Un
cammino più vicino a Dio
Mark
Thurston
Fu l’ultimo periodo natalizio per
il quale Edgar Cayce diede delle letture - dicembre 1943. La sua opera
era così ben nota allora che egli venne sommerso di richieste
e il 21 di dicembre fu occupato con cinque letture separate, tre in
più rispetto a quanti il suo proprio consiglio spirituale aveva
raccomandato.
Una di quelle letture, la 5758-1, sta
forse per l’affermazione più bella in assoluto sulla disponibilità
continua dello Spirito Cristico universale nei confronti di ognuno di
noi. Senza dubbio la qualità di questa lettura fu accresciuta
dalla ricettività e dalla sintonizzazione spirituale delle persone
per le quali fu data - un gruppo della chiesa metodista locale (il Gruppo
di Vita Spirituale) capeggiato dalla sostenitrice di lunga data Florence
Edmonds. Anche i messaggi personali che Cayce diede alla fine della
lettura ai nove membri individuali del gruppo sono affermazioni di ispirazione
per noi oggi.
Una caratteristica notevole riguarda le
dinamiche spirituali di gruppo e i termini psicologici di personalità
e individualità. In altre letture di Cayce la personalità
viene definita come quel lato di se stesso che viene mostrato al mondo.
E’ il sé familiare e quello con cui altre persone ci vedono
- un po’ come la “persona”, come Carl Jung lo definì.
Come contrasto ognuno di noi ha un’individualità che è
il nostro essere più autentico, anche se possiamo relativamente
aver perso i contatti con essa. Quell’individualità si
trova sempre nel processo di crescita e sviluppo (cioè non è
ancora perfetta).
Il paragrafo 3 si riferisce al modo in
cui un gruppo può assumere un’individualità - quello
che potremmo chiamare coscienza di gruppo. Sebbene sicuramente ogni
insieme di persone possa sviluppare qualche tipo di coscienza di gruppo,
come può questo avvenire nel migliore dei modi - che cosa
lo rende possibile per la Coscienza Cristica diventare la consapevolezza
collettiva del gruppo? Semplicemente questo: può succedere
quando ogni membro del gruppo segue il modello di personalità
dimostrato da Gesù (per esempio attraverso tolleranza e perdono,
come enfatizzato nei paragrafi 4 e 5; oppure servizio umile, sottolineato
nel paragrafo 11).
E qual è il risultato di un insieme
di persone con ideali simili che scopre il Cristo come la sua coscienza
di gruppo? Una forza per il bene. Il paragrafo 8 promette che essa non
si sentirebbe soltanto nella congregazione della loro chiesa o semplicemente
nella comunità di Norfolk-Virginia Beach. Avrebbe un impatto
su tutto il mondo (Alcuni di questi nove membri del gruppo erano stati
presenti due anni e mezzo prima ad una lettura per il Congresso annuale
dell’A.R.E., dove Cayce aveva promesso che il gruppo di 64 persone
presenti in quel momento avessero il potere di influenzare direttamente
ciò che sarebbe successo all’America all’avvicinarsi
della guerra).
Questa idea del Cristo come l’individualità
del gruppo richiama alla mente l’insegnamento del “nessun
sé” nel buddismo - una dottrina che è stata forse
ampiamente fraintesa nell’occidente come diniego della nostra
individualità. Compreso meglio, l’intuizione del Buddha
era che nessuno di noi ha un’identità separata, indipendente,
immutabile. Esistiamo in rapporto l’uno con l’altro e con
il mondo intorno a noi. Infatti questo è un argomento che si
trova ripetutamente nelle letture di Cayce, non ne esiste soltanto questo
riferimento nella lettura 5758-1. Anche se la Coscienza Cristica può
essere un modello scritto separatamente in ogni anima, ciononostante
essa fiorisce e si manifesta soltanto in rapporto con gli altri.
Un altro argomento ripetuto in questa
lettura natalizia è l’immagine di un cammino più
vicino al nostro Creatore. Le letture di Cayce ci ricordano sempre l’accessibilità
di Dio. Possiamo avere un rapporto personale con il nostro Creatore.
E quale periodo migliore per ricordare quella verità del periodo
delle vacanze. Forse l’immagine può anche essere seguita
piuttosto letteralmente (una delle raccomandazioni preferite di Cayce
era “dopo la colazione lavora un po’, dopo pranzo riposa
un po’ e dopo cena cammina un miglio”). Fate una passeggiata
devota durante questo periodo di Natale. Dedicate 30 minuti o un’ora
ad una meditazione mentre passeggiate, nella quale invitate la Coscienza
Cristica a parlare con voi.
Ma forse c’è dell’altro
in questa immagine del camminare. Non si può fare a meno di pensare
all’aforisma popolare che ognuno di noi deve “camminare
il discorso” (“walk our talk”, col senso “mettere
in pratica ciò che si dice”, n.d.t). Una traduzione grossolana
dice: le parole sono vuote se non vengono messe in pratica. Che cosa
dice questo su questa immagine che Cayce amava usare? Se abbiamo un
“cammino più vicino” a Dio, non è semplicemente
un ritiro privato, ma vuol dire anche mettere in pratica nella vita
di tutti i giorni la conoscenza spirituale che abbiamo.
Un elemento aggiuntivo di questa lettura
merita una menzione speciale - un tema trovato nei paragrafi 5 e 6.
Sicuramente tutti noi che aspiriamo a risvegliare la Coscienza Cristica
scopriamo velocemente le nostre proprie mancanze in tali sforzi. Abbiamo
dei piccoli successi, ma probabilmente di gran lunga più insuccessi.
Abbiamo dei momenti durante la giornata in cui siamo veramente
capaci di essere tolleranti verso le idiosincrasie di qualcuno. Abbiamo
delle occasioni di successo quando siamo in grado di lasciar andare
un commento offensivo fatto da qualcuno (che può o può
non veramente essere stato inteso in quel modo che l’abbiamo dapprima
colto emotivamente).
Ma, senza dubbio, ci sono altrettanto
volte quando manchiamo degli atteggiamenti e delle risposte migliori.
In tantissimi rapporti difficili e nelle sfide della vita quotidiana
la Coscienza Cristica sembra piuttosto al di là delle nostre
possibilità. Ma qual è la buona notizia che ci viene ricordata
in questa lettura natalizia? Provare è quello che conta.
Il fattore critico è fare lo sforzo - anche quando molto spesso
non sembra aver successo. La crescita spirituale è radicata nel
giusto ideale e nella giusta intenzione, in combinazione con volontà
e sforzo sinceri. Ricollegarci personalmente a quella legge spirituale
potrebbe essere il migliore dono di Natale che potremmo fare a noi stessi
quest’anno.
La
Lettura
Questa lettura psichica, 5758-1, fu
data da Edgar Cayce il 21 dicembre 1943 su richiesta del Gruppo di Vita
Spirituale della Chiesa Metodista di Park Place, Norfolk, Virginia, attraverso
la Signorina Florence R.Edmonds, membro dell’A.R.E. Gertrude Cayce
condusse la lettura.
1
Gertrude Cayce: Ora avrai davanti a te il
Gruppo di Vita Spirituale della Chiesa Metodista di Park Place, alcuni
membri del quale sono presenti in questa stanza, mentre altri membri sono
nelle loro case. Questa volta darai consiglio sul loro operato e come
possono esprimere al meglio lo spirito di Cristo nel loro lavoro; e risponderai
alle domande fatte che riguardano ogni sua fase.
2 Edgar Cayce: Sì, abbiamo il gruppo
- il Gruppo di Vita Spirituale, Chiesa Metodista di Park Place - come
gruppo, come individui.
3 Analizzando o dando ciò che può essere utile a questo
gruppo, molte personalità devono essere prese in considerazione.
Questo dovrebbe essere l’ideale di ogni membro di un tale gruppo;
che la personalità della Coscienza di Cristo possa essere l’individualità
di ogni gruppo; anche ogni individuo del gruppo. E quando si analizza
la Vita di Cristo, la Coscienza di Cristo, ci si rende conto e si trova
che Gesù Bambino nacque sulla terra come uomo; uno nato nella stagione
dovuta, a tempo debito, nell’evoluzione spirituale dell’uomo,
affinché l’uomo possa avere un modello della personalità
e dell’individualità di Dio Stesso.
4 Così, quando gli individui in un tale gruppo leggono, analizzano,
studiano e mettono in pratica quei principi, quelle verità che
furono presentate dal Cristo, trovano che la Coscienza Cristica deve diventare
una cosa individuale ma viva nella loro propria coscienza individuale.
Come con Lui, Egli non criticò gli altri. Questa dovrebbe essere
la prima premessa, quindi, di ogni individuo; condannare sempre meno gli
altri e manifestare nel sé sempre di più di quell’amore
mostrato dal Padre attraverso il Figlio nel mondo materiale; affinché
l’uomo, attraverso questo modello, attraverso questo quadro di Dio,
possa diventare un esempio vivente, possa camminare più vicino
in quel modo del condannare di meno.
5 Poiché, come ogni individuo comprende, quando questi principi
possono essere analizzati, se Dio avesse condannato - quale opportunità
ci sarebbe per l’uomo di ritrovare la sua strada verso Dio? Così
ogni individuo deve fare agli altri come vorrebbe che suo Fratello, il
Cristo, suo Dio, il Padre, facesse a lui; e infatti metti allora in pratica
per primo, ultimo e sempre il Suo “Perdona, Oh Dio, come io perdono
gli altri. Trova difetto in me, Oh Dio, come io trovo difetto in mio fratello.”
Quindi sempre meno del sé, sempre di più dell’amore
perfetto, senza dissimulazioni, conservando quella fede. Sappi, visto
che c’è l’attività del sé, che il sé
può seminare soltanto il seme della verità. E sarà
per ogni individuo come fu indicato ai figli di Israele. Essi entrarono
nella Terra Promessa non per la loro rettitudine, ma per l’amore
del Padre per quelli che provarono, che provarono a vivere la
rettitudine.
6 Perciò ogni individuo può avere il tentativo contato come
rettitudine; non come scusa, né come giustificazione. Poiché
siete stati giustificati una volta per tutte, attraverso la Coscienza
di Cristo che cercate.
7 Quindi la vita, lo scopo dell’individuo, i membri di un tale Gruppo
della Vita, dovrebbero essere cosiffatti da poter camminare più
vicini al Cristo, giorno per giorno, in ogni modo. Poiché la Sua
promessa è stata ed è sempre per ogni anima: “Se aprirete
la mente, il cuore, entrerò, dimorerò con voi. Non come
un estraneo, ma come fratello, come amico.”
8 In questa maniera possa il gruppo come gruppo diventare una forza per
il bene, una forza che magnifica e glorifica la Vita Cristica nella chiesa,
nella comunità, nella nazione, nel mondo. Poiché, in questa
dimostrazione del seme dello spirito che seminate, Dio soltanto può
dare l’aumento, Dio soltanto può preparare il cuore. Poiché
la vita eterna non è mai guadagnata - è il dono di Dio,
per mezzo della grazia di Dio - attraverso il dono della vita del Maestro,
Gesù, che divenne il Cristo superando la morte, l’inferno
e la tomba, superando il mondo.
9 Ricordate come Egli ha dato, le offese dovranno certamente venire, ma
guai a colui da cui provengono.
10 Non lasciate, quindi, mai che si dica di un singolo membro del gruppo
che abbiate offeso il più umile dei Suoi piccoli.
11 Non tenetevi in maggiore considerazione di quello che dovreste, né
consideratevi al di sopra del vostro prossimo. Poiché Colui che
è il più grande sarà il servo di tutti. Proprio come
il Maestro voleva dare ad intendere con il lavaggio dei piedi, con lo
spezzare del pane, nel fare il fuoco, nella preparazione del cibo; che
gli affaticati nel corpo, nella mente potessero essere soddisfatti. E
quindi come Egli disse a quel Discepolo, Egli richiede da tutti “date
da mangiare ai miei agnelli, date da mangiare alle mie pecore.”
Poiché tutti sono stati insufficienti, ma riconoscendo nel sé
che da voi non potete fare niente, ma soltanto quando lo spirito della
verità vi dirige potete compiere molto. Quindi mantenete soltanto
lo spirito della verità, lo scopo dell’amore, la speranza
della vita. Poiché Egli diede: “Sono venuto affinché
voi possiate avere luce, vita e amore, e tutto più abbondantemente.”
12 E quando queste cose vengono manifestate nella mente e nel cuore degli
individui di un tale gruppo, il mondo, sì, sentirà le vibrazioni,
sì, la gloria della venuta del Signore. Poiché Egli non
indugia - per alcuni, e rimanete sempre nel Suo amore.
13 Pronti per domande.
14 (D) Via via che darò il nome di
ogni membro individuale del gruppo, vi prego di dare un messaggio individuale:
[3466].
(R) Che
quella mente che era nel Cristo sia in te, la quale diede Se stessa affinché
gli altri potessero conoscere Dio. Fa’ altrettanto.
15 (D) R.S.
(R) Che
la grazia ti protegga. Che pietà e giustizia ti dirigano, che la
pace che oltrepassa ogni comprensione sia tua nella coscienza della Presenza
Cristica.
16 (D) [993]
(R) Che
l’amore sia senza finzione. Aborrisci ciò che è male.
Rimani fedele a ciò che è buono. Verifica i propositi in
entrambi, ma sappi che il Signore vive e cerca l’amore, l’aiuto
degli altri.
17 (D) Edna Hainsworth.
(R) Continua
a lasciar cantare il tuo cuore. Non farti disturbare e non lasciare entrare
la paura. Poiché l’amore perfetto scaccia la paura. Conserva
la fede nel tuo Signore, il tuo Padrone.
18 (D) Hattie Trigg.
(R) Vieni!
Fa’ un rumore gioioso al Signore Che è la tua salvezza. Coraggio!
Mantieni le tue promesse, come speri che Egli manterrà le Sue promesse
a te. Non far entrare dubbio né paura, ma confida nel Signore.
19 (D) [2990]
(R) Da
colui che ha molto viene preteso molto. Non essere troppo zelante né
troppo ansiosa. Poiché il Signore è nel Suo Sacro Tempio.
Prepara quel Tempio nel tuo corpo, nella mente e nel cuore, affinché
Egli possa trovarvi dimora - per sempre.
20 (D) [3377]
(R) Mantieni
la via del Cristo sempre davanti a te nei tuoi successi e insuccessi.
Poiché il Signore ha bisogno di te oggi nei cuori di molti che
guardano a te per avere delle indicazioni. Fa’ che la tua vita,
i tuoi discorsi, indichino sempre la via del Cristo.
21 (D) [3374].
(R) Grazia
e amore sono delle virtù in te. Conservale in tali modi e maniere
che la tua vita possa mostrare la direzione agli altri, anche se non dici
mai una parola. Poiché quello che la mente-corpo è parla
più forte di quello che la gente dice. Conserva la fede.
22 (D) [3416].
(R) Nella
casa del Signore ci sono molte dimore. Nella tua mente e nel tuo cuore
ci sono molte possibilità, molte opportunità. Non perderne
nemmeno una per far conoscere l’amore che il Maestro ha per i figli
degli uomini. Poiché anche Lui fu uno di loro. Così nei
tuoi modi di grazia e pietà esterna la morte del Signore, la vita
del Signore, l’amore del Signore, fino a quando Egli ritornerà.
23 (D) Possiamo questa volta avere un messaggio
di Natale dal Maestro ?
(R) Non
permettete che i vostri cuori siano preoccupati e non permettete che abbiano
paura. Poiché il Signore è nel Tempio Sacro - che la terra
e quelli che amano il Signore gioiscano, perché il Dio-Padre nel
Cristo è memore degli uomini ed Egli non permetterà che
i vostri cari - né quelli con e per i quali pregate - vengano indotti
in tentazione oltre quello che sono in grado di sopportare. Ma vivete
ogni giorno come pregate e pregate come vorreste che vostro fratello,
il Cristo, elogiasse la vostra vita davanti al trono della mercé.
Dimostrate quindi compassione e amore l’uno verso l’altro,
se volete che vi sia dimostrato amore e compassione. Poiché questo
è l’inizio e la fine della saggezza.
24 Abbiamo terminato.
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