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sabato 21 maggio 2022

Come evitare o superare le infezioni virali alla maniera di Edgar Cayce

In passato un mio insegnante di
virologia ha detto a noi studenti che, se
dovessimo mettere un centinaio di
persone in una stanza chiusa e
spruzzare dei virus su di esse, solo una
certa percentuale di loro contrarrebbe e
svilupperebbe un’infezione. Lasciando
da parte la possibilità che erano immuni
per una precedente esposizione al
patogeno o per una vaccinazione
precedente, un fattore sconosciuto impedirebbe a questa parte di persone di
sviluppare la malattia. Di certo la salute e la vitalità generali sono dei fattori,
ma, a parte queste considerazioni, poco è noto sul perché alcune persone non
sono colpite dall’infezione.
La maggior parte degli studiosi delle letture di Cayce sulla salute finiscono per
comprendere le raccomandazioni di base per godere di salute e benessere e per
mantenere un sistema immunitario forte: una dieta ricca di frutta fresca e
verdure fresche (80 percento); carni leggere come pesce, pollame e agnello;
cereali integrali, noci e semi; molta acqua fresca, pura ogni giorno; e forse
qualche integrazione con vitamine e minerali.
Devono essere inoltre anche evitate certe combinazioni di cibo e il mangiare il
cibo troppo velocemente.
Insieme a questi consigli Cayce raccomandava di mantenere una vita spirituale
e mentale sana che includa preghiera e meditazione regolare, se non giornaliera
(del tempo speso nella comunione diretta con la Fonte) e letture spirituali
regolari, per aiutarci a ricordare che siamo figli eterni dell’Unico Spirito Sacro.
Le letture mettevano inoltre in rilievo che la nostra capacità di perdonare è
essenziale per il nostro benessere. In questo modo sviluppiamo equilibrio e
serenità, una compostezza calma e uniformità di temperamento, anche nelle
circostanze più difficili.
Erano raccomandati inoltre l’esercizio fisico e lo stare fuori nella natura il più
possibile, entrambe le cose per gestire meglio i fattori di stress e per stimolare
la circolazione linfatica ed ematica che aiuta nei processi di eliminazione delle
scorie metaboliche. L’assenza di movimento (stasi) era vista come produttrice
di “di alcalinità non permette la crescita e la riproduzione di tali organismi. In
realtà la lettura 1947-4 afferma: “Mantieni il corpo alcalino! I germi del
raffreddore non vivono in un organismo alcalino!” Per determinare il pH interno
si raccomandava misurare saliva e urina con cartina tornasole.
La dieta era vista come il fattore
determinante più importante del pH interno,
e le letture essenzialmente raccomandavano
ciò che ora è definita la dieta mediterranea.
Le letture consigliavano anche di assumere
un cucchiaino di bicarbonato di sodio sciolto
in un bicchiere d’acqua una o due volte alla
settimana durante la stagione dei raffreddori
e dell’influenza per spingere il pH
ulteriormente dalla parte alcalina. Anche fare gargarismi con Glicotimolina e
inghiottirne un po’ ogni tanto per avere un effetto antisettico nell’intestino può
aiutare. La lettura 413-4 dice: “Non c’è modo migliore per mantenere le
eliminazioni in tutto il corpo che favorire l’alcalinità nel tubo digerente – dove
nasce la maggior parte dei disturbi.” La scienza moderna sta proprio ora
riconoscendo la verità di quest’ultima affermazione con una ricerca su vasta
scala sul “cervello addominale” e i trilioni di microbi benefici (e necessari) che
abitano nell’intestino.
Una volta che si è infettati le letture raccomandavano innanzitutto riposo, e non
si può sottolineare abbastanza la sua importanza. Il corpo richiede riposo per
guarire se stesso. Il sig. (257) ricevette l’ulteriore consiglio di assumere un
lassativo a base di senna e di aumentare il suo consumo di acqua e succhi di
frutta. Nella fase acuta dell’infezione occorre mangiare leggero, soprattutto
agrumi freschi, in modo da non affaticare l’organismo con la digestione; sono da
evitare le carni pesanti. Prima del riposo e del sonno si può strofinare una miscela
di canfora e trementina sospesa in sego di montone (il “Camphor Care” di Baar
Products) sul collo, sulla parete toracica, sulla parte inferiore di gambe e piedi,
sul davanti, sui lati e sulla schiena, e in seguito indossare una camicia da notte
e calzini lunghi – che stimolano il flusso linfatico mentre si sta sdraiati, aiutando
a distribuire più velocemente gli anticorpi prodotti dal corpo stesso che
sconfiggono l’infezione. E’ efficace anche una pomata al mentolo.
Durante la pandemia dell’influenza spagnola del 1918 i primi osteopati usarono
una “tecnica osteopatica della pompa linfatica” per aiutare i loro pazienti a
ristabilirsi ed ebbero dei risultati eccellenti. Ora sono disponibili online molte
tecniche che aiutano il sistema linfatico a drenare.
Per aiutare ad accelerare la produzione di anticorpi contro germi specifici le
letture di Cayce raccomandavano il “succo di bue”. Lo si può preparare
sbollentando dei cubetti di bistecca magra per un’ora circa e poi filtrarne il succo.
Quando avrete il succo sorseggiatene una piccola quantità da un cucchiaio,
tenendo il succo in bocca per circa 15 secondi. Ciò permette alle proteine a
catena lunga biologicamente potenti di essere rilasciate
direttamente nel flusso sanguigno sotto la lingua, fornendo
elementi costitutivi vitali per una veloce produzione di
anticorpi nei linfonodi. Si può vedere quanto è geniale
questa raccomandazione: rafforzare velocemente il
sistema di difesa proprio del corpo – un imperativo
assoluto quando si combatte un’infezione virale.
Infine le lesioni biomeccaniche spinali che causano alterazioni nel sistema
nervoso autonomo (che controlla tutti gli aspetti della fisiologia umana) possono
essere un fattore di suscettibilità all’infezione e per la capacità di ristabilirsi. Di
solito queste lesioni biomeccaniche hanno origine in vecchie ferite, sindromi
posturali, cattiva postura di seduta e del sonno, invecchiamento, tono muscolare
debole, ecc. Questi deterioramenti funzionali intorno alla colonna vertebrale
sono noti per produrre uno “sbilanciamento” interno. Le letture raccomandavano
spesso di trovare un chiropratico o medico osteopata competente per una terapia
manuale.
La virulenza o forza di un microbo e la vulnerabilità di un ospite sono i due fattori
che determinano il numero di persone infette in una pandemia, così come il
risultato dell’infezione. Non possiamo fare molto riguardo alla virulenza di un
virus, ma possiamo fare molto per ridurre la nostra vulnerabilità all’infezione e
per rafforzare la nostra ripresa se ci infettiamo.
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