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mercoledì 13 novembre 2019
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Il nostro tempo lineare - l’antico tempo ciclico

Quando le nostre anime arrivarono sulla Terra per la prima volta
come le “stelle del mattino che cantavano tutte assieme all’arrivo
dell’uomo” (Giobbe 38,7 e lettura 294-8 di Cayce), il nostro senso del
tempo molto fu molto diverso da quello che abbiamo oggi. Ora siamo
così immersi nella vita terrestre e nella fisicità che sentiamo il tempo
come lineare, con un inizio e una fine, e gli avvenimenti della vita si
verificano in punti lungo questa linea temporale. Ma così non fu nelle
scuole nei tempi antichi e non è così negli insegnamenti di Edgar
Cayce. Invece di una linea del tempo è un ciclo del tempo. Una fine è
soltanto un nuovo inizio. L’Uroboro (un serpente che si morde la coda)
fu il simbolo di questo insegnamento. In alcune scuole dell’antichità
l’Uroboro fu descritto in maggiore dettaglio per rendere l’idea di come
i cicli di tempo scendono e salgono, come un polso va su e giù in una
spirale di cicli o, più poeticamente, come inalazioni ed esalazioni del
respiro cosmico della vita (Genesi 2,7). Nel mistico sigillo di Salomone
(vedi qui sotto) il tempo è ciclico, ma l’uccello-serpente in alto ha delle
ali, mentre l’uccello-serpente in basso non ne ha – indicando ritmi più
bassi e più alti nei cicli del tempo. Secondo gli antichi concetti indù, la
creazione ha inizio quando Dio Si muove e Si esprime, e termina
quando Dio Si ritira nel silenzio, e l’aspetto Brahma di Dio fa questo
ripetutamente - il ciclo cosmico. Dio genera il ciclo del tempo (Kalachakra)
affinché la vita esplori se stessa e scopra tutti i vari aspetti
della sua essenza e del suo potenziale. Secondo l’antico ciclo indù del
tempo viviamo nell’ultimo e più basso ciclo, il Kali Yuga. Quando finirà,
torneremo al ciclo più elevato ed “allineato”, il Satya Yuga, un’era
della più pura verità e perfezione (Krita Yuga). Questo concorda con
l’Apocalisse, dove un’era di oscurità è seguita da 1000 anni in cui
“Satana è legato” e predomina il bene.
In Dio il tempo esiste come un unico tempo – in cui passato,
presente e futuro coesistono contemporaneamente! Le letture di Cayce
sostengono: “Ogni tempo è un unico tempo, capisci? Questo è un fatto,
capisci?” (294-45) Per noi è difficile capire, ma nel nostro profondo
possiamo intuire la verità di questo.
La natura funziona attraverso ritmi ciclici, di cui il più assoluto è la
vita e la morte. Certo, negli insegnamenti antichi e nelle letture di
Cayce la morte non esiste, soltanto una nascita in una vita di qualità
diversa. “La vita è davvero continua in Dio, e soltanto nella coscienza
che sei tutt’uno con Lui può essere una consapevolezza in qualsiasi
sfera in cui puoi essere cosciente” (1298-1). “Non c’è morte per chi è
spirituale” (3188-1). “La vita non è solo vivere, né è la morte solo
morire; poiché l’una è la nascita dell’altra quando considerato dal tutto
o dal centro, ed è solo l’esperienza dell’entità nella sua transizione da
e verso quel centro universale” (369-3). Da questo punto di vista la
morte o la fine di una qualità della vita è l’inizio di un’altra, così la
morte nel corpo è la nascita nello spirito.
Anche la cultura maya ed altre culture mesoamericane credevano
nel ciclo del tempo, persino nei cicli all’interno dei cicli. La fine di una
sequenza era l’inizio di un’altra sequenza, e molte sequenze
avvengono all’interno di cicli più lunghi. E’ affascinante constatare che
ci sono prove del fatto che almeno uno dei ritmi cronologici dei maya
(e ce ne sono diversi) fu basato sulla durata della gravidanza umana –
il periodo di 260 giorni a partire dal primo periodo mestruale mancato
fino alla nascita del bambino (diversamente dal metodo di Naegele di
misurazione dall’ultimo periodo mestruale fino alla nascita – 280
giorni, 40 settimane). 260 è inoltre il numero di giorni in cui Venere è
la stella mattutina nel cielo seguiti da ulteriori 260 giorni in cui è la
stella della sera. Inoltre, in un insediamento più importante degli
olmechi ad Izapa, il sole attraversa lo zenit due volte all’anno, una
volta ogni 260 giorni. Un’altra influenza nel ciclo mesoamericano del
tempo era il ciclo della piantatura e del raccolto, che era di circa 260
giorni dalla piantatura al raccolto. Questo ciclo di tempo è noto
come Tzolkin, che unisce 20 giorni con 13 numeri, che,
moltiplicati, diventano 260, e generò uno dei calendari comuni di
questi antichi popoli. Quando il calcolo del tempo dello Tzolkin (260
giorni) fu unito al sistema Haab (il loro calendario solare di 365
giorni), l’intero ciclo di questi due si ripeteva ogni 52 anni solari.
Questo fu chiamato il Lungo computo, rivelando una convinzione
chiara che il tempo abbia luogo in cicli di sequenze ricorrenti.
I maya insegnarono che il ciclo attuale in cui viviamo ebbe inizio
l’11 agosto del 3114 a.C. e terminerà l’anno prossimo il 21 dicembre
2012. I mesoamericani chiamarono questa era o ciclo solare l’Era del
Movimento. Secondo la leggenda segreta l’Era del Movimento è seguita
dall’Era dello Spirito di Tutte le Cose Viventi, che sarà poi seguita
dall’Era del Rifondersi nell’Unione – dopo di che l’intero ciclo si ripete.
Stranamente gli antichi insegnamenti indù indicano il 3102 a.C. come
l’inizio della nostra era attuale, il Kali Yuga, un anno molto vicino
all’anno maya del 3114 a.C.
Che cosa significa tutto questo per noi oggi? L’esperienza che
stiamo facendo oggi l’abbiamo vissuta in precedenza e, probabilmente,
la vivremo ancora – si spera ad un livello più alto di comprensione e
con maggiore successo. Avete perso qualcuno o qualcosa? Non
preoccupatevi, li o lo incontrerete di nuovo. Riuscite a percepire la
pace e la pazienza in questo concetto del tempo? Nulla è perduto, nulla
finisce o muore, ma cambia semplicemente la sua condizione. I ritmi
ed i cicli della vita sono continui. Certo, Cayce ci avvertì di non essere
soddisfatti, ma approvò del fatto che fossimo contenti.
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