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venerdì 7 agosto 2020

Francesco Bacone e la Nuova Atlantide

Sia Bacone sia Cayce erano dedicati all’espansione
della conoscenza dei mondi spirituale e fisico attraverso
le loro rispettive capacità

Nella storia della cronistoria ancora in evoluzione del destino americano, espresso sul grande sigillo come “Novus Ordo Seclorum”, “Un Nuovo Ordine per i Secoli”, c’è un filo filosofico che collega la vita dello statista e visionario elisabettiano Sir Francesco Bacone (Francis Bacon), che fu coinvolto nella fondazione del 1607 della colonia della Virginia, le leggende simboliche, tradizioni, riti e rituali dell’ordine massonico che fu fondato per promuovere la perfezionabilità dell’umanità, e le intuizioni e la saggezza ispiranti di Edgar Cayce, che aveva molto da dire sugli ideali e gli scopi che avevano dato vita alla nazione.
Considerato un fondatore della massoneria com’è nota oggi, Bacone credeva che il “nuovo mondo” offrisse il terreno fertile per lo sviluppo spirituale e materiale dell’umanità. Riferendosi alla colonia di Virginia egli fece questo paragone ermetico: “E di certo, con il regno della Terra è com’è nel regno dei cieli, a volte un grano di senape si rivela un grande albero.”
I principi chiave sanciti nella costituzione dai padri fondatori dell’America provengono dagli ideali filosofici che sono i pilastri della massoneria. In una lettura sulle vite passate per un giovane che Cayce incoraggiò a mettere in pratica giustizia, compassione, pace e verità nei suoi impegni futuri, proprio come aveva fatto nella sua vita precedente come il presidente Quincy Adams, Cayce disse:

“Questi sono i propositi sui quali questo paese è stato fondato; ed essi sono quelle forze, quei fatti evidenti dell’esistenza dell’uomo che sono parte integrante dell’espressione di ogni anima sul piano materiale; quella libertà di parola, libertà di intenti per la riverenza verso le forze creatrici secondo i dettami della propria coscienza, che non sparirà mai dalla terra.” (2167-1)

Sia Bacone sia Cayce si impegnarono a diffondere la conoscenza del mondo spirituale e fisico per mezzo delle loro rispettive capacità. I loro contributi individuali e comuni continuano a informare e arricchire la vita spirituale, mentale e materiale non solo degli americani, ma anche di tutta l’umanità. Benché il più delle volte Bacone sia definito il fondatore della scienza materiale, egli aveva una visione del mondo che vedeva tutta la creazione come parte di un tutto universale, originando nello spirito. La stessa filosofia, espressa concisamente come “lo spirito è la vita, la mente costruisce e il fisico è il risultato”, si ritrova nelle oltre 14.000 letture medianiche che costituiscono il materiale di Edgar Cayce.
Entrambi gli uomini possedevano un’intima conoscenza della Bibbia, e nel loro lavoro collegavano il sacro con il mondano, il profondo con il pratico. Entrambi avevano la convinzione che l’umanità avesse la capacità e fosse destinata non solo a creare un mondo migliore, ma anche a riprendere un’unione cosciente con il divino.
Una simile mentalità ambiziosa si trovava dietro il movimento esoterico dei Rosacroce del primo diciassettesimo secolo ed era integrata nel simbolismo sacro e nei rituali d’iniziazione dell’ordine massonico a cui appartenevano alcuni dei padri fondatori di spicco dell’America. In una lettura per un ingegnere cinquantenne Cayce rivelò che, nella sua vita precedente, era stato Benjamin Franklin. Come uno dei massoni eminenti e dei personaggi pubblici del suo tempo furono elogiati i suoi contributi alla creazione della nuova nazione:

“In quella [vita] prima di questa [la] troviamo durante quel periodo in cui molte cose venivano tentate in questa paese presente. Allora l’entità fu tra coloro che si impegnavano per il bene di quelli che sarebbero venuti, provvedendo in molti modi e in molte maniere ai bisogni della nazione non ancora nata, e sono molte le parole in strofe, in versi, che spesso sono ancora citate nelle scuole, nei luoghi di apprendimento, in copia.” (165-2)

Bacone, che in tenera età dichiarò di “aver considerato ogni conoscenza di sua competenza”, descrisse la sua visione generale in La grande instaurazione, Novum Organum e altre opere pubblicate. Esse offrivano un canale filosofico accessibile, oltre al contesto morale esistente nella massoneria, che influì sulla creazione di uno nazione nuova dove potesse esistere la libertà di pensiero, di religione e la ricerca della felicità. Forse non è una coincidenza che la sede dell’A.R.E., stabilita a Virginia Beach nel 1931, si trovi a poca distanza dal posto dove i membri della colonia della Virginia, nei quali Bacone aveva posto tanti speranze, erano sbarcati inizialmente.
William Rawley, il cappellano privato, intimo amico ed esecutore letterario di Bacone, scrisse di lui: “Sono stato indotto a pensare che, se in questi tempi moderni ci fosse un bagliore di conoscenza in qualunque uomo, in lui c’era; perché, pur essendo un grande lettore di libri, ciononostante non aveva la sua conoscenza dai libri, ma da motivi e nozioni che erano dentro di lui … poiché sebbene il mondo tenda a sospettare e giudicare in modo avventato che grandi ingegni e politici siano un po’ atei, egli conosceva Dio, come si vede in diversi passi dei suoi scritti.”
Molto è stato scritto sulla vita e l’opera di Edgar Cayce in Edgar Cayce, un profeta americano, la biografia più dettagliata del sensitivo scritta da Sidney e Nancy Kirkpatrick. Coloro che conoscevano Edgar bene parlavano di un uomo che aveva un rapporto intimo con Dio, evidente nel suo impegno di aiutare l’umanità attraverso la sua capacità medianica, le sue interazioni quotidiane con gli altri e il suo interesse di tutta la vita alla sacra scrittura e la sua comprensione di essa. Alcuni di quelli che furono presenti durante i suoi discorsi più profondi fatti mentre si trovava in uno stato simile alla trance osservarono che si sentivano alla presenza di un potere onnisciente e benevolo. La fonte di quel potere veniva identificata come il sé superiore dello stesso Cayce, la sua Coscienza Cristica individuale, parte della mente universale di Dio, descritta in una lettura come “le Forze Universali che sono accettabili e accessibili a coloro che con sincerità APRONO la loro mente, la loro anima, alle parole meravigliose di verità e luce.” (254-83)
Il collegamento di Bacone con il movimento dei Rosacroce e lo sviluppo della massoneria in Inghilterra è stato ampiamente approfondito da molti autori. Nei suoi libri L’occultismo nell’età elisabettiana e L’illuminismo dei rosacroce, Frances Yates sostiene che Bacone sia di certo stato coinvolto in questi ed altri gruppi esoterici del suo tempo. Richard Maurice Bucke, mistico medico del Canada e autore di Coscienza Cosmica, lo ha messo su una lista di esponenti di spicco dalla mente illuminata. Il filosofo Manly P.Hall, nella sua opera monumentale Il destino segreto dell’America, disse che “era un anello in quella grande catena di menti che hanno perpetuato la dottrina segreta dei secoli dal principio”. Peter Dawkins, fondatore dell’ente di ricerca Francesco Bacone e autore di Francesco Bacone, precursore della nuova era, ha contribuito immensamente alla nostra conoscenza di questo importante collegamento filosofico. Robert Krajenke, socio dell’A.R.E. e autore, scrisse in Il lato psichico del sogno americano: “Come l’uomo che vedeva attraverso il tempo, a quanto pare Bacone immaginava la crescita futura dell’America… Quindi, se George Washington, il nostro primo presidente mistico, è il padre del paese, forse Sir Francesco, un genio che con una percezione quasi chiaroveggente intuiva l’uso e le possibilità del nuovo mondo, dovrebbe essere considerato il padrino dell’America.”
Quando nel 1626 Bacone morì, egli lasciò diversi manoscritti incompiuti ed inediti. Rawley, a cui Bacone lasciò in eredità i suoi documenti, si occupò devotamente della pubblicazione di molti di questi scritti in precedenza sconosciuti. Uno era la traduzione inglese dal latino di Nuova Atlantide, una favola utopistica e l’opera letteraria più spiritualmente ispirata di Bacone. Vi presentava la sua visione di una civiltà utopistica chiamata Bensalem dove la coscienza spirituale completava la conoscenza e l’applicazione scientifica avanzata. Alcuni aspetti della storia sono tratti dalle tradizioni massoniche che parlano della ricostruzione del tempio di Gerusalemme da cui Bensalem deriva il suo nome. La storia descriveva l’aspirazione e la ricerca di Bacone di tutta la vita – l’acquisizione e l’applicazione di ogni conoscenza per il beneficio futuro dell’umanità. Come se volesse sottolineare questo, un’illustrazione sul frontespizio della prima edizione di Nuova Atlantide raffigura Padre Tempo che conduce una figura femminile fuori dall’oscurità di una grotta. L’iscrizione tradotta dal latino dice: “Nel tempo la verità segreta sarà rivelata.”
La favola contiene alcune analogie notevoli con le letture medianiche di Cayce sull’antica Atlantide, che esisteva fino a circa dodicimila anni fa nel centro dell’Atlantico. Cayce la descrisse come una civiltà altamente avanzata con i suoi capi in sintonia con il divino e in grado di sfruttare le energie del cosmo per ogni cosa dalla guarigione e rigenerazione naturale al trasporto per via aerea e sott’acqua. Quando le forze spirituali erano predominanti era un vero e proprio paradiso, come veniva descritto in molte leggende. Tuttavia, sorsero dei conflitti tra coloro che vivevano in conformità con la legge spirituale e quelli che cercavano il potere personale e l’autoesaltazione, cosa che alla fine condusse alla sua fine e inondazione finale. Cayce, che aveva molto da dire sulla reincarnazione, perfino avvertiva del pericolo di una ripetizione di questo scenario nel nostro tempo causata dal ritorno di molti ex-atlantidei. Tuttavia, aveva anche molto da dire sulla possibilità che esiste di un passaggio in una nuova era, nata da una coscienza basata sul principio universale, senza tempo, dell’amore fraterno.
Mentre i racconti delle attività nel primo insediamento della colonia di Jamestown trattano per lo più di questioni di sopravvivenza, conflitti ed espansione, è probabile che alcuni dei maggiori esponenti nell’amministrazione della colonia fossero a conoscenza degli scopi della massoneria. La documentazione storica indica che nel 1730 c’era una loggia massonica attiva nella Williamsburg coloniale, poco dopo che diventò la capitale della Virginia dopo il trasferimento da Jamestown. A Williamsburg c’era anche il College di William e Mary, fondato alcuni anni prima per insegnare divinità, filosofia, lingue e “altre buone arti e scienze”, dove furono istruiti i futuri presidenti George Washington, Thomas Jefferson e James Monroe. Essendo il primo college che diventò un’università in America è stato giustamente chiamato “l’Alma Mater della nazione”. Fu nella chiesa parrocchiale Bruton a Williamsburg che questi uomini e diversi altri che sarebbero diventati i padri fondatori dell’America si riunivano per la preghiera e i riti di culto.
Jefferson, che era un ammiratore di Francesco Bacone e modellava la sua biblioteca su quella di Bacone, sarebbe certamente stato colpito dall’idealismo in Nuova Atlantide e la sua dichiarazione di possibilità future per la nazione nella cui creazione era coinvolto. Cayce fece riferimento alla Williamsburg coloniale in una lettura per una studentessa che, secondo lui, vi aveva avuto una vita precedente durante il risveglio politico dell’America e lo sviluppo della politica e dei principi per una nuova nazione:

“Com’era stato indicato, in quell’esperienza l’entità era associata o affiliata alle famiglie di coloro intorno ai quali si svilupparono molte di quelle condizioni e con molti di quelli che venivano istruiti nell’area di Williamsburg – e che parlavano apertamente. Poiché in quel periodo dell’attività dell’entità Williamsburg era il centro delle relazioni politiche nonché eonomiche e sociali nel nuovo paese …L’entità crebbe in quei rapporti più stretti con coloro che divennero i capi riconosciuti, e più tardi dichiarati, nei pensieri, principi e intenti che alla fine divennero le verità fondamentali esposte dapprima nella Dichiarazione di Indipendenza e poi nella Costituzione.” (308-9)

La Costituzione influenzata dai massoni, che difendeva la libertà di pensiero e di culto, promuoveva un ambiente politico e sociale che ammetteva lo sviluppo di un paesaggio religioso diversificato in cui comunità utopistiche guidate dallo spirito e idee come quelle dei seguaci del rosacruciano Johannes Kelpius o del quacchero George Fox potessero sperare di mettere radici. Essa inoltre facilitava la diffusione di insegnamenti tratti dalle tradizioni mistiche dell’Oriente e dell’Occidente, non solo attraverso la massoneria, ma più tardi anche attraverso organizzazioni come la Società Teosofica di Madame Blavatsky, la Società di Ricerca Filosofica di Manly P.Hall, la Società Antroposofica di Rudolf Steiner, il movimento di Unità di Charles Fillmore e l’Associazione per la Ricerca e l’Illuminazione di Edgar Cayce.
Non sorprende che i principi massonici ricevessero una menzione favorevole in diverse letture di Cayce. In una lettura, per una scrittrice impaziente di sapere se c’era un gruppo particolare di cui avrebbe dovuto far parte nei primi giorni della seconda guerra mondiale, le fu sconsigliato di far parte di ogni gruppo che non fosse basato sul Cristo e sui principi del Cristo:

“Poiché con quei cambiamenti che verranno operati [dopo la guerra] l’americanismo – l’ismo – con il pensiero universale che è espresso e manifestato nella fratellanza dell’uomo nel pensiero di gruppo, com’è espresso dall’ordine massonico, sarà la norma finale nell’accordo di affari nel mondo. Non che il mondo debba diventare un ordine massonico, ma i principi che vi sono compresi saranno la base sulla quale il nuovo ordine di pace dovrà essere fondato nel ’44 o ’45.” (1152-11)

Un’altra lettura di Cayce che fa un riferimento preciso agli ideali su cui è basata la massoneria fu eseguita per uno studente diciottenne. La fonte rivelò che, durante una vita precedente in Europa, egli aveva partecipato alla prima e alla seconda crociata. La sua partecipazione era stata motivata dall’idealismo elevato e aveva avuto un’influenza positiva e benefica sugli altri. Gli fu consigliato che, se manteneva ideali simili nella sua vita attuale, avrebbe visto una crescita spirituale e anche il successo materiale:

“E’ bene che durante l’esperienza presente tu ti impegni in associazioni o organizzazioni che abbiano qualcosa degli ideali della massoneria. Poiché questi furono uno stimolo in quell’esperienza che portò molte cose che diedero dei guadagni …Poiché, quando furono stabiliti gli ideali, sebbene molti facessero fiasco in molti compimenti in quelle direzioni, le attività dell’entità furono tali da consentire l’apertura delle associazioni commerciali con il proprio paese e con altre terre e le varie esperienze necessarie per le attività benefiche di tutti gli interessati.” (904-1)

Viviamo in un’epoca in cui, nonostante il cattivo uso del potere e l’esasperata corsa al materialismo, c’è un risveglio molto diffuso alla natura trascendentale della vita umana. I progressi nei campi della coscienza umana, della spiritualità e della scienza stanno gradualmente convergendo come modi complementari per esplorare e confermare quella realtà che è la fonte invisibile e benevola di ogni vita. La visione di Bacone di una Atlantide guidata spiritualmente fondata sugli ideali rosicrociani e massoni che furono, a loro volta, adottati dai padri fondatori dell’America, è stata coltivata da tutti coloro che si sono sforzati di vivere la loro vita in conformità con quegli ideali. E’ stata proposta dalle intuizioni, direttive e profezie profonde offerte da Edgar Cayce.
In una serie di letture sugli affari mondiali eseguite nel 1939 si chiese a Cayce una guida per risolvere i molti problemi interni che allora l’America doveva affrontare e che esistono ancora oggi. Le sue risposte sono rilevanti oggi tanto quanto lo furono allora. Dopo aver menzionato gli ideali e gli scopi che diedero vita alla nazione, egli rilevò che molti problemi derivavano dalle attività di chi si trovava nei piani alti degli affari politici ed economici che erano in contrasto con quegli ideali. Mise in evidenza le opportunità che erano state create da coloro che avevano contribuito alla fondazione della nazione e rilevò la necessità che ogni uomo e donna seguisse quei principi se dovevano essere risolti i problemi lavorativi, di capitale, razziali e religiosi. Richiese una consapevolezza maggiore della presenza di Dio in ogni singolo individuo e più pazienza, tolleranza e premura per il benessere di altri, vivendo ciascuno in tal modo che ci potesse essere un risveglio allo scopo per la nazione americana che stava nascendo.
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