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sabato 25 maggio 2024

Facendoci strada in tempi di incertezza

che non richiede che la terra sotto i nostri piedi sia ferma. Gli avvenimenti nel nostro mondo contemporaneo ci costringono, come individui e come società, di crescere e Noi tutti vogliamo sentirci al sicuro. E’ soltanto umano desiderare ardentemente la certezza, anche se a volte sembra avventuroso o emozionante essere sorpresi, da un evento imprevisto o dalla scoperta di ciò che c’è in un regalo di compleanno. Ma generalmente ciò non è il caso con le cose che sono veramente importanti nella nostra vita: la nostra salute, le finanze e il benessere della nostra famiglia, solo per menzionarle alcune.
Tuttavia tutto nella vita riguarda il cambiamento – l’imprevedibilità e l’incertezza del cambiamento. Ed è un segno di maturità spirituale abituarsi a quella presa di coscienza, fare la pace con essa e affrontare la vita con uno spirito coraggioso almeno di imparare a stringere amicizia con l’incertezza. In molti modi questa è l’essenza di presenza mentale, resilienza e forza interiore.
Cayce visse in un’epoca incerta quanto la nostra. La seconda guerra mondiale colpì l’umanità con crudeltà, distruzione e pericoli, e la depressione non offrì alcun modo chiaro al mondo per emergere dalla stretta sulla vita economica. Praticamente ogni lettura che Cayce eseguì dalla fine degli anni ’20 fino alla sua ultima lettura nel 1944 aveva uno sfondo di incertezza. Quindi, come affrontò questo soggetto?
Aveva qualcosa a che fare con la realizzazione che le radici dell’incertezza non si trovano nelle condizioni labili, mutevoli che ci circondano, ma piuttosto nella nostra stessa coscienza. E’ questo che “deve essere aggiustato in noi”. I nostri pensieri e le emozioni si confondono quando tutto intorno a noi cambia in modo imprevedibile – ciò che Cayce chiamava “garbugli”, che è un’ottima parola per come ci sentiamo – e il rimedio ha a che fare con la nostra volontà – ciò che Cayce chiamava “una decisione spirituale e mentale”.
Ecco il consiglio che diede a un avvocato nel 1942: “Analizzando queste condizioni – certo, sono sopravvenuti dei garbugli, ma questi devono essere sistemati nel sé. Proprio come la coscienza ha causato l’incertezza, così la decisione spirituale e mentale corretta porterà armonia e pace – e darà attività MIGLIORI nell’esperienza di questa entità.” (2052-3)
Altrettanto istruttiva è una lettura che Cayce fece nel 1929 per un’osteopata di 51 anni, solo pochi giorni dopo il crollo catastrofico della borsa. Fu messa in guardia riguardo all’incertezza e la sua compagna, la paura: “Molto è stato ottenuto attraverso l’applicazione della tua volontà, quando la VOLONTA’ è stata resa tutt’uno con lo scopo dell’Energia Creativa sul piano terrestre. Quando combatti CON quello spesso arriva, arriverà, E’ ciò che porta dubbi, paura, incertezza, nell’esperienza dell’entità. La paura è la più grande forza distruttiva per l’intelligenza umana.” (101-1)
Così, come possiamo prendere questi principi psicologici e spirituali centrali e applicarli in ciò che stiamo affrontando al momento? Come possiamo soddisfare le condizioni mutevoli intorno a noi senza lasciarci sopraffare e chiuderci in disperazione? Un punto di partenza può essere fare una distinzione sottile ma essenziale tra due significati di incertezza.
Scriviamo in caratteri minuscoli l’incertezza associata con l’instabilità e l’ansia che arriva con il pensiero “Non ho un modo attendibile per essere certo di ottenere il risultato che desidero.” Oggigiorno quella sensazione si presenta molto spesso. E come Cayce dichiarò. Quel tipo di incertezza è accompagnato da paura e dal suo impatto distruttivo. L’inghippo sembra stare nel desiderio di una garanzia che le cose andranno nel modo che vogliamo noi.
Tuttavia c’è un altro modo per comprendere l’incertezza. Scriviamo questo termine in lettere maiuscole: l’Incertezza è semplicemente la natura della realtà. Ogni cosa nell’universo e nella vita sta cambiando continuamente. La realtà è dinamica e piena di imprevedibilità. Quella è l’essenza di ciò che la teoria dei quanti ci dice. Il principio di indeterminazione di Heisenberg ci ricorda che non possiamo essere sicuri delle cose perché viviamo in un universo che è fondamentalmente Incerto.
Quindi, cosa dobbiamo fare? Come possiamo coltivare la fiducia nella vita se non c’è un modo infallibile per garantire il risultato che desideriamo? Un modo è fare amicizia con l’Incertezza comprendendo il suo scopo e come fa parte del tessuto della realtà. Quel “fare amicizia” con l’Incertezza è un atto di volontà, ed è una parte essenziale di ciò con cui la meditazione ha a che fare – trovare il coraggio di abbassare le nostre aspettative e i risultati desiderati e invece semplicemente essere presenti alla vita in questo momento, alla sua natura mutevole, dinamica, in via di evoluzione. Facendo questo vivremo in modo più profondo la nostra connessione con il Tutto.
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