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venerdì 20 maggio 2022

La Sindone di Torino E’ il Santo Graal ?

Il cristianesimo, compreso correttamente, è una tradizione occidentale di
illuminazione. Proprio come il Buddha non insegnò buddismo, il Cristo non insegnò il
cristianesimo. Entrambi insegnarono dei sistemi per la liberazione del sé o per la
realizzazione in Dio. (I nomi delle religioni nacquero molto tempo dopo che i loro fondatori
erano stati sulla Terra) In occidente, però, quelli che conservavano l’insegnamento di
Gesù troppo spesso mancavano di comprenderlo. Come risultato, la religione di Gesù
diventò una religione su Gesù, un culto della personalità piuttosto che un sentiero per la
trascendenza del sé.
Così il cristianesimo diventò “chiesismo” il cui obiettivo primario era la conservazione
azionata dall’ego di potere, autorità e ricchezza. L’”imitazione di Cristo” diventò
secondaria. Sebbene Gesù avesse intimato alla gente: “Cercate dapprima il regno di Dio”
(Matteo 6,33), i funzionari della chiesa troppo spesso cercarono il regno dell’uomo - cioè
l’esaltazione di se stessi. All’interno e all’esterno della Chiesa, individui, sette e movimenti
che rappresentavano una sfida per l’alto clero con l’insegnamento che l’accesso diretta
alla Divinità non solo era possibile ma effettivamente lo scopo del cristianesimo (“Io e il
Padre siamo uno”, “seguitemi”) venivano generalmente soppressi. (Si pensi ai massacri
dei catari). Nel processo, il pensiero cristiano tradizionale si trasformò dall’insegnamento
mistico-metafisico di Gesù all’insegnamento magico-mitico dei funzionari della Chiesa. La
cristianità regredì dalla ricerca di una comprensione di sé di ordine superiore, che Gesù
insegnò e manifestò, alla comprensione di sé di ordine inferiore di bambini che, per quanto
possano essere dolci e amorevoli, non sono motivati o pronti ad aspirare alla crescita
spirituale verso l’illuminazione - ciò che San Paolo chiamò “la pace di Dio che passa ogni
comprensione” (Fil. 4,7)
Di conseguenza, l’aspetto di illuminazione del cristianesimo venne sotterrato, e solo
ora sta riemergendo pubblicamente per due fattori. Il primo è la scoperta di testi gnostici e
conoscenze esoteriche perduti che costituiscano una sfida per i dogmi tradizionali sulla
natura e l’insegnamento di Gesù. Il secondo è la fame enorme in tutto il mondo di
trascendenza del sé e di accelerazione dell’evoluzione oltre l’ego verso una forma più
elevata di umanità (Penso che questo spieghi in gran parte le alte vendite del Codice da
Vinci, benché il romanzo dia indicazioni del tutto sbagliate sulla natura del Santo Graal.
Come vedrete qui, il Santo Graal non è le ossa di Maria Maddalena né la discendenza di
sangue presunta di Gesù né tantomeno il Femmineo Divino. Il Santo Graal è, in verità la
Sindone di Torino, la veste di sepoltura di Gesù il Cristo. La Sindone soddisfa tutte le
domande sul Santo Graal.).
Costretta a nascondersi, una “corrente” clandestina di insegnamento e insegnanti
tenne in vita la conoscenza dell’illuminazione, proprio come Gesù stesso aveva fatto nel
suo tempo per una tradizione la cui origine risale quantomeno all’Egitto dei faraoni. La
tradizione funeraria dei faraoni dell’antico Egitto si occupa principalmente del processo di
trasferimento cosciente dal corpo di carne al corpo dello spirito o akh - oppure, più
correttamente, di apprendere a operare nel corpo spirituale indipendentemente dal corpo
carnale. Possibilmente, la conoscenza di quel processo rituale è entrata nel giudaismo
tramite Mosè, il quale diventò membro del casato del faraone quando la figlia del faraone
lo salvò quando era un neonato. E’ probabile che crescendo egli venne iniziato dai
sacerdoti del tempio alle loro conoscenze segrete sullo sviluppo umano più elevato.
Da Mosè, secondo le leggende esoteriche, la conoscenza dell’akh passò attraverso i
secoli come insegnamento interiore in alcune branchie o scuole del giudaismo,
emergendo pubblicamente e drammaticamente quando Gesù dimostrò la conquista della
morte per mezzo della sua resurrezione, lasciando la tomba come il Risorto. Le leggende
e alcuni documenti esoterici fanno continuare la tradizione attraverso alcuni dei primi
cristiani fino ai catari nel sud della Francia.
I Templari
Un altro gruppo che comprese Gesù in modo corretto era l’Ordine dei
Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone, o Templari. Dal loro inizio nel
XII secolo i Templari erano quelli che per primi nominarono il Santo Graal, ed
iniziarono la storia della Ricerca del Graal. Ora, grazie a ricercatori zelanti
come Frank Tribbe, autore del recente libro Risolto il Mistero del Santo
Graal(The Holy Grail Mystery Solved), e Noel Currer-Briggs, autore del libro
precedente Il Santo Graal e la Sindone di Cristo (The Holy Grail and the
Shroud of Christ), il Santo Graal può essere compreso come illuminazione o realizzazione
di Dio, e la Ricerca del Graal come il processo di crescita verso l’illuminazione - l’essenza
stessa dell’insegnamento-dimostrazione di Gesù.
Effettivamente esiste, tuttavia, un oggetto fisico - la Sindone di Torino - che merita il
termine Santo Graal allo stesso modo. Qual è il nesso fra un processo psicologico e un
oggetto fisico? Come possono entrambi essere la stessa cosa? Ecco la spiegazione.
I Templari, che avevano la loro sede centrale a Parigi, vennero soppressi e dispersi
con violenza nel 1307 sotto false accuse da parte di re Filippo IV di Francia e Papa
Clemente V i quali miravano ad impadronirsi delle grandi ricchezze che l’Ordine aveva
nella sua tesoreria a Parigi e altrove. Ma i templari erano stati messi in guardia; Filippo
trovo la tesoreria vuota. No, quel tesoro non finì sotto la Trinity Church a New York,
nonostante ciò che il film “Tesoro Nazionale” narra, sebbene la collocazione e la natura
del tesoro siano un soggetto di forte indagine e speculazione. Il Codice Da Vinci lo
descrive sotto la cappella di Rosslyn in Scozia, a sud di Edimburgo, ma il tesoro non si
trova nemmeno lì. Personalmente credo che gli elementi principali del tesoro fossero rotoli
di rame (risalendo al tempo di Gesù o prima e ricuperati dai Templari da sotto il Tempio di
Salomone a Gerusalemme quando l’Ordine ebbe inizio) che contenevano informazioni ed
istruzioni dettagliate sul processo dello sviluppo umano superiore verso l’illuminazione. I
templari infine diedero origine alla massoneria che conserva alcune delle conoscenze
preziose. Nel rito scozzese della massoneria c’è un grado in cui l’iniziato cerca, sotto il
Tempio di Salomone, la “Parola perduta”. Quella “parola”, secondo me, erano in realtà
delle istruzioni scritte su come ottenere lo stato di santità esemplificato da Gesù il Cristo.
Così, nella mia opinione, il tesoro più grande dei Templari era un Codice di Illuminazione.
L’accusa principale contro i Templari era questa: essi veneravano l’immagine di un
uomo barbuto. Per una sorta d’ironia sfuggita a Filippo, l’accusa era vera. Secondo Tribbe,
i Templari erano venuti in possesso della Sindone, il lenzuolo funerario leggendario che
avvolgeva Gesù nella tomba. Il suo libro appena uscito Ritratto di Gesu? (Portrait of
Jesus?) traccia la storia della Sindone dalla tomba, attraverso il possesso dei Templari,
fino alla sua collocazione attuale. Veniva tenuta ripiegata in una scatola o scrigno di legno
con un’apertura che lasciava vedere il viso dell’Uomo nella Sindone come forma di
venerazione (Molti edifici dei templari avevano dipinti o icone, che replicavano il viso). La
finestra d’osservazione del contenitore di legno della Sindone era incorniciata da una
struttura a traliccio. Citando l’opera di Currer-Briggs, Tribbe spiega che la parola in
francese antico greille, che si riferiva alla cornice di traliccio o griglia, venne col tempo
traslitterata nell’inglese “grail” (Il significato della parola traslitterata venne però corrotto
perché “grail”, etimologicamente, significa coppa o scodella, e i vari autori di storie sul
Graal hanno raccontato erroneamente al pubblico che il Santo Graal era la coppa
dell’Ultima Cena o una scodella che raccolse il sangue di Gesù mentre era sulla croce.).
Naturalmente, la cornice di legno di per sé non era sacra. Nominarla era semplicemente
un modo “stenografato” per riferirsi alla prova tangibile della sacralità che essa
manifestava - la tela sulla quale era impressa l’immagine del Gesù risorto formatasi al
momento della resurrezione. Quell’immagine ricorda il raggiungimento di Gesù della fase
finale di illuminazione, e cioè diventare la luce stessa. Vale a dire, egli ottenne il corpo
della resurrezione o corpo di luce, egli diventò un essere di luce.
Lo Studio Scientifico della Sindone

La Sindone che attualmente si trova nella cattedrale di San
Giovanni Battista a Torino, in Italia, è ora la reliquia religiosa più
importante del mondo perché è stata sottoposta a verifiche scientifiche
così rigorose che la sua autenticità è stata stabilita (Il termine latino per
sudario è sindon e coloro che studiano tali sindoni, compreso quella a
Torino, sono sindonologi.). Benché, a quanto si dice, un esame con il
carbonio 14 negli ultimi anni ’80 abbia dimostrato che la Sindone non
era più vecchia che del XIII secolo - e quindi era una beffa - è stato ora
dimostrato che i risultati di quegli esami avevano dei gravi difetti per
diversi fattori. Per primo, il pezzo della Sindone usato per l’esame era stato prelevato da
quello che ora è riconosciuta come “pezza” o riparazione del XIV secolo della Sindone,
tessuto “in modo invisibile” - cioè, non immediatamente visibile ad occhio nudo. Secondo,
vi è presenza di materiale biologico ( muffa o micro-organismi cresciuti sulle fibre) e di
particelle di carbonio (provenienti dal fumo di un incendio del XVI secolo in cui la Sindone
venne parzialmente bruciata) sul pezzo di tessuto esaminato che alteravano i risultati
verso una data più recente.
Nuovi esami chimici spostano l’età della Sindone indietro nel tempo al primo secolo.
Inoltre, il tipo di tessitura della Sindone di lino è ora riconosciuto come conforme con la
tessitura della Palestina del primo secolo, ma non dell’Europa del XIV secolo. E poi, la
nuova ricerca ha identificato sulla Sindone dei granelli di polline che possono provenire
solo dalle vicinanze di Gerusalemme durante i mesi di marzo e aprile - il periodo della
Pasqua ebraica - quando tale vegetazione è in fiore. Per questa ed altre ragioni basate
sulla ricerca, la Sindone è ora stata confermata senza alcun dubbio dai sindonologi come
una reliquia autentica del primo secolo proveniente dal Vicino Oriente, esattamente come
afferma la leggenda.
Quanto all’immagine dell’Uomo sulla Sindone, la ricerca indica allo stesso modo che
essa non è una beffa. Le macchie di sangue sono reali, del tipo AB, e contengono un DNA
umano maschile. Tribbe fa rilevare in Il Ritratto di Gesù? che la spiegazione più plausibile
che la scienza riesce a trovare per spiegare come l’immagine dell’Uomo sulla Sindone ci è
arrivata è paragonando la situazione ad uno scoppio controllato di radiazione ad alta
intensità simile all’esplosione della bomba di Hiroshima la quale “stampò” le immagini di
persone incenerite sulle pareti degli edifici. Il ricercatore sulla Sindone Ray Rogers,
chimico fisico dal Laboratorio di Los Alamos, disse: “ Sono costretto a concludere che
l’immagine è stata formata da uno scoppio di energia radiante - dalla luce, se così vi pare.”
In altre parole, l’immagine è stata incisa sulla tela come per mezzo di un flash fotografico
di luce brillante alzatasi dal corpo dell’Uomo della Sindone. Un altro ricercatore della
Sindone, il prof. Alan Adler del Western Connecticut State College, concluse che
l’immagine della Sindone potrebbe essere stata creata soltanto da una forma di energia
che la scienza non riesce a nominare.
L’immagine dell’Uomo della Sindone fu creata da un processo misterioso -
chiamiamolo miracoloso - che la scienza non comprende. I templari, tuttavia, lo
comprendevano. Essi compresero per lo meno che la Sindone era una testimonianza
muta del fatto che nella tomba Gesù transustanziò se stesso mediante un atto equivalente
ad un’esplosione nucleare auto controllata che in modo alchimistico trasformò la sua
carne, il sangue e le ossa in un corpo di luce e con ciò conquistò la morte. Egli raggiunse
l’illuminazione all’ultimo grado ed è ora conosciuto come la Luce del Mondo (Giovanni
8,12). Ciò era l’oggetto della venerazione dei templari.
L’Insegnamento-Dimostrazione di Gesù
I templari venerarono l’immagine del viso perché essa dimostrò in
modo visibile il fatto centrale dell’insegnamento di Gesù: la conquista della
morte mediante ascensione nella santità dello spirito ad un’unione totale
con Dio. Compreso in modo adeguato, dice Tribbe, il Graal è illuminazione,
e la Ricerca del Graal è realizzare il nostro potenziale umano di crescita fino a quello stato
di essere che Gesù dimostrò e chiese all’umanità di raggiungere. Il raggiungimento di
Gesù del corpo risorto che creò l’immagine dell’Uomo sulla Sindone è la forma più alta o
fase ultima di illuminazione - letteralmente diventando luce. Ciò è quello che Gesù insegnò
e dimostrò. Il suo insegnamento-dimostrazione non era semplicemente morale, come la
Chiese tende a suggerire. Era anche mistico e metafisico, come le tradizioni soppresse
spiegano chiaramente.
La cosa più importante è che l’insegnamento-dimostrazione di Gesù era universale,
inteso per tutta l’umanità, ed è per questo profondamente evolutivo. Gesù era un
insegnante dell’illuminazione evolutiva. Egli desiderava mostrare che è inerente nel nostro
potenziale umano diventare come lui - cioè, imitare Cristo, diventare simili a Cristo. Si
immagini un mondo popolato da individui che hanno seguito l’insegnamento di Gesù in
modo così completo da averLo, in effetti, duplicato in loro stessi. Si immagini un mondo
popolato da individui i quali, come San Paolo prevede, hanno raggiunto “lo stato di uomo
perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo” (Ef 4,13). La competenza
di Tribbe colloca la Sindone nel contesto del potenziale umano di illuminazione e mostra la
sua importanza per l’intera razza umana, non in termini confessionali bensì in termini
psicofisici.
Gesù voleva far capire alla gente che il potenziale umano può cambiare la condizione
umana. Egli voleva farle capire che l’inferno dell’ego può diventare cielo (o paradiso)
estatico tramite un’ascesa nella coscienza dal peccato dell’egocentrismo alla realizzazione
non duale che “io e il Padre siamo uno.” Cielo (o paradiso) significa uno stato di
comunione ininterrotta con Dio. Quella condizione di comunione ininterrotta è
realizzazione di Dio, liberazione del sé o illuminazione. Il Cielo (o paradiso) o il regno di
Dio non è limitato allo stato post mortem. Esso può essere ottenuto in questa vita. Il regno
è dentro di noi - e può essere realizzato - un potenziale che deve essere reso reale -
seguendo la via che Gesù insegnò. Per questo Gesù “aprì i cancelli del cielo” per l’intera
razza umana. “Il regno dei cieli” e “il regno di Dio” erano quindi i suoi termini per
l’illuminazione.
Gesù non reclamò un rapporto esclusivo con Dio, ma piuttosto un rapporto che
comprendeva ogni cosa e per condividere il quale egli fece appello all’umanità. (Si ricordi
che il Padre Nostro non comincia con “Padre mio” bensì con “Padre Nostro””.) Il Cielo/il
regno di Dio/l’illuminazione è per tutti quelli che seguono Gesù nel suo insegnamentodimostrazione.
Gesù, Adamo e l’America
E Gesù non pretese nemmeno di essere l’unico Figlio di Dio; piuttosto, il più delle
volte egli parlò di se stesso come Figlio dell’Uomo, la discendenza dell’umanità. Per
l’Apostolo Paolo, Gesù era il “secondo Adamo” o “nuovo Adamo” (1 Cor. 15,45), il
progenitore di una nuova razza, il punto di partenza per il nostro sviluppo umano più
elevato oltre l’ego sulla base dell’intera specie. Per l’Apostolo Paolo, il Verbo diventò carne
“per renderci partecipi della natura divina” (2 Pt 1,4). Alcuni altri padri della Chiesa
comprendevano similmente lo sviluppo umano più elevato. San Atanasio: “Il Figlio di Dio
diventò uomo in modo che noi potessimo diventare Dio.” San Tommaso d’Aquino: “Il Figlio
di Dio, nel suo desiderio di renderci compartecipi della sua divinità, assunse la nostra
natura, così che egli, fatto uomo, potesse rendere dei gli uomini.” Come Gesù stesso
disse, citando salmo 82: “Non è forse scritto nella vostra legge: ‘Io ho detto: voi siete dei?’”
(Giovanni 10,34)
Gesù parlò ed agì sulla premessa che ogni persona ha la capacità di ottenere il regno
dei cieli, e che, se un numero sufficiente di persone facesse questo, il mondo sarebbe
trasformato in cielo sulla Terra, manifestando esteriormente ciò che era già il caso
interiormente. La realizzazione di questo in tutto il mondo sarebbe un grandissimo passo
in avanti nell’evoluzione umana - un passo in un processo decretato da Dio e per questo
un Disegno Intelligente per la razza umana.
I templari cercarono di fare questo, seguendo la Via che Gesù aveva
insegnato. A causa della loro esperienza con la corruzione del Vecchio
Mondo, però, i templari evidentemente misero in moto un progetto a lungo
termine per la creazione di una società nuova e incorrotta nel Nuovo
Mondo. Col passare del tempo, l’Ordine soppresso del Tempio diede
origine alla Massoneria moderna e ai Massoni (come George Washington,
Benjamina Franklin, Paul Revere, John Hancock, Patrick henry, John Paul Jones e James
Monroe) che ebbero una parte così decisiva nella fondazione e formazione dell’America.
E’ possibile che l’America sia il risultato di un esperimento templare/massonico inteso
a creare una Nuova Gerusalemme o Nuovo Israele nel Nuovo Mondo - non una nazione
ebraica bensì una società universalmente centrata su Dio? John Adams, Benjamin
Franklin e Thomas Jefferson parlarono di quella possibilità per il nostro paese. Essi
vedevano nell’America il potenziale per la perfezione umana, proprio come i puritani
avevano parlato del continente appena colonizzato come della Terra Promessa. I
Fondatori non parlarono di un’organizzazione segreta, ma piuttosto della loro speranza di
una società santa la cui volontà collettiva fosse di riflettere il cielo in Terra e con ciò
soddisfare l’antica alleanza biblica con Dio per essere “una nazione santa” (Es 19,6).
Persino l’anticlericale Thomas Paine scrisse in Senso Comune: “Sta nel nostro potere
cominciare il mondo da capo” - cioè, ritornare nel Giardino dell’Eden e questa volta fare le
cose in modo corretto. Il Gran Sigillo degli Stati Uniti esprime la stessa idea di un nuovo
inizio con le parole Novus Ordo Seclorum, “il nuovo ordine delle epoche.”
Se vi è qualcosa di sacro per quanto riguarda l’America, è l’idea che Dio è l’autore
della nostra esistenza e la fonte della nostra libertà, la nostra sovranità, i nostri diritti, la
nostra giustizia e la nostra dignità umana. I quattro riferimenti alla divinità nella
Dichiarazione di Indipendenza collettivamente esprimono quelle idee (“Dio della Natura”,
“Creatore”, “Supremo Giudice del Mondo,” “Divina Provvidenza”). Sono delle idee molto
massoniche, introdotte nelle istituzioni socio-politiche e nella visione del mondo
dell’America da quei Massoni che furono fra i suoi fondatori. Inoltre il valore più
fondamentale dell’America è la libertà, lo stesso valore espresso nel titolo della
massoneria. E’ stato solo un caso, o una mano nascosta ha forse guidato gli affari
americani attraverso i secoli e ha operato attraverso mezzi a malapena visibili che portano
i simboli e la sostanza di “Templari”/Massoneria?
Se è così, allora l’America è un esperimento socio-politico nell’illuminazione evolutiva.
Questa comprensione porta direttamente al riconoscimento che una cultura e un sistema
politico globali fondati sulla saggezza universale e sull’amore incondizionato non solo è
possibile, ma veramente alla nostra portata. Lo chiamo gli Stati Uniti del Mondo -
un’America globale, una nazione-pianeta sotto Dio - purificata dalla propria corruzione e
dalle sue aspirazioni esaltanti di essere impero, e che diffonde in modo pacifico e benigno
i suoi nobili ideali, tenendo alta la fiaccola della ”luce sacra della libertà” la cui forma ultima
è l’illuminazione stessa. Quale Sacro Graal migliore potrebbe esserci?

Il Sito Internet sulla Sindone di Torino
Ci sono molti siti Internet con informazioni sulla Sindone di Torino, come il suo sito
ufficiale http://sindone.torino.chiesacattolica.it/en/welcome.htm.
Esiste un sito americano sulla Sindone, www.shroud.com con sede a Los Angeles,
creato nel 1996 da Barrie M. Schwortz, il fotografo ufficiale del Progetto di Ricerca sulla
Sindone di Torino. Questo sito ha avuto milioni di visitatori e offre dei link con quasi tutti
gli altri siti connessi con la Sindone. Ha anche una libreria online con libri sulla Sindone,
articoli, conferenze e notizie su simposi e altro materiale, inoltre un elenco di centri e
organizzazioni sulla Sindone.
Schwortz fece parte del team del 1978 che esaminò la Sindone per dieci giorni.
Scattò 2700 fotografie gran parte delle quali sono visibili sul sito in immagini ad alta
soluzione.
Nel suo messaggio introduttivo Schwortz dice che all’inizio si era chiesto se una
persona come lui, cresciuto come ebreo ortodosso, avrebbe dovuto far parte di un tale
progetto “cristiano”. Un amico lo convinse di accettare per la sua abilità tecnica. Ora
Schwortz è contento di aver accettato. Due decadi dopo egli dice: “Francamente sono
sempre ebreo, ma credo che la Sindone di Torino sia il panno che avvolse l’uomo Gesù
dopo essere stato crocifisso. Ciò non vuol essere un’affermazione religiosa bensì
un’affermazione basata sulla mia posizione privilegiata di coinvolgimento diretto con
molti dei seri ricercatori sulla Sindone nel mondo, e su una conoscenza approfondita dei
dati scientifici, libera dalle esagerazioni dei media. L’unico motivo per cui ho ancora a
che fare con la Sindone di Torino è perché la conoscenza dei fatti imparziali continua a
convincermi della sua autenticità.” Ha creato questo sito, così dice Schwortz, affinché
“possiate vedere da voi stessi.”

Il Sudario di Oviedo
Il Sudario di Oviedo è un antico panno di lino macchiato di sangue della grandezza di
un piccolo asciugamano, del quale si dice che abbia coperto la testa di Gesù di Nazareth
dopo la Sua crocifissione (vedi Giovanni 20,5-7). E’ stato conservato dal VIII secolo come
sacra reliquia nella cattedrale di Oviedo, nella Spagna settentrionale. Il Sudario (latino per
“panno per il viso”) è molto sporco e raggrinzito, con chiazze scure predisposte in modo
simmetrico che però, diversamente dai segni sulla Sindone di Torino, non formano
alcun’immagine. Documenti storici lo fanno risalire al VII secolo, e sembra molto probabile,
secondo altre testimonianze storiche, che risalga alla Gerusalemme del I secolo. Il polline
trovato su di esso proviene da Palestina, Egitto e Spagna, confermando così la tradizione
orale che il Sudario venne portato da Gerusalemme in Spagna passando attraverso
l’Africa.

Negli anni ’80 i sindonologi cominciarono ad esaminare il Sudario per vedere se
esistessero dei nessi con la Sindone di Torino. Come risultato di vari studi, il Sudario viene
ora considerato come ulteriore prova dell’autenticità della Sindone perché:
• Il panno era conosciuto storicamente come il Sudarium Domini ed è sempre stato
messo in relazione con Gesù di Nazareth.
• Il Sudario consiste dello stesso tipo di panno (ma non di tessitura), e il gruppo
sanguigno (AB) corrisponde a quello sulla Sindone.
• Un tipo di polline è identico a quello trovato sulla Sindone. Esso cresce soltanto nella
parte orientale del Mediterraneo, a nord fino al Libano e a sud fino a Gerusalemme.
• Gli studi scientifici convalidano l’antica pretesa che il panno avesse coperto il capo di
un uomo barbuto dai capelli lunghi, con ferite sanguinanti sul cranio, il quale era morto in
una posizione verticale.
• Un residuo di ciò che è molto probabilmente mirra ed aloe è stato scoperto nel
Sudario, in accordo con le usanze funebri ebraiche ai tempi di Gesù.
• Il viso dell’uomo nel Sudario aveva dei lineamenti tipicamente ebraici, un naso
sporgente e degli zigomi pronunciati.
• Il Sudario e la Sindone hanno così tante macchie ematiche corrispondenti - 70 sul
davanti e 50 sul retro - che l’unica conclusione possibile è che il Sudario di Oviedo abbia
coperto lo stesso viso della Sindone di Torino.
Riassumendo, sia la tradizione che la scienza indicano che il Sudario venne usato per
coprire il capo del corpo morto di Gesù. Non esiste prova in senso contrario, eccezion fatta
per una datazione del VII secolo fatta col radiocarbonio, e il ricercatore che ottenne
quell’età del panno ammette che i suoi risultati sono discutibili. Per i dati sulla ricerca
esistono vari siti Internet e il libro del 2001 “Sacred Blood, Sacred Image: The Sudarium of
Oviedo” di Janice Bennett (P.O. Box 2001, Littleton, CO 80127-0005).
Venture Inward, novembre/dicembre 2006
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