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venerdì 20 maggio 2022

Sono Michele: il Signore della Via

‘Sono Michele: il Signore della Via’
di Eleanor Amidon

Le letture di Edgar Cayce sono ricche di riferimenti ad angeli che vengono anche chiamati “Forze Invisibili”. Benché invisibili, queste forze o questi esseri rispondono alle chiamate dei mortali. In modo specifico ci sono dei momenti in cui i messaggi di Michele appaiono nelle letture di Cayce. Che cosa aveva provocato Michele a parlare attraverso Cayce?
I messaggi sono parole urgenti di incoraggiamento ed esortazione. Trasmettono un’immediatezza che è irresistibile. Che tipo di essere sarebbe costretto a parlare in questo modo ? Quale sarebbe la sua funzione, la sua missione?
E’ luglio del 1928. Un gruppo che lavora con Cayce per istituire un ospedale chiede informazioni sul migliore procedimento in questo progetto. I dettagli per l’iscrizione dell’edificio vengono offerti in una lettura. Cayce ha appena dato la dicitura per la terza pietra, “Affinché possiamo rendere manifesto l’amore di Dio e dell’uomo.” A questo punto vi è un annuncio inaspettato: “Udite! Ecco che arriva la voce di uno che vorrebbe parlare a chi è riunito qui: (pausa)
“Sono Michele, il signore della via! Abbassate la testa, O figli degli uomini! Prestate attenzione alla via che è posta davanti a voi in quel Sermone sul Monte, affinché su quella collina questa illuminazione possa venire fra gli uomini; perché proprio come la voce di colui che stava in riva al mare e chiamò tutti gli uomini a venire sulla via, affinché coloro che ascoltavano potessero sapere che c’era di nuovo un sostegno in Davide, e il bastone di Iesse non ha fallito: perché in Sion i vostri nomi sono scritti e nel servizio verrà la verità!” (254-42)
Le parole di Michele sono profuse di allusioni bibliche. Possiamo facilmente percepire la loro enorme importanza, affermando ed incoraggiando il proposito del gruppo.
La seconda volta che Michele parla è ad un socio di Cayce, Morton Blumenthal, il quale è fondamentale nello sviluppo dell’Associazione per Investigatori Nazionali, un precursore dell’A.R.E. che metteva a disposizione della gente le informazioni che venivano attraverso Cayce. E’ il gennaio del 1929. Le parole di Michele sono una conferma dell’importanza del suo compito e una benedizione: “ China la testa, perché a te è ora affidata l’osservanza di quella via . . .” (900-422)
In una lettura successiva in marzo, il Cayce dormiente gli dice: “A te il signore delle vie, proprio Michele, darà istruzioni. Non farti sviare in alcun modo . . . proprio come questo potente signore della via ha difeso lui [Mosè; vedi Giuda 1,9], così egli può difendere te sulle vie che percorri, se soltanto vuoi tenere la mano nella mano del Maestro.” (900-428) Per garantire tali parole di incredibile incoraggiamento, il potenziale deve essere stato considerato estremamente grande.
La terza e quarta volta che Michele parla direttamente sono nel 1931. La sua guida prova tutta la gamma - dall’incoraggiamento all’esortazione fino al rimprovero. Arriva senza essere annunciato ed interpone parole di guida in due letture individuali. Esorta con efficacia un altro dei soci di Cayce a purificare le sue intenzioni: “Udite, voi figli degli uomini, chinate la testa, perché Michele, il signore della via, vorrebbe mostrarvi la via - Chi è in grado di resistere nel giorno del Signore? Colui che ha purificato il proprio cuore. . .” (3976-7)
E ad un socio potenziale che vorrebbe mettere alla prova la capacità di Cayce di contattare esseri spirituali minori, egli esclama: “Oh voi, generazione arrogante ed adultera! Che si avvicinerà al Trono affinché possiate sapere che non c’è nessuno che sorpassa il Figlio dell’Uomo nel Suo approccio all’esperienza umana nel mondo materiale!” (2897-4) Possiamo supporre che Michele esegua qui una duplice funzione, tanto per proteggere Cayce quanto per istruire il richiedente.
La volta successiva che sentiamo direttamente da Michele è nel settembre del 1932. Nel frattempo le Forze Invisibili sono senz’altro state estremamente interessate alle attività di un gruppo impegnato di studenti di Cayce (Gruppo di Studio di Norfolk #1). Il gruppo si è incontrato per quasi un anno, concentrandosi su un’impresa molto speciale.
Quelli che hanno preso parte ad un gruppo di studio sanno che ci sono effetti cumulativi per aver lavorato con del materiale come quello che si trova in Una Ricerca di Dio. Ma immaginate come deve essere stato per il gruppo che, invece di leggere un libro, stava scrivendo un libro, guidato da letture medianiche da parte di Edgar Cayce. Immaginate che vi si dia il titolo di un capitolo per volta e che annaspiate per arricchire ogni capitolo di sufficiente elaborazione, spiegazione e chiarimento nell’intento di rappresentare, con le parole, una base di principi spirituali nel regno della materialità insieme ad esempi di applicazioni nella vita di ogni giorno della gente.
Le prime sette lezioni sono state completate: “Cooperazione”, “Conosci Te Stesso”, “Qual è il Mio Ideale?”, “Fede”, “Virtù e Comprensione”, “Compagnia” e “Pazienza”. Per ogni capitolo il contenuto è stato rielaborato finché è stato approvato, e per ognuno è stata suggerita una potente affermazione per la meditazione attraverso una lettura di Cayce (vedi la serie 262) . Immaginate di sforzarvi di scrivere su questi attributi spirituali mentre lottate per applicarli nella vostra vita. Immaginate di essere incitati da messaggi personali occasionali di incoraggiamento spirituale da parte di Cayce, gemme splendenti di saggezza che parlano direttamente ai desideri ardenti del vostro cuore e ai tumulti della vostra anima.
Il titolo del capitolo successivo è “La Porta Aperta”. Gertrude Cayce, che conduce la lettura alla presenza del gruppo, richiede una meditazione per la lezione ed Edgar Cayce risponde con l’affermazione molto succinta e significativa: “Come il Padre conosce me, possa io conoscere così il Padre, attraverso lo Spirito Cristico, la porta al regno del Padre. Mostrami Tu la Via.” (262-27)
La lettura continua aggiungendo dettagli sulla porta che è lo spirito che esprime se stesso attraverso una vita umana, “lo spirito manifesto nella Coscienza Cristica nel mondo materiale. Così, come ognuno si manifesta sul cammino quotidiano negli uomini e davanti ad essi con quella coscienza come criterio, così la porta può essere aperta a quell’entità, quell’anima, perché così cresca e ingrandisca quello spirito alla glorificazione del Padre, perdendo il sé nel servizio agli altri, affinché il Suo nome venga per sempre stabilito sulla terra.”
Ora parla un’altra voce, come se fosse stata chiamata dagli sforzi già eseguiti da parte del gruppo, che lo ha portato alla sua consapevolezza collettiva a questo punto nel tempo:
“State in silenzio, figli miei! Chinate la testa, affinché il signore della via possa farvi sapere che siete stati scelti per un servizio in questo periodo in cui c’è la necessità che quello spirito venga reso manifesto sulla terra, perché la via possa essere nota a coloro che cercano la luce! Perché la gloria del Padre verrà resa manifesta attraverso voi che siete fedeli alla chiamata nella quale voi siete stati chiamati! Voi che avete nominato il nome fate sapere sui vostri sentieri quotidiani della vita, nelle piccole azioni delle lezioni che sono state costruite nella vostra stessa esperienza, attraverso quelle associazioni del sé nella meditazione e nella preghiera, che la Sua via può essere conosciuta fra gli uomini: poiché Egli invita chiunque voglia e possa venire - ed Egli sta alla porta della vostra propria coscienza, affinché possiate essere consapevoli che lo scettro non ha lasciato Israele, né le Sue vie sono state invano: poiché oggi, udite, la via è aperta. Io, Michele, faccio appello a voi!”
Questa è la prima volta che Michele parla a questo gruppo attraverso Cayce.Due settimane dopo, quando si riuniscono per la lettura successiva sul loro lavoro collettivo, la loro linea di condotta viene approvata e vengono date delucidazioni su distinzioni sottili nel linguaggio biblico e simbolico. Viene posta una domanda sul rapporto fra Michele, il signore della via, e Cristo, la Via. La risposta che viene data è questa: “Michele è un arcangelo che sta davanti al trono del Padre. Il Cristo è il Figlio, la via al Padre, e uno che venne sulla terra come uomo, il Figlio dell’Uomo, perché l’uomo potesse avere accesso al Padre; quindi la via. Michele è il signore o il guardiano del cambiamento che avviene in ogni anima che cerca la via, proprio come in quei periodi in cui le Sue manifestazioni vennero sulla terra.”
Nuovamente si sente una seconda voce che arriva con tanta potenza che Gladys Davis, la stenografa di Cayce, annotò: “Molti di noi furono commossi fino alle lacrime; tutti furono colpiti profondamente.”
“Chinate la testa, oh voi figli degli uomini, se volete conoscere la via: poiché io, Michele il signore della via, vorrei ammonirvi di non intralciare la via di vostro fratello e nemmeno di sedere ai posti degli sprezzanti, ma piuttosto di rendere noto quell’amore, quella gloria, quel potere nel Suo nome, affinché nessuno abbia paura; poiché io, Michele, ho parlato!”
Altre due settimane trascorrono, e il gruppo si riunisce ancora per un’altra seduta di collaborazione con Cayce, ricevendo rafforzamento positivo per i loro sforzi cumulativi e qualche insegnamento squisitamente meraviglioso e sottile, ricco di allusioni bibliche, parafrasando ed illuminando vari passaggi che fanno parte di “La Porta Aperta”. Questa volta una domanda retorica da parte del Cayce dormiente, “Non sapete che il vostro corpo è il tempio vivente, sacro ed accettabile per Lui, se volete camminare nelle Sue vie?” (262-29) sembra suggerire un’altra esclamazione da parte di Michele:
“Udite, oh voi figli degli uomini! Chinate la testa, voi figli degli uomini: poiché la gloria del Signore sarà vostra se vorrete essere fedeli alla fiducia che è posta in ognuno di voi! Sappiate in chi avete creduto! Sappiate che Egli è il Signore di tutti e la Sua parola non manca a coloro che sono fedeli giorno per giorno: poiché io, Michele, proteggerei coloro che cercano di conoscere il Suo volto.”
Di nuovo c’è una nota di Gladys: “Lacrime, silenzio e una bella sintonia seguirono la lettura come sopra.”
Queste tre comunicazioni da parte di Michele sembrano venire da un regno più vasto di quello del nostro mondo materiale comodamente familiare. Sono esclamazioni e pronunciamenti dalla prospettiva di una realtà straordinariamente percettiva ed esortazioni per ispirare e consigliare. Vi è un’urgenza in essi.
Dapprima Michele annuncia che questo gruppo è stato chiamato ad un compito di servizio, affermando nuovamente i passi già compiuti; cioè preparare i primi sette capitoli e, facendo questo, prepararsi per questa comunicazione. Imbarcandosi in questo progetto, il gruppo è andato avanti sulla via. Nell’ordine cosmico essi sono implicitamente diventati le guardie di Michele. Il fatto che parlasse a loro direttamente porta questo alla loro attenzione cosciente.
Michele può incitare, ma non può obbligare, quindi i suoi messaggi sono sempre condizionali, non violano mai il libero arbitrio dell’individuo. Il suo ammonimento di non bloccare la via agli altri o a se stessi è un’indicazione qualificata da “se volete conoscere la via”. Il suo consiglio è scacciare ogni paura (negli altri, per esempio, nel sé esprimendo verità, amore o in qualsiasi modo si voglia definire il proprio ideale più alto, attraverso una vita di azione) manifestando delle qualità spirituali nella propria vita. Le parole sono concise e possono essere espanse negli stessi pensieri che vengono ripetuti in moltissimi modi sia nelle letture sia nel libro Una Ricerca di Dio.
Infine Michele riafferma il suo ruolo come loro protettore e intima loro di essere fedeli alla loro fiducia. Guardate attentamente e vedrete che questa “fiducia” è una strada a doppio senso. Questo è più di un ammonimento, essere fedeli alla propria scelta (come in “Scegli tu in questo giorno chi vuoi servire”) e alla propria fiducia in Dio. Il compito intangibile dello sviluppo spirituale e il compito tangibile di scrivere un libro sono responsabilità sacre. Le Forze Creatrici stanno contando sul gruppo, nonché su ognuno di noi, per realizzare i nostri potenziali sacri.
Guardate ancora più in là e vedrete che questa “fiducia” è più di una strada a doppio senso. Una dinamica profonda, a molti livelli, riccamente interconnessa ha luogo fra i membri del gruppo. Essi arrivano a riconoscersi ed apprezzarsi reciprocamente in modo profondo, negli aspetti consci nonché inconsci del loro essere. In Svegliandosi alla Comunità Rudolf Steiner, un noto insegnante spirituale, lo spiega così: “Sperimentando insieme l’ipersensibile, un’anima umana è destata nel modo più intenso nell’incontro con un’altra anima umana. Desta l’anima ad un’introspezione più elevata, e questa disposizione d’animo crea una situazione che fa sì che un vero essere della comunità scenda in un gruppo . . .” I membri del gruppo, elevando i loro pensieri e sentimenti ai regni ipersensibili, diminuiscono la distanza fra se stessi e gli esseri superiori. I membri del gruppo diventano più consapevoli di se stessi come veri membri di una comunità di spirito. In questa prospettiva è poi così sorprendente che un membro non fisico della loro comunità vorrebbe comunicare con loro ad un livello cosciente?
Il lavoro di gruppo sul capitolo “La Porta Aperta” riceve l’attenzione più concentrata da parte di Michele. Focalizzandosi su questo tema i membri hanno letteralmente aperto la porta perché Michele parlasse con loro. Egli pronuncia anche parole di incoraggiamento durante il lavoro sui capitoli “Alla Sua Presenza” nel dicembre del 1932, “Amore” nel giugno del 1933 e “Desiderio” nel maggio del 1934. Nel messaggio finale al gruppo non si identifica, ma il contenuto del messaggio è chiaramente michelesco:
“Venite, voi figli che cercate la luce! Chinate la testa in elogio del Figlio. Perché la via per ognuno di voi che cerchi il Suo viso sta per essere aperta davanti a voi. Il Figlio dell’Uomo, il Cristo, tuo Signore, è in mezzo a voi, persino nel vostro cuore, se solo volete aprirGli la porta!”
Gli ultimi tre messaggi nelle letture di Cayce, che sono chiaramente di Michele, sono per degli individui. La voce di Michele non viene più sentita fino all’aprile del 1940. Il tono è estremamente urgente, con parole di avvertimento per la madre di una bambina di quattro anni con capacità psichiche, durante la lettura sulla vita della bambina:
“Ascolta! Amica! Io, Michele, signore della via, vorrei darti un avvertimento! Chinate la testa, voi, vili della terra! Sappiate che cosa vi è stato affidato! Vivete la vita, affinché non siate contati fra i maledetti per esseri indegni della fiducia datavi!”(2156-2)
Lo stesso anno Cayce venne usato per ottenere delle informazioni su trivellazioni per trovare il petrolio nel Texas. Una delle letture terminò bruscamente dopo che questo messaggio era stato interposto:
“Venite! Udite, voi figli degli uomini! Chinate la testa, figli degli uomini! Poiché io, Michele, vorrei parlare con voi riguardo a quelle cose che chiedete qui! Non avete visto e sentito del percorso seguito nella ricerca, attraverso questo uomo, di conoscenza che in essa deviate da quello sviluppo di materialità nella ricerca dell’uomo di Dio ?” (1561-19)
Infine, durante una lettura di controllo sulla salute per lo stesso Edgar Cayce, Michele ammonì:
“Chinate la testa, voi figli degli uomini! Poiché io, Michele, signore della via, vorrei parlare con voi! Voi, generazione di vipere, voi, generazione adultera, siate avvertiti! Vi è oggi davanti a voi il bene e il male! Scegliete voi chi volete servire! Camminate sulla via del Signore! Altrimenti verrà quell’improvvisa resa dei conti, come avete visto! Chinate la testa, voi che siete offensivi, impenitenti! Perché la gloria del Signore è vicina! L’opportunità è davanti a voi! Accettate o rifiutate!” (294-208)
Questo avvenne nel marzo del 1944. Cayce morì il 3 gennaio del 1945.
Le letture rendono molto chiaro il rapporto che esiste fra umanità, Michele e il Cristo. Il Cristo, il quale entrò sulla terra come Gesù, arrivò in modo che quelli che lo scelgono possano avere accesso a Dio. Pertanto il Cristo è la Via. Michele è un arcangelo che serve come signore della via. La funzione di Michele è guidare e proteggere ogni anima che cerca la via.
Lo schema delle letture mostra che il terreno è preparato per l’arrivo di Michele quando sono presenti dei pensieri spirituali con un aspetto di fondo. Per ripetere alcune parole che immediatamente precedettero i pronunciamenti di Michele, abbiamo:
- Rendete manifesto l’amore di Dio e dell’uomo.
- Che sulla terra il Suo nome possa essere stabilito per sempre.
- Cristo venne sulla terra così che potessimo avere accesso al Padre.
- Il vostro corpo è un tempio vivente.
Da questo elenco si può dedurre che l’interesse specifico di Michele verta sulla connessione con il mondo materiale.
Ci sono molti sinonimi ugualmente evocativi per “la via” che vengono usati nelle letture: il sentiero, l’accesso, la porta, il canale. Per esplorare alcune delle idee dietro queste parole possiamo immaginare un sentiero terreno attraverso il bosco (spazio) nonché un sentiero terreno attraverso la vita (tempo). Possiamo immaginare un sentiero verso qualche destinazione o meta che è tessuto in una rete di interrelazioni in un modo di reciproco apprezzamento ed appoggio (pazienza o la sua mancanza). Possiamo immaginare canali attraverso le forme solide, liquide e gassose della materia, con forze invisibili che le attraversano.
Possiamo immaginare collegamenti, porte, chakra fra i livelli fisici e non fisici del nostro essere individuale. Possiamo immaginare esseri viventi che si fermano prima di acquisire corpi fisici, ma che ciononostante hanno un interesse in e un’influenza sugli sviluppi in altri, persino fisici, piani di esistenza.
Tutti questi costituiscono aspetti della via e il Cristo potrebbe essere trovato in ognuno di essi. Ognuno di essi può potenzialmente venirsi a trovare sotto le ali di Michele, a seconda della loro (e nostra) determinazione di costruire un viale di anime umane e il loro Creatore. L’intensità e l’ardore dei messaggi di Michele suggeriscono che le Forze Invisibili hanno più che un interesse passeggero negli sforzi delle anime umane.
Nella sua carica di signore della via, la funzione di Michele è guidare e proteggere quelli che prendono parte alla via. Ogni passo cosciente che facciamo per accrescere il nostro amore e la nostra comprensione di Dio e per aprirci alle Sue incursioni nei nostri atteggiamenti e nelle nostre vite è un fervido appello alle Forze Invisibili. L’appello del gruppo era stato anche più chiaro, per aver prima comunicato a Cayce il desiderio collettivo di essere di servizio e per poi essersi esercitati veramente nel compito loro assegnato. La guida verbale di Michele nelle letture consiste nell’incoraggiare, fare un cenno, esortare, avvertire e rimproverare. Tutti i suoi messaggi arrivano a coloro che hanno già fatto dei passi specifici e sinceri sulla via.
Una parte della guida di Michele a chi cerca consiste nel rammentare loro di fare la propria parte: aprite la porta, siate fedeli, non abbiate esitazioni. Egli ricorda loro anche le promesse: “Il Figlio dell’Uomo, il Cristo, tuo Signore, è fra di voi, persino nel vostro cuore” se vogliamo “udire,” ascoltare, essere veri ed ubbidire.
Ulteriori introspezioni nella natura e nella missione di Michele vengono presentate in varie opere di Rudolf Steiner. Nella vista di Steiner la terra e l’umanità nonché le sfere e gli esseri ipersensibili sono tutt’altroche statici. Le forze dell’evoluzione sono all’opera ovunque. La nostra Terra si è sviluppata attraverso incarnazioni planetarie precedenti, influenzata da molti tipi di esseri ipersensibili. Questi esseri stessi sono nel processo di evolversi, ed essi esercitano le loro influenze di evoluzione recente in vari modi, anche nel nostro minuscolo angolo del cosmo. Michele è uno di tali esseri la cui sfera di azioni è quella dell’intelligenza cosmica, con le sue manovre varie e continue.
Per Steiner gli esseri umani non hanno sempre avuto la costituzione che hanno ora. Fondamentalmente le capacità estese dell’anima permettono agli individui di pensare e sentire in un modo qualitativamente diverso di quanto non hanno fatto solo 200 anni fa. Il corso dell’evoluzione dell’umanità ha reso necessario un coinvolgimento nella materialità che ha escluso una consapevolezza cosciente di regni ed esseri spirituali. Solo in tali condizioni l’ego poteva sviluppare una autentica capacità di pensare ed agire in libertà. Ne I Misteri di Michele Steiner dice: “E’ la missione di Michele condurre l’uomo di nuovo in alto, sul sentiero della sua volontà, a quei regni da cui è disceso quando, sul sentiero del pensare, la sua coscienza terrena ha subìto una trasformazione da un modo ipersensibile ad uno fisico per sperimentare le cose.”
La guida di Michele mostra una via per progredire attraverso le condizioni attuali, dove le forze spirituali antagonistiche ci porterebbero fuori strada e ci sedurrebbero impedendoci di trovare il nostro sentiero interiore verso il Cristo. Per Steiner ricevere il Cristo in noi stessi è l’unico modo per soddisfare il nostro più alto potenziale spirituale. Michele ed altri arcangeli alternano le loro influenze ciclicamente per ispirare l’umanità. Nel periodo della storia immediatamente precedente il nostro tempo l’arcangelo Gabriele dotò l’umanità di conoscenza scientifica.
Nel periodo corrente, che sta appena cominciando, Michele ci ispirerà di conoscenza spirituale. Come Steiner dice, “Proprio come una volta condusse le anime umane verso una comprensione della vita di Cristo scendendo dal cielo sulla terra, così ora sta preparando l’umanità a vivere l’emergenza della Coscienza Cristica dal regno dell’ignoto nel regno del noto.”
Come la Coscienza Cristica vive in noi e si esprime attraverso di noi, così cooperiamo con gli impulsi divini che formano il nostro essere futuro. Ogni passo che facciamo verso il futuro può essere un’apertura perché il Cristo viva in noi. Con l’aiuto di Michele troveremo la nostra via.
(Venture Inward, novembre/dicembre 1996)
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