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mercoledì 13 novembre 2019

La nascita e la morte

(Dott. Gladys Taylor Mc Garey)
“La morte sul piano materiale è nascita sul piano spirituale-mentale.” 2390-2
“La morte non è altro che l’inizio della vita.” 5488-1
L’anno scorso stavo parlando con un ministro cinquantenne della
Chiesa presbiteriana. L’avevo fatto nascere e poi l’avevo visto solo
occasionalmente negli anni passati. Mi disse che per tutta la vita aveva
ricordato qualcosa che non era stato capace di identificare. Era un
sentimento, una sensazione, un sapere, un’esperienza che aveva e che
aveva identificato quando era presente alla nascita del primo figlio.
Allora seppe che cosa la sua anima aveva ricordato. Sapeva che c’era
stato un tempo in cui ogni cosa che egli aveva sperimentato fino a quel
punto stava cambiando.
Veniva schiacciato e spinto con forza in avanti in un modo sul
quale non aveva alcun controllo. Era qualcosa di inevitabile. Si stava
muovendo attraverso l’oscurità. Ricordava il momento in cui la
pressione cominciò a diminuire ed egli si mosse verso la luce e vi
entrò. Ci fu grande esultanza ed eccitazione nel mondo in cui era
entrato. Ricordo la sua nascita molto chiaramente. I suoi genitori
avevano tre figlie ed esultarono veramente quando egli arrivò.
Negli anni in cui ho lavorato con persone che stavano nascendo e
con persone che stavano morendo ho sempre avuto l’impressione che
la nascita e la morte siano lati diversi della stessa moneta. In
entrambe le situazioni la nostra anima sceglie il momento per questa
transizione, il luogo e le persone presenti.
La nostra anima sembra sapere che arriverà un momento in cui
lasceremo andare il vecchio per muoverci nel nuovo. Nella nascita
entriamo nel corpo, il veicolo attraverso il quale troveremo
espressione durante questa vita. Nella morte lasciamo andare quel
particolare veicolo e ci muoviamo entrando in una dimensione in cui la
nostra anima si esprimerà. In entrambe le situazioni ci muoviamo
attraverso un tunnel buio, spinti da una forza sulla quale sembriamo
aver poco controllo ed è quasi come se schiacciassimo fuori il vecchio
perché il nuovo possa entrare. In entrambe le situazioni ci stiamo
muovendo verso la luce.
La nostra anima sceglie le persone che sono con noi al momento
della nostra nascita e al momento della nostra morte. Anno dopo anno
sentiamo delle storie di genitori che non riuscirono a morire finché un
certo figlio non fosse presente. Ho avuto la stessa esperienza nel far
nascere dei bambini.
Quando nel 1969 fummo con un gruppo dell’A.R.E. condotto da
Hugh Lynn Cayce, un sensitivo di nome Ronald Beasley ci parlò.
Tracciò delle immagini delle aure che circondavano diverse persone.
Alcune persone avevano aure che in cima si riunivano armonicamente
ed altri avevano delle aure che in cima erano contorte.
Chiesi a Ronald: “Perché la differenza?” e la sua risposta fu che
coloro le cui aure erano contorte erano quelli le cui anime non erano
state inserite correttamente al momento della nascita. Per me questo
fu molto importante. Credo davvero che le emozioni delle persone
presenti alla nascita o alla morte abbiano un impatto sul tipo di
esperienza per quell’anima.
Se, quando un bambino nasce, c’è gioia e esultanza, quell’anima
entra su questa terra con una sensazione di essere accettata e voluta.
Se, d’altra parte, c’è angoscia e sgomento l’anima può sentirsi non
desiderata e rifiutata. Questo può causare confusione e trauma con cui
quell’anima può lottare per tutta la vita. Non è soltanto che le persone
presenti alla nascita del bimbo siano importanti, ma anche i loro
atteggiamenti e i loro sentimenti vengono raccolti dall’anima del
neonato.
Ricordo una quattordicenne che stava per avere il secondo figlio.
Suo marito aveva 16 anni ed io avevo fatto nascere la loro prima
bimba. Entrambi volevano un maschio. Quando il neonato arrivò come
femminuccia, il marito cominciò a piangere. Quando fu il momento per
riportare la neonata al nido, gli chiesi se voleva prenderla. Sempre
piangendo disse di no. Così ebbi il privilegio di prenderla e di parlarle
mentre la portavo al nido. Le dissi di non fare caso a quello che era
appena successo, perché suo papà era solo un bambino e non capiva
ancora. Quando sarebbe andato a casa l’avrebbe amata e sarebbe
stato felice che lei fosse nella loro famiglia.
Le cose possono avere un aspetto nuovo, una sensazione nuova,
un suono nuovo quando nasciamo. Allo stesso modo quando moriamo
e lasciamo cadere i cinque sensi, ci muoveremo nelle sensazioni che
sono di una vibrazione più alta e probabilmente ci sembreranno
nuovissime.
Quando faremo questa transizione risponderemo a coloro che sono
presenti per riceverci e, in un caso o nell’altro, che siano le braccia
della madre e del padre su questo piano o la presenza di nostro
padre/madre Dio sull’altro piano, ci muoveremo nell’amore e vedremo
la sua presenza. Quando nasceremo inspireremo aria e vita; quando
moriremo espireremo aria ed inspireremo lo spirito.
Quando nasciamo il cordone ombelicale viene tagliato,
separandoci da nostra madre e diventiamo un individuo separato.
Quando moriamo viene tagliata la corda d’argento, separandoci dalla
Madre Terra e diventiamo uno spirito individuale.
(Venture Inward, novembre/dicembre 2001)
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