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giovedì 14 novembre 2019

Edgar Cayce e quattro pietre potenti: Lapislazzulo, perla, ametista e corallo

Durante le sorprendenti letture sulle vite passate, di tanti in tanto Cayce istruiva
il cercatore di portare addosso, di solito “vicino alla pelle”, una particolare pietra
per avere un piccolo aiuto in più per le sfide della vita e per vivere in un corpo
fisico che è sensibile alle vibrazioni. Nell’ordine di frequenza con cui menzionava
una particolare pietra ne sono state scelte le prime quattro: il lapislazzuli, la
perla, l’ametista ed il corallo.
- Il lapis –
Cayce spiegò che il lapis non è un minerale, bensì un metallo, “l’erosione del
rame” (3416-1). Non intendeva che il rame sia un buon conduttore di elettricità,
bensì che il lapis abbia “la forza vibratoria utile per la salute, per il vigore, per la
capacità, attraverso il sé mentale, di agire su cose, condizioni, decisioni ed
attività” e “porterà salute e speranza e – la cosa migliore di tutte – la capacità
di fare ciò che si desidera.” (1651-2)
Di tanto in tanto spiegava che le pietre che raccomandava erano connesse
con le esperienze di vite passate di un persona, per esempio:
“L’entità dovrebbe sempre portare addosso il lapislazzulo o il lapis linguis,
perché questi porteranno vigore al corpo attraverso quelle vibrazioni che sono
portate o costruite nell’esperienza innata dell’entità dal suo soggiorno nella terra
egizia” (691-1). La maschera mortuaria di Tutankhamon era fatta con il lapis (e
un po’ di corallo).
Il lapis linguis ha delle tonalità verdastre, un colore che Cayce identificava
con la guarigione. Il lapislazzulo è azzurro, un colore che Cayce identificava con
la crescita spirituale.
Il lapislazzulo è simile alla famiglia degli azzurriti che derivano il nome dal
loro colore, un azzurro intenso.
Il lapis linguis verdastro è molto simile alla malachite. Malachite e azzurrite si
trovano spesso insieme, con grande abbondanza in Arizona e nel Nuovo
Messico.
Tuttavia il vero lapis contiene la lazurite (da non confondersi con la lazulite). La
piccola differenza tra lazurite e lapis puri è che il lapis contiene pirite
(macchioline o striature dorate) e calcite (macchioline o striature bianche) ed è
più comune della lazurite pura che è rara e costosa. Per fortuna, Cayce
menzionava specificatamente il lapislazzulo e il lapis linguis, non la lazurite.
Il lapis si trova in Afghanistan, dove già fu estratto fa per gli egizi 6000 anni.
Afghanistan è il nome moderno per la “terra di Nod, ad est dell’Eden” della
Bibbia dove Caino fu mandato in esilio. Tuttavia il lapis può essere trovato
anche in California e Colorado, così come in Argentina.
Da tempi molto antichi il lapis è stato usato per proteggere e rendere più forti chi
lo indossava. In diverse letture che raccomandavano il lapis Cayce metteva in
guardia dal fatto che le sue vibrazioni sono troppo elevate per toccare la pelle.
Raccomandava di racchiuderlo nel cristallo o vetro o di mettere un pezzo di
vetro o cristallo fra noi e il lapis.
Per Cayce il lapis è una pietra spirituale che può essere utile per innalzare il
nostro stato di sintonia durante la meditazione. Avvertì, tuttavia: “Ma sappi, figlio
mio, che queste cose non sono che mezzi – e non sono la Forza-Dio, non lo
Spirito, bensì le manifestazioni dello stesso.” (707-1)
- La perla -
Il lapis è stato a lungo considerato una buona pietra per gli uomini ed è stato
popolare fra di loro per millenni, ma la perla è indiscutibilmente femminile. Fin
dall’antichità si pensa che abbia delle proprietà magiche.
Le perle sono delle gemme organiche. Sono create da un’ostrica che copre un
oggetto estraneo con strati bellissimi di madreperla, la combinazione iridescente
di strati di cristalli di carbonato di calcio fra strati di biopolimeri (proteine simili
alla seta).
Molto tempo fa le perle erano rare perché migliaia di ostriche dovevano essere
cercate per trovare una perla. Oggi le perle sono coltivate collocando pezzi di
guscio all’interno di un’ostrica e raccogliendo la perla ottenuta.
Oltre 40 letture di Cayce menzionano le perle.
“La perla dovrebbe essere portata addosso o contro la carne del corpo;
poiché le sue vibrazioni sono risananti e inoltre creative – grazie all’irritazione
stessa che l’ha prodotta, come difesa nel mollusco che l’ha prodotta” (951-4).
Come si può vedere, Cayce insegna che il processo stesso della creazione di
perle dà vita ad una vibrazione che aiuta coloro che le portano vicino alla pelle.
L’ostrica crea la perla per proteggersi dall’oggetto estraneo nel suo guscio; di
conseguenza protezione e difesa è la vibrazione emanata dalla perla.
“Perciò l’entità dovrebbe sempre tenere una perla su di sé, non solo per la
vibrazione personale, bensì per l’espressione ideale. Poiché sarà un auspicio –
non solo a causa delle vibrazioni che può darti, ma perché mantiene in equilibrio
l’indole, sì, il carattere stesso. Poiché l’entità sa diventare matta, e quando è
matta è davvero matta!” (2533-1)
“Una perla è un ornamento, una cosa di bellezza, creata attraverso
l’irritazione di ciò che si manifesta in modo umile a coloro che si considerano di
condizione elevata, ma per mezzo dello stesso atto di irritazione nei confronti
della sua stessa vibrazione viene creata la vibrazione più elevata o determina la
perla di gran prezzo.” (254-68)
- L’ametista –
L’ametista è un cristallo di quarzo violaceo. E’ una delle pietre del pettorale del
sommo sacerdote nell’Esodo.
Viene estratta in tutti gli Stati Uniti e in Brasile. Il suo nome viene dalla parola
greca che letteralmente significa “non ebbro”. Gli antichi greci pensavano che
una bella fanciulla che desiderava rimanere casta, ma era perseguitata da
Dioniso, il dio del vino e dell’ebbrezza, avesse ricevuto la protezione da
Artemide che trasformò la fanciulla in una bella statua di quarzo di cristallo.
Umiliato da ciò che i suoi desideri avevano creato, Dioniso quindi pianse per lei
e le sue lacrime di vino resero violacea ka sua immagine cristallina.
Anche Cayce vedeva la pietra come una protezione da emozioni e desideri
pericolosi. Spiegò ad una persona che l’ametista portata addosso calma il corpo
dalla depressione fisica o da reazioni fisiche che rendono irrequieti e fanno
sentire a disagio (1626-1). Ad un’altra disse che la pietra ed il suo colore unico
aiutano a controllare il temperamento (3806-1). Spesso raccomandava di
portarla “sul corpo come un amuleto o ornamento” (1035-1).
Tuttavia metteva in guardia dal fatto che tutte le pietre sono solo “trampolini di
lancio” verso condizioni migliori, “non prime pietre” (500-1). La pietra non cambia
la persona, ma semplicemente aggiunge una vibrazione utile. La mente ed il
cuore devono usare le vibrazioni delle pietre per migliorare le loro attività.
Nella lettura 364-12 Cayce ci dice che un tempio atlantideo aveva delle colonne
semicircolari con intarsi di ametista che catturavano i raggi del sole, creando vari
schemi di luce e colori nelle sale.
- Il corallo –
Per chi desidera la quiete in mezzo all’irrequietezza, Cayce raccomandava il
corallo (rosso, rosa, roseo o bianco). “Il corpo troverà che l’irrequietezza e le
condizioni tumultuose verranno trasformate in modo che possa emettere le
capacità armoniose” (694-2). Spiega che il corallo trasmette le forze naturali
della natura che calmano le emozioni umane. Nella stessa lettura dice: “La tua
anima è stata messa alla prova del fuoco in molte tue esperienze sulla terra.
Però ci sono quelle cose che portano all’armonia nei loro rapporti reciproci,
come avviene per gli scompigli della madre-acqua che, nella sua attività sulla
terra, produce quelle minuscole creature [corallo] che nelle loro origini portano a
costituire ciò che è la base di gran parte di quelle cose nella materialità. Perciò il
corallo rosso, quello rosso cupo sulla tua carne porterà la quiete in quegli
scompigli che sono emersi nel tuo sé interiore; come anche i pigmenti
dell’azzurro porteranno al corpo l’atmosfera, la fragranza di amore, misericordia,
verità e giustizia che è in te” (694-2).
Mettere insieme il corallo rosso con l’azzurro porta la madre-acqua,
l’espressione e la fragranza dei frutti dello spirito di cui abbiamo tanto bisogno
nella nostra vita e nel nostro sé interiore.
Nel complesso Cayce raccomandava il corallo per attenuare gli stimoli mentali
e vibratori che creano disturbi nel proprio sé interiore. Nel caso della persona
2154-1, Cayce la avvertì di non indossare il corallo rosso o bianco, ma
l’incoraggiò a portare quello rosa.
Nella lettura 307-15 disse che il corallo come gioiello o ornamento proviene
insitamente dalle Forze Creatrici e dall’acqua stessa. Di nuovo, come la perla, il
modo e l’ambiente in cui la pietra è fatta porta una vibrazione che il corpo può
usare.
E’ importante comprendere che la pietra in se stessa non fa altro che
contribuire all’insieme delle vibrazioni che abbiamo intorno a noi. La scelta della
pietra giusta per le nostre necessità deve venire da dentro di noi, e queste
vibrazioni possono cambiare quando le nostre vibrazioni hanno bisogno di un
cambiamento.
Di tanto in tanto Cayce definiva le pietre come “auspici”. Probabilmente lo
intendeva nel senso che ci sia qualche effetto positivo se si indossano le pietre.
In una lettura Cayce insegnò che le pietre non sono soltanto auspici o
portafortuna, sono aiuti vibratori “per la salute, per la forza, per la capacità
attraverso il sé mentale di agire su cose, condizioni, decisioni ed attività.” (1651-
2)
Da: Venture Inward, aprile-giugno 2013
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