Il Valore dello Studio Parallelo delle Sacre Scritture

           Poche persone studiano la Bibbia. Qualcuno la conosce solo come un insieme di racconti di molto tempo fa, come poesia o come storia. Relativamente pochi considerano la Bibbia come la Parola di Dio. Ancora meno persone si rendono conto che è una Parola in crescita, che ogni giorno - come ai giorni di Noè, come ai giorni degli apostoli - stiamo scrivendo epistole sulla matassa di tempo e spazio le quali, in qualche momento del futuro, saranno conosciute e lette da tutta l’umanità.
           Una delle ragioni per studiare la Bibbia è che è una guida per vivere una vita corretta. Moltissime persone possono affermare che questa sia la realtà primaria della vita.
           Quando si usa la Bibbia nei gruppi si dovrebbero omettere i dogmi. Anch’essi hanno avuto inizio solo nella mente umana. Non c’entrano con lo sviluppo dell’anima né con il risveglio del sé ad una comprensione migliore del proprio simile e alla relazione con esso. Si incoraggia un’apertura di mente e spirito.
           Nei gruppi si dovrebbe affrontare lo studio della Bibbia in un modo pratico, nell’attesa fiduciosa che l’interpretazione corretta per ogni individuo verrà rivelata proprio nel modo in cui lo può usare giorno per giorno. Alla domanda quale versione della Bibbia sarebbe stata la più adatta allo studio, la risposta delle letture fu: “Quella che tu vivi!” Più di quanto ce ne rendiamo conto, la Bibbia può essere, e infatti è, un’esperienza, una condizione nella vita di tutti. Una lettura sostiene:

           La Bibbia è il migliore materiale parallelo per il lavoro dello studio di gruppo, specialmente l’ammonimento da parte di Mosè dopo che aveva finito tutto il suo egocentrismo e che era arrivato a rendersi conto che non ci sarebbe stata l’esperienza nel sé di gioire di ciò che era stato costruito, a causa di quella debolezza del suo egoismo [Mosè non entrò mai nella Terra Promessa]. Anche il grande Leader [l’Anima Maestra, Gesù, che trascorse una vita come Giosuè il guerriero, secondo le letture di Cayce]. [Le letture dissero a molte persone di studiare] gli ultimi capitoli del Deuteronomio, dal XXX in poi. Inoltre lo studio di Giosuè, non soltanto come soldato ma piuttosto come il capo, come il comandante che disse: “Gli altri facciano come vogliono, ma quanto a me e la mia casa, noi serviremo il Dio vivente.” Poi i salmi, specialmente il n°1, 2, 24, 91, 23, 67, 150. Tutti questi diventano porzioni di questa parte di lavoro parallelo...E certamente non tralasciare i capitoli 14,15,16,17 di Giovanni, il capitolo 3 di Giovanni, di Giuda, dell’Apocalisse.
                                                                                                                        Lettura EC 262-100