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giovedì 21 novembre 2019

Esplorare la Vita Ultraterrena Qui ed Ora

Robert Krajenke
Morire, dormire ...forse sognare - sì, ecco l’ostacolo.
- Amleto, III Atto, I scena
Non sapevo di aver paura di morire. Come studente di metafisica per quasi 35
anni accettai anni fa la reincarnazione e la realtà della vita dopo la morte. Nel 1972
ascoltai incantato il dr. George Ritchie descrivere ad un pubblico dell’A.R.E. la sua
incredibile esperienza di premorte. Ogni cosa che disse risuonò profondamente
come verità e lo invidiai per la sua esperienza. Anch’io volevo viaggiare attraverso
gli anelli del paradiso e raggiungere la città di cristallo. Più tardi venne la grande
ricerca innovatrice di Raymond Moody e i racconti di prima mano delle esperienze
di premorte di Dannion Brinkley e del modo così forte in cui trasformarono la sua
vita. Allora la morte non mi fece affatto paura. Infatti in segreto aspettavo con ansia
il giorno in cui “l’altra porta di Dio” si sarebbe aperta e, danzando, sarei entrato in
nuovi e vasti regni di coscienza.
Le mie percezioni dell’esperienza della morte cambiarono drammaticamente
quando mia moglie Lynne, psicoterapeuta e specialista in regressione spirituale, mi
regredì con l’ipnosi in una vita passata come cucitrice vedova al cambio dell’ultimo
secolo e mi portò nei miei ultimi momenti sulla terra. Il mio corpo era totalmente
rilassato dopo una suggestione ipnotica data a sequenza ordinata. La mia mente
sembrava mille volte più vigile che nella coscienza normale.
L’oscurità si raccolse sopra la mia testa e lentamente si espanse sul mio corpo.
Il freddo che dapprima sentivo nelle dita dei piedi cominciò a salire inesorabilmente
su dalle gambe. Sapevo che stavo morendo. Mi aspettavo di morire in pace. Mi
sentivo preparata, senza paura. Ma man mano che questa oscurità impenetrabile si
muoveva sopra di me, la mia coscienza si contraeva con il suo movimento. Lo
spazio che era la mia identità, la mia consapevolezza di me stessa, la mia memoria,
stava diventando più piccolo, si stava restringendo. La sensazione che ogni cosa
intorno a me venisse consumata, divorata, obliterata, non era quello che mi
aspettavo dalla morte. La paura pulsò attraverso me - non sarei più esistita.
Istintivamente la mia respirazione accelerò come reazione alla paura. L’oscurità
indugiò, tenuta ad inquadratura fissa dal mio respiro rapido e aspettò che mi
stancassi. Diversi minuti passarono e sapevo che non avrei più potuto prevenire
l’inevitabile. Accettai il mio annientamento e mi rilassai. La mia respirazione si fece
di nuovo normale e il piccolo spazio circostante della consapevolezza di me stessa
cominciò a riempirsi di ricordi di quella vita, ora alla fine. Ora era tanto più facile
ricordare il passato che fare lo sforzo di accelerare il mio respiro. Vidi mio marito, i
miei amici, mio figlio – il mio unico figlio. Ricordai la trama dei bei tessuti, l’abilità
delle mie dita con ago e filo. La sensazione piacevole evocata da questi ricordi
sostituì la paura e l‘ansia intensa svanì. Eccomi, ragazzina innocente in un vestito
povero e semplice il mio primo giorno di scuola, l’insegnante gentile ... i miei
genitori ... ora, nella pace totale, mi trovai a star fuori del mio corpo, ancora non
rendendomi conto di essere morta.
Quando mi mossi più in profondità nell’esperienza di morte, raggiunsi il punto
in cui mi resi conto che l’essere fisico che credevo di essere era morto - eppure ero
ancora viva. La realizzazione generò rabbia e disgusto. Immagini di demoni che
divoravano cadaveri e di zombie - i “morti viventi” - mi balenarono nella testa.
Lynne mi incoraggiò di andare avanti, ma mi sentii in trappola, una
claustrofobia terribile, come una persona sepolta viva nella bara - solo che il mio
era lo spazio di una cabina armadio con muri che contenevano tutta l’energia delle
mie stesse credenze legate alla terra. Una consapevolezza cominciò ad affiorare sul
margine della mia coscienza. La identificai come resistenza e miscredenza che
veniva proiettata come barriera o muro aurico nella vita ultraterrena, che esisteva
come un blocco d’energia sublimato, represso nella mia vita corrente.
Lynne continuò a chiedermi di descrivere quello che stava succedendo e quello
che stavo sperimentando, incoraggiandomi gentilmente, ma con fermezza, a
guardare se vedevo il mio insegnante spirituale. Passarono forse un minuto o due,
quando all’improvviso una figura maschile dominante con un fisico potente si
manifestò nel muro aurico. Vestito di una tenuta rossa che accentuò la sua
muscolatura e provvisto di ornamenti che indicavano il suo livello di sviluppo nella
gerarchia del mondo spirituale, egli sprigionò un senso di padronanza e controllo.
La sua aura si estendeva sopra il muro aurico come una gomma per cancellare,
dissolvendo la barriera, ed aprì un’enorme vista di spazio illimitato. La mia rabbia e
il mio terrore svanirono in presenza del cosmo. Intuii un regno di possibilità
illimitate. Nello stesso momento, tutti gli effetti che avevo sopportato nel mio corpo
- la lotta per sopravvivere, le ferite emotive, le paure e le limitazioni generate dalle
mie credenze - scomparvero immediatamente, come una goccia di inchiostro
dissolta nella vastità dell’oceano. Un nuovo senso di essere si destò in me - quello
di un esploratore dell’universo. Sentii un impeto espansivo di energia inondare il
mio spirito. Il figliol prodigo stava tornando a casa! Il mio spirito era guarito!
Lynne mi aveva regredito, perché aveva bisogno di documentare quattro storie
di casi per completare la sua certificazione come Terapeuta di Regressione
Spirituale nella Vita fra le Vite. Aveva appena finito un workshop con Michael
Newton, un psicoterapeuta che fu pioniere usando l’ipnosi per esplorare i ricordi e
le esperienze della vita dopo la morte. I suoi due bestseller, Il Viaggio delle
Animee Il Destino delle Anime, sono basati sulla sua ricerca estesa e forniscono
una mappa vivida dell’esistenza dell’anima fra le vite fisiche sulla terra. Attraverso
la sua ricerca, Newton ha sviluppato un protocollo ipnoterapeutico chiamato a
proposito Terapia di Regressione Spirituale della Vita Fra le Vite (VFV), permettendo
ai suoi clienti di accedere alla memoria che l’anima ha della sua esistenza nei regni
spirituali e su altri pianeti fra le incarnazioni.
“VFV non è ipnoterapia nel senso tradizionale, dove un cliente cerca aiuto per
un problema specifico, come un aiuto per una fobia, una paura irrazionale, il fumo, il
troppo cibo o per aumentare le prestazioni o la memoria,” dice Allen Chips, direttore
dell’Eastern Institute di Ipnoterapia. Il dr. Chips è uno specialista nell’accedere alle
dimensioni superiori di coscienza attraverso l’ipnosi. “Il cliente tipico che arriva per
fare il VFV,” così dice, “è principalmente interessato ad accrescere la sua
consapevolezza spirituale.”
Come tradizionalista, Newton fu altamente scettico sull’uso
dell’ipnosi per la regressione metafisica finché scoprì la fonte del
dolore che un cliente aveva avuto da una vita - una ferita da baionetta
ricevuta in una vita passata come soldato. Più tardi, durante una
regressione con una donna che era disturbata da sensazioni di
solitudine, egli si imbatté inavvertitamente nella scoperta che avrebbe
cambiato direzione alla sua carriera per le due decadi successive. Quando Newton
le suggerì di andare alla fonte della sua perdita, ella sbottò: “Sento la mancanza di
alcuni amici nel mio gruppo e per questo mi sento così sola sulla terra.” “Dove sono
questi amici?” egli domandò. “Qui,” ella rispose, “e proprio adesso li sto
guardando.”
Newton si rese conto che accedere al mondo degli spiriti attraverso l’ipnosi era
un’estensione della regressione nelle vite passate. “Trovai che era possibile
guardare nel mondo degli spiriti attraverso l’occhio della mente di un soggetto
ipnotizzato che mi poteva fare un rapporto sulla vita fra le vite sulla terra.” Per i
successivi venti anni egli raccolse i dati da centinaia di clienti le cui storie erano la
base dei suoi libri.
Via via che la sua ricerca progredì, egli trovò che le anime più vecchie, più
avanzate erano attratte dalle regressioni VFV e le richiedevano. Le anime più
giovani sono di gran lunga più interessate alla regressione nelle vite passate e alle
sfide di potere, fama e sesso, egli concluse. Le anime vecchie, avendo sperimentato
molti cicli di incarnazioni, erano interessate nella crescita spirituale e nel servizio e
dimostrarono maggiore pazienza.
“Avere una conoscenza cosciente della vita della loro anima nel mondo degli
spiriti ed un’esistenza fisica sui pianeti dà a queste persone un senso più forte di
direzione ed energia per la vita,” il dr. Newton trovò.
Nel 1998 Allen Chips, a capo dell’Associazione Nazionale di Ipnoterapeuti
Transpersonali, vide un’opportunità di integrare i metodi di addestramento che egli
aveva sviluppato per l’ipnoterapia transpersonale con l’ampia parte di ricerca di
Newton. Egli suggerì a Newton, ora quasi in pensione, di disegnare insieme un
programma di certificazione di livello professionale per ipnoterapeuti. Newton
acconsentì. Nel settembre del 2001 il primo programma di certificazione per la Vita
fra le Vite venne offerto a Virginia Beach, e mia moglie, assistente di ospizio,
specialista per traumi e perdite, consulente scolastica e terapeuta di regressione, si
iscrisse. In quattro e quattr’otto la regressione spirituale diventò una parte
importante della sua pratica - ed io ottenni la mia prima esperienza cosciente di
un’esistenza oltre il corpo.
Negli ultimi decadi c’è stata un’esplosione di interesse per la sopravvivenza
dopo la morte fisica. La ricerca innovatrice del dr. Moody e le esperienze di
premorte di altri ci hanno dato dei racconti plausibili di ciò che accade nei
primissimi minuti dopo la morte: l’esperienza del tunnel, l’ingresso in un regno di
luce e colori vividi, l’incontro con persone care o con delle guide spirituali e l’analisi
della vita passata. Coloro che tornano “a casa” prima del tempo a causa di malattia
o incidenti raramente desiderano riprendere la loro vita sulla terra. Solo un forte
legame con quelli che sono rimasti sulla terra ed un senso di affari non portati a
termine prevale su questo desiderio e porta l’anima indietro.
Ma che cosa succede all’anima quando la morte è definitiva? Dove va? Che
cosa fa? Le sedute spiritiche, i messaggi provenienti da esseri superiori o persone
care dipartite trasmessi tramite medium, i messaggi e le comunicazioni psichici
provenienti dall’”altra parte” che arrivano attraverso sogni o impressioni intuitive
non fanno che rendere più profondo il mistero della vita dopo la morte e mettono in
risalto quanto poco sappiamo - o ricordiamo - delle nostre stesse esperienze nel
mondo degli spiriti.
In una regressione precedente con Lynne rivissi una vita passata in cui soffrivo
per una salute in deterioramento a causa di una malattia venerea e di alcolismo.
Quando morii, scivolai fuori dal corpo e mi ritrovai immediatamente nel posto in cui
avevo sperimentato il massimo amore nella mia vita - nella fattoria dei miei nonni,
dove i miei genitori mi avevano lasciato da bambino. Diventai un “fantasma” che
vagava per l’edificio senza alcun contatto e senza aver un altro posto dove andare,
finché mio nonno, nello spirito, venne per portarmi nella
Luce.Benché quella non fosse una vita di grande progresso
spirituale e nella morte diventassi uno spirito legato alla terra, fu
affascinante sperimentare un’esistenza oltre il corpo e l’amore di mio
nonno come guida degli spiriti. Colsi un soffio di immortalità.
In una seduta di Vita Fra le Vite il cliente viene dolcemente guidato in uno stato
profondamente rilassato, altamente cosciente, attraverso suggestioni ipnotiche
specializzate per portarlo ad uno stato di onde cerebrali di livello teta o
supercosciente. Al livello supercosciente, si evita la mente critica e si accede alle
facoltà intuitive. Il cliente è in grado di sperimentare le dimensioni non fisiche
dell’anima. Michael Newton scoprì che i soggetti, quando vengono regrediti a
questo livello, non sono particolarmente motivati a dare spontaneamente delle
informazioni su tutto il campo d’azione dei soggiorni dell’anima nei regni dello
spirito. Sono necessarie parole e frasi specifiche per aprire certi centri di memoria
ed occorre avere la sensibilità di sapere quando chiedere le informazioni al cliente.
Ogni seduta, ogni viaggio e tutte le sue condizioni sono unici per ogni individuo.
“Non ci sono ricette di cucina da seguire,” consigli Lynne ai clienti.
Newton descrive un regno degli spiriti che è coerente con i racconti trovati nei
rapporti sulla premorte, ma fornisce molti più dettagli. Vengono registrate tutte le
fasi che un’anima attraversa passando da una vita a quella successiva. Riunioni di
famiglia, spiriti guida, insegnanti, gruppi di anime, biblioteche ed il Consiglio degli
Anziani che guidano l’evoluzione dell’anima fanno tutti parte del passaggio alla
rinascita. L’ultima fase prima della rinascita di un’anima ha luogo nella Camera della
Scelta della Vita. Qui una varietà di scenari di vite future viene presentata all’anima
che è sul punto di incarnarsi e ne viene scelta una basata su questioni karmiche
non risolte e/o lezioni e sfide accettate dall’anima per la crescita e lo sviluppo. Una
volta che la vita è stata scelta, essa diventa il “contratto sacro” di quell’anima, per
usare il termine di Caroline Myss. Nel suo libro, Contratti Sacri, Myss racconta una
storia dalla Repubblica di Platone riguardo all’esperienza della “vita fra le vite” di un
soldato di nome Er. Tenendo conto delle differenze culturali di mito e simbolo, la
descrizione delle fasi che un’anima attraversa prima di reincarnarsi nuovamente
sulla terra è notevolmente simile alle esperienze dei clienti di Newton sotto ipnosi.
Nel racconto di Platone, appena prima dell’incarnazione, una grande varietà di “vite
esempio” di ogni tipo e condizione viene esposta alle anime che sono pronte a
tornare. L’insegnante spirituale elevato che guida il processo dice alle anime che la
vita che scelgono sarà il loro destino.
Una volta che la vita futura è stata scelta e che le sfide ed il karma accettati
dall’anima sono stati inseriti nel disegno, viene indotta l’amnesia e l’anima viaggia
su un raggio di luce fino nel grembo della madre in attesa. L’amnesia è essenziale
per proteggere l’anima dal rimanere cosciente delle conseguenze delle situazioni
che aveva preselezionato per le sue lezioni nella sua nuova vita. Per esempio, chi
entrerebbe in un rapporto di matrimonio sapendo che sarebbe finito con il divorzio
o con la morte inaspettata del coniuge? O chi metterebbe il suo futuro finanziario
nelle mani di qualcuno che lo tradirà?
Uno dei clienti di Lynne aveva una reputazione di donnaiolo con l’incapacità di
impegnarsi in un rapporto. Durante la sua regressione egli venne a sapere dal sul
insegnante spirituale elevato che in una vita precedente aveva tenuto un harem ed
era stato crudele ed insensibile con le sue mogli e concubine. Per affrontare questo
karma egli scelse una vita caratterizzata dalla sfida di dover terminare un rapporto
dopo l’altro in modo positivo, sperimentando il rifiuto e le ferite da parte delle donne
che mettevano fine a questi rapporti. Per la sua vita attuale, la decisione della sua
anima era di superare questo karma e di concentrarsi sullo sviluppo della sua
capacità notevole come guaritore energetico. Tutto questo, così rivelò il suo
insegnante spirituale, verrebbe assolutamente minato da un impegno in un rapporto
monogamo.
Attraverso il lavoro di regressione spirituale impariamo che,
quando lasciamo il corpo e passiamo dall’altra parte, cominciamo a
perdere la personalità e le condizioni della vita e dei tempi che
abbiamo appena vissuto. Via via che quell’energia se ne va, la
consapevolezza totale dell’anima diventa soltanto la verità. La verità
diventa lo sfondo per tutte le valutazioni, i giudizi, le raccomandazioni
ed i suggerimenti che l’anima riceve dalle sue guide, dagli insegnanti e dal
Consiglio degli Anziani. Ogni anima ha il suo proprio consiglio di anime altamente
avanzate che guidano l’evoluzione dell’anima. Non ci sono giudizi bruschi o
condanne. Tutte le valutazioni vengono soffuse con amore. Quando un’anima
ripassa i suoi errori e i suoi sbagli, è più una consapevolezza di “ops, ho sprecato
quel rapporto; dovrò ripeterlo,” come disse un cliente. E questo va bene perché
questa è una scuola. Se non si passa un esame, non si rinuncia. E’ semplicemente
un appello per maggiore studio, maggiore concentrazione e autodisciplina. In una
regressione una cliente di Newton indicò che, dopo essersi tolta la vita in diverse
vite, ella restava “a scuola” per oltre 100 anni terreni prima di incarnarsi di nuovo.
“Ricordo una volta,” Lynne dice, “che ho fatte delle domande al Consiglio degli
Anziani su una cliente. Stavo cercando il loro consiglio su come ella avrebbe
dovuto lavorare con i problemi che aveva. Il suo Consiglio rispose: ’Non si è forse
rimessa volta dopo volta? Non continua forse a provarci?’ Questo era molto
importante per loro. Loro non mettevano il punto sull’avversità che ella incontrava,
ma sulla sua risposta ad essa. E’ questo che loro tenevano in grande
considerazione.”
Ella scoprì che il lavoro con la regressione spirituale dimostra continuamente
che l’anima che è assillata da difficoltà può raggiungere le realizzazioni spirituali più
grandi, più di quanto noi altri possiamo immaginare. Più avversità riusciamo a
superare, più grande è la gioia in cielo.
Sulla terra giudichiamo le apparenze e chiamiamo le persone fallite o peggio se
non raggiungono certi criteri culturali o sociali. Mentre invece il Consiglio di Anziani
di quell’anima può vedere lui o lei come un campione. Nei primi anni
dell’A.R.E. qualcuno chiese ad Edgar Cayce in trance perché l’Opera
non riusciva. La risposta dall’alto livello spirituale fu enfatica. Non
c’era fallimento! L’Opera stava riuscendo molto meglio di quanto
persino gli angeli si fossero aspettati! Il progresso non era in misura
lineare, ma c’era attraverso la profondità, l’amore e la tenacia spirituali
di chi era impegnato nell’Opera.
Michael Newton documentò 3500 regressioni per compilare il materiale per il
suo libro. I dettagli, da clienti di tutte le età, origini e filosofie, dagli ateisti e
agnostici ai mistici e saggi, sono sorprendentemente coerenti. Eppure, per quanto
sia altamente dettagliata questa mappa del regno spirituale, vi echeggiano le verità
eterne: Dio è amore. Noi non siamo soli. La vita ha un significato ed uno scopo.
L’amore non è mai perduto. E nei problemi che ci tormentano e nelle montagne di
pene emotive che sperimentiamo sulla terra troveremo un disegno per l’evoluzione
della nostra anima. Avere la meglio su quelle sfide è, in verità, la strada verso il
cielo e verso la pace oltre ogni comprensione.
“L’universo è un posto amico?” chiese Einstein. Egli considerava questa la
domanda più importante da risolvere. Attraverso il lavoro di Michael Newton e per
coloro che volano sotto le sue ali, la risposta è: “Sì, sì. Eternamente sì.”
Venture Inward, novembre/dicembre 2002
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