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mercoledì 13 novembre 2019

Il motore a moto perpetuo di Cayce

La rivoluzione tecnica che un motore a moto perpetuo
creerebbe nell’industria potrebbe avere delle conseguenze
inimmaginate.
Edgar Cayce aveva individuato 60 persone che erano vissute ad Atlantide
quando gli chiesero di fare delle letture per un’invenzione che sembrava tanto
improbabile quanto ogni cosa che, a quanto si diceva, era stata creata in
quell’antico regno: un motore a moto perpetuo.
Le letture furono eseguite per il proprietario trentacinquenne di una stazione di
rifornimento e meccanico di macchine Marion Stansell da Birmingham, Alabama,
che aveva avuto un’esperienza di premorte mentre si stava ristabilendo dopo una
ferita di arma da fuoco e un avvelenamento di iprite in Francia durante la prima
guerra mondiale. Mentre la sua salute stava migliorando aveva contratto un virus
influenzale, e nella sua condizione di debolezza, aveva avuto un infarto ed era stato
dichiarato morto. Similmente ad altri che hanno riferito esperienze di premorte,
sostenne di essersi sollevato al di sopra del proprio corpo e di aver osservato il
personale dell’ospedale che era indaffarato a prestargli assistenza. Divenne allora
consapevole della sua famiglia a Birmingham che stava pregando per il suo ritorno
a casa sano e salvo. Quindi apparve uno “spirito guida” e lo scortò verso ciò che
Stansell descrisse come una dimensione abitata dai morti di recente. Dato che non
voleva continuare il suo viaggio astrale, chiese di incontrare Gesù, e lo implorò di
poter tornare sulla Terra in modo da poter prendersi cura della sua famiglia. Il Cristo
gli disse che poteva tornare, a condizione che avesse fatto la volontà di Dio. Gli
sarebbe stata data una formula per un congegno meccanico che poteva salvare il
pianeta da una distruzione ambientale certa. Dopo 20 minuti senza respirare
Stansell si svegliò e scoprì che i medici lo avevano già dichiarato morto. Questi
furono scioccati a vederlo non solo vivo, ma soprattutto totalmente guarito.
Una lettura sulla salute condotta da Cayce il 1 febbraio 1928 confermò che il
corpo di Stansell aveva subito un processo di guarigione miracoloso. Ulteriori
letture indicarono che Stansell aveva notevoli “talenti psichici” e che, attraverso
sogni e visioni, avrebbe potuto visualizzare dei progetti per un tipo di motore
rivoluzionario. Secondo le letture questo motore fu progettato nel regno dello
spirito da De Witt Clinton, l’ex governatore defunto di New York che, nella sua
ultima incarnazione sulla terra, era stato la forza creativa dietro lo sviluppo del
Canale di Erie e di altri progetti ingegneristici su grande scala. E letture lasciarono
inoltre intendere che Stansell aveva bisogno dell’assistenza in trance di Edgar
Cayce per comunicare delle informazioni tecniche precise da Clinton a Stansell e
che Stansell aveva anche bisogno di una squadra impegnata di imprenditori
atlantidei che avevano le stesse idee – fra di loro il finanziere di Wall Street Morton
Blumenthal e il produttore di ricambi per auto di Dayton Tim Brown – per portare
l’invenzione al completamento.
La prima di 21 letture sul motore Stansell ebbe luogo l’8
marzo 1928 al La Salle Hotel di Chicago. Morton, che
condusse la prima lettura, si sentì dire che il congegno
doveva consistere di un grande serbatoio di metallo pieno
d’acqua nel quale sarebbe stato sospeso un cilindro
contenente aria compressa o vapore. Intorno ai lati e
all’interno del cilindro c’erano dei denti di metallo, come
aghi conficcati su un portaspilli, che fungevano un po’
come le candele su un monoblocco. Un “albero a camme” passando attraverso il
centro del cilindro doveva essere collegato ad un albero motore di tipo a cingoli alla
cima del serbatoio. Le particelle con carica positiva in espansione sul fondo del
cilindro pieno di vapore si sarebbero contratte alzandosi per incontrare particelle
con carica negativa nella parte superiore, che avrebbero creato una forza
rotazionale, facendo girare il cilindro. L’azione che avrebbe avuto luogo nel cilindro
di metallo veniva paragonata alla rotazione della terra: una volta messo in
movimento, il cilindro avrebbe girato a tempo indeterminato finché non sarebbe
stato fermato fisicamente. Non ci sarebbero stati gas di scarico, né emissioni
pericolosi, e non avrebbe richiesto carburante oltre a quello necessario per mettere
inizialmente in moto il cilindro.
In trance Cayce diede un avvertimento a tutti i partecipanti alla costruzione di
questo motore: “Ci deve essere una cooperazione perfetta del sé e della volontà
con coloro che vogliono aiutare a perfezionare questo dal lato materiale. Ci deve
anche essere una perfetta cooperazione con il sé interiore per ottenere quelle
informazioni.” (4665-1)
Brown e Blumenthal colsero al volo l’opportunità di aiutare Stansell a realizzare il
suo sogno. Facendo così speravano ovviamente di diventare ricchi essi stessi,
perché la rivoluzione tecnica che un motore a moto perpetuo avrebbe creato
nell’industria poteva avere conseguenze inimmaginate. Il risultato fu un contratto
che Brown e Blumenthal elaborarono per mettere insieme le loro risorse e per
insediare Stansell alla Compagnia di Ingegneria Brinkman, un incubatore di
tecnologia del motore all’avanguardia a Dayton, Ohio. I soci poi scoprirono che era
anche un posto costoso per sviluppare la loro invenzione. Si stima che nei
primissimi mesi di sperimentazione alla Brinkman, Brown e Blumenthal abbiano
speso più di 28.000 $ (in valuta di oggi) per assemblare due prototipi non
funzionanti del motore Stansell.
Del prototipo del motore originale – che aveva un aspetto simile ad un
raffreddatore evaporativo - si discusse a lungo nelle sedute in trance durante la
fase iniziale dello sviluppo del prodotto, poi fu scartato per cominciare da zero
usando attrezzi e materiali più precisi come venivano specificati nelle letture.
Quando stavano costruendo un modello nuovo, Brown chiese ed ottenne molte
letture in più perché spiegassero esattamente come e perché il motore doveva
funzionare. Diversamente dal parere ingegneristico precedentemente presentato a
Thomas Edison e Nikola Tesla, i soci non solo compilavano nuovi concetti teorici,
ma costruivano anche un vero e proprio motore prototipo per metterli alla prova.
Forse mai prima nella storia moderna degli ingegneri avevano consultato un
sensitivo in un’impresa di questo genere.
Chiaramente la terminologia usata nelle letture di Stansell non fu la stessa che si
trova nei manuali di ingegneria o fisica, ma i concetti erano chiari. “La vita nella sia
manifestazione è vibrazione,” Cayce dichiarò. “L’elettricità è vibrazione.” Il tipo o la
“lunghezza d’onda” della vibrazione determina come agisce in un dato ambiente.
“La vibrazione che è creativa è una cosa, la vibrazione che è distruttiva è un’altra
Gma possono provenire dalla stessa fonte, come nelle forze elettriche G nel corpo
umano G Ricorda, la vita è vibrazione, così lo è anche la mente, anche la materia.”
(1861-16)
Secondo Cayce “l’elettricità G è la stessa energia G [che è chiamata] Dio. Non
che Dio sia una luce elettrica o una macchina elettrica, ma la vibrazione che è
creativa [invece di distruttiva] è fatta della stessa energia della vita stessa.” Inoltre
Cayce sostenne che la differenza fondamentale fra ciò che è dello “spirito” e ciò che
è della “manifestazione terrena” sia la legge della “polarità” che agisce sulla “Prima
Causa” o la forza di energia di Dio. Si disse che, nel regno Divino o spirituale, ogni
energia sia di carica positiva o in espansione. La manifestazione terrena o materiale
è di carica sia positiva sia negativa. L’energia vibrazionale con carica negativa,
secondo Cayce, si contrae invece di espandersi.
Questi concetti furono di cruciale importanza per capire il movimento del motore
Stansell perché si presumeva che fossero l‘essenza della legge fisica. Cayce disse
che proprio come l’energia con carica positiva si espande, l’energia con carica
negativa si contrae o attrae a sé particelle con carica positiva. Questa azione fra le
due fu descritta come gravità o ciò in cui “tutto G è attratto ad un centro comune G
[La gravità non è che] la centralizzazione della forza vibratoria [su piano materiale].”
Cayce lasciò inoltre intendere che ciò che comunemente viene compreso come
l’attrazione magnetica che l’ago di una bussola ha verso il polo positivo della terra
sia la medesima cosa della gravità. Una mela cade a terra per la stessa ragione per
cui un pezzo di metallo resta attaccato ad un magnete. Anche la rotazione o “forza
radiale” della Terra è un risultato della gravità, o lo spostamento di “forze
impellenti”.
Il messaggio che venne comunicato fu che la gravità è il risultato di una
combinazione di vibrazioni positive e negative che agiscono in relatività l’una verso
l’altra. Alterando le combinazioni di vibrazioni, in teoria si potrebbe cambiare la
forza d’attrazione gravitazionale verso i vari elementi. Il motore Stansell funzionava
col principio di alternare la forza d’attrazione gravitazionale del vapore nel cilindro
in cui è sistemato il motore. I denti erano dei diapason che trasmettevano il livello
vibrazionale del vapore nel cilindro e agivano sui gas intrappolati all’interno,
facendo sì che, in modo alternato, si alzassero verso la parte superiore del cilindro
e poi scendessero sul fondo. Questa azione fu descritta come lo stesso tipo di forza
centrifuga che si trova in natura, che, in teoria, terrebbe il cilindro per sempre in
rotazione. Mettendo in moto il cilindro inizialmente, l’uomo faceva ciò che Dio aveva
fatto nella Prima Causa, quando la sua “forza direttiva” o rilascio di energia
vibrazionale creò l’universo e mise in rotazione nello spazio la terra ed altri oggetti
planetari.
Pare che Tim Brown avesse una comprensione più chiara di Cayce dei principi
scientifici presunti che venivano avanzati nelle letture, perché gran parte delle
corrispondenza da Brown a Dayton indirizzata ad Edgar a Virginia Beach era
soltanto un tentativo per spiegare ciò che, secondo lui, le letture stavano dicendo. Il
problema era che, per quanto Brown possa o meno aver compreso correttamente la
teoria che stava dietro il motore, mettere in pratica quella teoria si rivelò una sfida
sconfortante.
Le letture fornirono un gran numero di ragioni tecniche per
cui tutti i primi prototipi non funzionavano, non ultima era il
compito apparentemente impossibile di assemblare le parti del
motore nell’ordine corretto mentre era sommerso nell’acqua e
mentre si manteneva la giusta pressione all’interno del cilindro.
Tutto questo doveva essere fatto nella sequenza corretta e
realizzato nella finestra di tempo relativamente breve per evitare
il mescolamento di gas di carica negativa e positiva nel cilindro.
Per di più, le letture dissero specificatamente che il cilindro
doveva essere messo in movimento dopo aver disposto il
congegno precisamente lungo un’asse est-ovest, probabilmente
perché, altrimenti, i poli di carica positiva e negativa della Terra avrebbero
ostacolato l’azione che si svolgeva all’interno del cilindro. La sfida non stava nel
tenere i motore in movimento, Brown concluse, ma innanzitutto nel farlo girare.
Dalle letture:
D: “Qualche altro consiglio che vorrebbe dare G riguardo alla
costruzione della macchina o vorrebbe darci qualunque cosa in merito?”
R: “A questo rispetto si potrebbe considerare dapprima G che ci deve essere la
tua perfetta cooperazione e la volontà con coloro che vogliono aiutare a
perfezionare questo sotto l’aspetto materiale. Ci deve essere anche la
cooperazione perfetta col sé interiore per ottenere quelle informazioni che ti
darebbero la conoscenza per applicarle con riferimento alla relazione cosmica.
Perché la forza è una, e ottenendo la giusta relazione delle energie manifestate e
rilasciate, queste devono essere coordinate.” (4666-1)
In un sogno Tim Brown ricevette una spiegazione sul perché il motore funziona.
Il 7 aprile 1928 fu fatta una lettura su quel sogno. Fu posta la domanda: “Informerà
inoltre se la teoria scritta (che sto tenendo in mano) sulla ragione del
funzionamento del Motore in contrasto con la legge della Conservazione di Energia
è corretta. Lei amplierà questa teoria o la correggerà.” La lettura continuò
confermando: “G in generale queste cose sono espresse o dimostrate
correttamente in ciò che qui si tiene in mano.” (195-51)
Una copia della teoria dai Rapporti degli archivi dell’A.R.E.: “Teoria del
Funzionamento del Motore: L’espressione ‘ottenere qualcosa dal niente’ è inesatta
– perché sappiamo che una cosa come il niente non esiste. Sappiamo invece che
ogni cosa è una forza o qualche forma di energia. Non conosciamo la relazione
reciproca di queste forze di energia – o, in altre parole, la Relatività delle Forze –
ma possiamo dare per scontato che questo rapporto esista. Perciò, nel caso del
nostro motore, quando esaminiamo le due sostanze, acqua ed aria, le vediamo
come forze, e, usando uno stratagemma meccanico per rendere più evidenti e
ritardare queste forze nel momento giusto, è possibile utilizzare la forza risultante
o forza componente. Questo è è ciò che è stato fatto nel Motore.” (Rapporto della
lettura 195-51)
Un’altra lettura per Tim Brown fu eseguita il 7 marzo 1929: “L’avvicinarsi
dell’ultimazione è quasi soddisfacente, e con il completamento della fresatura delle
parti necessarie metterà il corpo in condizione di costruire la macchina che userà
le forze e gli elementi nella forza universale per azionare i dispositivi meccanici.
Per questo, quindi, occorre solo l’ultimazione di queste parti e il loro corretto
montaggio, sorvegliando bene questo montaggio e la prima dimostrazione vostra o
privata di questa forza liberata per darle attività G Solo la vera attività eviterà che
questo diventi proprietà pubblica prima che sia ultimato. Sì, è un bene confidarsi
fino ad un certo punto con uomini in posizioni elevate. Si possono anche fare
dimostrazioni del modello funzionante, ma non dimostrazioni della semplicità a cui
l’attrazione della forza atomica, creata nei principi attivi che sono impellenti, viene
data a queste stesse persone che contano – o troppo spesso questo vanifica il
vero scopo per cui è creato.” (195-56)
Durante il lavoro sul motore, una lettera di Brown del 16 marzo
1929 indicò: “Questa macchina sarà un grandissimo successo,
benché la legge della relatività, di cui la macchina è una
dimostrazione, sconvolgerà per qualche tempo alcune delle
asserzioni scientifiche attuali.” (Rapporto della lettura 195-56)
Il 23 febbraio 1930 Tim Brown stava ancora lavorando sul
motore. In una lettera ad Edgar Cayce scrisse: “G sto ancora
lavorando sodo sul motore. Sono riuscito a scrivere un breve
articolo, ma dato che contiene tante affermazioni scientifiche che
non concordano con le opinion degli scienziati, Le mando il manoscritto per una
lettura. Mi rendo conto che il Suo tempo è molto occupato, ma visto che questo è
nella natura della ricerca, è la base fondamentale della nostra organizzazione, e
confido che Lei possa trovare il tempo per far fare una lettura sull’argomento G”
(Rapporto della lettura 195-68)
Il 1 maggio 1930 Brown presentò delle domande per una lettura sul suo articolo
in riferimento alla Forza Positiva e Negativa, dicendo: “G il motore sta
procedendo. Assai di frequente dobbiamo ricostruirlo per scoprire delle leggi
sconosciute. Ogni ricostruzione ci porta più vicini alla soluzione.” (Rapporto della
lettura 195-69)
Col passare dei mesi un prototipo dopo l’altro fu costruito e poi scartato. Come
dei diapason finemente rifiniti, i denti e gli incavi in essi incisi dovevano soddisfare
dei criteri rigorosi per correttamente trasferire la vibrazione dell’acqua nel serbatoio
alla vibrazione del vapore nel cilindro. Inoltre, proprio come si doveva tener conto
della densità dell’acciaio con cui erano fatti, come anche dello spessore e del
contorno di superficie del metallo con cui il cilindro era fatto, anche la
composizione chimica del liquido nei serbatoi di contenimento doveva rispondere
ad istruzioni rigorose. Nel caso dei primi due prototipi del dispositivo, il cilindro di
metallo si dimostrò troppo fragile e dovette essere rinforzato. Furono condotte
ulteriori letture per cercare di portare ogni modello successivo ai criteri stabiliti
nella lettura precedente. Le sfide furono ardue e misero alla prova la pazienza di
tutti.
Invece di diventare frustrato per la mancanza di progresso,
Brown fu sempre più affascinato dal motore. Era convinto che
i principi che stavano dietro il motore Stansell non solo
avrebbero avuto come risultato una rivoluzione tecnica, ma
che avrebbero anche aperto le porte ad una comprensione
maggiore della legge cosmica. Fiducioso del fatto che
stessero prendendo i provvedimenti necessari per
riconfigurare il loro prototipo più recente e che fosse solo questione di tempo per
riuscire a farlo funzionare, il gruppo andò avanti per far brevettare il dispositivo, e il
7 marzo 1929 richiese una lettura per determinare quanto profitto la loro invenzione
potesse produrre. Con loro grande gioia la lettura indicò un guadagno di 10 milioni
di dollari. Per quanto incoraggiante debba essere stata questa notizia, Cayce
proseguì ricordando a Brown e Blumenthal che “è la mente che costruisce” e che
bisognava pensare in modo giusto a tutti gli aspetti della società di persone.
Benché a quel tempo Blumenthal fosse ottimistico, il prototipo suo e di Brown
del motore Stansell non faceva più di qualche giro prima di fermarsi con grande
stridore. Insieme con le sfide tecniche, la stessa cooperazione fra loro era in forse.
Morton continuò a ricevere letture in trance, ma non da Edgar. La sensitiva Patricia
Devlin, un’ex-centralinista della casa di brokeraggio di New York di Blumenthal, con
cui Morton era sentimentalmente coinvolto, intervenne per fornire suggerimenti
riguardo al mercato azionario e consigli di ingegneria, che alla fine non si
rivelarono esatti. Con il crollo del mercato azionario nell’inverno del 1929,
l’iniziativa commerciale finì. Dopo che nel 1942 un incendio distrusse la Compagnia
di Ingegneria Brinkman, i prototipi dei motori Stansell furono venduti come rottami
di metallo.
Oggigiorno c’è nuova speranza per gli sforzi valorosi fatti ai tempi di Cayce. Il
colonello Jerry Stansell in pensione, figlio dell’inventore, e l’ingegnere ecologico
Tad Montgomery, insieme con diversi altri appassionati di Cayce, hanno prestato la
loro competenza all’ingegnere elettronico, inventore e ricercatore privato Hugh
Wolfe dell’Alabama che è nel bel mezzo di costruire un nuovo prototipo del motore
Stansell. Il più importante passo avanti di Wolfe, così dice, è comprendere come il
congegno sia collegato con i progressi recenti nella fisica teorica delle particelle.
“Per quanto possa sembrare incredibile, ciò di cui le letture di Stansell stanno
discutendo è la creazione di un campo energetico toroidale a sistema chiuso. Quella
è la teoria d’avanguardia delle stringhe su cui gli scienziati stanno lavorando a
Princeton. Cayce era in anticipo sui suoi tempi di un intero secolo. Ma lo sapevamo,
non è vero?”
Venture Inward, gennaio-marzo 2014
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