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sabato 19 ottobre 2019

L’Educazione Spirituale dei Propri Figli

D: Lo sviluppo spirituale dei miei figli lascia molto a desiderare. Come posso aiutarli di più?
R: Con l’applicazione giorno per giorno di quei principi, quelle verità puoi portare questi nella loro
esperienza. Non vuol dire avere la faccia lunga, non è “Non fate questo,” o “Non fate quello,” bensì
vivere giorno per giorno - che cosa? Pazienza, amore fraterno, sopportazione! Sii piuttosto gioiosa
nei tuoi problemi, sapendo che Egli cammina e parla con te quando apri il cuore e la mente alla Sua
presenza! 1348-1
D: Come posso incoraggiare i miei figli nella mentalità e nel vivere cristiano? Come posso
determinarlo, senza curarmi dei sacrifici da parte mia?
R: Soltanto come appena indicato. Vivilo tu stessa. Predicalo poco. Perché ciò che sei parla così
forte che gli altri sentono raramente ciò che dici.
Vivi ogni giorno come se guardassi ognuno di loro in faccia e dicessi come ha detto il Padre,
“Anche se vai molto lontano, se chiami udirò - e risponderò alla svelta.”
Quindi fa’ che la tua vita sia un modello che essi possano prendere come la luce lungo la strada.
Non fare ciò, non tentare ciò che è l’opera di Dio. Egli non condanna, non convince, non giudica.
Perché dovresti farlo tu, come dovresti farlo tu? Sta scritto: “Non giudicare, affinché tu non sia
giudicato - perdona come tu vuoi essere perdonato.” Vivendo ciò tutti verranno alla conoscenza e
alla gloria di Dio . . .
D: Perché le mie due figliole hanno in apparenza poco rispetto o poca cortesia per me? Che cosa ha
prodotto questo atteggiamento? Come ho fatto a fallire?
R: Non hai fallito. Non hai applicato l’intera verità. Non fare la predicatrice. Siate “quelli che
mettono in pratica il verbo.” 3292-1
D: Qualche altro consiglio [per la figlia malata di cinque anni]?
R: . . . Sii paziente, sii molto allegro. Insegna al corpo di pregare spesso, come la madre prega con il
corpo. 5128-1
D: Come posso acquisire più pazienza quando sto con i miei figli?
R: Fallo dentro il tuo sé, perché nella pazienza possiedi la tua anima. 2936-2
D: Che cosa può fare la madre per aiutarla? [figlia di nove anni]
R: Sii piuttosto coerente e fa’ che nelle attività la madre e la bambina siano di più delle compagne!
Usate fra di voi piuttosto le espressioni socievoli. Non abbiate segreti, o questa o quella cosa di cui
non si parla fra le due! 714-1
D: Egli dovrebbe andare alla scuola della domenica?
R: L’uso della stessa, l’ambiente della scuola della domenica, le necessità della vita spirituale,
dovrebbero fare parte dell’educazione, parte del consiglio.
Se vi è quindi quella risposta nell’intimo che cerca maggiore conoscenza e più associazioni con
essa, che vada allora. Ma non per forza o per obbligo che dice “devi andare”. 759-13
D: Qualche altro suggerimento per il benessere del sé e dei figli, per assicurare loro il sostentamento
e una casa?
R: La cosa migliore sarebbe assicurare loro una vita che valga la pena di essere vissuta piuttosto che
il sostentamento - perché quello viene da sé quando la vita viene espansa in quella direzione, non
solo una vita di piacere - ma una che ne valga la pena vivere; mantenendosi in quei canali, ed
esercitando un servizio a qualsiasi fonte e qualsiasi canale attraverso cui ci si voglia sviluppare; non
tutto per se stessi, ma piuttosto se stessi per tutti, in un servizio - ed essendo in armonia con una
continuità di intenti nella direzione di costruire o di produrre qualcosa che ne valga la pena e che
vada verso le influenze costruttive, piuttosto di quelle che produrrebbero un’esagerazione personale
di interessi o motivi egoistici. 5666-1
D: Bisognerebbe vietargli [bambino di sette anni] di giocare col fuoco, o bisognerebbe dirigere
quella curiosità - se sì, come?
R: Quello è un elemento (il fuoco) ed una sostanza elementare e un’esperienza nell’attività di ogni
individuo.
L’entità deve quindi imparare la sua lezione. Prendi in considerazione ciò che è stato dato. Il divieto
crea una barriera. Quindi è necessaria la direzione per quanto riguarda i suoi scopi, i suoi benefici, il
suo posto nell’esperienza di ogni anima. Ma come giocattolo, come oggetto di gioco, questo diventa
quindi tabù; e dovrebbe essere discusso e chiarito con lui dandogli consigli.
. . . E sappi che il mentale è il costruttore, nel carattere, nella natura, nelle caratteristiche, nella
spiritualità, nella moralità e in tutte le influenze che dirigono. Poiché essa, la mente, è sia fisica che
spirituale.
Enfatizza quindi quelle reazioni che cominciano a nascere nell’esperienza di questa mente in via di
sviluppo; la risposta alle cose materiali e emozionali e spirituali; e che non ci deve essere una
repressione con la forza, né si deve indurre il corpo in altro modo che con la direzione quanto a ciò
che dovrebbe pensare e come deve dare espressione a ciò.
Ma fa’ che siate sempre dei compagni . . . 759-13
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