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venerdì 20 maggio 2022

Le Guide, gli Angeli e il Sacro

Secondo le letture di Cayce esiste un’amicizia fra i cercatori e gli amanti della Coscienza di Dio. Diverse letture parlano di una “milizia angelica”, di “comunità di cercatori”, “comunità di santi” e di una “Fratellanza Bianca”. Spesso quelli sui livelli più elevati assistono chi cerca dal piano materiale. Essi sono spesso consapevoli dei nostri sforzi, delle nostre preghiere e pratiche. Ci sono molte prove del fatto che possiamo contattare questi gruppi e individui e molti scrittori e insegnanti ci incoraggiano a farlo.
Le Guide spirituali
La lettura 281-16 dice che San Giovanni, nell’Apocalisse, era “in comunione con quei santi che erano in quella posizione di vedere, di comprendere i bisogni maggiori di quelli che avrebbero continuato”. La stessa lettura constata che Pietro, il compagno di Giovanni per gran parte del ministero degli ultimi anni, promise di venire da Giovanni dopo la sua morte e che è Pietro o l’io angelico di Pietro a ritornare da Giovanni durante la sua visione. Quando appare l’immagine di Pietro, Giovanni cade in ginocchio per venerare la sua presenza luminosa, ma l’immagine indietreggia dicendo: “Non farlo! Sono un servo compagno tuo e dei tuoi fratelli, i profeti e di tutti quelli che mantengono le parole di questo libro. Venera Dio!” (Vedi l’Apocalisse 19,10 e 22,9) Qui le letture e lo spirito di Pietro ristabiliscono questa idea di guida e una fratellanza, sorellanza di cercatori, eppure essi indirizzano noi e Giovanni verso l’Unico, verso Dio.
La Fratellanza bianca
Quando si chiese a Cayce: ”Fino a che punto i Maestri della Grande Fratellanza Bianca stanno dirigendo le attività di Edgar Cayce? Chi sono i Maestri direttamente in carica?” la risposta fu: ”Messaggeri dalle forze superiori che si possono manifestare dal trono stesso della grazia.” (254-83)
Nella lettura 845-1 una donna domandò se avesse mai contattato uno dei Maestri, membri della Grande Fratellanza Bianca, soltanto per ricevere la risposta che lei era uno dei loro membri! Sorpresa, sorpresa! Quanto è comunque limitata la nostra attuale coscienza? Fra l’altro Cayce disse che Virginia Beach è un grande centro per la Fratellanza Bianca e così sarebbe al sicuro da grandi cambiamenti della terra. (1152-11)
Però la lettura 254-83 continua dicendo che l’opera di Edgar Cayce non dovrebbe essere presentata come l’opera dei Maestri della Grande Fratellanza Bianca, ma come quella del “Maestro dei Maestri”. In un'altra lettura Cayce risponde in modo conciso alla domanda: “Ha questa entità raggiunto un punto nel suo sviluppo dove contatta o può contattare la Fratellanza Bianca?” con un enfatico “Il Fratello dei fratelli!” (440-8) Entrambi queste letture sconsigliano l’idea di gruppo e puntano verso l’Uno.
Il Sacro
Generalmente le letture ci avvertono di non cercare degli individui che ci possano aiutare o guidare, ma di cercare l’aiuto dell’Uno. Evidentemente è meglio cercare l’Uno che uno “dei Molti”. Se questo Sacro, quindi, muove un cercatore come noi ad aiutarci, questo sembra un bene e questo accade chiaramente nelle letture di Cayce di tanto in tanto. Però i messaggeri non diventano mai la fonte per l’informazione attraverso Cayce; quella rimane sempre con l’Uno.
Anche Giovanni, il quale “comunicò con i santi” quando era in meditazione, esprime il concetto “dell’Uno” all’inizio del suo vangelo, specialmente quando traduciamo il greco originale in modo letterale:
All’inizio ci fu il logos e il logos era con Dio e il Logos era Dio.
Questo Uno era con Dio all’inizio. Tutte le cose vennero in essere attraverso Questo e a parte di questo Uno niente fu creato che è stato creato. In questo Uno c’era la vita, e la vita era la luce degli esseri.... a tutti quelli che ricevono questo Uno, questo Uno dà il diritto di diventare figli di Dio ... che non nascono dal sangue, né dalla volontà della carne, né dalla volontà dell’uomo, ma di Dio. (Giovanni 1,1-14)
Naturalmente i traduttori traducono il Logos sempre con “il Verbo” e questo Uno con “Egli”. Ma il greco originale è letteralmente il Logos e questo Uno. Quando viene usato logos penso che significhi più che “il Verbo”. Per esempio, nella conversazione di Gesù con i farisei in Giovanni 8,43 abbiamo sia “lalia” che “logos” detto da Gesù: “Perché non comprendi le mie parole (lalian)? Perché non puoi udire le mie parole (logon).” Lalia e logos significano entrambi parola, ma Gesù sta usando chiaramente logos per intendere qualcosa di più che lalia.
Logos significa l’essenza centrale di ogni espressione. E’ l’Essere centrale di ogni essere l’essere. E’ attraverso questo Uno che noi tutti abbiamo ricevuto in origine la nostra vita e la nostra luce, come Giovanni afferma. Questo viene anche espresso nella lettura 1770-2: “Tutte le anime provengono da Uno; perché tutte le anime furono create nell’Uno.” Anche se ce n’erano molte, tutte provengono dall’Uno. Perciò è con l’Uno che troveremo la nostra compagnia più vera, nonché la guida e l’aiuto più elevati.
Come interagiscono “l’Uno” e “i molti”?
Nella lettura 311-5 arriva un’entità chiamata Demetrius attraverso Cayce, con una buona introspezione e guida. Ma, quando 311 si rende conto di Demetrius, cerca di focalizzare su di lui chiedendo: “Posso richiedere aiuto e guida a questa entità anche nel futuro?” Demetrius risponde con saggezza altruistica dando una visione più chiara della natura dei nostri rapporti uno con l’altro e con la Coscienza Universale:
Questo, fratello mio, vuol dire chiedere molto, anche da me, tuo fratello nella carne, nello spirito e nella mente. Può spesso diventare un ostacolo per il tuo stesso io; perché, come si vede, nessuno avvicina il Trono o la Soglia della Coscienza Universale senza lo scopo o senza elevare l’io a quella coscienza o senza portarci in basso al loro proprio ideale. (311-5)
Noi che cerchiamo o ci innalziamo alla Coscienza Universale (come, penso, fece Edgar Cayce nella maggior parte delle letture) o abbassiamo quelli che sono sintonizzati con essa sul nostro ideale. Notate come Demetrius usa il termine “ideale”. Nella lettura 1646-1 Cayce sbircia un’altra volta nell’ideale, come si rapporta alle guide e le influenze angeliche:
Quindi, visto che l’influenza custode o angelo è sempre davanti al volto del Padre, quella influenza può sempre parlare attraverso la stessa, ma soltanto se ti sintonizzi con ciò che è il tuo ideale. Quale allora è il tuo ideale? In chi hai creduto e in che cosa hai creduto? Può ciò in cui hai creduto tenerti sempre davanti agli occhi che ti sei affidato a Lui? Sì - attraverso il tuo angelo, attraverso il tuo io che è l’angelo, l’io parla con il tuo Ideale!
In chi hai creduto?” chiede Cayce dormendo. Può questo Uno “tenerti sempre davanti agli occhi che ti sei affidato a Lui?” E’ chiaro che Cayce si riferisca ad un Essere singolo o ad una Coscienza singola, il Logos. Inoltre mette in relazione il Logos con l’Ideale o l’essenza centralizzante di ogni espressione. Notate anche come Cayce vede una parte del nostro essere come l’angelo, l’angelo custode. Egli descrive l’angelo custode “il compagno di ogni anima quando entra in un’esperienza materiale. E’ sempre un’influenza che fa sì che venga mantenuta quella sintonia fra le energie o forze creative dell’entità-anima e salute, vita, luce ed immortalità.” (1646-1)
Attraverso la sintonizzazione con il nostro ideale otteniamo il contatto faccia-a-faccia con il Padre/Madre, non tanto attraverso il nostro io terreno, ma attraverso il nostro io angelico che è sempre davanti alla coscienza del Padre/Madre. L’ ”Ideale” con la i maiuscola in questa lettura è sicuramente l’Uno Sacro, il Logos.
Demetrius spiega l’Ideale e l’Uno Sacro così:
Quindi stabilisci il tuo ideale nelle promesse del Dio vivente; ma non è per la tua rettitudine che il bene possa venire proprio da te, ma perché l’Uno Sacro ha promesso che “Quelli che mi cercano mi troveranno.” Allora perché dovrei proprio io farti vacillare o perché si dovrebbe cercare meno che gli Dei della Gloria? (311-5)
Demetrius guida 311 a stabilire il suo ideale in Dio, il Dio vivente, facendo notare che la rettitudine non ci innalzerà alla Presenza, ma, come l’Uno Sacro ha promesso, dobbiamo cercare l’Uno Sacro per trovarLa. Qui ancora Demetrius ci istruisce di elevarci piuttosto verso quell’Unicità che tentare di portare la Bontà in basso da noi. Infine Demetrius chiede perché proprio lui, uno di quelli sintonizzati con l’Uno Sacro, dovrebbe ostacolare l’opportunità di 311 a realizzare direttamente il suo diritto di nascita di essere uno degli “Dei della Gloria.”
Questo riferimento agli “Dei della Gloria” ricorda il primo capitolo della Genesi, dove Dio viene chiamato Elohim, una parola al plurale, che significa letteralmenteDei. In altre parole, Dio non è un essere separato da tutto ma include tutto - collettivo, universale. Cayce si riferisce spesso a Dio come “il Tutto”. La lettura 900-181 per Morton Blumenthal rivela questa qualità al plurale: “Devi sapere che non solo Dio è Dio, ma che l’io è una parte di quell’Unità ...” Siamo degli dei all’interno del Grande Dio, una parte di quell’Unità.
Gli Angeli
“Dei della Gloria” ricorda anche “la milizia celeste” - i Serafini e i Cherubini. Qui vediamo come “i Molti” sono una parte dell’Uno. Serafino (letteralmente “serpenti di fuoco”) sono gli angeli più elevati del Cielo, sempre davanti al Trono del Dio Altissimo. I Cherubini (“esseri di aria”) sono considerati in generale angeli appena al di sotto dei Serafini e appaiono sempre intorno al Trono di Dio. Le letture di Cayce dicono che i Cherubini sono angeli di amore e pietà, mentre i Serafini sono gli angeli della verità. I Cherubini sono i guardiani dell’Albero della Vita nel Giardino di Eden. E Dio guidò Mosè a scolpire i cherubini in oro e a collocarli sull’Arca dell’Alleanza, sulla quale Dio avrebbe incontrato il Sacerdote. In Summa Tommaso di Aquino scrive: “Il primo angelo che ha peccato è chiamato non serafino, ma cherubino.” E Ezechiele 28,12-29 dice, gli umani in origine possono benissimo aver fatto parte di questo gruppo celeste e in seguito perso la loro appartenenza:
Avevi il sigillo della perfezione, pieno di saggezza e perfetto nella bellezza. Eri ad Eden, il giardino di Dio; eri il cherubino unto che fa la guardia, ed Io ti ho messo là. Eri sulla montagna Sacra di Dio; eri senza macchia nei tuoi modi dai giorni della tua creazione fino a quando la rettitudine era in te.
Le letture di Cayce contengono anche commenti e esperienze con gli angeli Michele, Haniele, Gabriele, Uriele e Halaliel.
Contattare certi angeli può essere un errore grave. Il Sig. 2897 cercò in vano di far entrare Cayce in contatto con un’entità angelica, forse perché non si rese conto che era un angelo caduto. La conversazione era la seguente:
D- Puoi contattare Azul [Azool, Azrael, Azazel] per me?
R- Demetrius - Michele; Azul no.
D- Non puoi?
R- Non posso.
D- Perchè?
R- Ci sono delle barriere fra questo corpo e Azul, prodotte da ciò fra Demetrius e Michele.
A giudicare dalla domanda seguente, 2897 presumeva che le barriere esistessero fra il suo corpo e Azul, ma più tardi si rivelò che era il corpo di Cayce che veniva protetto da Michele. Come risultato delle domande di 2897, l’arcangelo Michele rispose al nostro cercatore ostinato:
D- Puoi contattare Azul per qualcun altro?
R- Non in queste condizioni; perché Io, Michele, parlo da Signore della Via. Chinate il capo, Oh voi popoli che vorreste cercare di sapere i misteri di quella vita che causa quei passi esitanti nella vita degli uomini, quando non viene applicata nella maniera com’è stato indicato.
Oh voi, generazione arrogante e adultera! Chi vuole avvicinarsi al Trono così che possiate sapere che non c’è nessuno che superi il Figlio dell’Uomo nel Suo approccio all’esperienza umana nel mondo materiale!
Il Sig. 2897 ebbe un gran coraggio a fare la prossima domanda con un tono così provocatorio nella presenza dell’arcangelo. Come possiamo aspettarci la risposta lo colpì giusto in mezzo agli occhi :
D- Perché non vuoi rispondere a queste domande quando voglio accertarmene per essere di aiuto?
R- Colui che cerca un segno quando si trova in presenza della più Alta autorità della Via non può ricevere il segno - a meno che non abbia fatto nel corpo ciò che gliene dà il diritto.
Ma 2897 non indietreggia:
D- Perché Edgar Cayce è circondato da tali vibrazioni e entità sbagliate in questa grande opera?
R- Perché c’è stata la battaglia continua con quelle forze con le quali Michele ha lottato sul corpo di Mosè. Colui che è un capo o vorrebbe esserlo è continuamente assalito dalle forze che vorrebbero minare. Colui che persiste fino alla fine porterà la Corona. Colui che aiuta a costruire avrà il diritto di costruire nella propria esperienza. Colui che esita o vorrebbe ostacolare sarà accolto nel modo con cui egli ostacola.
L’arcangelo Michele, identificato come il “Signore della Via”, (vedi Daniele 10 e 12,21) un protettore che tiene la Via libera e senza macchia, guardò il corpo di Cayce da ogni influenza negativa o da individui che distraessero. Evidentemente Azul non era all’altezza dell’ideale richiesto per dare messaggi attraverso Cayce. Ma chi è Azul, Azool, Azrael o Azazel? Nella tradizione indù gli “Azuras” diventano degli spiriti maligni e degli inferiori che fanno eternamente guerra con le grandi divinità. Non sono riuscito a trovare niente su Azul o Azool. Azrael e Azazel, entità ben note nella tradizione mistica, sono fra gli angeli caduti. Azrael (letteralmente “che Dio aiuta”), nella tradizione ebraica, islamica e orientale, è l’angelo della morte. Quando Michele, Gabriele e Israfele mancarono a procurare sette manciate di terra per la creazione di Adamo, il quarto angelo, Azrael, ci riuscì; e di conseguenza gli si ordinò di separare il corpo dall’anima. La leggenda orientale racconta come Azrael portò la morte e poi la separazione tenendo una mela dall’Albero della Vita davanti alle narici della persona morente. Nella tradizione araba Azrael sta “per sempre scrivendo in un grande libro cancellando per sempre ciò che scrive; quello che scrive è la nascita di un uomo, ciò che cancella è il nome dell’uomo alla morte.”
Azazel (letteralmente “Dio rafforza”) è uno dei capi dei 200 angeli caduti (vedi l’Apocalisse 12,7-9). Azazel “insegnò agli uomini a forgiare spade e scudi”, mentre le donne impararono da lui “l’eleganza e l’arte di abbellire le ciglia.” Nel libro ebraico Lo Zohar, il cavaliere sul serpente viene simbolizzato dal “maligno Azazel”. In Contra Haereses San Ireneo chiama Azazel “quell’angelo caduto eppur potente”. Nell’Apocalisse di Abramo egli è il “signore dell’inferno, il seduttore dell’umanità”. Nel Corano islamico egli è Eblis o Iblis e si rifiuta di presentarsi davanti ad Adamo e Dio. Per quel rifiuto Azazel viene soprannominato d’ora innanzi “il Satana maledetto”. Secondo la tradizione islamica, quando Dio ordinò agli angeli di venerare Adamo, Azazel si rifiutò sostenendo: ”Perché un figlio del fuoco (cioè un angelo) dovrebbe cadere in ginocchio davanti ad un figlio di creta (cioè umano)?” Al che Dio gettò Azazel fuori dal Cielo e mutò il suo nome in Eblis.
Conoscendo le letture di Cayce possiamo vedere perché il rifiuto di Azazel fu un errore. Nella cronologia di Cayce gli angeli ribelli erano caduti molto tempo prima che Adamo fosse stato creato. Adamo era il potenziale per la redenzione e la resurrezione. Ma Azazel non voleva umiliarsi per partecipare nella salita lunga e lenta da quello che San Paolo chiama “Il primo uomo Adamo diventò un essere vivente” (cioè un figlio di argilla) a “l’ultimo Adamo, uno spirito vivente”, cioè di nuovo un figlio del fuoco (vedi I Corinti 15,45). Secondo la leggenda i “Molti”, buoni all’inizio, cominciarono a dividersi e a combattere l’uno con l’altro, alcuni attenendosi ad un alto ideale di Unità e Fratellanza-Sorellanza; mentre altri si mossero verso un ideale ego-centrato, auto-esaltante stabilendo gerarchie e usando il potere sugli altri per gloria e desiderio egoistici. Le letture di Cayce vi si riferiscono come alla battaglia originale in Atlantide fra i Figli della Legge dell’Uno e i Figli di Belial.
Nella tradizione antica Belial fu in origine un membro dell’ordine delle Virtù. Però divenne velocemente uno dei più grandi fra gli angeli caduti, addirittura messo sullo stesso piano con Satana stesso. Paolo, nei II Corinzi 6,15, chiede: “Che armonia esiste fra Cristo e Belial? Che cosa ha in comune un credente con un miscredente?” San Paolo sta chiaramente mettendo Belial sullo stesso piano con il comando dei miscredenti. Nella lettura 640-1 Cayce dice che i seguaci di Belial erano quelli “che veneravano la soddisfazione del desiderio fisico, quelli che veneravano agio e piacere nel mondo materiale” e che essi erano anime che “venivano attratte gradualmente all’autoindulgenza”.
Nel Paradiso Perduto I e II Milton scrive:
Alla fine venne Belial; e uno Spirito più immondo
Non cadde dal Cielo, né più ovvio da amare - il Vizio stesso.
Una persona più giusta non ha perduto il Cielo; sembrava
Composto per dignità e imprese grandiose;
Eppure tutto era falso e vuoto.
Notate come gli angeli caduti sono in origine meravigliosi, potenti e, come scrive Milton, “una persona più giusta non ha perduto il Cielo”. Eppure, quando cominciano a ribellarsi, a diventare egoisti, tutto è perso e sono costretti a scegliere fra i sentieri di contesa o redenzione.
Le letture danno un senso spiccato di quanto è potente la protezione di Michele per quelli fra noi che cercano la Via verso l’Uno. Mentre si trovava nello stato vulnerabile della sospensione profonda della coscienza, Cayce era chiaramente protetto da forze potenti che non avrebbero permesso che influenze esitanti o ostacolanti avessero preso controllo di lui. E, sebbene sembrasse una battaglia ininterrotta, Michele - Signore e Protettore della Via - certamente mantenne una barriera infrangibile fra il corpo di Cayce e Azul. Quelli fra noi che praticano la profonda meditazione dovrebbero essere consapevoli di tale protezione e richiamarla. In una lettura per un altro cercatore che aveva delle esperienze con la Fratellanza Bianca, Cayce istruisce: “Non aprirti mai, amico mio, senza circondare l’io con lo spirito del Cristo, che tu possa sempre essere guardato e guidato dalle Sue forze!” (440-8) Michele è certamente fra “le Sue forze”.
Questi termini, “il Cristo” e “le Sue forze” riflettono quelli fra i Molti che stanno lavorando in sintonia con l’Uno. Il termine “Cristo” viene dal greco christos che significa “l’unto”, il che è esattamente lo stesso significato della parola ebraica messiah (mashiyach). Le letture di Cayce vedono Gesù e il Cristo come due condizioni o stati di coscienza nettamente differenti. Gesù è l’essere umano con personalità, parenti e una coscienza terrena, tentato da Satana ma santificato dallo Spirito Santo (Matteo 3,16-4,11). Nella lettura 5749-4 si afferma che “chiunque vuole essere uno con essa e agisce con amore per renderlo possibile“ può conoscere la “Coscienza Cristica”. Poi spiega: “La Coscienza Cristica è una coscienza universale dello Spirito Padre”. Secondo me “Spirito Padre” significa l’essenza onnipresente del Creatore di cui i cercatori possono diventare consapevoli. L’aspetto della “coscienza universale” di questa frase significa che chi vuole essere uno con questa e agisce con amore per renderlo possibile può diventare conscio di questa Unità. E’ universale (cioè non nominale, non razziale, non un -ismo). Eppure è chiaramente uno stato di coscienza distinguibile in modo singolare. Quando 379 chiese al Cayce addormentato come poteva alzare le sue vibrazioni così da poter contattare il Cristo, ebbe questa risposta: ”Rendendo la volontà, il desiderio del cuore, uno con il Suo, credendo con fede, con pazienza, tutto diventa possibile in Lui, attraverso Lui al Padre, perché Egli ha detto ... secondo la tua fede esso sia fatto in te” (vedi 5749-4)
Da queste letture possiamo assumere che ad un certo livello siamo veramente degli angeli, degli dei con il Dio. Sia Gesù che i salmisti lo dichiarano (Giovanni 10,34-35 e Salmo 82,6). Gli “Dei della Gloria” sarebbero allora il nostro io superiore più elevato, angelico che è in sintonia con l’Uno Sacro e cooperano con Lui.
Questo ideale di Unità è molto importante per il nostro successo. La lettura 1770-2 dice: “Poiché sappi che la lezione più grande che il mondo abbia mai conosciuta e possa mai imparare è ‘Sappiate, Oh voi popoli, il Signore vostro Dio è Uno - Uno’ “. Una parte del Cayce che cercava poteva raggiungere questo Uno per avere una guida. La guida poteva venire in un flusso universalizzato di informazioni o, a volte, qualche parte di questa Unità poteva presentare la guida individualmente attraverso Cayce, come nel caso di Demetrius ed altri.
Come dice l’arcangelo Michele nella lettura 2879-1:
Presenta il tuo io a quelle Forze che determinano un rapporto più perfetto con il Dio vivente, non quello del passato morto di qualche individuo!
Michele sembra mostrarci che individui, per quanto famoso sia il loro passato, non siano la via ad una coscienza superiore, e sembra presentarci a quelle Forze che determinano un rapporto più perfetto con il Dio vivente.
Il sig. 1859, che era stato il profeta Gioele in un’incarnazione precedente, ebbe una serie importante di esperienze da bambino, inclusa quella di essere contattato da un membro della Fratellanza Bianca. Però osservate come Cayce lo guida:
D: Qual è il vero significato di una visita nell’infanzia da parte di un membro della Fratellanza Bianca e più tardi di rivelazioni e esperienze mistiche?
R: C’è forse da meravigliarsi, viste le esperienze attraverso cui l’entità passò come Gioele? Poi è necessario che tu guardi dentro di te, dato che la promessa è che Egli ti incontrerà - che tu possa davvero sapere che il tuo corpo è il tempio dove Egli ti possa incontrare. IncontraLo là. (1859-1)
Non si riferisce Cayce al Logos quando usa “Egli” e “Lo” con le maiuscole? E’ così simile al “questo Uno” di Giovanni. Cayce non lo guida per fargli incontrare dei membri della Fratellanza Bianca, ma per cercare “Lui” dentro il suo corpo, poiché il corpo è il tempio. “Poiché sappi, Dio è nel Suo tempio sacro dentro il corpo di ogni anima.” (1632-3)
Gli Alieni
Che cosa ne è delle entità da altri sistemi stellari? Sorprendentemente c’è una lettura (1616-1) per una donna di mezza età che menziona questo argomento. Elencando le sue incarnazioni passate Cayce dice casualmente che essa fu nel periodo dei Maya quando questo pianeta fu visitato da altri pianeti. Non è chiaro se questi altri pianeti siano soltanto nel nostro sistema solare o includano sistemi come le Pleiadi, Centauro o Arturo. Ma le letture di Cayce chiaramente sostengono l’idea che alcuni fra i Molti, dovunque essi vivano, possano visitare e infatti abbiano visitato la terra provenienti da altri pianeti. Si capisce che nella cosmologia di Cayce essi fanno ancora parte della creazione, la famiglia, i Molti che hanno avuto la vita dall’Uno. Come Cayce disse prima, tutti furono creati dall’Uno.
Come abbiamo visto, alcune entità che cercano di aiutarci, alla fine finiscono con l’ostacolarci o a farci esitare. Demetrius era consapevole che 311 sarebbe inciampato nella sua ricerca se si fosse concentrato su Demetrius come guida o fonte di guida. Anche Gesù disse ai discepoli che lo Spirito Santo, il Consigliere, non poteva venire se Gesù non se ne andava (Giovanni 16,7). Gesù doveva andare perché loro potessero ricevere il Consigliere, perché era dentro ognuno di loro, e ognuno aveva il suo personale diritto di nascita di conoscerLo direttamente.
In una lettura precedente Cayce contestò la capacità del nostro ideale di mantenere ciò che gli affidiamo. Il Logos sarebbe certamente ciò che può proteggerci e guidarci bene - perché, come scrive Giovanni, “a parte di questo Uno niente venne in essere di ciò che è venuto in essere.” Oltre a questo Uno c’è soltanto la Coscienza di Dio. I molti esistono in questo Uno e nessuno dei molti è stato più grande dell’Uno Sacro.
Quando consideriamo chi e che cosa venne attraverso Cayce sotto forma di guide e istruzioni è chiaro che l’Uno e i Molti interagiscano dinamicamente. Se un cercatore trova il suo ideale nell’Uno Sacro e cerca quella sintonia per prima cosa, allora può certamente anche assaporare le manifestazioni di guida e aiuto da parte di quelli fra i Molti che cooperano con l’Uno. Guide, angeli e tutti gli altri modi in cui l’Uno può manifestare la Sua luce e il Suo amore sono salubri e buoni (come visto nella guida e nell’aiuto di Demetrius e Michele). E’ come una grande famiglia con l’Uno Universale come l’Ideale centralizzante e di guida. Sembra importante ricordare che nessuna guida, angelo o entità è la nostra Fonte ultima. Quella rimarrà sempre l’Uno Sacro grazie al quale e dentro il quale viviamo veramente e riceviamo la nostra massima guida.

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