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giovedì 21 novembre 2019

La reincarnazione e i cicli planetari

Per comprendere la storia affascinante che si svolge nelle letture di Cayce
sulla reincarnazione e i cicli planetari dobbiamo tornare alle basi della nostra
esistenza. Basti qui fornire alcune premesse fondamentali per conoscere il
contesto in cui Cayce diede queste informazioni.
La prima premessa è che ogni persona su questa Terra ha una natura
essenzialmente spirituale. Semplificando si può dire che siamo anime che, nel
presente, occupano dei corpi, invece che corpi a cui capita di avere un’anima.
Tutte le anime furono create da Dio ad un certo punto al di fuori del tempo
per essere compagni per Lui. Ma Dio desidera dei pari che siano co-creatori
con Lui Stesso e non automi privi di intelligenza. Così fu necessario dare a
ciascuno di noi il libero arbitrio con cui scegliere armonia ed unione con Dio o
discordia e separazione da Lui.
Più o meno come un bambino deve spesso ribellarsi ai suoi genitori per
raggiungere un senso di individualità, noi, come anime, scegliamo la via di
separazione ed egoismo nel tentativo di esaltare la nostra individualità. Fu
allora che Dio, nel Suo grande amore, ci fornì un modo per maturare con l’uso
della nostra volontà. Egli rispetta fortemente l’individualità e non desidera
nulla più di questo: che noi entriamo in rapporto con Lui come esseri
responsabili, che fanno delle scelte – veri individui e non solo dei bambini
ribelli.
Nel mondo materiale, con le sue leggi di causa e effetto in vigore, abbiamo
l’opportunità di imparare – tramite l’esperienza diretta – le conseguenze delle
nostre scelte. Così alle anime fu data una serie di opportunità per fare
l’esperienza della vita in corpi di carne, per risolvere delle lezioni verso la
maturità spirituale nell’arena dell’esperienza terrena.
Nelle esperienze al di fuori della sfera materiale (cioè negli stati di
coscienza dove non occupiamo un corpo) abbiamo le opportunità di imparare
tipi di lezioni diversi da quelli appresi con l’esperienza pratica. Le letture di
Cayce usano l’universo per rappresentare il numero infinito di possibilità per
l’esperienza dell’anima al di fuori dei corpi di carne ed ossa, poiché la vita
tridimensionale che ha luogo sulla superficie di questo pianeta è solo una di
infinite possibilità per l’esperienza dell’anima. Gli altri pianeti e le stelle sono
usati da Cayce per rappresentare queste varie esperienze che fanno parte del
nostro sviluppo come esseri spirituali. E’ in questo contesto che le letture di
Cayce sulla reincarnazione e i cicli planetari riprendono il discorso.
CICLI DI ESPERIENZE TERRENE
Ripetutamente le letture di Cayce indicano che le incarnazioni terrene
furono di natura ciclica, che una “continuità di schema o scopo” (3128-1) fu
introdotta in ogni esperienza nella carne. Sembra che le vite potessero essere
raggruppate secondo le lezioni più importanti con cui l’anima stava
lavorando, poiché avveniva spesso che Cayce dicesse ad un individuo che gli
stava dando informazioni solo su quelle vite che avevano una diretta attinenza
con le situazione della vita attuale:
“Quanto alle apparizioni sulla terra, non tutte verranno indicate nel
presente, ma solo quelle che hanno particolarmente a che fare con questo
ciclo individuale dell’esperienza dell’entità …” (5000-1)

Le letture come quella sopraccitata proseguivano presentando un rapporto
di quelle esperienze di vite passate che avevano formato gli atteggiamenti
dell’individuo, sviluppato i suoi talenti o l’avevano reso incline alle difficoltà
nel presente. Così, in un certo senso, un ciclo può essere visto come una serie
di vite che completano una data lezione o un insieme di lezioni per l’anima nel
suo sviluppo. Tuttavia i cicli sono ancora più complessi. Devono essere
considerati sotto molte angolazioni simultaneamente per essere compresi
perfettamente.
I CICLI OLTRE L’ESPERIENZA TERRENA
Gli schemi di incarnazioni che costituiscono un ciclo sembrano solo una
parte di un quadro più ampio che racchiude anche quelle esperienze al di
fuori del piano terrestre:
“E arrivano molte cose dai soggiorni durante gli intervalli fra le
incarnazioni terrene che diventano una parte delle espressioni negli stimoli
dell’entità …” (1554-2)
Parlando di questi “soggiorni” fra le vite terrene, le letture dicono altrove
che esiste una preparazione e uno sviluppo che hanno luogo nei piani nonterreni.
Poi entriamo di nuovo nella carne per verificare questo sviluppo
(900-20). L’analogia di un praticantato in seguito ad un corso universitario
teoretico può essere utile per comprendere questo principio.
CICLI DI GRUPPI
Le letture ci dicono inoltre che i cicli delle anime – sul piano terrestre ed al
di fuori di esso – non vengono sperimentati da individui isolati, bensì da
gruppi di anime che interagiscono l’una con l’altra mentre apprendono lezioni
simili. Le letture spiegano che non dovremmo vedere tali gruppi come
“greggi”, “ma piuttosto come parte dell’esperienza del tutto”. Tutte queste
esperienze con un gruppo di anime segnano l’anima individuale coinvolta e
sono una parte dello sviluppo di tutte: “… tutte queste diventano una porzione
del sé intimo dell’entità.” (1243-1)

Alcuni gruppi specifici di anime menzionati nelle letture di Cayce furono
coloro che avevano costruito le culture egizie ed atlantidee. In diversi casi
Cayce indicò che le anime nate negli anni 1910 e 1911 erano parte di un gruppo
che era stato insieme nell’antica Atlantide. Questa affermazione su un’anima
di quel gruppo rappresenta il modo con cui Cayce descriveva il gruppo nel suo
insieme:
“Come molti che entrarono in questo ciclo del 1910 e 1911 o durante questo
ciclo, l’entità è un atlantideo … Troviamo che l’entità possa diventare
un’anima altamente evoluta oppure portare scompiglio e contese a molti.”
(2428-1)
Questo commento sul gruppo di anime nate sulla terra a metà degli anni ’40
somiglia in modo impressionante ai “figli dei fiori” e ai movimenti sociali
connessi degli anni ’60:
“… tutte quelle anime che entrano sul piano materiale nel periodo del ’43,
’44, ’45, a quanto pare, saranno destinate ad occupare ruoli interessanti nel
loro servizio al prossimo e troveranno una approccio molto insolito ad esso.”
(2892-2)
Parlando di questo stesso flusso di anime, Cayce proseguì dicendo che esse
avrebbero “avuto bisogno, desiderato, costruito, preparato, anche in quei
periodi di stress, la pace, proprio come ci saranno coloro che hanno l’odio e
quelle cose che devono essere vinte, se verrà l’armonia sulla terra.”
Da: Commentary on the Circulating File on “Reincarnation and Planetary
Cycles”
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