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venerdì 22 novembre 2019
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Piedras Negras – il nascondiglio di Iltar?

La storia di Edgar Cayce su Iltar inizia con lo sprofondamento di Atlantide, più
particolarmente con quello di Poseidia – la parte sudoccidentale del continente un
tempo grande – la zona che estende dal Mar dei Sargassi ai Caraibi e fino al Golfo di
Messico.
Iltar fu membro dei famosi Figli della Legge dell’Uno di Cayce, anime che
credevano in un solo Dio e nel fatto che tutti vivessero all’interno di questo Dio. Iltar
fu incaricato di portare una raccolta di tavole di pietra contenenti la storia di
Atlantide e degli inizi dell’umanità in una terra più sicura. Salpò da Poseidia in una
barca con altri dieci atlantidei e con una di tre serie di testimonianze atlantidee
speciali. La seconda serie rimase a Poseidia dal suo collega Atlan. La terza serie
venne imbarcata per l’Egitto, dove fu conservata in una piramide che dovrà ancora
essere scoperta, la quale si trova sotto le sabbie davanti alla grande Sfinge.
Iltar e il suo gruppo di assistenti sbarcarono sulla penisola dello Yucatan, sulla
riva che va da Cancun fino a Merida. Da qualche parte in quella zona essi
costruirono i loro primi templi e vi conservarono le testimonianze. Cayce spiega,
però, che il profilo geografico dell’America centrale cambiò in modo drammatico
quando si verificò la distruzione finale di Atlantide, circa nel 10.014 a.C. Possiamo
solo immaginare come i mari e le terre reagissero allo sprofondamento continentale
fortissimo nell’Atlantico. Ma Cayce aggiunge che nell’oceano Pacifico, anche il
continente di Mu o Lemuria stava completando la sua distruzione finale, causando
cambiamenti ancora più violenti alla superficie del pianeta.
Questi cambiamenti distrussero i primi templi di Iltar, costringendolo a
sistemarsi in un altro posto insieme al suo gruppo che era cresciuto grazie
all’amore degli abitanti del luogo per la Legge dell’Uno e per l’insegnamento che
tutte le persone fanno parte dei figli dell’Uno. Cayce dice che Iltar e il suo gruppo si
trasferirono nelle “terre adiacenti”, dove un’università importante stava facendo
degli scavi durante la vita di Cayce. Quell’università risultò quella della
Pennsylvania e il posto era Piedras Negras nel Guatemala. Oggigiorno questo è uno
dei complessi di templi più grandi e spettacolari, situato lungo il fiume Usumacinta
che scorre dal Messico fino al Guatemala.
Fra le popolazioni dell’America centrale esistono delle leggende di un “dio”
antico che era arrivato nel loro paese da est (la zona di Atlantide). Aveva grandi
poteri ed era capace di costruire un tempio massiccio di pietra oppure una piramide
in una sola notte! Le letture di Cayce non affrontano questo argomento, ma parlano
invece di pietre circolari che la gente di Iltar usò per incanalare energie cosmiche
per le attività materiali. Cayce ci dice inoltre che ci furono degli esseri angelici, i
quali aiutarono a convogliare l’energia verso le pietre circolari che gli atlantidei
usavano per mettersi in sintonia con Dio e le forze spirituali del cosmo. Cayce parla
degli altari che venivano usati per ringiovanire il corpo fisico e per mondare il corpo
e la mente da odio, malizia, egoismo e indulgenza verso se stessi e per purificare gli
atlantidei, preparandoli ad un servizio più alto e alla sintonia con le energie e la
guida del Creatore. (La lettura 5750-1 parla di questi fatti.)
Gli esploratori ed autori Greg e Lora Little hanno fatto un viaggio a Piedras
Negras. Greg scrive: “Il viaggio è stato estremamente faticoso, faceva molto caldo
ed era molto umido. Piedras Negras è ancora oggi molto simile a com’era quando è
stata “scoperta” per la prima volta nel ‘800. Sul sito sono state preparate alcune
“piste”, ma solo verso le aree in cui sono stati fatti degli scavi e dove vanno di
solito i pochi visitatori. La maggior parte del sito rimane coperto dalla giungla.”
Lora ricorda che “uno degli altari con incisioni geroglifiche davanti alla
piramide 0-13 (il sito di molti grandi ritrovamenti) indica che c’è una grotta dietro di
esso. La piramide è stata costruita nel fianco di un dirupo e il gruppo della Brigham
Young University ha tentato ripetutamente di scavare una galleria sotto di essa, ma
senza successo. Sfortunatamente, i maya classici di questa parte del Guatemala
hanno spesso usato grandi quantità di pietrisco sfuso in mezzo ad ogni nuovo
livello di costruzione, rendendo la costruzione di una galleria sicura quasi
impossibile. Tuttavia, dopo uno dei tanti tentativi, il gruppo universitario notò una
piccola apertura dalla quale usciva dell’aria fresca. Riuscimmo ad individuare
questa apertura e il flusso d’aria era evidente, indicando la presenza non solo di una
grotta, ma di qualche sorta di caverna sotterranea che conduceva ad un’altra
apertura.”
Alcuni video di questo sito sono online su:
http://www.famsi.org/research/piedras_negras/digsite/tour.html#top.
E’ disponibile un DVD prodotto dai Little a Amazon.com, col titolo The Yucatan
Hall of Records (La Sala della Documentazione di Yucatan).
Il sito attuale dovrebbe essere in cima al sito di Iltar, perché gli archeologi fanno
risalire il sito attuale dal 400 all’800. Iltar visse intorno al 9000 o 10000 a.C.!
Naturalmente era cosa comune per gli antichi costruire in cima alle strutture
precedentemente sacre, perché si credeva che luoghi come quelli fossero vortici di
energia o portali verso dimensioni più alte, anche ad altri pianeti. Secondo Cayce, il
“nascondiglio” di Iltar verrà trovato.
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