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mercoledì 13 novembre 2019

I Bambini Indaco: sono arrivati i nuovi bimbi

Nel loro libro I Bambini Indaco Lee Carroll e Ian Tober intervistano insegnanti,
consiglieri, genitori e anche bambini su un nuovo tipo di bambini che sta arrivando
nella specie umana. Edgar Cayce parlò di una “quinta razza originale”. Diverse
persone intuitive contemporanee parlano di bambini “blu”. Il loro colore e le loro
caratteristiche sono descritte nella seguente intervista che Tober fece con Nancy Ann
Tappe, l’autrice di Comprendere la Propria Vita Attraverso i Colori. L’intervista fu
adattata da I Bambini Indaco con permesso della Hay House Inc., Lee Carroll e Ian
Tober.
D: Nancy, lei è stata la prima ad identificare e a scrivere sul fenomeno Indaco nel
suo libro Comprendere la Propria Vita Attraverso i Colori. Che cosa è un bambino
indaco e perché li chiamiamo così ?
R: Io li chiamo indaco perché quello è il colore che “vedo”.
D: Che cosa significa ?
R: Il colore vitale. Guardo i colori vitali della gente per sapere qual è la loro
missione sul piano terreno - che cosa devono imparare qui, qual è il loro
“programma”. Fino agli anni ’80 circa sentivo che altri due colori sarebbero stati
aggiunti al sistema perché ne abbiamo fatto sparire due. Abbiamo fatto sparire il
fucsia, e abbiamo fatto diventare obsoleto il magenta. Così pensai che quei due
colori vitali sarebbero stati sostituiti. Mentre stavo cercando questi “vidi” l’indaco.
Stavo facendo ricerche all’Università di Stato di San Diego, cercando di stabilire un
profilo psicologico comprensibile che avesse resistito alla critica accademica. In
quel periodo un dottore, a cui era appena nato un figlio con un soffio molto grave al
cuore, mi chiamò per chiedere se fossi disposta a dare un’occhiata al bimbo e a
dirgli che cosa “vedevo”. Così lo guardai e fu allora che constatai per certo che
questo era un nuovo colore che non c’era nel mio sistema di colori vitali. Il neonato
morì circa sei settimane dopo - fu molto veloce. Fu allora che cominciai a cercarli.
Fu in un periodo degli anni ’70 che lo notai.
Negli anni ’80 lo classificai seriamente e iniziai il processo di personologia
perché allora avevamo dei bimbi che avevano cinque, sei e sette anni e potevo
guardarli e “leggere” la loro personalità e vedere di che cosa si trattasse. La cosa
più importante che imparai fu che non avevano un programma come l’abbiamo noi -
e tuttora non l’hanno. Non l’avranno per altri otto anni. A circa 26,27 anni vedrete un
grande cambiamento nei bambini indaco. Il cambiamento consisterà nel fatto che il
loro scopo ci sarà. I più anziani saranno veramente consolidati in quello che fanno,
e i più giovani avranno le idee chiare su quello che faranno nella vita.
D: Dà l’idea che stia ancora a noi decidere che cosa succederà.
R: E’ ancora in fase di ricerca.
D: Ci sembra essere un enorme interesse, un enorme bisogno di sapere.
R: Infatti, perché la gente non comprende questi bambini indaco. Sono dei bambini
computerizzati, che significa che saranno più testa che cuore. Penso che questi
bambini arrivino con qualche regola mentale di pronta visualizzazione. Sanno che,
se possono definirlo, è loro. Sono dei bambini orientati nella direzione tecnologica,
cosa che mi dice che diventeremo ancora più tecnologici di quanto non lo siamo
oggi. A tre o quattro anni questi bimbi capiscono i computer che gli adulti non
riescono capire a 65 anni.
Sono dei bambini nati per la tecnologia, che significa che possiamo predire
con facilità quello che vedremo nei prossimi 10 anni - una tecnologia di cui
nemmeno sognavamo. Credo che questi bambini stiano aprendo una porta e che
arriveremo ad un punto dove nulla deve essere ripetuto, tranne nella nostra testa.
D: Sono d’accordo con lei.
R: Quello è il loro scopo. Quello che vedo è che in alcuni casi l’educazione del loro
ambiente li ha così bloccati che a volte questi bambini uccidono. Ora credo sempre
nel paradosso. Dobbiamo avere il buio e dobbiamo avere la luce per avere una
scelta. Senza scelta non c’è crescita. Se fossimo solo dei robot che seguono
qualcosa, allora non ci sarebbe il libero arbitrio - non ci sarebbe scelta - non ci
sarebbe niente.
Recentemente ho detto ai miei studenti che se dobbiamo credere nei nostri
inizi, se dobbiamo credere nella nostra bibbia essa dice in verità: “In principio ci fu
il vuoto e le tenebre ricoprivano l’abisso”. E’ sempre stato così. “E Dio disse: ’Che
ci sia la luce”. Egli creò il bene - Egli creò la luce. Non creò le tenebre - c’erano
sempre state. Egli separò la notte dal giorno, la luce dalle tenebre, la terra dai cieli, il
firmamento dall’aria, la terra dalle acque. Separò la donna e l’uomo e creò maschio
e femmina. La regola della creazione è separazione per scelta; senza scelta non
cresciamo.
Così, quello che vedo è che abbiamo sempre avuto degli estremi,
specialmente in questa dimensione. Abbiamo avuto l’estremo perfetto - il più sacro
delle cose sacre e il più malvagio dei mali. La maggior parte di noi sta da qualche
parte nel mezzo, con l’aspirazione di essere santi mentre facciamo errori. Quello
che vedo ora è che quell’estremo diventa più integrato. I più santi dei santi stanno
diventando persone medie. I più malvagi dei malvagi stanno diventando delle
persone medie e quell’equilibrio sta raggiungendo un livello più raffinato. Questi
bambini - ognuno di coloro che ho visto finora che uccidono i loro compagni di
scuola o genitori - sono stati bambini indaco. Per quanto ne abbia visto, solo uno di
loro è stato un indaco umanista indaco; gli altri sono stati indaco concettualisti.
D: Questa è un’osservazione molto interessante - che tutti questi bambini che
uccidono altri bambini sono indaco. Così quello che lei dice è che il loro sentiero è
molto chiaro, ma in qualche modo la loro missione si è bloccata, così la loro
alternativa è liberarsi da quello che pensano la stia bloccando?
R: Quella è una nuova forma di sopravvivenza. Quando lei ed io eravamo bambini
pensavamo quei pensieri terribili e volevamo scappare. Ma avevamo paura. Loro
non hanno paura.
D: Loro sono senza paura perché sanno chi sono.
R: Credono in se stessi.
D: Per quanto sappia, quando vennero notati i primi bambini indaco, e qual è ora la
percentuale delle nascita di bambini indaco?
R: Io dico che il 90 percento dei bambini sotto i 10 anni sono indaco. Non posso
dirle quando hanno cominciato ad arrivare, ma so quando ho cominciato a notarlo.
Penso di averlo notato la prima volta nel 1982. L’avevo notato molto tempo prima,
ma non l’avevo definito. Solo circa nel 1985 ho veramente visto che dovevano
restare qui.
D: Ci sono tipi diversi di indaco? E quali sono le loro caratteristiche?
R: Ci sono quattro tipi diversi e ognuno di loro ha uno scopo.
1.Per primo c’è l’indaco umanista che lavorerà con le masse. Sono i dottori,
avvocati, insegnanti, commercianti, uomini d’affari e politici di domani, serviranno
le masse e sono iperattivi. Sono estremamente socievoli. Parlano con tutti, in
qualsiasi momento - sono gentili, gentili, gentili. E hanno delle opinioni molto forti.
Sono anche maldestri con il corpo, iperattivi e a volte sbattono contro il muro
perché dimenticano di mettere i freni. Non sanno giocare con un solo giocattolo.
Invece devono tirare fuori tutto, e possono o non possono toccarlo. Se dite loro di
andare a mettere a posto la loro camera dovete continuare a ricordarlo a loro perché
si distraggono. Vanno nella loro camera, cominciano a mettere in ordine finché non
vedono un libro. Allora si siedono e leggono perché sono dei lettori voraci.
Ieri sono stata su un aereo, e questo piccolo indaco - di tre anni - era agitato.
Sua madre gli diede il depliant con le istruzioni per il salvataggio, e lui lo aprì con
tutte le sue figure. Rimase seduto e fu molto serio, come se lo stesse leggendo -
molto serio e concentrato. Lo studiò per cinque minuti, e so che non sapeva
leggere, ma lui pensava di saper leggere, credo. Quello è l’indaco umanista.
2. L’indaco concettualista si occupa più di progetti che di persone. Saranno gli
ingegneri, architetti, disegnatori, astronauti, piloti e ufficiali militari di domani. Non
sono goffi fisicamente e sono spesso dei bambini molto atletici. Hanno problemi di
controllo, e la persona che cercano di controllare di più è la madre se sono ragazzi.
Le ragazze cercano di controllare il padre. Se riescono a farcela hanno grossi
problemi. Questo tipo di indaco ha delle tendenze alla dipendenza, specialmente
dalle droghe durante gli anni della pubertà. I genitori devono osservare i loro
schemi comportamentali molto da vicino, e quando cominciano a nascondere o dire
cose come “Non avvicinatevi alla mia stanza” è allora che la madre deve
ispezionare la loro camera.
3. Poi c’è l’indaco artista che è molto più sensibile e spesso più piccolo di
statura, anche se non sempre. Si occupano di più delle arti. Sono creativi e saranno
gli insegnanti e gli artisti di domani. Di qualunque cosa si occupino ne prenderanno
il lato creativo. Se si occupano di medicina possono diventare chirurghi o
ricercatori. Quando si occupano delle belle arti sono l’attore dell’attore. All’età fra 4
e 10 possono acquisire la conoscenza di 15 arti creative diverse - sceglierne una per
cinque minuti e abbandonarla. Così dico sempre alle madri di artisti o musicisti :
“Non comprate gli strumenti - prendeteli in affitto!” L’indaco artista può lavorare
con cinque o sei diversi strumenti, poi, quando arrivano alla pubertà, scelgono un
campo o un’impresa e diventano artisti in quello.
4. Il quarto tipo è l’indaco interdimensionale. Essi sono più grandi di tutti gli
altri indaco, e all’età di uno o due anni non potete dire loro niente. Dicono: “Lo
conosco. Lo so fare. Lasciami stare.” Sono quelli che porteranno nel mondo nuove
filosofie e nuove religioni. Possono essere prepotenti perché sono di parecchio più
grandi e perché non si adattano come fanno gli altri tre tipi.
Ora, quanto ai colori vitali fisici, entro i prossimi 20 anni tutti spariranno
tranne il rosso. Solo i colori mentali - i marroni, i gialli e i verdi; e i colori spirituali - i
blu e i violetti - rimarranno. L’indaco umanista sta sostituendo il giallo e il violetto.
L’indaco concettualista sta sostituendo il marrone, il verde e il violetto. L’indaco
artista sta sostituendo il blu e il violetto. L’indaco interdimensionale sta sostituendo
il violetto. Così è ovvio che abbiamo il violetto a tutti e quattro i livelli.
D: E saranno intuitivi?
R: Un’amica ha un nipotino di quattro anni. Era andata a trovarlo a Santa Barbara e
a portare Zaccaria, il ragazzino, e sua madre fuori a cena. La madre si vantò in
continuazione dell’andamento scolastico di Zaccaria e di come nuotava e come la
sua insegnante a scuola diceva che è uno che impara velocemente e che fa dei salti
mortali perfetti. E’ assolutamente senza paura.
Andarono in un bellissimo ristorante e avevano l’intenzione di prendere come
dessert una grande mousse al cioccolato: il ragazzino non vedeva l’ora di
mangiarselo. Portarono il dessert con grande fanfara e lo misero in mezzo al tavolo
e diedero ad ognuno di loro un cucchiaio per mangiarlo. I suoi occhi diventarono
grandissimi, e rise e stese la mano e tirò il dessert sul suo posto e cominciò a
mangiarlo. Stava semplicemente là mangiando, e alla fine la madre disse: “Zaccaria,
sai che cosa significa essere senza paura ?” Egli mise giù il cucchiaio, aggrottò le
ciglia e la guardò e disse: “Sì.”
“Che cose credi che significhi?” gli domandò.
Egli disse: “Credo in me stesso!”
Quattro anni. E’ quello che essere senza paura significava per lui.
L’affermazione che Zaccaria fece è molto chiara. Questi bambini credono in se
stessi. Se cercate di dire loro che stanno facendo qualcosa di sbagliato, quando
credono in se stessi sanno che non sapete di cosa state parlando. Così suggerisco
ai genitori di mettere dei limiti dove non dicono ai bambini di non fare una cosa. Dite
invece: “Perché non mi spieghi perché vuoi fare quello. Sediamoci e parliamone.
Che cosa credi che succederà? Spiegami pure ogni cosa. Che cosa pensi che
accadrebbe se facessi quello?” Quando vi dicono quello che pensano che
accadrebbe loro chiedete: “Va bene, cosa faresti in quella situazione?” Allora vi
diranno cosa farebbero in quella situazione.
Dovete far fare questo con un giovane Indaco, altrimenti non parteciperanno -
a meno che non abbiate un umanista non ne parleranno con voi. Nell’istante stesso
in cui cominciano a parlare parlate a loro apertamente. Fate che discutano sulle
cose.
D: E quando sono dei neonati?
R: Potete fare quello quando sono dei neonati. Chiacchierate con loro - discutete le
cose con loro. Che vi sentano chiacchierare. Ora cambieremo il tuo pannolino.
Dobbiamo farlo perché altrimenti ti irriti, così puoi essere felice e io posso essere
felice. Non piangerai e io non dovrò preoccuparmene. E saremo tutti felici, non è
vero? Ora cambiamo il tuo pannolino”.
D: Lei tratterebbe questi bambini come se fossero degli adulti quando cominciano a
parlare?
R: Non si può parlare a questi bambini trattandoli dall’alto in basso. Vi sputeranno
in un occhio se li trattate così. Loro non rispettano le persone perché hanno i capelli
grigi o le rughe. Dovete meritarvi il rispetto dagli indaco.
D: Cos’altro?
R: Semplicemente ascoltateli. Seguite il vostro intuito e smettetela di cercare di
essere un’autorità. Lasciate che i bambini vi dicano di cosa hanno bisogno. Poi dite
loro perché non potete darglielo o perché va bene che l’abbiano. E poi tutto quello
che ci vuole è ascoltare. Tutto qui. Questi indaco sono molto aperti.
D: Di nuovo, essere presenti.
R: Giusto. Voi abusate di questi bambini indaco e loro vanno a scuola e lo dicono
all’insegnante, o chiamano la polizia. Lei ha senz’altro sentito di molti casi negli
ultimi anni di bambini di due o tre anni che hanno salvato i loro genitori chiamando
il 911, o cose del genere. Se si abusa di questi bimbi, loro vanno automaticamente
da qualche autorità. Lo faranno - e noi ci arrabbiamo per questo.
D: Mi piace chiamarci il Ponte dell’Arcobaleno da dove siamo noi verso di loro.
R: Penso che sia vero. Io li chiamo il ponte dalla terza dimensione alla quarta
dimensione. La terza dimensione è una dimensione ragionevole - una dimensione
pensante. La quarta dimensione è una dimensione dell’essere. Qui parliamo di
amore e onore e pace e felicità e tutto quello, ma raramente mettiamo in pratica
queste cose. Nella quarta dimensione le pratichiamo. E cominciamo a renderci
conto che la guerra è futile e che trattare qualcuno dall’alto in basso è solo un altro
modo di uccidervi. Questi bambini lo sanno già.
Nel primo workshop con gli indaco che ho fatto erano presenti genitori e figli.
Hanno fatto entrare dei babysitter a prendersi cura dei bambini, un babysitter per
ogni quattro bambini. Al pomeriggio abbiamo portato i bambini nella stanza e i
genitori potevano osservarli mentre interagivano e facevano delle domande.
Abbiamo fatto mettere una vecchia macchina per scrivere elettrica in mezzo al
pavimento e avevamo le altre cosette nostre intorno a noi. Non avevamo un
computer per metterlo sul pavimento, ma, come dicevo, questi bimbi sono bambini
elettronici, così un bambino si sedette alla macchina da scrivere e tutti gli altri
bambini se ne andarono a giocare. Questo fu uno sperimento stupefacente.
Quindi uno giocava con la macchina da scrivere, poi venne un altro bambino e
si sedette per stare a guardare. Dopo un po’ quello che stava giocando con la
macchina da scrivere si alzò e se ne andò - e il prossimo si infilò al suo posto, e da
qualche parte nella folla ne arrivò un altro, si sedette e osservò. E proseguirono con
quell’esercitazione come se fossero in fila - ma non c’era alcuna fila.
D: E’ giusto, perché questi bambini non si mettono in coda.
R: Giusto, e i genitori osservarono questo. Solo un bambino su 15 se ne andò a
stare in braccio ai genitori. Gli altri non badarono affatto ai loro genitori.
D: Che anno era?
R: Penso che sia stato nel 1984. Tutto quello che questi bambini vogliono è essere
rispettati e trattati come esseri umani - senza differenza fra bambini o adulti.
Quando mio nipote era piccolo, mia figlia non gli permetteva di avere delle
armi. Non poteva avere fucili e non poteva giocare con cose di guerra. Non voleva
assolutamente che avesse cose elettroniche. Quando aveva circa tre anni, ero nella
mia stanza da bagno una mattina e mi stavo arricciando i capelli, e avevo due ferri
per arricciare i capelli, uno freddo e uno bollente. Stavo usando quello bollente e lui
prese quello freddo e fece “bang-bang.”
Così presi il mio e feci “bang-bang”. Cominciammo a correre per tutta la casa.
“Bang-bang-bang!” Mia figlia disse: “Mamma, non devi fare quello con lui”. Dissi:
“Ha cominciato lui!” Così ci divertimmo moltissimo.
Quando aveva otto anni egli venne da me e disse: “Mano, sai cosa vorrei per
Natale? Un apparecchio Nintendo!” A denti stretti mia figlia disse: “Non osare!” Risi
e pensai, sono io sua nonna e lui l’ha chiesto a me. Lei dovrà semplicemente
affrontarlo. Quindi, quando andai fuori città, gli comprai un apparecchio Nintendo e
partii.
Tornai due mesi dopo e lei disse: “Mamma, voglio davvero ringraziarti per
aver regalato a Colin l’apparecchio Nintendo, perché mi sono resa conto che non
potevo toglierglielo. Mi sono anche resa conto che dovevo essere responsabile e
così ho cominciato a ‘vendergli’ il tempo col Nintendo. Gli ho detto che se faceva in
tempo i suoi lavori quotidiani avrebbe avuto un tot di minuti per il Nintendo. E aveva
avuto ogni tipo di voto a scuola per la sua mancanza di cooperazione. Così gli dissi:
‘Quando coopererai a scuola avrai 10 minuti sul Nintendo. Quando avrai alzato tutti i
tuoi voti di un numero avrai così tanti minuti per il Nintendo. Se vanno giù perdi
tanti minuti sul Nintendo.”
Ora poteva succedere che egli ritornava a casa dalla scuola, faceva i suoi
lavori e domandava: “Hai qualcos’altro che vuoi che faccia?” Allora mia figlia
diceva: “Bè potresti fare questo”. E egli domandava: “Quanti minuti sul Nintendo?”
In matematica salì da 6 a 9. Due settimane dopo l’insegnante chiamò e domandò:
“Che cosa è successo a Colin? E’ uno studente diverso.” Così Laura glielo disse.
Rispose: “Per amor di Dio, continui così. E’ il bambino più bravo che ho adesso!” A
scuola, l’insegnante disse, egli andava da lei per chiederle: “C’è qualcosa che
posso fare per te?” Prima di tornare a casa egli andava da lei e domandava: “Posso
fare qualcosa per aiutarti?” Lei glielo diceva, poi lui andava a casa per dire a sua
madre quello che aveva fatto e quanto tempo per il Nintendo si aspettava per
questo. Lei glielo dava. Diventò uno studente bravissimo.
Molte persone dicono che Internet fa male ai bambini e quante cose
pericolose ci sono. Ma se i genitori hanno parlato con i loro figli e se sono stati
aperti con loro, insegnando loro dove fare le loro scelte, questi bambini non cadono
nelle sue trappole. Sono quelli che hanno bisogno di attenzione a cadere in
trappola. Questi bambini sono in gamba. Ma sono come noi - a volte facciamo delle
scelte stupide per necessità e anche loro lo fanno se hanno bisogno di qualcosa.
Ma se li aiutiamo a decidere fanno delle scelte molto sagge. Sono dei ragazzi
meravigliosi.
(Venture Inward, gennaio/febbraio 2000)
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