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mercoledì 13 novembre 2019

Gli Esperimenti sulla “Vita dopo la Morte” rivelano Amore

(Dr. Henry Reed)
E se poteste avere una ragione scientifica per credere ciò che in cuor vostro
già sapete è vero? Gli Esperimenti sulla Vita dopo la Morte: un Passo
Significativo per la Prova Scientifica della Vita dopo la Morte (Pocket Books)
del dr. Gary E. Schwartz offre questo dono per chi sa che la vita è eterna, che
l’anima sopravvive alla morte del corpo fisico. Dr. Schwartz, professore
all’Università dell’Arizona, i cui esperimenti pionieristici a doppio cieco
hanno attirato grande attenzione. La sua metodologia rimuove tutte le
obiezioni degli scettici nei confronti della ricerca sulla sopravvivenze, fuorché
una - che egli sta appunto facendo una tale ricerca.
Come scienziato al dr. Schwartz piace sviluppare delle ipotesi e metterle
alla prova. Egli crede che il suo lavoro offra la dimostrazione dell’ipotesi che i
sistemi viventi basati sull’info-energia, una volta creati, continuino
indefinitamente - cioè che ci sono anime eterne. Non dice di avere la “prova”
della vita dopo la morte. Come potete provare a qualcun altro, domanda, che
amate una particolare persona ? Non per mezzo di quello che dite, né per
mezzo di ciò che fate, perché quelle parole e azioni potrebbero essere
motivate da qualcos’altro che non è amore. Semplicemente “sapete”
intimamente che amate quella particolare persona, ma come fate a “provarlo”
a qualcuno ? Ecco uno dei problemi. Un altro è questo: come fate a sapere che
interpretate correttamente quello che sperimentate come “amore” ? Forse, in
realtà, è qualcos’altro. Il dr. Schwarz replica che il processo scientifico ci
permette di dedurre l’esistenza delle cose che non possiamo scoprire
direttamente, di affermare l’esistenza delle cose invisibili, come la forza della
gravità. La scienza ci permette anche di valutare le interpretazioni della
nostra esperienza, di scartare alcune interpretazioni e di accettarne altre
come valide.
Sappiamo tutti che gli esperimenti sulle capacità medianiche non
possono “provare” l’esistenza della vita dopo la morte perché esistono troppo
interpretazioni alternative dei dati. Tanto per cominciare, il medium o
sensitivo ha forse grandissime capacità di chiaroveggenza e riesce
semplicemente a “sapere” la risposta a qualsiasi domanda postagli, senza
dover ricevere informazioni trasmesse da un vero e proprio spirito di una
persona deceduta. Questa ipotesi di capacità “super psichica” è quasi
impossibile da confutare.
Gli esperimenti a doppio cieco di cui il dr. Schwartz riferisce forniscono
sicuramente la dimostrazione di un “trasferimento anomalo di informazioni”,
ma nessun esperimento può “provare” in assoluto che l’informazione arriva
da anime eteriche. Il dr. Schwartz considera invece i dettagli
nell’informazione che viene scambiata.
Per esempio, quando un medium comunica qualche informazione da
una persona deceduta al parente presente, spesso lo spirito corregge il
medium, scherza ed interagisce col medium. Se il medium raccogliesse
semplicemente delle informazioni e non fosse in un vero e proprio dialogo
con un essere intelligente, questo tipo di eventi non si verificherebbe. In
conclusione, la spiegazione più semplice per tutti i dati è che il trasferimento
anomalo di informazioni arriva da anime viventi. In questo modo egli ha i dati
scientifici che ci permettono di credere ciò che già sappiamo essere vero. E
allora ?
La visione di Gary Schwartz è più ampia e va oltre la semplice prova che
la vita sopravvive alla morte. La sua ricerca ha dato motivo di pensare che è
l’amore ad essere dietro ad ogni cosa. E’ l’amore che motiva il trasferimento
delle informazioni - la comunicazione fra la persona amata nello spirito e la
persona amata nel corpo fisico. Sir Isaac Newton, l’uomo che scoprì la forza di
gravità, dichiarò che questa forza d’attrazione che esiste tra tutte le cose nella
creazione è una manifestazione dell’amore di Dio. In altre parole, Newton
uguagliò la forza di gravità all’amore.
L’amore è l’energia universale, asserisce il professore Schwartz.
L’amore dà energia ad un viso umano, ai sistemi di info-energia che
chiamiamo anime. Egli fa notare anche che è l’amore che motiva la maggior
parte delle comunicazioni fra il sensitivo-medium e il sistema di info-energia,
cioè l’anima. In molti casi nei suoi esperimenti, lo spirito comunicava delle
informazione che avevano meno importanza ai fini delle richieste
sperimentali e invece comunicavano amore al parente vivente.
Per quanto uno spirito possa aver mostrato di essere motivato aiutando
a far riuscire l’esperimento e fornendo le informazioni richieste, c’erano
anche le altre comunicazioni che erano motivate dal forte desiderio dello
spirito di far sapere al parente in vita l’amore che ancora legava il parente
deceduto a lui.
Il dr. Schwartz racconta la storia di come si trovò coinvolto in questa
ricerca: fu l’amore di una collega per il padre deceduto a spingerlo ad
indagare sull’ipotesi della vita dopo la morte. C’era la curiosità intellettuale,
ma forse non abbastanza per giustificare la critica che tale ricerca avrebbe
generata fra i suoi colleghi. Fu l’amore che lo spinse all’azione. Come gratifica
per il successo il suo lavoro rivelò con chiarezza la presenza eterna e il potere
infinito dell’amore nel legare insieme la creazione, rendendo comunicazione
e comunione non solo possibili, ma vitali alla vita stessa.
Venture Inward, settembre/ottobre 2005
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