Usate
il Talento della Vostra Anima (Mark Thurston)
Questo reading tratta dell’educazione
del bambino, ma anche delle sfide che tutti noi affrontiamo quando cerchiamo
di adempiere ai potenziali della nostra vita o di aiutare qualcun altro
a farlo. Questo reading è uno degli esempi migliori e più
succinti di come opera la reincarnazione. Studiandolo possiamo imparare
delle lezioni sulla nostra stessa vita, specialmente per quanto riguarda
i nostri talenti.
I molti readings sulla vita che Cayce diede per dei bambini sono fra le
storie di casi più affascinanti del suo lavoro psichico. C’è
qualcosa di molto speciale in un giovincello come questo bambino di sei
anni i cui genitori si rivolsero a Cayce nel 1944 per avere un aiuto.
Un bambino come lui ha una vita che si estende verso il futuro con promesse
e possibilità.
Il passato lontano e il futuro prossimo si incontrano attraverso la capacità
evidente di Cayce di percepire nella chiaroveggenza gli schemi profondi
dell’anima.
Da annotazioni su antefatti sappiamo qualcosa su questo bambino particolare
e perché i suoi genitori hanno cercato aiuto per la sua educazione.
Diversi avvenimenti li avevano fatto credere che egli fosse un’anima
insolita con un talento notevole. Le capacità psichiche innate
del bambino rendevano evidente il fatto che una sfida interessante attendesse
la famiglia: come il bambino avrebbe potuto condurre una vita normale
e adempiere all scopo per cui la sua anima aveva scelto di nascere ora.
La sfida veniva aggravata dal fatto che i genitori avevano dei problemi
nel loro matrimonio. Infatti molti paragrafi del reading - in particolare
dal 13 al 17 - sono indirizzati ai genitori piuttosto che al bambino.
Proprio all’inizio di questo reading sulla vita Cayce conferma le
notizie delle esperienze psichiche di questo bambino, indicando nel paragrafo
4 che in più di una vita passata ha avuto queste capacità.
C’è anche una breve descrizione di come questo opera in lui
producendo precognizione (“visioni di cose a venire”) o chiaroveggenza
(“cose che stanno avvenendo”). Il meccanismo scatenante è
la forza del kundalini o forza vitale che sale spontaneamente al sesto
centro spirituale (centro pineale) dal secondo centro (ciò che
Cayce chiamò il centro lyden, associato con le cellule di leydig).
Questi eventi spontanei da bambino erano un modo per visitare antichi
schemi nella sua anima, specialmente connessi ai tempi del Vecchio Testamento.
Cayce descrive una vita passata molto particolare, una che viene addirittura
menzionata nella Bibbia (I Re 13). Alcune informazioni sulla storia ci
aiutano ad interpretare il consiglio di Cayce nei paragrafi 5 a 8.
Quasi mille anni prima della nascita di Cristo e subito dopo la morte
di re Salomone, Jeroboam condusse con successo una rivolta in cui le 10
tribù del nord stabilirono la propria nazione di Israele, con Jeroboam
come primo re. Nello sforzo di convincere il suo popolo di non recarsi
a Gerusalemme, Jeroboam costruì dei templi locali. Ma come conseguenza
molti di essi alimentarono dei culti estranei al Giudaismo. Fu contro
questa pratica che un profeta innominato (l’anima che era ora questo
ragazzo appunto, secondo Cayce) affrontò Jeroboam. Fra i segni
che era un autentico portavoce di Dio questo profeta dimostrò la
capacità di far avvizzire la mano del re e di poi guarirla.
Il problema che sorse per questo profeta era di chi avere fiducia. Nella
sua missione divinamente ispirata di affrontare Jeroboam il profeta aveva
anche ricevuto altre istruzioni particolari. Fu rispetto a quelle istruzioni
che egli fallì. Una persona che pretendeva di essere anch’essa
un profeta gli mentì e lo persuase ad ignorare le istruzioni -
per la propria sconfitta e morte violenta (vedi Re 13: 15-25). Questa
storia è l’origine per il consiglio di Cayce: “Egli
non deve affatto ascoltare coloro che possono consigliarlo sul modo in
cui usare le capacità...ma [invece] avere fiducia in Colui che
è la via.” Evidentemente ci potrebbe sempre essere la tendenza
dell’anima a farsi fuorviare con i suoi doni psichici e spirituali.
Poi Cayce si riferisce ad un’altra vita ancora in cui questa anima
dimostrò la tendenza ad usare male o a comprendere male qualcosa
sulle capacità paranormali. Per la seconda volta Cayce identifica
il ragazzo come la reincarnazione di un personaggio biblico. Nuovamente
è un personaggio piuttosto minore, ma una figura chiave in una
storia fortemente istruttiva. Vedi gli Atti degli Apostoli 8: 18-24 per
i dettagli di questo racconto. Parla di un uomo di nome Simone che visse
in Samaria e che desiderava disperatamente il potere di guarire con l’imposizione
delle mani, come dimostrato da Pietro e Giovanni. Egli si offre di comprare
la capacità da Pietro - qualcosa che assomiglia in modo imbarazzante
alla nostra era moderna del mercantilismo. I commenti di Cayce nel paragrafo
10 si riferiscono alla lezione imparata dall’anima nel suo incontro
con Pietro - una lezione sul denaro e sui doni spirituali che sarebbe
stata cruciale per il giusto uso delle sue capacità in questa vita.
Che cosa possono insegnarci oggi queste storie di vite passate date oltre
50 anni fa ad un bambino di sei anni ? Probabilmente qualcosa sull’uso
corretto delle nostre stesse capacità particolari. Lo stesso tipo
di processo è all’opera per ognuno di noi che abbiamo portato
nella vita attuale qualche talento, destrezza o sensibilità da
un’incarnazione precedente. Non occorre che il talento sia teatrale
come le profezie visionarie né che la vita sia famosa come quella
di qualche personaggio biblico. I principi della reincarnazione, del karma
e della crescita dell’anima funzionano per tutti allo stesso modo.
Con praticamente ogni talento o forza dell’anima è connessa
qualche sfida o tentazione sul come sarà usato. Pensate a qualcosa
in cui voi siete molto dotati. Forse è una destrezza nella persuasione
o nelle finanze o nell’arte. Forse è l’idoneità
di comprendere ciò che altre persone sentono o l’abilità
di risolvere i problemi. Senza dubbio quel talento deve avere una parte
importante nella realizzazione di ciò per cui siete venuti sulla
terra, proprio come la capacità psichica fece per quel bambino
di sei anni.
Una chiave al vostro successo nella crescita dell’anima in questa
vita può essere la stessa come per lui: riconoscere le storture
o gli usi erronei potenziali di quel talento. Non è necessario
ricordare delle vite passate specifiche. Tutto ciò che dobbiamo
fare è sviluppare la sensibilità per gli schemi della nostra
anima, per vedere i piccoli strappi o tentazioni che attraversano il nostro
sentiero ogniqualvolta che cominciamo ad usare quel talento. Cayce non
aveva l’intenzione di non farci usare i nostri doni speciali spaventandoci
(o quel ragazzino). Voleva soltanto che tenessimo a mente come ogni destrezza
o talento possa essere una spada a doppio taglio.
Il
Reading
Questo reading psichico, 4087-1,
fu dato da Edgar Cayce per un bambino di sei anni, su richiesta del padre
del bambino, a Virginia Beach, Virginia, il 15 aprile 1944. La conduttrice
fu Gertrude Cayce.
1. Gertrude Cayce: Darete le relazioni fra questa entità e l’universo
e le forze universali; dando le condizioni che formano la personalità,
latente e manifesta nella vita attuale; inoltre le apparizioni precedenti
sul piano terreno, fornendo tempo, luogo e nome e in ogni vita ciò
che costruì o rallentò lo sviluppo dell’entità;
dando le capacità dell’entità presente, ciò
che può raggiungere, e come. Risponderete alle domande come le
chiederò:
2. Edgar Cayce: Sì, abbiamo qui le memorie di quell’entità
ora nota come o chiamata [4087].
3. Come troviamo, ci sono delle grandi possibilità, ma ci sono
anche grandi problemi da affrontare nell’educazione e nella guida
per questa entità attraverso gli anni formativi.
4. Perché, come troviamo, questa entità è stata più
di una volta fra coloro che erano dotati di ciò che a volte viene
chiamato la seconda vista, o la super-attività del terzo occhio.
Ogni volta che si apre quindi il centro lyden (Leydig) e le forze kundalini
(si muovono) lungo il (centro) pineale, troviamo che ci sono delle visioni
di cose che devono venire, di cose che stanno accadendo.
5. Ma nell’uso di queste cose attraverso alcune esperienze, come
troveremo, l’entità sta affrontando se stessa nel presente.
Perché l’entità fu il profeta che avvertì Jereboam.
Leggetelo! Vedrete perché egli non deve ascoltare affatto coloro
che possono consigliarlo per quanto riguarda la maniera in cui deve usare
le capacità che sono state e sono una parte dell’esperienza
dell’entità; bensì confidare in Colui che è
la via.
6. Non allontanatevi dalla chiesa ! Continuate ad essere attivi nella
chiesa, affinché ci possa essere la sicurezza nel sé che
ha a che fare o che deve trattare con l’uso soltanto di tale introspezione,
tale visione, per la gloria del Padre come manifestata nel Figlio.
7. Non usate questa (introspezione ecc.) per gratificare, soddisfare né
incoraggiare l’entità ad usarla. Invece educate l’entità
nell’uso dello scopo divino, del desiderio divino. Perché
se lo scopo e il desiderio sono giusti possiamo trovare che l’entità
può - come nell’esperienza prima di questa - usare le attività
per il beneficio del suo prossimo.
8. Perché nell’uso del potere che è stato parte della
coscienza dell’entità può venire aiuto per molti.
9. Perché nell’esperienza prima di questa l’entità
ha tentato di comprarlo (l’uso del potere) da Pietro. Perciò
quella tendenza, quella realizzazione che il cattivo uso dello stesso
può portare forze distruttive nell’esperienza.
10. Dato che in quell’esperienza l’entità era stata
avvertita, quando chiese : “Pregate che mi venga concesso il perdono
per il pensiero che tale cosa possa essere acquistata,” fu perdonata.
Perché come era indicato, “Quello che legherai sulla terra
sarà legato in cielo, quello che slegherai sulla terra sarà
slegato in cielo.” Là troviamo che l’entità,
in tutta quell’esperienza, usò la capacità concessa
per una comprensione maggiore, un’interpretazione maggiore. Perché
tutto ciò che un individuo può sapere di Dio è già
dentro di lui. E’ nell’applicazione e nella pratica di ciò
che ha in sé, nei suoi rapporti con i suoi desideri, le sue speranze,
le sue paure e con il suo prossimo. Perché come seminate, così
dovete raccogliere.
11. Prima di quello l’entità era il profeta di Giuda che
fu inviato da Jereboam per avvertirlo e che causò l’avvizzimento
della mano e anche la guarigione della stessa; ma si voltò da parte
quando venne confrontato con ciò in cui la mente disse “un
modo più eccellente.”
12. Non ci sono scorciatoie. Quello che Dio ha comandato è vero.
Perché la legge del Signore è perfetta e converte l’anima.
13. Qui i genitori hanno un dovere reale, molto reale. Hanno un’opportunità
reale, molto reale. Vivete in modo che la vostra stessa vita possa essere
un esempio per questa entità nei suoi anni formativi. Insegnate
in quel modo, e non fatelo fare da qualcun altro - insegnate in quel modo,
perché è la vostra responsabilità, non quella del
prete, non dell’insegnante, non la responsabilità di un ministro
del culto, ma la vostra. Non rimandatelo. Non trascuratelo, o altrimenti
affronterete il sé nuovamente.
14. Nell’educazione cominciate dapprima con voi stessi, come con
l’entità [4087]. Giuseppe egli dovrebbe essere chiamato.
Cominciate l’educazione con quello indicato in Esodo 19:5 - “Se
ascolterai la voce, Egli ha un lavoro speciale, una missione speciale
per te - ma tu devi ascoltare la voce dentro di te, affinché tu
presenti il tuo corpo come un sacrificio vivente, sacro e accettabile
per Lui, il che è un servizio ragionevole.” Perché
coloro che sono stati chiamati, che sono stati predestinati per essere
messaggeri hanno una responsabilità maggiore; non come un santo
- perché c’è più gioia in cielo per un peccatore
che per novantanove che sono dei cosiddetti santi, o coloro che sono soddisfatti
con quello che fanno.
15. Quindi studiate ciò che è stato interpretato nella Lettera
ai Romani. Troverete che non è di qualche altra parte, qualcosa
di inaspettato, non da oltremare, non da davanti all’altare. Perché
il tuo corpo è davvero il tempio e là egli può trovare
davvero il suo Creatore. Là può davvero incontrare se stesso.
Là può davvero aprire la porta della propria coscienza,
così che il Maestro possa camminare e parlare con lui.
16. Non scoraggiate, non incoraggiate le visioni - fino a quando le prime
lezioni saranno imparate.
17. Poi ci sarà la necessità che voi, nonché altri,
diate retta agli avvertimenti per dare i quali questa entità può
essere stata mandata.
18. Abbiamo terminato per ora.
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