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mercoledì 13 novembre 2019

Benjamin Franklin – da faraone a Padre Fondatore

“Egli strappò il fulmine dal cielo e lo scettro dai tiranni.”
Delle molte anime che si riunirono alla fine del XVIII secolo allo scopo di creare
questo paese, nessuno è così conosciuto in tutto il mondo come il dr. Benjamin
Franklin. Spesso chiamato “il primo americano” è uno dei pochi uomini della storia
a diventare una vera leggenda quando era ancora in vita. Oltre 300 anni dopo la
nascita, la storia della sua vita e delle sue imprese è ben nota non solo nel paese
che aiutò a fondare, ma anche nei paesi di tutto il mondo. Ciò che pochi sanno,
tuttavia, è che Franklin aveva, forse, un ingiusto vantaggio sugli altri – aveva creato
una nazione già in un’esperienza precedente; poiché le letture di Cayce ci dicono
anche che l’anima che si incarnò come Ben Franklin fu anche Arart, il faraone più
anziano della storia di Cayce su Ra Ta. Inoltre questo individuo, nella sua
incarnazione più recente come il sig. Franklin Bradley, fu amico e sostenitore di
Edgar Cayce e della sua “Opera”.
La prima volta Bradley (165) consultò Cayce nel tentativo di far guarire suo
figlio (164) dalla polio. Le cure raccomandate nelle letture ebbero successo e presto
Bradley richiese altre letture. Descritto come “maschio di 49 anni”, “ingegnere
chimico, fabbricante ed educatore”, ricevette la sua prima lettura – una lettura sulla
salute (165-1) – nel 1927. [Nota dell’editore: Iniziò così: “Sì (uomo molto simpatico!),
abbiamo il corpo.”] Fu la sua seconda lettura – una lettura sulle sue vite passate – a
rivelare che si era incarnato in precedenza come Benjamin Franklin e come Arart. I
due passi che seguono si riferiscono rispettivamente a queste due vite:
In quella prima di questa lo troviamo durante quel periodo in cui molto venne
tentato in questo paese attuale. L’entità fu allora fra coloro che costruirono per il
bene di quelli che dovevano venire, contribuendo in molti modi e in molte maniere
ai bisogni della nazione non ancora nata e molte delle parole in versi, in riga,
spesso sono ancora citate nelle scuole, nei luoghi di apprendimento, e copiate.
Allora nel nome Franklin. L’entità guadagnò in tutta questa esperienza, dando se
stesso nel servizio a molti $
$ in quel periodo in cui nacquero divisioni nel paese ora conosciuto come
Egitto. L’entità fu allora fra coloro che consigliavano il sovrano, essendo il padre
[Arart, nota dell’autore] di quel sovrano che mise in ordine la dinastia, avendo allora
il regno del palazzo e quando provenne dal paese del nord sottomise gli abitanti del
luogo e costituì il regno sul quale furono messe le fondamenta per il primo studio
tramandato della relazione dell’uomo con l’uomo e la relazione di Dio con
l’uomo... (165-2)
Pur sorpreso, inizialmente, di questa rivelazione, Bradley fu intimamente
convinto che avesse un accento di verità. Presto diventò uno dei sostenitori più
entusiastici dell’opera di Cayce e un amico e confidente per Edgar e anche Hugh
Lynn. Le letture asserirono che avrebbe avuto un legame naturale con Hugh Lynn,
sia personale sia pratico, cosa che si avverò. Edgar si fidò di lui tanto da fargli
condurre diverse letture che fece durante un viaggio a Chicago. Nel 1928 entrò a far
parte del circolo interno di Cayce come membro del consiglio dell’Association for
National Investigators (ANI), il precursore dell’A.R.E., e diede inizio ad una
compagnia farmaceutica allo scopo di produrre i rimedi descritti nelle letture.
Quando cominciò la costruzione dell’ospedale di Cayce, donò la pittura per l’edificio
e diede il suo sostegno finanziario anche in altro modo.
Sembrerebbe che l’anima che aiutò a costituire una nuova civiltà nell’antico
Egitto e che fu un Padre Fondatore degli Stati Uniti, fosse nuovamente attratta al
servizio agli altri, questa volta attraverso il suo sostegno dell’opera di Cayce.
Seguiamo il viaggio straordinario di questa anima attraverso il tempo, iniziando con
l’incarnazione di Arart, come la troviamo in molte letture fatte sull’antico
Egitto.
Arart fu figlio di un re di un popolo del nord chiamato Zu, che viveva
nella regione dei monti caucasici. Suo padre, Ararat, fu influenzato dai
“Figli dell’Altissimo” e fondò la prima “casa accoglienza” che si
incentrava sull’unità famigliare. (294-148) Anche un ragazzino di nome Ra
Ta faceva parte della tribù di Zu. Riconosciuto già da piccolo come veggente, Ra Ta
fece la profezia che Arart avesse fatto un viaggio in Egitto e avesse guidato l’unione
di questi due popoli per lo sviluppo materiale e spirituale di entrambi. Portando a
compimento la profezia, Arart, accompagnato dal sacerdote Ra Ta, lasciò la sua
patria e condusse novecento persone della sua gente in Egitto. Il re egizio Raai
ignorò il consiglio dei suoi consiglieri di difendere il regno contro questi invasori e
Arart e la sua gente entrarono in Egitto con poca resistenza. Re Raai si arrese
piuttosto di spargere sangue.
Con Arart al potere, Ra Ta cercò di persuaderlo a fidarsi solo delle persone del
luogo “fidate e vere”. Ciò creò discordia fra le varie classi, particolarmente nella
classe elevata che cercò il potere per se stessa ed aveva idee diverse sul corso che
il paese avrebbe dovuto seguire. Arart era però profondamente consapevole
dell’agitazione fra il popolo egizio e del fatto di essere percepito come un
conquistatore straniero. Con una mossa astuta Arart rinunciò al suo potere sovrano
e mise sul trono suo figlio sedicenne Araaraart (341). Con una mossa politica
ancora più accorta nominò un giovane scriba (900), un capo della resistenza locale,
a consigliere del figlio. A quei tempi, questo scriba era il capo più potente della
resistenza, essendo “il saggio del culto dei veri e o i popoli delle colline del nord”.
(394-9) Acconsentì, però, alla proposta di Arart, cambiando persino il suo nome in
Aarat, in conformità con la famiglia di Arart. Benché ci fosse un rapporto di
competizione fra Aarat e il giovane faraone, essi collaborarono per il progresso
della gente e della nazione.
Quando Araaraart assunse la sovranità sull’Egitto ad un’età tanto giovane, fu
probabilmente Arart ad avere il potere effettivo, lavorando in sordina dietro le quinte
per costruire la società che immaginava. In verità il faraone più anziano rimase
consigliere nel consiglio interno, un organo che decideva sulle circostanze generali
dell’Egitto nel suo insieme. Rimase anche influente nel consiglio o gabinetto
generale che aveva la supervisione su vari dicasteri del governo. Le letture mettono
in evidenza che questi dicasteri erano quasi uguali a quelli attuali negli USA. Arart e
Ra Ta, ora gran sacerdote, lavorarono in stretta collaborazione, guidando il giovane
faraone nella formazione di una nuova nazione egizia. Arart “consigliava spesso.
Chiamato ad essere colui che doveva dare molto. Uno che commise molti errori.
Uno che ottenne molto. Le loro vite [riferimento ad Arart e Ra Ta o Franklin e Cayce,
nota dell’autore] o le loro strade s’incroceranno spesso – e divergeranno spesso. Si
può ottenere molto nelle associazioni mentali. (294-153)
Sotto questa direzione, la nuova nazione prosperò. Le letture dicono che questo
fu 11016 anni prima che il Principe della Pace entrò in quel paese. L’Egitto si aprì
allo “scambio di idee con altri paesi, come quello di Poseidia ed Og, come pure i
Pirenei e la Sicilia e quelli che ora si conoscono come Norvegia, Cina, India, Perù ed
America”. (294-148) Chiesa e stato erano divisi (419-1) e vennero costituiti le leggi e
la religione (341-8). Iniziarono le operazioni per l’estrazione di metalli di gran valore
e di pietre preziose. I tagliapietre raccolsero i materiali per costruire le case.
Vennero fondati centri commerciali e per lo scambio delle merci. Si avvicinò la
gente a matematica, geometria ed astrologia. Gli architetti cominciarono a costruire
i primi monumenti leggendari dell’Egitto, compresa la sfinge. (195-13)
La gente giunse ad un livello di comprensione più alto riguardo
al rapporto dell’umanità con Dio e anche al rapporto tra uomo e
uomo. Le persone si unirono per usare le loro capacità per il
beneficio delle “masse più che per le classi”. (341-9) I loro talenti
furono usati per servire le Forze Superiori invece che l’egoismo
personale, essendo l’ideale il servizio al prossimo. Alla gente vennero date delle
leggi per aiutarla a capire il rapporto della mente e dell’anima con le Forze Creative
e il divino in essa. (900-38)
Tuttavia, questa situazione idilliaca non durò a lungo, per via di uno scandalo.
Chi in Egitto dissentiva dalle idee di Ra Ta cospirò contro di lui e mise in movimento
degli avvenimenti in cui Ra Ta violò una delle sue stesse leggi, generando una figlia
illegittima con una sacerdotessa favorita del tempio. Dopo aver reso pubblico il loro
legame, i nemici di Ra Ta reclamarono a gran voce la loro punizione. Sebbene Arart
portasse argomenti a loro favore, Araaraart si schierò con Aarat e scacciò il
sacerdote. Duecentotrentuno seguaci accompagnarono lui e la sacerdotessa
nell’esilio in Nubia.
Al momento dell’esilio di Ra Ta, le divisioni in Egitto si fecero ancora più
mutevoli, minacciando di distruggere il nuovo paese dall’interno. Dopo alcuni anni,
si alzò un grido fra la gente per far tornare Ra Ta. Arart consigliò a suo figlio che
solo Ra Ta sarebbe stato in grado di portare ordine nelle varie divisioni nel paese.
Vedendo il suo regno vicino ad una guerra civile, Araaraart cedette, annullò il suo
ordine di esilio e richiamò Ra Ta in Egitto.
Dopo il suo ritorno, Ra Ta fu riconosciuto come primo consigliere del faraone
Araaraart e capo spirituale dell’Egitto. Aarat, il consigliere “indigeno”, fu relegato ad
una posizione subordinata; alla fine fu isolato e allontanato dalle attività del
governo. Negli ultimi anni Arart si staccò dagli affari del governo e dedicò il suo
tempo alla vita religiosa, sviluppando l’istruzione per coloro che sceglievano di dare
la loro vita al servizio verso gli altri.
Le letture di Cayce ci dicono che questo fu il periodo del primo vero “spirito
nazionale o spirito di nazione di un popolo”. (294-151) Le molte tribù all’interno
dell’Egitto, insieme con gli atlantidei che erano immigrati da poco, si unirono per
concentrarsi sulla realizzazione di un ideale comune che riguardasse tutti. Questo
ideale fu nient’altro che il diritto di ogni persona – maschio e femmina allo stesso
modo, senza badare all’appartenenza tribale o alla posizione materiale – di
comprendere la sua relazione con le Forze Creative e la propria parentela l’uno con
l’altra come esseri spirituali.
Non dovrebbe sorprendere chi ha dimestichezza con i cicli di
reincarnazione che l’anima che era Arart, un architetto della prima
nazione che seguisse un alto ideale spirituale, sarebbe tornata sul
piano terreno per aiutare a fondare una nuova nazione costruita
sugli ideali di uguaglianza, libertà e giustizia sociale per tutti. Arart, come Benjamin
Franklin, andò avanti di un altro passo nel grande viaggio che aveva cominciato
oltre 13000 anni prima!
Nei 300 anni passati dalla sua nascita, Franklin ha avuto ammiratori e detrattori.
Il fatto che la sua vita inspirasse timore riverenziale in alcuni e sdegno in altri non
sorprende, perché pochi personaggi storici sono stati altrettanto complessi. E’
difficile trovare una vita con risultati così multidimensionali come quelle che
Franklin ci ha lasciato. Fu scrittore, umorista, inventore, musicista, scienziato,
uomo d’affari, capo civico, filosofo, diplomatico e politico. Un uomo che con i propri
sforzi si elevò dalla povertà all’indipendenza finanziaria intorno ai 42 anni si
identificava sempre con la gente comune che lavorava. Fu comunque onorato dalle
società scientifiche europee, corteggiato dai re e contava Voltaire, Hume, Burke e
Kant fra i suoi pari.
Franklin inventò la stufa di circolazione, gli occhiali con lenti
bifocali e l’armonica a vetro (uno strumento musicale). Diede origine
alle idee della biblioteca circolante, i vigili del fuoco e le compagnie
assicurative. Fece le mappe delle correnti della Corrente del Golfo (ai
suoi tempi un vantaggio per la navigazione sicura), scoprì l’elettricità e
scrisse sulla contagiosità del raffreddore comune – e come prevenirlo!
Le spiritosaggini che pubblicò in Poor Richard’s Almanac sono ancora oggi dei
proverbi domestici comuni negli USA e altri paesi. Aiutò a redigere la dichiarazione
di indipendenza e ad organizzare il governo della nuova repubblica. Negoziò un
trattato e dei prestiti con la Francia e gestì un sistema di alleanze che aiutò
l’America ad assicurarsi la vittoria. Come “uomo di stato più anziano” alla
convenzione costituzionale, la sua padronanza dell’arte del compromesso riuscì a
superare la situazione di stallo e ad arrivare al successo. Fu il discorso ufficiale
appassionato di Franklin ai delegati dello stato a commuoverli – anche quelli che
nutrivano dei dubbi – tanto da mettersi in fila per la firma storica.
Parlando della fondazione di questo paese, gli USA, le letture di Cayce ci dicono
che una nazione può avere un’anima:
N avete imparato da Jefferson, Franklin, Washington, Hancock, che anche una
nazione può avere un’anima, se coloro che elaborano la sua politica le danno lo
spirito della verità, nell’applicazione di se stessi. (5023-2)
Se accettiamo questa idea, allora Franklin deve sicuramente essere considerato
l’uomo che maggiormente definì l’anima o l’ethos (lo spirito caratteristico di una
cultura) di questa nazione. E’ questo ethos – un riconoscimento delle virtù
dell’uomo comune, la convinzione di lavorare insieme per il bene comune e la
tolleranza delle differenze – a definire al meglio l’eredità di Franklin, un’eredità che
si può far risalire direttamente alla sua vita come Arart.
Come Arart pose le fondamenta per una nazione unificata e la mise su una
strada che avrebbe portato ad un maggiore sviluppo materiale, mentale e spirituale
per il miglioramento dell’umanità. Mise da parte il potere personale, riconobbe il
valore dell’opposizione indigena e costituì un governo che creò il cambiamento in
modo efficace per il bene di tutti.
Come Franklin, egli pose le fondamenta per quei valori che avrebbero definito
l’anima dell’America. Ripetutamente i suoi scritti celebrarono i meriti del lavoro duro
invece dei privilegi per nascita. Praticò l’idea di “pagare in anticipo”, secondo la
quale un creditore offre al debitore l’opzione di pagare un debito (monetario o altro)
in anticipo ad una terza persona invece di rimborsarlo. Le sue opere civili
dimostrarono i benefici della collaborazione per il bene della comunità. Da nessuna
parte questo viene espresso meglio che nel motto che scrisse per la biblioteca che
fondò: “Riversare benefici per il bene comune è divino.”
Tuttavia, il contributo più grande di Franklin fu, forse, come apostolo della
tolleranza, una qualità che si può considerare veramente americana. La
sua capacità di trascendere le differenze politiche ed ideologiche fu la
chiave del suo successo come diplomatico e politico. La sua vita fu
inoltre un modello di tolleranza religiosa che fu in anticipo sui tempi di
diverse generazioni. Come massone, Franklin credeva in un Essere
Supremo, sebbene non abbracciasse il dogma rigido della maggior parte
delle religioni del suo tempo. Accettò la reincarnazione. Portò argomenti
contro la necessità di giuramenti pubblici come requisito per l’ufficio
pubblico. Ammirò la forma di governo irochese e copiò da essa. Scrisse contro la
tratta degli schiavi e, nell’ultima parte della sua vita, diventò abolizionista. Dando
peso alle sue parole con l’azione, contribuì ai fondi edilizi di ogni setta di
Philadelphia, compresa la sinagoga ebraica Mikveh Israel. Durante la parata dei
festeggiamenti per il 4 luglio a Philadelphia nel 1788, riuscì a far marciare a
braccetto il clero di diverse fedi cristiane e il rabbi ebraico.
In verità la fede di base di Franklin era la stessa di quella di Arart, la stessa di
quella insegnata dai grandi insegnanti della storia e la stessa di quella offerta nelle
letture di Cayce.
“Credo in un unico Dio, Creatore dell’Universo. Che lo governi tramite la sua
Provvidenza. Che dovrebbe essere venerato. Che il servizio più accettabile che gli
rendiamo sia fare del bene agli altri suoi figli.”
Le letture di Cayce ci insegnano che servire gli altri è l’ideale più alto a cui
un’anima possa aspirare. Come Arart e come Franklin, questa anima è certamente
stata fedele a quell’ideale.
Uno, quindi, con elevate influenze nobili, governato principalmente dall’amore
$ il temperamento che è stato dominato in parte con l’aiuto della volontà del sé di
applicare amore e pazienza $ Uno che ispira molto fiducia agli altri attraverso le
azioni che compie nello sviluppo verso quell’idea che ha stabilito per se stesso $
Uno che dà molto di sé per l’illuminazione degli altri attraverso l’amore per il
prossimo $ (165-2)
Nella sua vita più recente, come Franklin Bradley, fu nuovamente attratto da
questo stesso ideale. Che fu attratto dall’opera di Cayce non è sorprendente quando
comprendiamo il suo legame dalle vite passate con la famiglia Cayce. Edgar Cayce
fu il gran sacerdote Ra Ta, Hugh Lynn Cayce fu Araaraart, suo figlio, e la madre di
Gertrude Cayce (265) fu sua moglie nella sua vita come Arart. Morton Blumenthal
(900), un altro sostenitore di Cayce, fu Aarat, lo scriba indigeno. Purtroppo, però, i
rapporti di Bradley con Blumenthal furono poco cordiali. Le letture li avevano
avvisati che rapporti karmici non irrisolti fra i due avessero potuto accendere
attacchi di collera – e così avvenne! Alla prima riunione del consiglio dell’ANI,
Bradley e Blumenthal fecero una litigata violenta per il tipo di tetto per il garage
dell’ospedale di Cayce; mai più votarono poi in comune accordo su un problema.
Alcuni anni dopo, quando le discordie continue sull’amministrazione dell’ospedale
portarono alla sua chiusura e allo scioglimento dell’ANI, Bradley si schierò con
Hugh Lynn, votando contro la proposta di dare il controllo ai Blumenthal. Durante
quel periodo agitato, Bradley rimase amico di Edgar e Hugh Lynn, formando un
gruppo di sostenitori a Chicago e partecipando ai primi progetti per l’A.R.E. appena
costituita e alle sue attività.
Mentre come Franklin questa anima aveva accumulato una fortuna all’età di 40
anni, Bradley continuò a lottare con le finanze. Perse la sua ditta manifatturiera e la
compagnia farmaceutica durante la Depressione e in seguito si impegnò in varie
iniziative imprenditoriali, di cui nessuna si rivelò di successo. Quando Edgar Cayce
gli chiese di far parte del consiglio direttivo della nuova A.R.E., Bradley declinò con
rammarico per i problemi che aveva con i suoi affari personali. Nonostante questi
contrattempi Bradley rimase un amico sicuro ed inviava contributi finanziari appena
potesse. Per anni continuò ad avere una corrispondenza sincera con Edgar e Hugh
Lynn. Negli ultimi anni della sua vita consultò le letture in merito alla fondazione di
una scuola di breve durata per ragazzi svantaggiati. Nel novembre 1940, all’età di 63
anni, ebbe un incidente d’auto mortale.
Venture Inward, gennaio/febbraio 2009
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