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sabato 23 novembre 2019

Gruppi di Anime - Ogni Simile Ama il Suo Simile

Quello che noi abbiamo fatto ad altre anime e loro hanno fatto a
noi si riflette nelle circostanze che riguardano i nostri rapporti. Non
stiamo semplicemente parlando di karma, bensì di unioni karmiche
attraverso i legami che ci vincolano - legami sia buoni che cattivi.
Queste forze dinamiche invisibili nella nostra memoria più profonda
formano Gruppi di Anime, secondo la lettura della registrazione
akascica di Edgar Cayce.
Le letture di Cayce dicono che ere di incarnazioni sul piano
terreno e l’attività dell’anima oltre la Terra hanno sviluppato delle
forze di attrazione. Come risultato, ogni persona coinvolta nella nostra
vita attuale molto probabilmente era anche coinvolta nelle nostre
vite passate. In effetti è probabile che esse siano state coinvolte
in molte delle nostre vite passate. I nostri genitori, fratelli e sorelle,
coniugi, figli, amici, colleghi, capi e dipendenti, e persino i nostri
nemici, hanno cominciato a sperimentare la vita con noi molto tempo
prima di questa vita attuale.
Secondo la lettura di Cayce della registrazione akascica, fin dai
primi momenti della creazione le anime tendevano a viaggiare insieme
in gruppi, e l’atto stesso del viaggiare insieme per periodi di tempo
così lunghi crea influenze che aiutano a conservare e intensificare
questi rapporti di gruppo. Quasi tutte le anime presenti oggigiorno sul
pianeta sono state insieme nelle epoche passate della storia umana.
Come risultato, i rapporti odierni fra i popoli del mondo sono un
riflesso del passato.
Non è semplicemente una questione personale, è cosmica e
regionale all’interno del cosmo. Per esempio, le anime che sono
entrate in questo specifico sistema solare costituiscono un
sottoinsieme di tutte le anime mai create. Questo gruppo solare di
anime può dunque essere diviso in sottogruppi che chiamiamo “le
generazioni”, contenenti anime che si muovono insieme attraverso i
cicli naturali della vita sulla Terra, i quali possono essere ulteriormente
divisi nelle varie nazioni, culture, razze e religioni, ecc. che si sono
formate durante le ere di comuni interazioni. All’interno di questi
gruppi ci sono i sottogruppi di anime che condividono simili filosofie,
idee, scopi, aspirazioni ed attitudini. Da qui i gruppi di anime si
dividono ulteriormente nei molti gruppi più piccoli di rapporti
personali: comunità, famiglie, affari, squadre, scuole e così via.
I gruppi di anime creano un’affinità fra i loro membri non solo
attraverso le esperienze cumulative che essi condividono, ma anche
attraverso la loro memoria collettiva di come la vita è stata per loro e
ciò che alla fine ciascuno desidera e teme. Tali gruppi, per così dire,
formano una coscienza e uno spirito collettivi ben distinti, molto simile
alle anime che ci hanno dato “lo spirito del ‘76”, che Cayce identificò
come un buon esempio per le dinamiche dei gruppi di anime. Malgrado
qualche differenza, le anime in questo gruppo avevano iniziativa,
scopo e desiderio forti e reciproci per fondare una nuova nazione con
ideali espressi nella loro Dichiarazione di Indipendenza e nel
Preambolo alla loro Costituzione. Lo Spirito del 1776 attrasse molte
anime di mente e cuore simili.
I gruppi di anime, tuttavia, non sono rigidamente definiti né
ristagnano. Ogni anima individuale o sottogruppo di anime può usare
il libero arbitrio per cercare un’esperienza in un altro gruppo. Vi sono
molti casi negli archivi di Cayce di anime che hanno cambiato fede
politica, razza o religione da una vita ad un’altra, e nemmeno le
generazioni si incarnano sempre in ritmi prestabiliti. Il membro di una
generazione può ritornare con una generazione diversa. Per esempio,
due membri di un gruppo di famiglia che erano padre e figlio in una
vita possono cambiare le posizioni e diventare figlio e padre in
un’altra, o nonno e nipote. Essi possono persino scegliere di trovarsi
nella stessa generazione come fratelli o amici. Essi però possono anche
scegliere di non essere nuovamente nella stessa famiglia.
Benché i gruppi di anime siano molto ben consolidati e abbiano
un forte ascendente sugli individui appartenenti ad essi, non hanno
tuttavia un’influenza superiore al libero arbitrio di un’anima
individuale. Generalmente però i gruppi di anime entrano sulla Terra
insieme e in cicli e ne escono allo stesso modo, e quindi
approssimativamente nello stesso tempo (qui si parla di ere e epoche,
non di giorni o anni). Ciò è particolarmente evidente nelle letture di
Cayce sulle vite passate, di cui molte erano per anime che facevano
parte di uno dei due maggiori gruppi di anime e naturalmente
seguivano cicli specifici di incarnazione. Edgar Cayce e quelli che
lavoravano con lui si incarnavano a volte con uno di questi gruppi, ma
altre volte con l’altro gruppo. La stessa anima di Cayce si incarnava
spesso con entrambi i gruppi. Egli si trovò nell’Atlantide degli inizi e
degli ultimi tempi, solo nell’Egitto degli inizi, poi in Persia, seguito da
Troia, Palestina, nell’epoca di Luigi XIV e nell’America del principio.
LE INCARNAZIONI DI DUE GRUPPI MAGGIORI DI ANIME
TROVATI NELLE LETTURE DI EDGAR CAYCE
I Gruppo:
Atlantide (primi tempi)
Antico Egitto (primi tempi)
Persia (durante il periodo di Creso I,II)
Palestina (durante l’era di Cristo)
Le Crociate
I primi tempi dell’America
II Gruppo:
Atlantide degli ultimi tempi
Antico Egitto degli ultimi tempi
Grecia e Troia degli inizi
Roma (durante l’era di Cristo)
Francia (durante il periodo di Luigi XIV,XV,XVI)
La Guerra Civile Americana
Queste, naturalmente, sono solo le incarnazioni più importanti
per queste anime. E’ molto probabile che esse si siano incarnate molte
più volte di quanto non indichi l’elenco. Vennero inoltre date altre
sequenze di incarnazioni, ma la maggior parte delle letture era per
anime che seguivano i cicli di questi due gruppi maggiori.
Dovremmo anche dare uno sguardo a qualche eccezione
importante da questo schema. Alcune anime non si incarnavano
sempre col loro gruppo, scegliendo invece di saltare un ciclo o di
entrare con un altro gruppo, sebbene di solito si unissero infine al loro
gruppo originale. Altre, nonostante entrassero ciclicamente sul piano
terreno col loro gruppo, non si incarnarono per davvero (non
entrarono in un corpo); rimanevano piuttosto nello spirito e aiutavano
da una prospettiva più alta mentre le altre si incarnavano. Un esempio
di ciò giunge da una lettura di Cayce per una donna che desiderava
sapere perché non le era stata data un’incarnazione durante l’era in
Palestina nella quale si erano incarnati sia suo attuale figlio sia il
marito. La lettura le disse che infatti vi fu presente, ma non nella
carne. Ella fu, Cayce disse, un “angelo custode” per suo figlio attuale
mentre egli viveva e lavorava in quel periodo.
E’ stupefacente, ma un gruppo di anime può trovarsi nuovamente
insieme senza che nemmeno una di loro l’avesse desiderato! In questi
casi sono spesso le forze della Legge Universale del Karma a farle
riunire. Nella buona e nella cattiva sorte, esse ora devono affrontare
gli effetti delle loro azioni passate l’una contro l’altra. L’intenzione
Universale è che il confronto conduca ad una soluzione del loro karma
- o almeno ad un riconoscimento di come le loro azioni passate hanno
portato alla situazione attuale - e che decidano di non agire di nuovo
nello stesso modo. La vita cerca la soluzione dei conflitti, l’armonia
delle varie volontà e l’amore reciproco.
E’ naturale che non sempre la soluzione arriva. Sia nei rapporti
individuali che in quelli di gruppo le azioni passate possono creare
delle situazioni molto difficili, persino terribili negli incontri attuali.
L’incontro può diventare un assassinio, una tortura o altre atrocità. Ma
non necessariamente è così drammatico. Può manifestarsi in modi più
comuni come calunnie, pugnalate alle spalle, critica, rivalità e altri
scompigli. Si immagini che cosa succederebbe se le forze universali di
causa ed effetto facessero incontrare le anime del Colosseo e le anime
che esse diedero in pasto ai leoni, o i conquistadores e gli inca ed
aztechi, o i nazisti e i popoli da loro brutalmente conquistati ed
uccisi.
Le stesse forze di causa e effetto hanno una parte anche nelle
vite individuali. Si immagini se la Legge portasse insieme nella stessa
famiglia una vittima reincarnata di un litigio di famiglia e il suo
assassino. E che cosa succederebbe ad un’anima che ha tradito la
fiducia e l’amore di un’altra? Quale sarebbe la reazione reciproca in
questa vita attuale? Quando le vite sono cariche di effetti negativi delle
proprie azioni passate, la loro esperienza attuale può spesso essere
tragica, e occasionalmente le loro vite possono sembrare sprecate
inutilmente. Tuttavia, dalla prospettiva dell’anima, una singola
incarnazione può essere un’esperienza stupefacente di
apprendimento. Una breve situazione può essere l’opportunità per
l’anima di risolvere azioni passate che l’hanno trattenuta dall’esaudire
lo scopo della sua esistenza! Per fortuna una vita fisica non è l’ultima
esperienza di vita per l’anima, bensì solo un soggiorno temporaneo,
una breve esperienza lungo un sentiero infinito della vita eterna
dell’anima.
E’ evidente che tutto il bene che è stato sperimentato fra le varie
anime e gruppi di anime ha un effetto altrettanto forte sulle situazioni
attuali quanto il negativo, e quando ci concentriamo su questo “buon
karma” spesso troviamo modi migliori per risolvere le influenze
negative. Cayce raccomandava sempre di concentrarsi sui punti forti e
di sminuire le debolezze, sia in noi stessi sia in quelli intorno a noi.
Per quanto possa essere difficile crederlo, ogni anima sceglie
davvero i propri genitori! Vi è un’unica eccezione: se un’anima ha fatto
cattivo uso del suo dono del libero arbitrio, allora si viene a trovare
sotto la forte influenza della Legge Universale e viene trasportata sulla
forza delle sue scelte passate nei rapporti attuali che semplicemente
devono essere affrontate. Però, secondo le letture di Cayce, a
nessun’anima viene dato più di quanto possa sopportare. Non che non
soffrirà, ma non sarà del tutto smarrita o distrutta dal peso del suo
karma. Generalmente però un’anima sceglie i propri genitori prima di
entrare sulla Terra.
Come ce lo saremmo aspettato, le anime che hanno avuto delle
esperienze in comune nelle vite passate hanno un’attrazione reciproca
più forte delle anime che hanno avuto poche esperienze insieme o
nessuna. Anche se le anime non si piacciono particolarmente, esse
tuttavia tendono ad essere attratte l’una dall’altra dalla forza della loro
interazione passata. Inoltre, se l’anima ha uno scopo specifico per
incarnarsi, e la maggior parte di noi lo ha, allora cercherà altre che
abbiano una parte nel soddisfare il suo scopo. Di nuovo, ciò non
significa che la vita famigliare durante l’infanzia sarà tutta baci ed
abbracci. In ogni rapporto si possono trovare vantaggi e svantaggi, e
per godere dei vantaggi bisogna accettare gli svantaggi. Infatti, in
molti casi gli svantaggi creano o portano verso le opportunità per
avere vantaggi. Quando un’anima cerca di decidere quali canali
(genitori) sarebbero i migliori per il suo ingresso in questo mondo,
essa deve accettare i limiti di questa famiglia in particolare nonché le
opportunità.
Visto dal regno spirituale, la Terra sembra molto simile ad un
fiume visto dall’alto, con una visione globale. L’anima che sta
soppesando attraverso quale canale di genitori vuole entrare, vede il
fiume in tutta la sua vastità, con molti affluenti e ramificazioni, e vede
dov’è la barca dei genitori su questo fiume della vita. In questo modo
ha una visione d’insieme di come sarà la vita con questi genitori. Però,
visto che il fiume della vita ha molte vie secondarie, l’anima entrante
riesce a vedere solo la corrente più forte nella vita dei genitori. Essa
non può essere certa che uno dei genitori provvisti di libero arbitrio
non cambi idea e segua un percorso diverso o che le correnti stesse
non cambino percorso e con ciò il futuro della famiglia. Non può
nemmeno essere certa di non cambiare idea essa stessa una volta che
si troverà nella barca.
Destino e fato esistono, ed esistono fianco a fianco con il libero
arbitrio. Gli effetti delle nostre azioni passate hanno un’inerzia che
continua fin nella vita attuale e la modella creando così il nostro
destino. Nulla tuttavia supera la forza del libero arbitrio dell’anima
donato dal divino. In ogni momento possiamo usare la nostra volontà
per cambiare direzione, per cambiare atteggiamento, per cambiare gli
scopi, per cambiare qualsiasi cosa! In questo modo le nostre vite sono
adombrate in modo fatalistico dalle forze di causa e effetto del nostro
uso passato del libero arbitrio e tuttavia soggette al cambiamento
dovuto al nostro uso attuale del libero arbitrio. Così l’anima entrante
può vedere solo il percorso generale della barca famigliare; non può
essere sicura che la famiglia manterrà quel percorso.
I genitori incarnati hanno inoltre un’influenza significativa sul
tipo di anima che entrerà attraverso loro. I loro pensieri, desideri e
scopi quotidiani creano un faro per le anime che rispondono a queste
energie. Ciò è particolarmente vero per la madre. Le sue attività e
pensieri intimi di tutti i giorni durante il periodo di gestazione creano
un campo molto simile ad un magnete, che attira le anime al campo di
opportunità che la vita come suo figlio offrirà. Com’è prevedibile, più di
un’anima può essere attratta dalla stessa futura madre. In tali casi, le
forze di causa e effetto e la forza di volontà e il desiderio della madre e
delle anime che vogliono incarnarsi si uniscono per fare la selezione.
Le anime che non sono state scelte per l’ingresso attuale possono
senz’altro entrare attraverso una gravidanza successiva se
l’opportunità si presenta, diventando fratelli o sorelle delle anime che
sono entrate per prime; oppure possono muoversi verso altre famiglie
con cui amicizie o altri rapporti di sangue si sarebbero formati e
conservati naturalmente con la famiglia canale originale.
Generalmente l’anima entra nel corpo del bimbo al momento
della nascita o vicino ad esso. Secondo Cayce l’anima è l’entità, con
tutti i suoi ricordi ed aspirazioni personali, e lo spirito è la forza vitale.
La Forza Vitale è nel corpo del bimbo mentre si sviluppa, ma l’entità,
l’anima, non è obbligata ad entrare finché il corpo non è stato
partorito, pronto per essere abitato. In una lettura Cayce spiegò che
l’anima è più libera al di fuori del corpo, e per questo non entra finché
non è assolutamente ora per farlo. Allora entra nel corpo attraverso il
punto molle in cima alla testa, si fa strada scendendo nel sistema
nervoso e quindi in tutto il corpo. Alla fine il punto molle si indurisce, e
l’anima, come Cayce lo espresse, è “rinchiusa nel corpo”.
Secondo l’opera metafisica di Rudolf Steiner, l’anima realmente si
incarna in quattro fasi. (1) Un primo livello di coscienza entra al
momento della nascita o vicino ad esso. (2) Un secondo e maggiore
livello di coscienza entra intorno al momento in cui al bambino nasce il
primo dente. (3) Un terzo livello entra durante la pubertà. (4)
L’ingresso finale e completo dell’anima avviene poco prima dei ventun
anni. La maggior parte delle fonti concordano che i primissimi anni di
vita sono più che altro dedicati allo sviluppo del corpo fisico e che dai
due ai sette anni si forma nel bambino gran parte del senso del sé e di
come vede il mondo. Oltre ai cambiamenti fisici ed emotivi ben noti
che si verificano durante la pubertà, Cayce ed altre fonti metafisiche
aggiungono che questo è il momento in cui le influenze karmiche
cominciano a stabilirsi, coincidendo con il rilascio di ormoni maschili o
femminili. Questa prospettiva fa molta luce sui cambiamenti altrimenti
sconcertanti o incomprensibili della personalità e del comportamento
che a volte accompagnano questa fase dello sviluppo fisico. Intorno
all’età di 21 anni l’individuo comincia ad assumere la sua direzione più
importante per tutta la vita. Da quel momento la vita progredisce
attraverso una serie di esperienze e bivi decisionali. Questi avvengono
in cicli naturali e identificabili di cui il ciclo di sette anni è il più
influente: 1 -7, 8 - 14, 15 - 21, 22 - 28 e così via. Da notare che questi
cicli coincidono con i cicli metafisici generali della nascita: 7 anni di
età, pubertà (sebbene la pubertà di solito inizi prima dei 14 anni si
compie attorno a questa età) e 21 anni di età.
Inoltre ogni anima sperimenta la vita in due campi principali:
dapprima, il mondo interiore del sé che comprende il proprio essere
mentale e emotivo e il corpo fisico. In secondo luogo il campo
esteriore delle circostanze uniche della vita, che comprende l’ambiente
sociale, economico, razziale, nazionale e religioso, i quali vengono tutti
stabiliti alla nascita e che il mondo esteriore ha strutturato
precedentemente in modo specifici.
Quando i rapporti vengono considerati sotto la prospettiva delle
vite passate, le dinamiche del comportamento, compresi atteggiamenti
ed emozioni in un rapporto, vanno oltre i semplici sbalzi d’umore
attuali o le caratteristiche generali della personalità. Vi sono tendenze
nascoste della memoria che non possono essere facilmente ignorate.
Da: Ancient Mysteries, aprile 2006
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