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sabato 24 agosto 2019

Tempo, Spazio e Pazienza (II)

Ciò che serve in primo luogo è pazienza, perseveranza e coerenza.
Poi vorremmo definire per l’entità ciò che intendiamo quando diciamo che l’entità deve avere
pazienza - in un modo attivo, positivo e non semplicemente come una cosa passiva.
Avere o sopportare delle avversità, o biasimi o idiosincrasie di altri non è affatto necessariamente
pazienza. Può diventare semplicemente una cosa come essere uno sgobbone non solo per se stessi
ma uno sfogo di espressione da parte di altri che può non essere mai del tutto soddisfacente perché
non c’è alcuna resistenza.
La pazienza passiva ha sicuramente il suo posto; ma considera la pazienza piuttosto dal punto di
vista dei precetti del rapporto di Dio con l’uomo: l’amore sconfinato è pazienza. L’amore
manifestato è pazienza. La tolleranza a volte è pazienza, la coerenza è sempre pazienza.
Che cosa è quindi necessario? Qual è la cosa più desiderabile nell’esperienza dell’entità? Il
problema particolare in merito può includere una o tutte queste cose, eppure può diventare
un’avversità, a meno che prima non ci sia il riconoscere nel sé da parte dell’entità che nella
pazienza puoi diventare consapevole della tua propria anima.
Tempo, spazio e pazienza sono quindi quei canali attraverso i quali l’uomo come mente finita può
diventare consapevole dell’infinito.
Poiché ogni fase di tempo, ogni fase di spazio dipende come un atomo dall’altro. E non c’è alcun
vuoto, poiché questo, come può essere indicato nell’Universo, è un’impossibilità con Dio. Quindi
non c’è tempo, non c’è spazio quando la pazienza si manifesta nell’amore. 3161-1 F. 66 17/8/43
Ogni anima - come si manifesta sulla terra - è corpo, mente e spirito; proprio come nella Divinità
c’è Dio il padre, Dio la mente, Dio lo spirito santo. Questi - come Padre, Figlio e Spirito Santo -
sono uno. Questi termini di espressione sono usati in questo mondo tridimensionale. Perché la
coscienza terrena raramente concepisce ciò che può non essere di natura tridimensionale. Della
quarta e quinta dimensione si può parlare, ma per quanto riguarda le prove - per la maggior parte e a
volte anche per questa entità - queste sono confuse.
Ma quando si trova che il sé è come un’ombra o come qualcosa che rappresenta l’eterno - si può
chiedere, qual è la fonte di questa associazione o connessione?
Sono tempo, spazio e pazienza a colmare quella distanza. Questi sono il concetto dell’uomo dello
spirito di Dio che si manifesta alla coscienza tridimensionale.
Perciò la documentazione di ogni entità è registrata sullo tempo e sullo spazio, e nella pazienza può
essere interpretata all’entità; per essere usata in modo costruttivo, non come qualcosa di cui vantarsi
o per prendere delle scorciatoie. Perché non ci sono scorciatoie nella pazienza. Non ci sono
scorciatoie nel tempo o nello spazio, quando sono concepiti nell’aspetto mentale e spirituale.
Perciò il reading della documentazione da tempo e spazio può non sempre essere interpretato da tale
lettore nella stessa fraseologia, ma quello che può essere utile lo sceglieremmo dalla
documentazione qui di questa entità, [2771]. 2771-1 F.32 27/6/42
Dando le interpretazioni della documentazione come la troviamo qui, questa viene scelta con il
desiderio e lo scopo che questa sia un’esperienza utile per l’entità.
La documentazione è sul tempo e sullo spazio che sono manifestazioni di quell’influenza o forza
che chiamiamo Dio. E’ sia vecchia che sempre nuova. Ma solo nella pazienza la mente finita
diventa consapevole del valore della stessa per l’infinito, o il sé spirituale.
La documentazione viene così presa da questa matassa di tempo e spazio. Quindi, quando un’entità
entra e lascia la coscienza nella materialità, viene lasciato sul tempo e sullo spazio ciò che è stata
l’attività - così ci può essere l’interpretazione della stessa. 2144-1 F.41 11/3/40
Ma prenditi il tempo per aggiungere qualcosa alla tua mente, mentalmente e spiritualmente. E
prenderti il tempo per giocare un po’ con gli altri. Ci sono dei bambini che crescono. Hai aggiunto
qualcosa di costruttivo alla vita di qualche bambino? Non sarai in cielo (paradiso) se non sarai
appoggiata sul braccio di qualcuno che hai aiutato. Hai poca speranza di arrivarci a meno che non
aiuterai qualcun altro. 2733-1 F.34 21/1/33
Ma se hai lasciato, per così dire, sulla matassa di tempo e spazio quella coscienza che solo nella
pazienza dell’amore divino quella speranza, quella disponibilità ad aiutare può essere resa completa
- quando ti appoggi al braccio di tuo Fratello, del tuo Amico, puoi essere portata alla vera presenza
della divinità stessa. 1472-1 F.57 6/11/37
Perciò troviamo che Egli era venuto, è venuto, è sempre venuto nell’esperienza per poter, attraverso
l’amore - non con la forza, non con l’odio, non per mezzo del comando, bensì per mezzo di
edificazione e giustificazione - portare quell’anima, che è dominata dallo Spirito, alla
comprensione.
Così troviamo il Suo intervento nel tentativo dell’uomo negli eoni di tempo e spazio. Perché questi
(tempo e spazio) diventano parte di questo piano tridimensionale. E qual è l’altra? Tempo, Spazio,
Pazienza!
Poiché Dio ci ha mostrato e ci mostra giorno per giorno, proprio come diede Suo Figlio, che nella
pazienza diventiamo consapevoli della nostra anima, della nostra identità, del fatto che siamo
ognuno di noi un corpuscolo, per così dire, nel grande corpo, nel cuore, del nostro Dio. Ed Egli non
ha voluto diversamente. 262-114 10/10/37
Avete considerato Chi è l’autore delle vostre attività giorno per giorno? anzi, quando avete a che
fare con chi è nella vostra condizione? Non avete preferito uno all’altro?
E’ quello lo spirito di verità? E’ quella la coscienza con cui Egli che è l’autore della vostra fede ha
assistito quelli che ha incontrato giorno per giorno?
Egli è cambiato? Le circostanze, l’ambiente, i tempi sono cambiati? Non sono Tempo, Spazio e
Pazienza nella vostra coscienza piuttosto una manifestazione del Suo amore, della Sua pazienza,
della Sua sopportazione, delle Sue attività con i figli degli uomini? 262-117 27/2/38
Nel vostro studio dello Spirito sappiate che c’è l’influenza del corpo, della mente, dell’anima.
Questi sono manifestati sul piano materiale come un’entità individuale. Proprio come il Padre, il
Figlio, lo Spirito Santo è un’entità individuale. Proprio come tempo e spazio e pazienza sono la
manifestazione individuale di quel Corpo di Spirito nelle esperienze dell’uomo. 262-118 10/4/38
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