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giovedì 21 novembre 2019
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La Visualizzazione alchemica: trovare la pietra filosofale

Lunedì 17 gennaio dell’anno 1382, Nicholas Flamel e sua moglie
Pernelle crearono il Grande Elisir. Scaldarono il prodotto in una boccetta e,
con il cuore che batteva veloce, stettero in attesa per vedere i colori
rivelatori.
Questi arrivarono e nella sequenza corretta: dal grigio al nero, chiamata
“testa di corvo”. Poi dal nero al bianco: dapprima il bianco apparve come un
alone intorno al bordo del nero, quindi l’alone lanciò filamenti bianchi verso il centro
finché l’intera massa fu di un bianco perfetto. Ecco l’elisir bianco.
Flamel non vide l’ora di metterlo alla prova. Aprì la boccetta e ne estrasse l’elisir. Poi,
prendendo circa 250 grammi di piombo, lo fuse in un crogiolo e vi aggiunse un po’
dell’elisir bianco, al che il piombo fu convertito all’istante in argento puro.
Finalmente certo di aver finalmente raggiunto la padronanza nell’Arte Alchemica,
Flamel ripose il resto dell’elisir nella boccetta e continuò a scaldarlo. Ora, uno dopo l’altro,
apparvero i rimanenti colori: il bianco si trasformò nell’iridescenza della coda del pavone,
poi in giallo, questo in arancione, l’arancione in viola e infine il viola in rosso – il rosso del
Grande Elisir.
Con le sue parole, Flamel quindi dice: “Nella stessa casa, il venticinquesimo giorno del
seguente aprile, nello stesso anno, alle cinque della sera, seguendo il mio libro parola per
parola, proiettai il Grande Elisir su 250 grammi di mercurio che in verità trasmutai in circa
la stessa quantità di oro puro, certamente migliore dell’oro comune, essendo più morbido e
flessibile …” Si dice che Flamel abbia ripetuto questo esperimento altre tre volte prima di
morire.
Alchimia spirituale
Un secolo più tardi, Theophrastus Bombastus von Hohenheim,
chiamato Paracelsus, pensò che, mentre era senz’altro possibile tramutare
metalli vili in argento e oro, al vero scopo dell’alchimia questo tipo di
tramutazione fisica fosse di importanza secondaria.
Come fisico e padre della chimica come scienza, Paracelsus era convinto che
il vero scopo del processo alchemico fosse la preparazione di sostanze
terapeutiche che avrebbero aiutato a ridare la salute perfetta ai corpi
ammalati. Lavorando con questo obiettivo, le sue idee sull’alchimia e le sue
speculazioni sul significato della vita lo portarono ad approfondire la psiche umana, nei
campi che oggi conosciamo come psicologia e psichiatria.
Paracelsus credeva che come possiamo usare il processo alchemico per manifestare la
salute fisica nel corpo, allo stesso modo possiamo comprendere il processo come un
sentiero psicologico per la salvezza dell’anima – un sentiero verso la perfezione del
nostro essere e l’apertura completa della nostra coscienza.
Alla ricerca della pietra filosofale
In precedenza Flamel aveva detto chiaramente che la chiave per svelare il mistero della
trasmutazione era la Lapis Philosophorum o Pietra Filosofale. Solo coloro che possedevano
la Pietra Filosofale avrebbero trasmutato con successo i metalli vili in argento e oro.
Inoltre, secondo Paracelsus, la sfuggente Pietra Filosofale era altrettanto fondamentale per
il processo della tramutazione spirituale.
Secondo i primi alchimisti fisici, la Pietra Filosofale è una sostanza pura e sottile che,
quando viene applicata a metalli o piante, li esalta. E’ un’essenza perfetta,
qualcosa che, in realtà, è l’anima stessa della materia – una sostanza che
rivela la propria natura, che trasmette la sua perfezione a tutte le cose
messe a contatto con essa.
Gli alchimisti trascendentali successivi ebbero una comprensione notevolmente diversa
della Pietra Filosofale. Pensavano che non si trattava di una sostanza, bensì piuttosto di
una gnosi spirituale, una saggezza esaltata la cui virtù tramuta l’umanità portandola ad
un livello di coscienza e potere personale più elevato. Paracelso credeva che se una persona
scopriva e produceva la “pietra” della saggezza, essa avesse tolto la perla dall’oscurità,
liberato la scintilla divina dalla sua prigione. La pietra avrebbe permesso alla volontà
cosciente e all’intelletto di farsi inondare dalla lumen naturae, dalla stessa Luce della
Natura – e in questo stato di coscienza esaltata tutte le cose sarebbero state possibili.
Gli insegnamenti di Ermete Trismegistus
Sia l’alchimia fisica sia quella trascendentale avevano le loro origini negli insegnamenti
di Ermete, chiamato Ermete Trismegistus o l’Ermete Tre Volte Grande. Le letture di
Cayce ci dicono che Ermete fu un ingegnere proveniente dall’Atlantide ormai quasi
sommersa, il quale, insieme con Ra, costruì, progettò o diresse la costruzione del
complesso delle piramidi di Giza “durante il regno di Araaraart [circa ’da 10 490 a 10 390
prima che il Principe entrasse in Egitto’ – 5748-6] quando ci furono molti che cercavano di
dare all’uomo una comprensione migliore del rapporto stretto fra le
Forze Creatrici e il creato, fra uomo e uomo e l’uomo e il suo Creatore.”
5748-6
Fu Ermete ad esprimere per primo il grande principio che le
immagini tenute nella mente influenzano l’universo intorno a noi. Di
conseguenza, un’immagine particolare porta un effetto particolare.
L’alchimia, il discendente più recente della filosofia ermetica, incluse
questa idea in un processo chiamato “tramutazione”.
Secondo la filosofia ermetica, la chiave al processo dell’alchimia spirituale è l’arte
della visualizzazione. Imparando a creare e controllare le immagini mentali,
l’alchimista spirituale è in grado di lavorare con realtà limitative per produrre profonde
tramutazioni interiori. Trattenendo nella mente un’immagine specifica, l’alchimista
conosce gli effetti prodotti dall’energia specifica di quell’immagine – e trova che gli effetti
di quell’immagine non solo trasformano il sé ma si spingono anche oltre e trasformano il
mondo intorno al sé.
Che cosa è la visualizzazione?
La visualizzazione è l’arte di dare forma alle immagini nell’immaginazione con
l’obiettivo di manifestare le forme e le qualità di quelle immagini nel mondo materiale
esteriore e in quello spirituale interiore. Gli insegnamenti ermetici ci dicono che siamo cocreatori
con la Mente Cosmica perché condividiamo la sua Coscienza Divina. Ne consegue
che è la coscienza focalizzata e concentrata su qualcosa ad avere il dominio su tutte le cose.

All’apparenza la Pratica di Visualizzazione è semplice:
1. Rilassatevi.
2. Scegliete la meta: ciò che volete vedere manifestato nella vostra vita –
più specifico è l’obiettivo, meglio è.
3. Visualizzate: create l’immagine interiore del vostro desiderio. Riempitela
con dettagli; muovetevi intorno nella vostra immagine, toccate, udite e odorate le
cose. Visualizzate sempre al presente o al passato come qualcosa che sta
accadendo o è accaduto. Soprattutto sentite le sensazioni che avete mentre
vi occupate della vostra immagine. In realtà la parola visualizzazione è fuorviante
– se i sentimenti sono abbastanza forti, le immagini non servono.
4. Lasciate andare: dimenticate le immagini del tutto e continuate con le
vostre faccende normali.
5. Agite seguendo il feedback intuitivo: fate attenzione ad intuizioni,
sogni, lampi di intuizione e sincronicità e agite seguendo le indicazioni che
offrono.
6. Gioite e ringraziate per la realtà fisica, mentale o spirituale che avete
manifestato.
Le letture di Cayce e la visualizzazione
Le letture di Cayce ci dicono che l’energia viene modellata dalla mente come una
forma-pensiero nella dimensione mentale che infine si manifesta nella dimensione fisica o
materiale. E’ solo attraverso l’aspetto “mente” della nostra anima che siamo in contatto con
l’aspetto “mente” dell’Unione, o Dio. Dio collabora con noi specialmente attraverso
l’aspetto “mente” della nostra anima.
Per questo le letture mettono in chiaro che nel processo dello sviluppo dell’anima sono
essenziali tre elementi: spirito – l’Unica Forza; la Mente – creatrice di schemi o pensieri; la
volontà – la nostra facoltà di scegliere. Da qui nasce la frase trovata così spesso nelle
letture: “Lo Spirito è la vita, la mente costruisce e ciò che è fisico o materiale ne è il
risultato.” 4722-1
Dato che “la Mente costruisce”, è strano che Cayce parlasse così severamente della
prassi di visualizzazione in una lettura condotta nel 1935:
“(D) Per portare una cosa o condizione desiderata alla manifestazione è consigliabile
visualizzarla facendone un’immagine o semplicemente tenere in mente l’idea nella
preghiera e farla produrre da Dio a modo Suo senza che ne facciamo uno schema?
(R) …Se si visualizza creando un quadro fisso si diventa adoratori di idoli. Questo è
forse piacevole, con il concetto che hai del tuo Dio che ha detto ‘non avere altri dei davanti
a me’? Il Dio nel sé, il Dio dell’universo, ti incontra quindi nel tuo sé interiore. Sii paziente
e lascia [il risultato] a Lui. Egli sa di cosa hai bisogno prima che tu lo chieda. Visualizzare è
come dirGli che aspetto deve avere la cosa quando l’avrai ricevuta. E’ quella la tua idea di
un Creatore Onni-Saggio, Onni-Misericordioso? Allora il tuo servizio sia piuttosto ‘non la
mia volontà, oh Dio, bensì la Tua sia fatta in me, attraverso me’. Perché ogni cosa è Sua.
Quindi, pensa di conseguenza – e, soprattutto, agisce di conseguenza.” 705-2
“Conosci il tuo ideale”
Sia nelle letture di Cayce sia nella filosofia ermetica ciò che distingue la visualizzazione
alchemica da un trucco da salotto New Age è l’intenzione o l’ideale, il contesto nel quale le
immagini vengono create.
“Conosci il tuo ideali e sappi che l’ideale deve essere spirituale e che la mente
costruisce. Il significato deve venire dallo scopo spirituale e i risultati materiali sono solo il
segno di ciò che si sta facendo – e non il fine di ciò che un’entità compie.” 3084-1
“Quando cerchi, cerca di comprendere. Nello scopo non mirare solo al materiale,
perché con le cose materiali possono arrivare solo false speranze. I tuoi scopi e le tue
comprensioni siano nelle verità spirituali, perché la Mente costruisce, ma la fonte deve
essere nella spiritualità – che porta a pace, armonia e contentezza …” 1932-1
“… Se farai uno studio approfondito sul fatto che è davvero la mente a costruire, vedrai
che ciò che si mantiene nella visione mentale diventa realtà nell’esperienza materiale.
Perché la mente costruisce e ciò a cui pensiamo può diventare crimine o miracolo. Perché i
pensieri sono cose e come le loro correnti pervadono la sfera dell’esperienza di un’entità
queste diventano barriere o trampolini di lancio, a seconda del modo in cui vengono, per
così dire, poste. Perché come il mentale si sofferma su questi pensieri, così dà forza, potere
alle cose che non appaiono.” 906-3
Trovare la Pietra Filosofale
Che cos’è, dunque, la Pietra Filosofale? Paracelsus avrebbe detto che è una saggezza
elevata che innalza l’umanità su un livello di coscienza e di potere personale maggiore. E’
una conoscenza che libera la nostra coscienza dai limiti, dalle illusioni create dalla materia.
E’ una visione che permette alla nostra coscienza di farsi pervadere dall’intero potenziale
della Mente Divina, il potenziale che lascia esistere tutte le possibilità e rende possibili
tutte le cose.
Nelle letture Cayce chiarisce la natura e la fonte di questa
saggezza elevata – è lo spirito o l’Unica Forza con cui entriamo in
sintonia attraverso la consapevolezza del nostro ideale spirituale.
Nel contesto del nostro ideale, via via che riusciamo a manifestare
prosperità finanziaria, salute fisica, una bella vita famigliare e
rapporti amorevoli, approfondiamo la nostra conoscenza del fatto che
siamo co-creatori con Dio. Dopo l’idea iniziale di essere vittime ci rendiamo conto di essere
la causa e il creatore: e, cosa molto importante, condividiamo con gli altri le ricchezze
spirituali e materiali che creiamo e diamo loro la speranza che tutte le cose siano possibili.
“Come hai quindi mantenuto, come hai applicato ciò che hai raggiunto, così sarai
capace di dare aiuto a coloro che stanno inciampando – qualcuno ciecamente, qualcuno a
tentoni, qualcuno scoraggiato, qualcuno troppo ansioso, qualcuno troppo zelante nel
proprio strano modo di essere, ma tutti stanno cercando – cercando la luce.” 1301-1
Personal Spirituality, aprile/maggio 2008
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