messia, in che punto ci troviamo? Sorprendentemente,
possiamo essere più vicini di quanto molti di noi non pensino.
E l’Iraq può essere un altro segnale lungo la via.
Nei readings di Edgar Cayce,
il fiume Eufrate è un segnale maggiore nel viaggio dell’anima
che esce dallo spirito, entra nelle vite fisiche e ritorna nuovamente
nello spirito. Nel Libro della Genesi, quattro fiumi vennero collocati
intorno all’Eden (l’Iraq dei nostri giorni). Secondo i readings
di Cayce sulle Cronache di Akascia (281-32), uno di essi, il grande fiume
Eufrate, rappresenta sia l’inizio che la fine del viaggio dell’umanità.
La prima traversata dell’Eufrate significava la nostra partenza
dal Giardino dell’Eden e l’inizio del nostro viaggio senza
la diretta compagnia di Dio che avevamo assaporato mentre eravamo nel
Giardino e nello spirito. In relazione al corpo fisico, Cayce disse che
la traversata dell’Eufrate nella Genesi “rappresenta un confine
dei suoi (del corpo) inizi.” Ora avanzate ai nostri tempi e al Libro
dell’Apocalisse, dove ritorniamo al grande fiume Eufrate, che sta
a significare la fine imminente del nostro viaggio.
Ci sono due eventi nell’Apocalisse
connesse con l’Eufrate. Entrambi hanno a che fare con il sesto angelo,
e dato che ci sono solo sette angeli, questo indicherebbe che la fine
si sta avvicinando. Il primo è quando viene suonata la sesta tromba,
e i quattro angeli nell’Eufrate vengono liberati (Apocalisse 9,14);
e il secondo è quando la sesta ciotola viene svuotata sull’Eufrate
(16,12). Cayce spiegò [il corsivo è mio]: “Come al
principio, l’Eufrate, o Fiume Buono o il Fiume del Fiat [il decreto,
probabilmente un riferimento all’alleanza nella Genesi 15,18], viene
rappresentato come il fiume che viene ora fatto sentire per gli inizi
dei cambiamenti.” Egli sta parlando dell’inizio dei cambiamenti
verso una nuova era, anche di un nuovo corpo. Continua la spiegazione
dicendo che questi cambiamenti sono il risultato di tutti gli sforzi che
sono stati fatti prima di questa liberazione e avranno ora il risultato
di rendere i nostri sforzi verso la spiritualizzazione “pratici
o applicabili mentalmente, spiritualmente, materialmente ...” Quando
gli domandarono direttamente chi sono i quattro angeli che furono legati
nel fiume, egli rispose: “Le quattro influenze che sono l’Aria,
la Terra, il Fuoco, l’Acqua; essendo ora influenze che sono una
parte dell’entità, dell’anima, ancora dell’individuo.”
Abbiamo chiuso il cerchio. La traversata dell’Eufrate quando abbiamo
lasciato il Giardino simboleggiò l’inizio del nostro viaggio
materiale. Attraversare nuovamente l’Eufrate, quando noi e il mondo
che guardava entrammo a Baghdad, simboleggiò l’inizio dei
cambiamenti verso la fine di questa era.
I Maya scrissero che questa
era, che chiamavano “l’Era del Movimento” cominciò
nell’agosto del 3114 a.C. e finisce nel dicembre 2012. La traversata
dell’Eufrate rappresenta un altro passo verso la fine di questa
era e l’inizio di una nuova.
Quando a questo aggiungete il
ritorno dell’attenzione mondiale sull’Afganistan, le profezie
sembrano azzeccate. L’Afganistan è il leggendario “paese
di Nod, a est di Eden” nella Genesi 4,16. E’ il paese al quale
Caino viaggiò e stabilì la residenza della sua gente. Caino
è sepolto vicino a Kabul, Afganistan. Siamo ritornati nel Paese
di Nod e ora Eden (Iraq). Nell’Apocalisse (16,19), Babilonia (Iraq)
è divisa in “tre parti”. Sorprendentemente la coalizione
ha annunciato recentemente che stanno dividendo il management dell’Iraq
in tre parti: una viene amministrata dai britannici, una dai polacchi
e una dagli americani.
Ci sono altri segnali nei readings
di Cayce. Uno è il collegare la seconda guerra mondiale con gli
ultimi capitoli nel Libro di Daniele nel reading 257-211. Se la seconda
guerra mondiale corrisponde agli ultimi capitoli della profezia data a
Daniele dall’angelo Gabriele, allora siamo davvero nel “tempo
della fine” di un’era, come disse Gabriele. Cayce affermò
inoltre che il “tempo, due tempi e metà tempo” di cui
parlò Gabriele nel Libro di Daniele sono terminati. Questo è
un segnale importante. Cayce disse: “Il tempo e il tempo e mezzo
passeranno, e poi l’uomo saprà che nel tempio, nel tabernacolo
del suo stesso tempio egli incontrerà il suo Dio faccia a faccia
!” Questo è certamente stato uno dei temi più coerenti
dei readings di Cayce: la riunione del piccolo “io sono” con
il grande “IO SONO.” Non ci sorprende che “i tempi,
il tempo e il mezzo tempo” si trovino anche nell’Apocalisse,
il libro di profezie per i nostri tempi - e Cayce parlò anche di
questo, nel 281-33.
“D: Che cosa si intende
con i simboli delle ali di un aquila date ad una donna per la sua fuga
e ‘il tempo, e due tempi, e la metà di un tempo’?”
Chi domandava si riferiva agli eventi nell’Apocalisse 12,14: “E
furono date alla donna le due ali della grande aquila, per volare nel
deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un
tempo, due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente.”
Ricordate che la donna venne indotta in errore dal serpente nel Giardino,
nell’Eden, nella Genesi, l’inizio di questo viaggio. Ora ella
viene salvata da esso e dalla sua influenza nell’Apocalisse, il
culmine del viaggio. Cayce diede una risposta affascinante a questa domanda:
“Questo è l’ingresso nella [attraversando l’Eufrate
nella Genesi alla partenza dal Giardino] o la fuga dalla materialità
[nuovamente attraversando l’Eufrate al ritorno verso il Giardino]
entrando in quelle influenze attraverso le quali il corpo può riposare
in se stesso.” Continuò spiegando che questa fuga avviene
su tre livelli: “la fuga fisica o quella mentale, o quella verso
le forze astrali intorno ai suoi [della materialità] vari cambiamenti.”
Spiegò anche che questa fuga “è una metafora delle
transizioni dalle varie sfere dell’esperienza mentale; per mezzo
della mente, le influenze spirituali che nascono.” (mio il corsivo)
In altre parole, la parte femminile divina dell’anima collettiva
- nonché in ogni anima individuale - si eleva di nuovo in questi
ultimi giorni, viene protetta, ed è lei che partorisce il nuovo
bambino, il nuovo sé, il nuovo sé risorto, riunito con Dio,
faccia a faccia. Concludendo la sua risposta a questa domanda, Cayce disse:
"Ricordate, tutte queste cose dovrebbero allora essere in accordo
con ciò che avete raggiunto, affinché il Libro della Vita
vi venga dato. Che cos’è il Libro della Vita ? La documentazione
di Dio, di voi, la vostra anima dentro e la conoscenza di ciò.”
Per riassumerlo, se accettiamo
che il tempo, due tempi e la metà di un tempo siano terminati,
che la seconda guerra mondiale è stata l’evento descritto
in alcune parti degli ultimi capitoli di Daniele, e che il ritorno recente
dell’umanità nell’Eden (sia fisicamente che indirettamente
attraverso la televisione) e l’attraversata dell’Eufrate per
entrare a Baghdad è stata l’attraversata del ritorno, allora
le profezie continuano davvero il loro viaggio graduale verso la Nuova
Era promessa ed il ritorno del messia.
Se possiamo assumere che l’Apocalisse
è una mappa di questo viaggio, sia all’interno di un individuo
che fra il collettivo di tutte le anime, allora possiamo identificare
approssimativamente in quale punto della mappa siamo ? Forse. Nell’Apocalisse,
la caduta di Babilonia (l’Iraq dei giorni nostri) e la “puttana
di Babilonia” (ciò che è opposto al femminile divino)
avvengono nei capitoli 16 e 17. Il capitolo 16 dell’Apocalisse contiene
il noto Armageddon - la battaglia finale fra le forze contrastanti di
luce e oscurità, bene e male, libertà e oppressione. Dall’11
settembre 2001 il mondo è molto più consapevole dei pericoli
che si creano quando si permette alle forze del male di avere il loro
posto al sole, dichiarando una guerra accanita contro il terrorismo, le
nazioni che sostengono o tollerano il terrorismo e contro le armi di distruzione
di massa.
Una volta che andiamo oltre
i capitoli 16 e 17 e la caduta di Babilonia, iniziano i tempi buoni, indicando
la fine dell’Armageddon. Seguono degli stralci dai capitoli 18 a
20, che ci parlano dei momenti salienti del bene che dovrà venire.
“Dopo queste cose vidi
un altro angelo discendere dal cielo con grande potere; e la terra fu
illuminata dal suo splendore. Gridò a gran voce: ‘E’
caduta, è caduta Babilonia la grande ...e i frutti che ti piacevano
tanto, tutto quel lusso e quello splendore sono perduti per te, mai più
potranno trovarli.’ Dopo ciò udii come una voce potente di
una folla immensa nel cielo che diceva: “Alleluia! Salvezza e gloria
e potenza sono del nostro Dio.’ Udii poi come una voce di una immensa
folla simile a fragore di grandi acque, e a rombo di tuoni possenti, che
gridavano: “Alleluia, perché il Signore nostro Dio, l’Onnipotente,
regna.’ E vidi il cielo aperto; ed ecco un cavallo bianco; e colui
che lo cavalcava si chiamava “Fedele” e “Verace”.
[E’ interessante notare che i readings di Cayce dissero che la fede
salvò il mondo nella seconda guerra mondiale.] E vidi un angelo
che scendeva dal cielo con la chiave dell’Abisso e una gran catena
in mano. Ed afferrò il drago, il serpente antico [del Giardino
dell’Eden] , cioè il Diavolo e Satana, e lo incatenò
per mille anni... Beati e santi coloro che prendon parte alla prima resurrezione:
su di loro non ha potere la seconda morte; ma saranno sacerdoti di Dio
e del Cristo e regneranno con lui per mille anni.”
Sembra che dei bei tempi siano
in arrivo ! La tristezza e la malinconia profetizzate nel corso delle
epoche è già accaduta. Tutte le grandi tragedie della storia
- guerre, carestie e pestilenze - sono queste profezie. Ma ora ci stiamo
avvicinando sempre di più all’Era Dorata, un’era in
cui il male è incatenato per mille anni. Se usiamo l’Apocalisse
come una carta stradale stiamo arrivando vicino al punto di questo incatenamento
dell’influenza maligna, e le voci delle folle verranno udite, udite
che cantano, non piangono.
Ora permettete che freni la
nostra euforia indicando che nei capitoli 18 a 20 ci sono alcuni momenti
di preoccupazione e scompiglio. Ma dobbiamo essere consapevoli del fatto
che gran parte del dolore e del male che ha tormentato l’umanità
da quando ha lasciato il Giardino, se ne è andato, è stato
superato e domato.
Il capitolo 22 dell’Apocalisse,
il suo ultimo capitolo, presenta questa visone meravigliosa del domani:
“Mi mostrò poi un fiume d’acqua viva, limpida come
cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. E da una
parte e dall’altra del fiume c‘era l’albero della vita
che dà dodici tipi di frutti e produce frutti ogni mese: e le foglie
dell’albero servono a guarire le nazioni. E non vi sarà più
maledizione, e il trono di Dio e dell’Agnello sarà lì,
e i suoi servi lo serviranno; vedranno il suo volto; e porteranno il suo
nome sulla fronte. E non vi sarà più notte; e non avranno
più bisogno di luce di lampada, né di luce di sole; perché
il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli.”
(Spiritual
Personality, giugno 2003)
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