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domenica 17 novembre 2019

Il Tempio d’Oro di Mu

Secondo le letture di Cayce, dalle antiche terre di Mu/Lemuria
venne un potente capo di nome Muzuen. Egli fondò una nuova città in
ciò che Cayce chiamò il “Paese del Sole”, ciò che oggi è il deserto del
Gobi in Mongolia. Quello del Gobi è un deserto perché le montagne
dell’Himalaya impediscono alle nuvole di pioggia di raggiungere il
Gobi. Molto tempo fa vi si trovarono diverse grandi città lungo la
strada della seta. Il commercio sui 9000 km della strada della seta era
un fattore importante nello sviluppo delle grandi civiltà di Cina, India,
Egitto, Persia, Arabia e Roma e aiutò a gettare le basi del mondo
moderno.
Cayce disse che, nei tempi antichi, il Gobi non era un deserto ma
un paradiso. Qui il figlio di Muzuen costruì ciò che Cayce chiamò la
“città dell’oro” con un “tempio d’oro” (877-12). Secondo Cayce
entrambi saranno riscoperti e quando ciò avverrà, la gente saprà che
malgrado l’evoluzione non tutte le cose antiche erano primitive, perché
ci fu un’involuzione dallo Spirito prima dell’evoluzione ascendente
attraverso la materia.
Benché Muzuen e suo figlio fossero dei maschi, Cayce afferma che
in quei tempi antichi furono le femmine a governare (2067-4). Fece
delle letture affascinanti per quattro importanti leader femmine nella
città dell’oro, tre principesse e una dea! Non intendeva “dea” nel senso
moderno di bellezza fisica, bensì di sintonia spirituale che manifestava
i poteri di un dio. Queste quattro donne potenti ebbero incarnazioni
importanti connesse con la città dell’oro e il tempio d’oro.
Quanto alla dea, ella ebbe due incarnazioni in questa antica
regione. La prima fu nelle montagne del Caucaso, da dove immigrò
nell’area del Gobi che era un luogo di raduno per persone
spiritualmente in sintonia provenienti da Mu, Indocina, India, Iran
(come lo si conosce oggi) e dal remoto Egitto. Qui la nostra dea
innalzò la sua coscienza ad un livello che pochi raggiunsero. Secondo
le indicazioni di Cayce era una donna che “sbocciando come un fiore”
diventò una dea. La sua lettura dice: “L’entità diede maggiormente
dell’espressione più grande, non solo per se stessa, bensì affinché
anche altri potessero conoscere nella propria esperienza la vera
comprensione del Dio-Padre.” (873-1)
La sua seconda incarnazione fu più umana ed ebbe luogo
nell’India occidentale, nell’odierna Poona. Si incarnò col nome Caunde,
ma diventando uno dei capi il suo nome cambiò in Tasmai. “L’entità si
elevò diventando sacerdotessa o insegnante o come un’attività
esemplare di quegli insegnamenti, delle combinazioni che erano state
riunite dall’Egitto, le colline dell’India e le comprensioni di chi
proveniva dalla terra mongola – o ciò che da allora è diventato il
deserto del Gobi.” (873-1)
Cayce la identifica con il tempio della città d’oro e afferma che
potrebbe aiutare a riscoprire questo edificio magnifico: “In quella terra
l’entità può aiutare a trovare, sotto le sabbie del Gobi, una città in cui,
in seguito, l’entità diventò missionaria e il tempio che
l’entità aveva costruito.” Cayce le disse che queste due vite
iniziarono nel 10.000 a.C. e si conclusero nel 1010 a.C. In
altre letture spiegò che, inizialmente, gli esseri-anima si
incarnarono per periodo molto più lunghi di quanto non
facciamo oggi, com’è indicato dagli anni di chi è citato nella
Genesi biblica.
Un’altra leader femmina fu Tehexutz (2067),
“principessa del tempio d’oro del sole”. Governò il paese
del sole. Cayce spiegò che dovette affrontare le influenze spirituali
dall’India e da Mu. Ella gli chiese quali libri sacri leggevano in quella
incarnazione. Cayce rispose: “Allora i libri sacri furono, naturalmente,
gli scritti di questi due – provenienti dal Tempio del Sole come anche
da Mu (Lemuria). Le attività dell’entità relative a questi finirono per
cambiarli nei loro rapporti di applicazione all’unica forza, all’unico
potere, all’unico regno per tutti, anche se in condizioni diverse.” E’
proprio questa la contesa con cui gli atlantidei avevano a che fare. I
Figli di Belial continuarono ad esclamare che non c’era alcuna Essenza
o Forza centrale, quindi tutti avrebbero dovuto procurarsi tutto quello
che potevano e avrebbero dovuto regnare i forti – la sopravvivenza dei
più idonei. D’altra parte, i Figli della Legge dell’Uno continuarono ad
insegnare che c’era una sola Unione da cui scaturiva ogni cosa,
rendendo tutti uguali nell’Unione, nonostante la loro apparente
debolezza o forza in questa vita. Insegnarono che non ci dovrebbe
essere alcuna gerarchia, bensì una collettività disposta a collaborare,
anche quando alcuni si occupano del comando mentre altri preparano
il cibo o fanno cose simili.
La principessa chiese a Cayce se i templi di Angkor in Cambogia di
oggi erano stati i suoi templi. Le disse che erano una “conseguenza”
del suo tempio, ma che il suo tempio era nel Gobi, ancora da riscoprire.
(2067-4)
Cayce proseguì spiegando che ella aveva distolto la sua gente dagli
insegnamenti di Mu avvicinandola maggiormente a quelli del Gobi e
dell’India. Benché questo fosse un bene, aveva anche un lato negativo,
quello cioè del sistema di caste delle stratificazioni della società. Fu un
approccio estremo alla reincarnazione e al karma, secondo cui faceva
parte del karma di un’anima che si incarnava se nasceva in uno strato
sociale più basso. Certo, questa convinzione non teneva conto della
capacità dell’anima di usare il proprio libero arbitrio divino per
diventare qualcosa di superiore o per vivere su un livello sociale non
alla sua altezza.
La principessa Zulam (2163) entrò nella città d’oro dopo i suoi
studi in Egitto. “Là troviamo che l’entità ascese ad una posizione di
potere, come principessa nel paese, non del Gobi, bensì associata al
Gobi, in ciò che ora è l’Indocina o Siam [oggi Tailandia]. L’entità salì al
potere non solo per i suoi rapporti filiali, ma per i rapporti coniugali e
anche grazie alle sue capacità ottenute dalle consulenze ed attività nel
paese egizio. Troviamo che là l’entità progredì, l’entità perse. Là
l’entità trovò molte delle cose a cui l’entità risponde nelle sue
vibrazioni al presente.” (2163-1)
La principessa Um-Cmu (1219) “fu in quello che ora è noto come il
paese mongolo o del Gobi, quando ci furono quelle interpretazioni da
parte dei Carpazi, quelle del paese di On [?], quelle di Saneid [Arabia],
quelle di Ra Ta [Egitto] e dapprima quegli studi iniziali degli
zoroastriani, come vengono chiamati oggi [comunemente si stima
intorno al 600 a.C., ma qualcuno li fa risalire al 6000 a.C.]. L’entità fu
allora una principessa nel tempio d’oro di quella gente ed aiutò a
mettere in correlazione le verità.” (1219-1)
In una lettura per un’emissaria dal Tempio della Bellezza egizio,
Cayce disse che spesso viaggiò fra l’Egitto e il tempio nel Gobi (3202-
1). Il nostro punto di vista moderno non prende in considerazione i
viaggio veloci nei tempi antichi, ma Cayce ed altre fonti (p.e. il
Ramayana indiano) indicano chiaramente che gli antichi avevano
mezzi di trasporto volanti di tutti i tipi.
Stiamo in attesa di veder riscoperta nel Gobi una città d’oro col
suo tempio.
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