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sabato 23 ottobre 2021

Prepariamoci per la Venuta di Cristo

(Mark Thurston)
Questa è la stagione in cui quelli di fede cristiana cominciano a prepararsi per il
Natale. Molto spesso, per noi in questa società indaffarata, orientata al
consumismo, questo significa fare delle liste di doni e programmare il periodo dei
viaggi per vedere i parenti. Spesso abbiamo bisogno che qualcuno ci ricordi che c’è
qualcosa di molto più significativo nel Natale. Se celebrate questa festività, la lettura
587-6 di Cayce può essere un tale promemoria.
Questa lettura eloquente fu data per una casalinga protestante di 45 anni. Aveva
ricevuto una lettura sulle sue vite passate un anno prima e in questa lettura
supplementare chiese ulteriori fatti su una vita trascorsa in Palestina duemila anni
fa. I dettagli di Cayce su questo periodo - specialmente le preparazioni per la nascita
di Gesù - danno un messaggio di ispirazione sul Natale e sulla venuta di Cristo
direttamente negli affari umani.
Se esiste un tema centrale in questa lettura, è la preparazione. La nascita di
Gesù non fu unicamente un evento felice per l’umanità o semplicemente un atto
grazioso da parte del Creatore. Secondo Cayce la nascita di Gesù fu possibile,
perché l’amore di Dio poté manifestarsi attraverso un gruppo di persone che si
erano preparate coscientemente e accuratamente per questa precisa possibilità.
Queste persone erano gli esseni, un gruppo misterioso noto agli studiosi della
Bibbia e agli storici.
Gli esseni compresero che questo era un periodo di grande possibilità, e
selezionarono una manciata di ragazze come candidate. Una avrebbe potuto
diventare la madre attraverso la quale Cristo sarebbe venuto. Secondo la visione
chiaroveggente di Cayce questa stessa anima che ora era la Signora 587 era stata
una delle candidate scelte e subì molti anni di consacrazione scrupolosa -
fisicamente, mentalmente e spiritualmente. E sebbene fosse Maria ad essere scelta,
l’anima che era ora la Signora 587 era rimasta vicina alle persone e agli eventi della
vita di Gesù.
La lettura 587-6 ha molte immagini affascinanti di questi eventi familiari - per
esempio i tre Saggi e i pastori nei campi. Ma di altrettanta importanza per la nostra
comprensione di Natale è la promemoria di Cayce di ciò che il Cristo è venuto a
portarci. Il paragrafo 6 descrive ciò che Gesù-che-diventò-il-Cristo insegnò
all’umanità: la verità sta scritta nel cuore di ognuno di noi. Non è in un libro o un
edificio. Il vero spirito di Natale si trova dentro la nostra coscienza. Quello è un
insegnamento che possiamo veramente applicare nel periodo festivo frenetico,
impegnativo, quando ci sono tante pressioni dall’esterno.
Nel paragrafo 16 il tema del cambiamento viene enfatizzato. Con la Sua venuta
nel mondo qualcosa fu trasformato profondamente. Cayce lo descrive poeticamente
- il corso delle stelle nel loro movimento intorno alla terra fu cambiato. Di cosa si
tratta? Sicuramente non sono semplicemente delle condizioni astronomiche.
Il movimento è nell’anima umana. Qualcosa fu risvegliato nell’anima-mente
diogni individuo, che fossero allora incarnati fisicamente o no. Una speranza
stimolante fu librata nella psiche umana. Fu stimolato un nuovo senso di vera
possibilità. E esattamente di questo tratta il Natale!
Come preparare quest’anno per vivere il suo significato più profondamente?
Questa lettura dà degli spunti.
Considerate l’idea di dedicazione e consacrazione. Probabilmente non è
realistico chiedere a noi stessi lo stile impegnativo di vita della purificazione degli
esseni. Ma possiamo chiedere a noi stessi: in quale modo a scala ridotta sono
pronto a impegnarmi nuovamente? Forse un’emozione positiva che esprimerete più
spesso - gioia, speranza o apprezzamento. Forse una disciplina spirituale che
cercherete con un po’ più di impegno di praticare giornalmente, come la
meditazione o lo studio dei sogni. O forse sarà un impegno cercare regolarmente il
contatto con gli altri in un modo creativo. Infatti il significato di Natale e della vita di
Cristo è profondamente radicato in tale sfera sociale. E’ nei rapporti che ci
colleghiamo con il Cristo che vive in tutti noi. Il paragrafo 16 ci ricorda il principio
biblico che “come fai al più umile dei miei fratelli lo fai a me.” Un buon modo per
praticare quel tipo di ri-consacrazione in questo periodo di Natale è di vivere le
parole di sfida di questa lettura: esprimere “parole gentili che vengono dette a
coloro che hanno dubbi e paure.” Quella semplice disciplina è un modo potente per
ri-consacrarci in questo periodo natalizio, per partecipare ad una preparazione in
corso per la piena manifestazione della coscienza Cristica universale - una
preparazione che è senza tempo.
La Lettura
Questa lettura psichica, 587-6, fu data per una donna di 45 anni da Edgar Cayce
il 18 ottobre 1935. Hugh Lynn Cayce fu il conduttore.
1. Hugh Lynn Cayce: Avrete davanti a voi l’entità-anima di [587], nata l’11
dicembre 1890 a Chicago, Illinois, presente in questa stanza. Darete una storia
completa dell’apparizione dell’entità sul piano terreno come Edithia nel periodo
dell’ingresso del Maestro sul piano terreno. Si desidera una particolare enfasi sugli
stimoli e le influenze di questa esperienza sulla vita presente. Risponderete alle
domande che vi possono essere poste.
2. Edgar Cayce: Sì, abbiamo l’entità anima qui, e il periodo di manifestazioni sulla
terra durante il periodo dell’ingresso del Maestro.
3. Nel dare l’interpretazione di quello che troviamo come testimonianza
nell’esperienza di questa entità-anima, facciamo bene, per il momento, a dare
qualche idea delle condizioni che vigevano in quella particolare parte delle sfere
terrestri e dell’attività di quel periodo; anche come sottofondo, per così dire, per
questa entità, questa esperienza dell’anima come Edithia, in quella fase particolare
del suo sviluppo.
4. Troviamo quindi che l’entità fu della casa di quelli che erano stati una parte
della stirpe, dove erano stati messi da parte gli uomini della casa per un preciso
servizio nelle attività della gente di quei giorni. Non solamente nel pensiero di quello
definito nel presente il popolo di Israele, ma piuttosto ciò che veniva compreso da
quella gente di quei giorni - il significato più ampio della parola Israele - quelli
chiamati da Dio per un servigio al loro prossimo.
5. Quindi quel gruppo, quelli della setta particolare di cui faceva parte la casa di
Edithia, - attraverso lo studio, attraverso l’esperienza, attraverso nostalgia e
desideri - era stato fra quelli che erano stati preparati. Ed erano arrivati quei periodi
in cui dovevano esserci i cambiamenti nell’ordine delle cose. L’uomo come uomo
era stato considerato l’unico criterio corretto di comprensione o applicazione, e la
donna (o le donne) come individuo doveva solo ubbidire al padrone di casa. C’era
stata quindi la comprensione di ciò che era stato promesso dall’inizio
dell’interpretazione dell’uomo dei suoi rapporti nei confronti della Forza Creatrice o
Dio, un’interpretazione corretta di “e il seme della donna schiaccerà la sua testa.”
6. Ci fu allora la scelta di quelli delle varie attività di quella Fratellanza, per coloro
che avrebbero potuto essere scelti dal Signore come canale attraverso il quale
avrebbe potuto venire il Figlio amato, il quale avrebbe reso i sentieri diritti, che
avrebbe allora portato l’uomo dall’oscurità alla luce; con la comprensione che ci
doveva essere - e che ci sarebbe stata, attraverso l’espressione stessa di
quell’Essere sulla terra - la comprensione che la legge stava scritta nel cuore degli
uomini, piuttosto che su tavole di pietra; che il tempio, che il sancta sanctorum
doveva essere nell’intimo. Anche quello che era stato dato come modello a coloro
che avevano determinato il richiamo della voce di uno nel deserto per la gente che
era sparpagliata come un gregge senza pastore. E guardate, il giorno, l’ora, il tempo
era venuto quando quel pastore doveva condurre il Suo gregge, i Suoi fratelli
nuovamente nella luce del cospetto di un Padre Misericordioso.
7. Questa entità quindi, Edithia, fu fra le figlie che furono scelte come quelle che
dovevano dedicare, consacrare il loro corpo, la loro mente, il loro servizio per
diventare un canale. E con altri fu scelta nel primo periodo della sua attività terrena.
8. Perciò in quell’ambiente, in quell’atmosfera di attesa, in quell’atmosfera di
promessa era diretto il pensiero dell’entità, l’attività dell’entità eseguita durante
quelle esperienze.
9. E quando fu scelta quella a cui era venuto il dono dall’Alto, l’entità conobbe
allora Maria, Martha, quelli della casa di Cleopas, quelli della casa di Anna, di
Giuseppe, e quelli della fratellanza di quell’ordine chiamato gli esseni in quel
particolare paese.
10. Ci furono quei periodi nei quali l’entità come persona scelta o chiamata fra loro
per dedicare le loro attività visse non solo quei periodi in cui la legge richiedeva che
i bambini, i figli dovevano essere distrutti, ma che persino di quelli che erano
consacrati si potesse abusare maggiormente per mezzo di quelle attività del potere
romano, o l’autorità che era stata data in mezzo a quella fratellanza come quello da
cui l’uomo doveva essere purificato.
11. In quell’ambiente quindi, con quelle condizioni che si vennero a creare intorno
all’entità, arrivarono i primi anni, le prime esperienze di questa entità.
12. Durante quegli anni di preparazione del Maestro nei vari campi di attività ci
furono di nuovo anni di nostalgia, periodi di oppressione, periodi di paura e dubbio,
periodi di tentativi di essere congedati da quelli che erano sempre di più in autorità.
13. Perciò quando venne proclamato dal figlio di Elisabetta che egli, attraverso le
preghiere, le attività di quelle anime consacrate, era diventato uno capace nella
carne di rinunciare al sacerdozio e di diventare un emarginato, perché fosse reso
noto ciò che era stato promesso dagli antichi, che egli doveva essere la voce di uno
che grida nel deserto: “Prepara la via, poiché il giorno del Signore è vicino,” l’entità
fu fra quelli che aiutarono in quelle preparazioni. E fu una seguace dello stesso,
grazie a quei periodi di preparazione e ai periodi deprimenti quando c’erano state le
persecuzioni di coloro che sparpagliavano quelli scelti per quei compiti.
14. Quindi, applicando questi agli impulsi che appaiono nell’esperienza attuale, c’è
forse da meravigliarsi che i dubbi e le paure causate da chi è in autorità non
dovrebbero fare quelle attività ricorrenti nell’anima stessa dell’entità; a meno che
non nasca qualcuno che sfiderebbe l’usanza, uno che sfiderebbe l’autorità, uno che
sfiderebbe in un modo persino ciò che è diventato l’esperienza naturale di quelli che
mantengono delle esperienze armoniose? Poiché sorgerà il giorno, proprio come
sorse allora per l’entità, in cui colui che si separa diventerà piuttosto quello che si
dichiarerà a tutti.
15. E l’entità si è trovata spesso, nel sé, a contemplare il volto del Maestro, quel
giorno in cui Giovanni dichiarò: “Guardate l’agnello di Dio che toglie il rimprovero
del suo popolo!”
16. Questo porta all’entità quel risveglio nel presente; e sempre di più l’entità
dovrebbe rimanere fedele a quelle esperienze che sorgono da coloro che
camminarono e parlarono con Lui come uomo, come coloro che vorrebbero
diventare una cosa sola con quell’attività che cambiò - per così dire - il corso delle
stelle nel loro moto intorno alla terra e che diventa nel cuore e nell’anima degli
uomini quella speranza che accelera come l’acqua della vita, che guarisce come il
tocco della Sua mano sul ciglio, che risveglia come fa la parola gentile detta a
coloro che hanno dubbio e timore. Poiché questo è il Suo insegnamento: “Come
fate al più umile dei miei fratelli lo fate a me.”
17. Da quelle esperienze nei periodi di attesa l’entità, come molti, dubitava; ma
nella Sua presenza - quando Egli aumentò e quando molti dei discepoli di Giovanni
diventarono dubbiosi quando Erode, mettendo avanti la mano, lo assassinò per
soddisfare un desiderio egoistico, perché (Giovanni) aveva parlato contro ciò che
rispose all’esagerazione di una voglia carnale - vennero i giorni in cui Edithia fu con
quelle grandi folle che gridarono: “Osanna! Vieni nel nome del Signore!”
18. E benché diventassero dei giorni dolorosi quando Egli - pure - fu tolto ai Suoi
cari, Edithia rimase con le donne sante che in quel periodo agirono per la famiglia
come dolenti per Maria, la quale era stata la compagna di Edithia nel dedicare il sé,
le capacità del sé, il corpo del sé per quei servigi.
19. Quelle esperienze diventano quindi nel presente come delle luci, come aureole
intorno alle azioni fatte nel corpo per dimostrare il Suo amore per i Suoi fratelli,
finché sarà compiuto ed Egli ritornerà.
20. Pronti per domande.
21. D- Quando e dove in Palestina nacque Gesù?
R- A Betlemme di Giudea, in quella grotta non marcata nel presente, ma
chiamata una stalla; piuttosto nella caverna in cui ci si riparò l’entità
guardò senza dubbio il bambin Gesù.
22. D- Quando nacque?
R- Il giorno 19 di ciò che ora verrebbe chiamato marzo.
23. D- E l’anno ?
R- Dipende da quale calendario o da quale periodo lo calcolereste. Dal calendario
giuliano, l’anno 4. Dal calendario ebreo o di Mosè, l’anno 1899.
24. D- Quale fu la mia associazione con i Saggi che vennero a cercare il bambino,
e quale influenza ha questo su di me ora?
R- Come indicato. L’entità fu fra quelle scelte dapprima per essere presentate al
Signore come possibili scelte o canali attraverso i quali le grandi benedizioni
dovevano venire. Così, quando arrivò la nascita, le associazioni naturali furono tali
che l’entità fu attirata a e intorno alle attività dei genitori. E quando i Saggi dell’est o
dall’India, dall’Egitto, dal Gobi, arrivarono a Gerusalemme, dove si erano riuniti
coloro che erano stati di quel gruppo consacrato, l’entità andò con i Saggi. Perché
si risvegliò nell’entità allora [la consapevolezza] che c’era stato il compimento, la
soddisfazione di ciò che era stato impresso sull’entità negli anni della sua
preparazione. Perciò nel presente queste diventano, per così dire, le parole che
determinano i cambiamenti nel pensiero e nell’attività dell’entità verso quelle
esperienze con quel Figlio.
25. D- Quali furono le mie esperienze con i pastori che vennero a cercare il
Maestro, e descrivete la mia comprensione della loro esperienza in quel periodo.
R- Come indicato dalle testimonianze, e come visto qui, i pastori vennero dal fatto
stesso che tutta la natura, tutte le milizie celesti proclamarono quel periodo glorioso
per l’uomo. E quando l’entità venne con i Saggi per rendere onore, per dare della
loro sostanza, l’entità - rendendosi conto nel sé che il sé, nel corpo, nella mente, era
stato dedicato a quel servigio all’uomo, perché il sé potesse essere un canale di
benedizione - trovò un risveglio nell’elogio di ciò che era stato dato da quei pastori
che avevano sperimentato quel grido delle milizie celesti: “Guardate, un figlio è
stato dato e il suo nome è meraviglioso, consigliere!” Questo risvegliò nell’entità
ciò che può essere trovato nel presente, come tutta la natura - il viso nell’acqua, la
rugiada sull’erba, il colore e la bellezza della rosa, il canto delle stelle, il lamento del
vento, tutti proclamano – ora - le parole potenti di un Dio misericordioso,
amorevole.
26. D- Date i nomi dei Saggi.
R- Questo è stato dato.
27. D- Quale relazione ha l’esperienza avuta da Edgar Cayce di vedere un mentore
nel periodo della mia ultima lettura con il mio sviluppo. Date il nome, se possibile.
[vedi 587-5, par. r.1]
R- Qui abbiamo un’esperienza estremamente sacra. Tieni intatte, figlia mia, quelle
cose che fra breve devono accaderti, se solo tu volessi ascoltare le voci in te.
Questo nuovamente è davvero lui che proclamò che il giorno del Signore è vicino -
Giovanni. Viene indicato dal tipo stesso del suo costume; come di uno vestito, e il
suo vestito sarà bianco come la neve, e quelli i cui peccati sono stati come cremisi
saranno lavati e come lana. I suoi piedi non sono d’argilla; i suoi piedi non sono
come l’ottone, ma come l’oro - ciò indica i messaggi affettuosi che possono essere
portati a te e ai tuoi, perché tu possa veramente, ora, adempiere aciò a cui allora hai
dedicato la tua vita; affinché attraverso i tuoi sforzi nella carne tu possa proclamare
l’anno meraviglioso del Signore per gli uomini!
28. D- Quale rapporto di Giovanni con la Fratellanza Bianca?
R- Allora: il capo; ora fra i primi della Fratellanza.
29. D- Qual è il significato del fenomeno della sfera rotante che mi è capitato
questa mattina?
R- Che la consapevolezza interiore è venuta per la vicinanza di ciò che è stato
proclamato dall’inizio: “Sappi che il Signore tuo Dio è Uno!” E, chi è sua madre, suo
fratello, sua sorella? Coloro che fanno la volontà del Padre. Qual è la volontà? La
legge, l’amore, come espressi in quelle parole che il maestro diede: “Ama il Signore
tuo Dio con tutto il cuore, con tutto il corpo, con tutta l’anima; tuo fratello come te
stesso.”
30. Abbiamo terminato per il momento.
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